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 Ilaria Isidori Ashakti

Un abbraccio a tutti

 

Il mondo intorno a me: L’altro volto dell’Informazione

E’ nato un NUOVO SPAZIO!!!!!!
L’altro volto dell’Informazione

vi trovarete notizie non proprio ufficiali riguardo la globalizzazione del potere, scie chimiche, uno spazio dedicato ai bambini, agli abusi che subiscono, le news sul vaccino per il nuovo virus suino e molto altro ancora.

un abbraccio a tutti e buona lettura

ILARIA

 

Il mondo intorno a me: L’altro volto dell’Informazione

 

GIUleMANIdaiBAMBINI

In Australia cresce l’allarme: più di 4000 “depressi” hanno meno di 10 anni, ed oltre cinquecento hanno meno di 5 anni.

“Prescizioni inquietanti”, dichiara il portavoce del Royal Australian College of Physicians.

Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Questi psicofarmaci non sono autorizzati per l’età pediatrica, a questi medici dovrebbe essere interdetta la professione.

Il problema è che gli USA, il Canada e l’Australia dettano la linea internazionale in materia”.
Prof. Costa (Policlinico Umberto I°): “Stanno avvelenando i bambini, modificandogli in modo irreversibile il sistema nervoso, questi colleghi sono incoscienti e pericolosi

Camberra – “Antidepressivi ad almeno 4.000 bambini australiani sotto i dieci anni”, denuncia il portale della responsabilità sociale “RSI”.

In Australia, nell’ultimo anno, sono stati prescritti antidepressivi a migliaia di bimbi al di sotto dei dieci anni, tra cui 553 sotto i cinque anni, e 48 con meno di un anno d’età.
La notizia è stata pubblicata dal quotidiano “The Australian”, sulla base di statistiche del Dipartimento della Salute mai rese note prima di oggi.

I numeri sono in realtà maggiori, perché i dati riguardano solo le prescrizioni a soggetti che godono di forme di rimborso da parte del servizio sanitario nazionale.

Ma quali possono essere le circostanze che inducono a prescrivere questi farmaci a bambini così piccoli? “Nessuna che mi venga in mente”, risponde il portavoce del Royal Australian College of Physicians, che vorrebbe sapere chi e perché fa queste prescrizioni, che giudica “inquietanti e inspiegabili”.

Un medico esperto di stati depressivi, Gordon Parker, afferma che “questi numeri sono al di là della mia comprensione, è necessario che il Governo imponga ai medici l’obbligo di fornire una giustificazione scritta quando prescrivono questi psicofarmaci a dei bambini, perché i piccoli pazienti vengono esposti a gravi rischi come la tendenza al suicidio, mentre l’efficacia di queste molecole non è dimostrata”.

L’Adverse Drug Reactions Advisory Committee mette in guardia i medici dal prescrivere gli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), nessuno dei quali è autorizzato per la cura della depressione in pazienti al di sotto dei 18 anni.

Queste informazioni sono riportate anche nei foglietti delle avvertenze dei singoli medicinali, ma la prescrizione avviene comunque, perché i medici in realtà possono prescrivere i farmaci anche per indicazioni terapeutiche e fasce d’età diverse da quelle contenute nell’autorizzazione alla messa in commercio.

L’antidepressivo più prescritto nell’ultimo anno ai minori australiani è il Prozac, prodotto da Eli Lilly, con 7.833 ricette, 863 delle quali riguardanti bambini al di sotto dei dieci anni.

Molto gettonato anche l’Effexor XR, prodotto da Wyeth, che registra 3.347 prescrizioni a ragazzi e bambini, otto dei quali avevano meno di un anno, diciannove avevano tra i due e i tre anni, e quindici avevano cinque anni.

Commenta il Prof. Emilia Costa (Primario di Psicofarmacologia al Policlinico Umberto I° di Roma): “La prima cosa che mi viene in mente per commentare questa notizia è che pratiche di questo genere sono inaudite: stanno avvelenando bambini così piccoli, perché qualunque clinico si sa benissimo che nei primi anni di vita l’apporto di sostanze psicoattive modifica l’assetto del sistema nervoso centrale, in modo anche irreversibile.

Questi medici sono incoscienti e pericolosi” Interviene sulla situazione australiana anche Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (http://www.giulemanidaibambini.org/): “Il problema è che Stati Uniti, Canada ed Australia dettano la linea internazionale in materia.
Spero che il Governo australiano prenda provvedimenti seri: questi psicofarmaci non sono autorizzati per l’età pediatrica, ma qualcuno li prescrive comunque ignorando ogni cautela. A questi medici dovrebbe essere interdetta la professione”.

Terremoto in Abruzzo… fà riflettere

Se siamo insieme domani è già quì

 

 

Terremoto in Abruzzo… fà riflettere

Correre e correre, inseguire traguardi sempre diversi mentre cadono muri, si strappano bandiere, mentre ai valori “patria e famiglia” si sostituiscono sempre più velocemente “denaro e successo”, continuare a correre senza mai domandarsi perché.

Poi, un giorno, all’improvviso arriva quella domanda che prima o poi tutti ci facciamo: “Dove sto andando? Che cosa stò cercando? E’ proprio questo che volevo per me?”

 

 

 

L’uomo è sempre più stanco, triste, malato; si sente sempre più sperduto, isolato e solo e questo perché in realtà esso è sempre più lontano da sé stesso, dalla natura e dagli altri esseri viventi.

Oggi si vive nel benessere però si vive nell’insoddisfazione, c’è sempre una sensazione diffusa d’incompletezza. Quasi una maledizione: Abbiamo tutto eppure manca sempre qualcosa.
In realtà sotto sotto si nasconde una paura che nutre il malessere di vivere: E’ la paura della morte, di sparire.
Ci si domanda: “Perché ci danno la vita se poi ci viene a volte strappata crudelmente?”
 
Nessuno vuole mollare le piccole felicità conquistate, la tranquillità economica acquisita dopo tanti sacrifici ma solo di fronte a delle disgrazie ci si interroga davvero sul senso della propria vita e su come la stiamo conducendo.

 


Ci si chiede quale sia DAVVERO il senso di quello che facciamo, il senso del dolore che giorno dopo giorno ci portiamo dietro tenendoci a volte aggrappati ad esso non come un peso da lasciar andare ma piuttosto come un amico che conosciamo bene da tanto tempo e vorremmo tenere sempre accanto.
Dinnanzi ad eventi tragici e drammatici come quelli che stiamo vedendo in questi giorni in una regione, l’Abruzzo, devastata da un tremendo terremoto ci sono tante domande che ci colpiscono alle spalle ed ognuno di noi trova poi la propria risposta in un ambito che può essere religioso, politico, laico, scientifico, cinico …
E’ terribile pensare che ci si interroghi solo dinnanzi a delle tragedie ma ci si consola capendo che almeno è l’inizio di una riflessione, una spinta che poi magari diventa un progetto di vita.
 

 

 

Perché per salvarsi dalla disperazione bisogna avere un progetto!Infondo è l’incompiutezza ad essere il motore della vita. L’uomo si distingue dalle bestie proprio perché sa pensare ed inventare il futuro. Basta avere un obiettivo e si hanno in mano le chiavi della vita!   

Dinnanzi ad eventi così catastrofici come quelli che stiamo osservando in questi giorni il rischio è quello di essere sopraffatti dal dolore, di perdere fiducia e speranza, di farsi carico del dolore delle persone morte o ferite perdendo così la lucidità che è il vero motore di azioni efficaci e concrete che invece si potrebbero compiere per aiutare davvero.

Dinnanzi ad una tragedia così immane ho potuto osservare un aspetto positivo e cioè la grandezza degli esseri umani quando sono UNITI tra loro con l’unico scopo di aiutare i suoi simili nella sopravvivenza.
Non esistono più confini e non importa a quale bandiera si appartiene, non importa cosa si possiede o chi eravamo ieri.
 
 

 

Il passato svanisce, al futuro ci si penserà quando arriverà …… l’unica cosa che conta è il MOMENTO PRESENTE vissuto come una forsennata corsa contro il tempo per cercare di trovare altre persone ancora in vita sotto le macerie.

Di parole di sgomento o comunque da spendere su questa tragedia ce ne sarebbero infinite ma non proseguo oltre in questa esternazione dei miei pensieri.

Concludo dicendo solo che nell’impossibilità per molti di essere in prima linea quello che possiamo fare è mandare luce e amore oltre che magari inviare degli aiuti un po’ più concreti sotto forma di denaro o materiale che quotidianamente viene richiesto dalla protezione civile.

 
ILARIA 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ terribile pensare che ci si interroghi solo dinnanzi a delle tragedie ma ci si consola capendo che almeno è l’inizio di una riflessione, una spinta che poi magari diventa un progetto di vita.
 

 

 

Perché per salvarsi dalla disperazione bisogna avere un progetto!Infondo è l’incompiutezza ad essere il motore della vita. L’uomo si distingue dalle bestie proprio perché sa pensare ed inventare il futuro. Basta avere un obiettivo e si hanno in mano le chiavi della vita!   

Dinnanzi ad eventi così catastrofici come quelli che stiamo osservando in questi giorni il rischio è quello di essere sopraffatti dal dolore, di perdere fiducia e speranza, di farsi carico del dolore delle persone morte o ferite perdendo così la lucidità che è il vero motore di azioni efficaci e concrete che invece si potrebbero compiere per aiutare davvero.

Dinnanzi ad una tragedia così immane ho potuto osservare un aspetto positivo e cioè la grandezza degli esseri umani quando sono UNITI tra loro con l’unico scopo di aiutare i suoi simili nella sopravvivenza.
Non esistono più confini e non importa a quale bandiera si appartiene, non importa cosa si possiede o chi eravamo ieri.
 
 

 

Il passato svanisce, al futuro ci si penserà quando arriverà …… l’unica cosa che conta è il MOMENTO PRESENTE vissuto come una forsennata corsa contro il tempo per cercare di trovare altre persone ancora in vita sotto le macerie.

Di parole di sgomento o comunque da spendere su questa tragedia ce ne sarebbero infinite ma non proseguo oltre in questa esternazione dei miei pensieri.

Concludo dicendo solo che nell’impossibilità per molti di essere in prima linea quello che possiamo fare è mandare luce e amore oltre che magari inviare degli aiuti un po’ più concreti sotto forma di denaro o materiale che quotidianamente viene richiesto dalla protezione civile.

 
ILARIA 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ terribile pensare che ci si interroghi solo dinnanzi a delle tragedie ma ci si consola capendo che almeno è l’inizio di una riflessione, una spinta che poi magari diventa un progetto di vita.  

 

Perché per salvarsi dalla disperazione bisogna avere un progetto!Infondo è l’incompiutezza ad essere il motore della vita. L’uomo si distingue dalle bestie proprio perché sa pensare ed inventare il futuro. Basta avere un obiettivo e si hanno in mano le chiavi della vita!   

Dinnanzi ad eventi così catastrofici come quelli che stiamo osservando in questi giorni il rischio è quello di essere sopraffatti dal dolore, di perdere fiducia e speranza, di farsi carico del dolore delle persone morte o ferite perdendo così la lucidità che è il vero motore di azioni efficaci e concrete che invece si potrebbero compiere per aiutare davvero.

Dinnanzi ad una tragedia così immane ho potuto osservare un aspetto positivo e cioè la grandezza degli esseri umani quando sono UNITI tra loro con l’unico scopo di aiutare i suoi simili nella sopravvivenza.
Non esistono più confini e non importa a quale bandiera si appartiene, non importa cosa si possiede o chi eravamo ieri.
 
 

 

Il passato svanisce, al futuro ci si penserà quando arriverà …… l’unica cosa che conta è il MOMENTO PRESENTE vissuto come una forsennata corsa contro il tempo per cercare di trovare altre persone ancora in vita sotto le macerie.

Di parole di sgomento o comunque da spendere su questa tragedia ce ne sarebbero infinite ma non proseguo oltre in questa esternazione dei miei pensieri.

Concludo dicendo solo che nell’impossibilità per molti di essere in prima linea quello che possiamo fare è mandare luce e amore oltre che magari inviare degli aiuti un po’ più concreti sotto forma di denaro o materiale che quotidianamente viene richiesto dalla protezione civile.

 
ILARIA 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Reiki

REIKI

Civitanova Marche (MC) - Lido di Fermo (AP) h.9/18.30

Reiki

è una via consapevole

di contatto con Sé,

di rilassamento,

di guarigione.

Benché oggigiorno il Reiki affianchi la Medicina allopatica in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo non è e non si pone come alternativa alla terapia medica, non è una religione e non richiede uno specifico credo.
Reiki è considerato un valido ed efficace metodo di guarigione naturale che ha lo scopo di aumentare il nostro stato di benessere personale e farci acquisire un atteggiamento positivo nei confronti di noi stessi e della vita in generale.
Il termine indica la connessione tra “Rei” (l’Energia Universale, o Forza di ogni cosa che ci circonda) e “Ki” (la nostra Energia Individuale).
Le sue origini si perdono nel Buddhismo Tibetano e solo alla fine del 1800 è stato riscoperto dal giapponese Mikao Usui.

Si rivolge a persone in grado di assumersi la piena responsabilità di Se stesse.

Seminari REIKI

Il Reiki sistema Usui prevede tre livelli di apprendimento ma già dal I° Livello si ha a disposizione un completo strumento d’aiuto per la propria vita e si è in grado di eseguire, per alleviare un dolore acuto o cronico, per rilassarsi o per migliorare il proprio equilibrio fisico ed energetico, tre tipi di trattamento:
• Auto - trattamento
• Trattamento ai sette chakra
• Trattamento completo

Il primo livello Reiki solitamente si impara in un week end in uno spazio di serenità, gioia e desiderio di apprendere qualcosa per la nostra vita che ci avvicini maggiormente a noi stessi.
 

 

L’allievo riceve le tre Iniziazioni che hanno lo scopo di aprire i canali energetici, conoscerà, o approfondirà, la teoria dei chakra, imparerà a riconoscere e sentire i propri blocchi energetici ( o emozionali) attravero condivisioni, tecniche di respiro, meditazioni attive e passive.

La cerimonia delle Iniziazioni serve a dare un riconoscimento formale alla responsabilità che consegue “la scelta” che la persona compie su sé stesso.

Per avvicinarsi al Reiki non è necessario star male, basta semplicemente voler stare un po’ meglio e diventare sempre più coscienti di quelli che sono i naturali meccanismi inconsci della nostra mente

 Date prossimi Seminari I° livello:

18/19 Aprile - 23/24 Maggio - 20/21 Giugno

 

I Principi del REIKI
Solo per oggi:
- Non ti preoccupare
- Non ti arrabbiare
- Fai il tuo lavoro con onestà
- Onora ogni essere vivente
- Ringrazia per tutti i doni ricevuti

Mikao Usui e la Storia del Reiki

Mikao Usui nacque il 15 agosto 1865 nel villaggio di Taniai in Giappone. Si appassionò di arti marziali a partire da 12 anni e ne divenne presto un grande esperto.

Praticò una variante del Qi Gong nota come Kiko ma si dice che conoscesse bene anche Morihei Ueshiba, fondatore dell’ Aikido, Gichin Funakoshi (fondatore del Karate moderno) e Jigoro Kano (fondatore dello Judo).

Non era una mistica creatura fiabesca quanto piuttosto un simpatico, cordiale e del tutto normale essere umano, con le sue debolezze e i suoi punti di forza, come tutti noi.

Fu un abile e rispettato uomo d’ affari e segretario privato di un politico giapponese, Shinpei Goto grazie al quale ebbe modo di viaggiare in lungo e in largo sia in Giappone che all’estero, diventando molto noto e accrescendo la sua vasta cultura grazie all’ esperienza.
Usui non era un dottore in senso stretto, ma la vastita’ della sua cultura lo fece riconoscere come tale a livello onorifico: era un grande esperto di filosofia, psicologia, teologia, aveva buone cognizioni di medicina e di pratiche di guarigione.
Di natura assai versatile amava molto leggere e si dilettava di poesia.Era rinomato per il suo sorriso sulle labbra, ma in caso di difficoltà era anche abile a difendersi. Uomo assai attento, sotto molti punti di vista era un’ anima estremamente virtuosa.
L’esperienza di una intera vita dedita all’ apprendimento e alla raccolta di informazioni lo aiutarono a dare origine e ad ampliare l’arte poi chiamata Reiki. Per Usui lo scopo principale del Reiki non era solo la guarigione delle malattie, quanto piuttosto il rafforzamento di tutti i talenti naturali disponibili, l’ equilibrio dello spirito, la salute del corpo e conseguentemente il raggiungimento dell’ autorealizzazione.

Nel 1914 divenne un monaco laico Tendai detto zaike; questo gli permise di vivere a casa propria, in contatto con i suoi famigliari.
Un giorno si reco’ sul monte Kurama per ritirarsi nella meditazione e digiuno’ per 21 giorni, al termine dei quali percepi’ in se’ la grande energia Reiki.
Innanzitutto uso’ Reiki su se stesso e dopo lo sperimento’ sulla sua famiglia. Avendo riscontrato un buon effetto sui piu’ svariati malanni decise di condividerlo anche con altre persone. Per far conoscere il Reiki e per renderlo accessibile al pubblico, apri’ una clinica a Harajuku, Aoyama, Tokyo nel 1922.
Condusse molti seminari ed effettuo’ innumerevoli sedute di Reiki. Nello stesso anno, ad aprile, fondo’ anche l’Usui Reiki Ryoho Gakkai (Organizzazione del Metodo Reiki di Usui) di cui divenne il primo presidente. Moltissime persone si recarono da lui e facevano la fila anche davanti alla sua abitazione per poter essere curate.

Nel settembre del 1923 il devastante terremoto di Kanto sconvolse Tokyo. Migliaia furono i morti, i feriti e gli ammalati. Il dr. Usui, con il cuore colmo di dolore, comincio’ a curare in tutta la citta’ le numerose vittime del disastro.
Ben presto la sua clinica divenne troppo piccola cosicché , nel febbraio del 1925, si trasferi’ fuori città , a Nakano, dove edificò una clinica nuova. La sua fama si propagò presto in tutto il Giappone e venne invitato in numerose città . Ricevette per i suoi grandi meriti la onorificenza governativa Kun San To.
Durante il suo soggiorno a Fukuyama si ammalò e morì nel suo sessantaduesimo anno, al terzo ictus, il 9 marzo 1926.
Per quanto riguarda la diffusione del Reiki in Occidente, occorre risalire all’incontro di Usui con Chujiro Hayashi, ufficiale di marina in congedo.

Fu, probabilmente, quest’ultimo a creare un metodo più funzionale per il trattamento Reiki e l’imposizione delle mani, organizzando i tre livelli di iniziazione e a valutare la opportunità di pagare un prezzo in cambio di Reiki. La Signora Hawayo Takata conobbe Hayashi nel novembre del 1936 alle Isole Hawaii; fu proprio lei, quando da qui si trasferì in California, la maggiore artefice della diffusione del Reiki in Occidente.
 

 

La Sig.ra Takata, nata il 24 dicembre 1900, morì nel 1980 lasciando 22 Maestri di Reiki. Da questi maestri ha origine il Reiki Occidentale: in meno di 20 anni Reiki si e’ poi diffuso in tutto il mondo ed e’ attualmente praticato da decine di milioni di persone.

 

 

 

 

 

 

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L’Ultima pagina del 2008, di questo mio Blog, si è conclusa con un “A(r)RIVEDERCI” un pò particolare….Ma così è la Vita…ed oggi, nel primo giorno del nuovo anno, mi è “arrivata per caso”, da una di VOi, tra le mani una poesia che ritengo splendida per inaugurare la NUOVA PRIMA PAGINA del 2009. La dedico (a me stessa e) a tutti coloro che sono STANCHI DI AVER PAURA con l’augurio che questo nuovo anno possa darci la forza ed il coraggio di realizzarCI per quello che SIAMO DESTINATI AD ESSERE.
Con Amore
Ilaria
La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.

E’ la nostra luce,

non la nostra ombra,
a spaventarci di più.

Ci domandiamo:
” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? “

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio

Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo.

 

Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi 

 

cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.



Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere,

inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente
libera gli altri.

 

 

(Tratto da “Ritorno all’Amore” di Marianne Williamson )

A(r)RIVEDERCI

Un altro capitolo del Libro della Vita si è concluso ed un’altra pagina già domani sarà scritta.

… Un’altra anima sta RITORNANDO A CASA …

Quello che resta è solo un corpo molto pesante
e solo tenendolo fra le braccia
ho potuto avvertirne la TOTALE ASSENZA di “CHI” in esso era contenuto.
Quello che sulla Terra resta
… è SOLO UN CORPO …
Quello che è rimasto è solo un corpo
così martoriato dalle fatiche di questi lunghi anni
… SOLO un corpo
che ha sopportato e sorretto grandi pesi su di Sé
e che ora è così inerme e VUOTO

E mi inchino davvero profondamente
dinnanzi alla POTENZA di quell’ultima espirazione
che ha permesso il trapasso in serenità e pace.

E sento in me QUESTO QUALCOSA
di così impalpabile ed irreale
ed allo stesso tempo così potente ed unico
che è il Respiro.

Quello che in ME resta
è la memoria di una GRANDE ANIMA

E mi inchino dinnanzi ai ricordi
di tutto il dolore, le pene e la solitudine sopportati in Vita
e che sono stati ricambiati SEMPRE e SOLO
con gesti di totale devozione ed amore incondizionato.

Ed ancora un ultimo saluto ad una
GRANDE ANIMA.

Ci ritroveremo….
…un giorno

…. e mi accorgo come le parole
non siano sufficienti
per esprimere e contenere il mio infinito
GRAZIE ed AMORE

Ad un’Anima speciale, con tutto il mio AMORE
Ilaria
 

BUONE FESTE

A

A
chi
ama
dormire
ma si sveglia
sempre di buon
umore. A chi saluta
ancora con un bacio. A
chi lavora molto e si diverte di
più. A chi va in fretta in auto, ma
non suona ai semafori. A chi arriva
in ritardo ma non cerca scuse. A chi spegne
la televisione per fare due chiacchiere. A chi è
felice il doppio quando fa a metà. A chi si alza presto
per aiutare un amico. A chi ha l’entusiasmo di un bambino
e pensieri da uomo. A chi vede nero solo quando è buio.
A chi non aspetta Natale per essere migliore
(M.Teresa)
BUONE
FESTE
A TUTTI
***
ILARIA
***

 

 

 

I bambini imparano ciò che vivono.

Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nella paura impara ad essere apprensivo.
Se un bambino vive nella pietà impara a commiserarsi.
Se un bambino vive nella gelosia impara ad essere invidioso.
Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella lode impara ad apprezzare.
Se un bambino vive nell’approvazione impara a piacersi.
Se un bambino vive nel riconoscimento impara ad avere un obiettivo.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell’incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nella serenità impara ad avere tranquillità di spirito.
Se un bambino vive nella sicurezza impara ad avere fede in se stesso e in coloro che lo circondano.
Se un bambino vive nell’amichevolezza impara che il mondo è un posto bello in cui vivere.
Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo

Dopo un pò… accade IL SILENZIO

Quello che accade, dopo un po’, è che ci si ritrova in un silenzio assordante e ci si accorge che c’è sempre stato ma che semplicemente si riempiva di parole o altri suoni perché è talmente profondo e traboccante di messaggi da non essere facile da sostenere.

Quello che accade, dopo un po’, è che ci si rende conto di come tutto sia in Noi e fuori di noi, di come siamo IL TUTTO ED UNA PARTE DEL TUTTO allo stesso tempo, di come tutto abbia più senso e valore ed allo stesso tempo niente sia così importante e significativo.

Quello che accade, dopo un po’, è che ci si ritrova soli a guardare dentro di Sé e ci si accorga di specchiarsi negli occhi degli altri.

Quello che accade, dopo un po’, è  che tutto e niente ha più valore

Quello che accade, dopo un po’, è che non si hanno più parole per spiegare e soprattutto non si hanno più domande da porre, c’è solo questo grande e vasto silenzio che invade ogni cellula del nostro corpo e ci trascina diritti alla fonte di Noi stessi e dell’Universo.

ILARIA

E’ tempo di riappropriarci di NOI

Lungo il cammino abbiamo trovato follia, disperazione, paura, inganni, adusi e soprusi. Abbiamo lasciato alle  nostre spalle dolore, angoscia, violenza ed abbiamo portato con noi la maschera che ci hanno dato alla nascita e che con forza e molto prepotentemente abbiamo custodito e difeso in tutti questi anni a costo della nostra stessa vita. Arriva il momento però in cui possiamo vedere la verità e cioè che stavamo difendendo e dando la nostra forza e la vita stessa per qualcosa o qualcuno che NON è NOI, non lo è mai stato, mai ci è appartenuto, mai ci ha toccato il cuore, mai ci ha dato l’estasi…. Semplicemente ci siamo uniformati e di volta in volta lungo il cammino della nostra vita, come l’acqua, abbiamo preso la forma che gli altri ci davano o semplicemente quella che incontravamo. Ora è giunto il tempo di riappropriarci di quello che è nostro di diritto dalla nascita, è tempo di vivere e assaporare ogni attimo, ogni istante, ogni  sensazione, gioia o tristezza, godere di ogni emozione o dolore. E’ tempo di Vivere, di espanderci, di mostrarci al mondo e nel mondo, senza paure, giudizi, pregiudizi, aspettative ma solo con amore, gioia e un’apertura totale.

Ilaria

 

 

Medicina Naturale e Autoguarigione

 Il nostro corpo parla CON noi, DI noi e indica il nostro modo di stare nel mondo.

 

La vita frenetica nella quale siamo immersi tutti i giorni, le responsabilità o il peso dei nostri impegni ci impediscono spesso di vivere serenamente e questo si ripercuote in noi manifestandosi sotto forma di stress, ansia, tensioni, rigidità, emotività, sonno ed umore instabili etc …

Pensiamo a quante persone quotidianamente entrano in farmacia e, come se bevessero dell’acqua, ricorrono a “pillole magiche” che sicuramente procurano un sollievo immediato ma anche altrettanto “momentaneo”.

Tuttavia, nonostante “queste risorse” e sebbene l’uomo oggi disponga di infinite più possibilità rispetto a soli cinquant’anni fa, il malessere generale continua costantemente ad aumentare e sempre più gente s’interroga su cosa si possa fare di diverso e quali possano essere le alternative per riuscire a star bene togliendo definitivamente di mezzo quelle fastidiose parole: “effetto momentaneo”.

Ci si inizia a chiedere se forse non serva spostare il fuoco della propria ricerca da un’altra parte e smetterla di curare solo il sintomo pensando che questo possa essere scaturito dal nulla.

Non serve a niente, infatti, rimuovere “momentaneamente” il singolo disturbo se non andiamo a ricercare e ad occuparci anche delle cause che lo hanno provocato.

Da qualche decennio, oramai, si sente parlare di “Medicina Alternativa o Naturale” dove antiche tecniche e metodi naturali sono stati riscoperti.

Tuttavia in pochi sanno davvero di cosa si tratti o di cosa questi si occupino mentre in molti, interessati a scoprirlo, si sono imbattuti in decine di altri sistemi che, sulla scia della “novità new-age”, sono stati letteralmente inventati ed improvvisati.

Infatti, come per tutte le nuove cose che “vanno di moda”, si sono create in pochissimo tempo scuole di pensiero e nuove filosofie del tutto arrangiate, veri e propri “ordini” in cui persone si sono auto-proclamate “Guaritori” arrecando la scusa che loro ne sanno di più, ne conoscono di più, hanno viaggiato di più, hanno conosciuto “i Maesti più…” 

Insomma è uscito fuori di tutto ed il risultato è solo quello che si può vedere oggi dove intorno alle Medicine Alternative o Naturali regna prevalentemente disorientamento e scetticismo ed effettivamente in tutta questa confusione non è affatto facile chiarirsi le idee, anzi, ma se si ha la fortuna d’incontrare un professionista serio, allora si può iniziare a capire che davvero è possibile star meglio solo con il tocco di una mano, con del calore, con pressioni, colori, essenze …

Oltre a tutto questo la difficoltà nell’avvicinarsi a queste “tecniche alternative” sta anche molto nel fatto che in tanti sono convinti di   “non star poi così male” ed infatti a questi sistemi naturali ci si arriva, nella maggior parte dei casi, come ad “un’ultima spiaggia”, l’ultimo tentativo di riuscire dove i medici o qualunque altro “metodo ufficiale” ha fallito.

Si cerca e ci si aspetta allora il “miracolo immediato” e ci si pone come persone scettiche e pretenziose davanti a qualcuno che magari molto semplicemente poco tempo prima era nelle nostre stesse condizioni.

Si, perché molto spesso chi adopera queste tecniche sugli altri è qualcuno che “un giorno” si è trovato “per caso, per scelta o per necessità” a provare su di sè un metodo nuovo, una diversa tecnica al solo scopo di poter star un po’ meglio e tutta questa confusione che regna ora và proprio a discapito di queste persone che, ogni giorno, portano avanti con disciplina e metodo la pratica e l’insegnamento di queste nuove tecniche al solo scopo di poter far star meglio qualcuno e questo non per denaro, per pietà o per gloria personale ma solo ed esclusivamente per un forte desiderio profondo di condividere quella che è stata la propria esperienza positiva e risolutiva con tali tecniche.

Si entra in un mondo dove per “curare” si intende, come sua accezione primitiva, “prendersi cura” di qualcuno e non sconfiggere un sintomo o una malattia.

C’è da dire una cosa importante a questo punto e cioè che tutti i metodi, tutte le tecniche o tutti i rimedi che attualmente esistono funzionano benissimo e sentir dire questo può sembrare eccessivo e quasi contraddittorio ma non lo è se andando ad approfondire scoprissimo che dietro non vi è l’improvvisazione di qualcuno o, ironicamente, una bacchetta magica ma semplicemente storia, filosofia e tradizioni antiche.

 

Viene allora da chiedersi se queste sono tutte storie o se realmente l’uomo, in qualche parte nascosta di Sé (magari in quella “grande fetta” del cervello che è inutilizzata dall’essere umano) abbia e conservi questa straordinaria capacità di auto-guarigione.

La magia non esiste, come non esistono i maghi o i guaritori ma questi metodi funzionano, sono sperimentati e studiati da decenni oramai ed è normale che “i non addetti ai lavori” abbiano qualche dubbio o semplicemente non abbiano le idee chiare (del resto chi le ha?) in tutto questo caos d’informazioni.

L’importante è non “affidarsi ad occhi chiusi” alla prima persona che ci capita davanti e che ci promette miracoli, guarigioni immediate o altro, anzi, sono proprio queste le persone da evitare infatti riguardo a qualunque “tecnica naturale” c’è da dire che sono essenziali e quasi necessari due fattori perché queste funzionino veramente e cioè la Costanza e la Volontà.

E’ fondamentale comprendere che NESSUNO può farci star bene, o meglio, se prima di tutto non siamo Noi a sceglierlo e a volerlo davvero.

Il nostro corpo rappresenta chi noi siamo ed esprime ogni nostro sentimento, sensazione ed il nostro modo di essere nel mondo.

Quando il corpo perde parte della sua vivacità, ad esempio quando siamo esausti, tendiamo a ritirarci dal mondo e la malattia ha lo stesso effetto, induce l’individuo a ritirarsi in Se stesso.

Il nostro corpo ci parla continuamente ma a noi non piace ascoltarlo perché allora dovremmo riconoscere ed ammettere quello che invece con insistenza mettiamo a tacere dentro di noi e cioè che non stiamo davvero bene, non siamo felici, abbiamo totalmente perso contatto con la parte più profonda di noi e, per riassumere, dobbiamo sottostare a continui compromessi per poter vivere “abbastanza” tranquilli.

Ma ammettere tutto questo significherebbe, prima di tutto, smettere di fingere e dire le cose così come stanno, cambiare quello che non ci piace a discapito di qualcosa o qualcuno e già, solo questo, potrebbe destabilizzarci e far crollare quell’equilibrio che in tanti anni ci siamo molto attentamente costruiti attorno.

Se veramente guardassimo dentro di Noi e ci mettessimo in sincero ascolto della parte più autentica e profonda di Noi all’improvviso non potremo più far finta di niente.

Come non chiederci, allora, da dove arrechiamo il diritto di dare a “qualcuno” la responsabilità della nostra felicità?

Se per primi Noi non facciamo niente per avere quello che desideriamo, se non sappiamo amare senza porre condizioni, se non sappiamo possedere niente senza attaccamento, se non riusciamo ad essere felici da soli e se non riusciamo ad aiutare e ad ascoltare neanche più noi stessi, come pretendiamo che altri ci diano felicità, amore incondizionato, rispetto, fiducia, aiuto … ???

Credo non sia necessario “stare molto male” per provare a conoscere una qualunque disciplina naturale e lasciare da parte tutti quei farmaci che ci danno un sollievo “momentaneo” ma creano anche dipendenza.

Personalmente credo che basti solo scegliere ed avere voglia di  “stare un pò meglio” ed allora quelli che spesso sono considerati miracoli, iniziano pian piano ad avvenire nella nostra vita e tutto diventa più leggero e la Vita stessa si arricchirà di nuovi significati e nuovi orizzonti e questo non perché abbiamo incontrato un “mago eccezionale” che ci ha guariti ma perché lo abbiamo scelto Noi e ci siamo assunti la responsabilità della nostra Vita.

 

Ilaria

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Prima o poi tenterò di scrivere qualcosa di più interessante in questo “My space” …per ora cerco ancora di capire come funziona ;) ma mi affascina l’idea di “sperimentare e smacchinare” per creare questo spazio tutto da sola.

Un grande abbraccio a tutti e Buona Estate.

Divyam Ashakti - Ilaria