Terremoto in Abruzzo… fà riflettere

Se siamo insieme domani è già quì

 

 

Terremoto in Abruzzo… fà riflettere

Correre e correre, inseguire traguardi sempre diversi mentre cadono muri, si strappano bandiere, mentre ai valori “patria e famiglia” si sostituiscono sempre più velocemente “denaro e successo”, continuare a correre senza mai domandarsi perché.

Poi, un giorno, all’improvviso arriva quella domanda che prima o poi tutti ci facciamo: “Dove sto andando? Che cosa stò cercando? E’ proprio questo che volevo per me?”

 

 

 

L’uomo è sempre più stanco, triste, malato; si sente sempre più sperduto, isolato e solo e questo perché in realtà esso è sempre più lontano da sé stesso, dalla natura e dagli altri esseri viventi.

Oggi si vive nel benessere però si vive nell’insoddisfazione, c’è sempre una sensazione diffusa d’incompletezza. Quasi una maledizione: Abbiamo tutto eppure manca sempre qualcosa.
In realtà sotto sotto si nasconde una paura che nutre il malessere di vivere: E’ la paura della morte, di sparire.
Ci si domanda: “Perché ci danno la vita se poi ci viene a volte strappata crudelmente?”
 
Nessuno vuole mollare le piccole felicità conquistate, la tranquillità economica acquisita dopo tanti sacrifici ma solo di fronte a delle disgrazie ci si interroga davvero sul senso della propria vita e su come la stiamo conducendo.

 


Ci si chiede quale sia DAVVERO il senso di quello che facciamo, il senso del dolore che giorno dopo giorno ci portiamo dietro tenendoci a volte aggrappati ad esso non come un peso da lasciar andare ma piuttosto come un amico che conosciamo bene da tanto tempo e vorremmo tenere sempre accanto.
Dinnanzi ad eventi tragici e drammatici come quelli che stiamo vedendo in questi giorni in una regione, l’Abruzzo, devastata da un tremendo terremoto ci sono tante domande che ci colpiscono alle spalle ed ognuno di noi trova poi la propria risposta in un ambito che può essere religioso, politico, laico, scientifico, cinico …
E’ terribile pensare che ci si interroghi solo dinnanzi a delle tragedie ma ci si consola capendo che almeno è l’inizio di una riflessione, una spinta che poi magari diventa un progetto di vita.
 

 

 

Perché per salvarsi dalla disperazione bisogna avere un progetto!Infondo è l’incompiutezza ad essere il motore della vita. L’uomo si distingue dalle bestie proprio perché sa pensare ed inventare il futuro. Basta avere un obiettivo e si hanno in mano le chiavi della vita!   

Dinnanzi ad eventi così catastrofici come quelli che stiamo osservando in questi giorni il rischio è quello di essere sopraffatti dal dolore, di perdere fiducia e speranza, di farsi carico del dolore delle persone morte o ferite perdendo così la lucidità che è il vero motore di azioni efficaci e concrete che invece si potrebbero compiere per aiutare davvero.

Dinnanzi ad una tragedia così immane ho potuto osservare un aspetto positivo e cioè la grandezza degli esseri umani quando sono UNITI tra loro con l’unico scopo di aiutare i suoi simili nella sopravvivenza.
Non esistono più confini e non importa a quale bandiera si appartiene, non importa cosa si possiede o chi eravamo ieri.
 
 

 

Il passato svanisce, al futuro ci si penserà quando arriverà …… l’unica cosa che conta è il MOMENTO PRESENTE vissuto come una forsennata corsa contro il tempo per cercare di trovare altre persone ancora in vita sotto le macerie.

Di parole di sgomento o comunque da spendere su questa tragedia ce ne sarebbero infinite ma non proseguo oltre in questa esternazione dei miei pensieri.

Concludo dicendo solo che nell’impossibilità per molti di essere in prima linea quello che possiamo fare è mandare luce e amore oltre che magari inviare degli aiuti un po’ più concreti sotto forma di denaro o materiale che quotidianamente viene richiesto dalla protezione civile.

 
ILARIA 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ terribile pensare che ci si interroghi solo dinnanzi a delle tragedie ma ci si consola capendo che almeno è l’inizio di una riflessione, una spinta che poi magari diventa un progetto di vita.
 

 

 

Perché per salvarsi dalla disperazione bisogna avere un progetto!Infondo è l’incompiutezza ad essere il motore della vita. L’uomo si distingue dalle bestie proprio perché sa pensare ed inventare il futuro. Basta avere un obiettivo e si hanno in mano le chiavi della vita!   

Dinnanzi ad eventi così catastrofici come quelli che stiamo osservando in questi giorni il rischio è quello di essere sopraffatti dal dolore, di perdere fiducia e speranza, di farsi carico del dolore delle persone morte o ferite perdendo così la lucidità che è il vero motore di azioni efficaci e concrete che invece si potrebbero compiere per aiutare davvero.

Dinnanzi ad una tragedia così immane ho potuto osservare un aspetto positivo e cioè la grandezza degli esseri umani quando sono UNITI tra loro con l’unico scopo di aiutare i suoi simili nella sopravvivenza.
Non esistono più confini e non importa a quale bandiera si appartiene, non importa cosa si possiede o chi eravamo ieri.
 
 

 

Il passato svanisce, al futuro ci si penserà quando arriverà …… l’unica cosa che conta è il MOMENTO PRESENTE vissuto come una forsennata corsa contro il tempo per cercare di trovare altre persone ancora in vita sotto le macerie.

Di parole di sgomento o comunque da spendere su questa tragedia ce ne sarebbero infinite ma non proseguo oltre in questa esternazione dei miei pensieri.

Concludo dicendo solo che nell’impossibilità per molti di essere in prima linea quello che possiamo fare è mandare luce e amore oltre che magari inviare degli aiuti un po’ più concreti sotto forma di denaro o materiale che quotidianamente viene richiesto dalla protezione civile.

 
ILARIA 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ terribile pensare che ci si interroghi solo dinnanzi a delle tragedie ma ci si consola capendo che almeno è l’inizio di una riflessione, una spinta che poi magari diventa un progetto di vita.  

 

Perché per salvarsi dalla disperazione bisogna avere un progetto!Infondo è l’incompiutezza ad essere il motore della vita. L’uomo si distingue dalle bestie proprio perché sa pensare ed inventare il futuro. Basta avere un obiettivo e si hanno in mano le chiavi della vita!   

Dinnanzi ad eventi così catastrofici come quelli che stiamo osservando in questi giorni il rischio è quello di essere sopraffatti dal dolore, di perdere fiducia e speranza, di farsi carico del dolore delle persone morte o ferite perdendo così la lucidità che è il vero motore di azioni efficaci e concrete che invece si potrebbero compiere per aiutare davvero.

Dinnanzi ad una tragedia così immane ho potuto osservare un aspetto positivo e cioè la grandezza degli esseri umani quando sono UNITI tra loro con l’unico scopo di aiutare i suoi simili nella sopravvivenza.
Non esistono più confini e non importa a quale bandiera si appartiene, non importa cosa si possiede o chi eravamo ieri.
 
 

 

Il passato svanisce, al futuro ci si penserà quando arriverà …… l’unica cosa che conta è il MOMENTO PRESENTE vissuto come una forsennata corsa contro il tempo per cercare di trovare altre persone ancora in vita sotto le macerie.

Di parole di sgomento o comunque da spendere su questa tragedia ce ne sarebbero infinite ma non proseguo oltre in questa esternazione dei miei pensieri.

Concludo dicendo solo che nell’impossibilità per molti di essere in prima linea quello che possiamo fare è mandare luce e amore oltre che magari inviare degli aiuti un po’ più concreti sotto forma di denaro o materiale che quotidianamente viene richiesto dalla protezione civile.

 
ILARIA