Ago
28
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 28-08-2008

Image Hosting by Picoodle.comAma la pace e tendi alla Pace è l’ideale supremo dei Sapienti secondo la letteratura talmudica. Nel Talmud la Pace rappresenta il principio giuridico dell’equità.

“IL Santo, che sia benedetto, non trovò nel suo mondo strumento alcuno che contenesse benedizioni per Israele, al di fuori della Pace”.

Per questo, incontrandosi, gli Israeliti si salutano con Shalom! Si augurano scambievolmente la pace e si informano della pace del proprio interlocutore. Analogamente non c’è benedizione né parte importante della liturgia che non si concluda con  l’invocazione della Pace.

“Colui che nei luoghi eccelsi stabilisce la Pace, stabilisca la Pace sopra di noi e sopra tutto il suo popolo”. Con questa preghiera termina anche la preghiera principale, recitata tre volte al giorno.

Questa conclusione delle preghiere rappresenta l’ultima parola della saggezza umana. Ma affinché sia l’ultima parola della saggezza, dev’essere l’inizio dell’azione. Di un’azione che però non è un fare.

Shalom quindi non è stasi ma frutto e contemporaneamente rinvio al dinamismo di una vita di fede, che è un continuo dialogo fatto di ascolto-risposta con la Creazione.

Ago
23
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 23-08-2008


Image Hosting by Picoodle.comSe facessimo ora un sondaggio, rivolgendo solamente una domanda: “Cosa sono i Dieci Comandamenti?”, con molta probabilità la maggioranza delle risposte sarebbe: “Dieci Leggi morali che furono date al popolo di Israele sul Monte Sinai”. Ma se lo avessimo chiesto ai Kabbalisti, la risposta sarebbe stata del tutto diversa.

Secondo la saggezza della Kabbalah, i Dieci Comandamenti sono dieci leggi spirituali che guidano l’uomo nella sua via spirituale per giungere alla meta della sua creazione.

Osserviamo ad esempio il Quinto Comandamento “Onora tuo padre e tua madre”. A prima vista sembra che sia una legge che abbia lo scopo di insegnare all’uomo come comportarsi nella vita di famiglia. I Kabbalisti, però, ci spiegano che ha un significato un po’ diverso. Essi affermano che questa è una legge della Natura Spirituale, che ha lo scopo di indicare all’uomo come innalzarsi dal suo livello attuale, dalla sua natura materiale, verso un livello della Natura Spirituale, la quale è più alta. Questo livello è chiamato, in Kabbalah, “Padre e Madre”.

Il Kabbalista che ascende la “scala dei gradini” spirituali rivela che, oltre alla percezione di questo mondo, esiste intorno a lui un altro mondo. Da questo altro ambiente operano su di lui forze, le quali governano tutte le sue azioni e le sue sensazioni.

La parola mondo/olam deriva dalla parola aalamà/occultamento. Questo vuole dire che il mondo funge come un filtro che occulta e riduce la quantità della Luce, e di conseguenza la quantità di godimento che giunge all’uomo.

Il libro dello Zohar ci rivela il significato spirituale del Comandamento “Onora tuo padre e tua madre”: chi desidera innalzarsi al gradino spirituale più alto di quello nel quale è, deve onorare, vale a dire investigare e conoscere l’importanza del gradino superiore denominato “Padre e Madre”.

Per mezzo della saggezza della Kabbalah l’uomo studia come farsi aiutare da forze che riceve da gradini spirituali più elevati, per innalzarsi nella Scala Spirituale, fino a che giunge al gradino Supremo, denominato “La Fine della Correzione”.

Tratto da Kabbalah LaAm


Ago
19
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 19-08-2008

Image Hosting by Picoodle.comLe persone, erroneamente, si percepiscono come viventi nel proprio corpo fisico, nei propri desideri, nelle proprie paure. Ma la nostra Essenza luminosa non è collegata ai piaceri materiali, e nemmeno ai terremoti, agli uragani, ai fulmini, o a qualsiasi altro fenomeno naturale. Non è collegata neppure al fuoco, come alcune credenze antiche immaginavano. L’Essenza luminosa che noi siamo e da cui siamo scaturiti non si lascia imprigionare da nessun elemento o forma della creazione, né da nessuna categoria umana. E’ quella cosa, in ognuno di noi, che aspira soltanto a conoscere l’autentica Realtà Superiore, che aspira alla Spiritualità pur vivendo la materia. Quando una persona si identifica con il proprio corpo, allora ha paura di tutto ciò che finisce, ha paura della sua fine, poiché la vede come la fine del suo “Io”. Ma se ha già cominciato ad identificarsi con l’anima inizia a percepire se stessa a livelli più profondi, sente che il suo “Io” è oltre il piano animato in cui vive, comincia a percepire il proprio Sé attraverso il suo punto nel cuore, si unisce ai punti nel cuore delle altre persone e comincia a vivere negli altri, e infine capisce che se anche il corpo fisico svanirà ne ha già acquisito uno nuovo, ha già il suo corpo spirituale!

Quando si comincia a percepire i desideri degli altri invece dei propri soli desideri, allora, si acquisisce un corpo eterno e un desiderio che trascende il proprio Sé.

Ago
12
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 12-08-2008


Image Hosting by Picoodle.comIn questo secolo sembra che tutti si possa costruire una propria personale libertà. Da quella di espressione, di informazione, di stampa, di religione, ecc. fino alla libertà del tempo libero. Ma esiste davvero una libertà libera da condizionamenti? Esiste un qualcosa che sia semplicemente libertà? O forse la vera libertà è molto diversa da come noi la immaginiamo? Per molti libertà significa evasione dalla vita quotidiana e dai problemi di tutti i giorni. Ci si vorrebbe liberare da preoccupazioni e pressioni varie; in breve si vorrebbe fuggire dalla realtà quotidiana per respirare in modo diverso. Ma capita sovente che la cosa non funzioni nel modo previsto ed allora viene aggiunta un’ulteriore frustrazione a quelle precedenti. Per trovare la strada della libertà si dovrebbe innanzitutto smettere di cercarla all’esterno di noi stessi, smettere di cercarla in qualche posto del mondo, perché nel mondo possiamo trovare tutto fuorché la libertà. Guardando invece nel nostro cuore possiamo trovare le risposte a domande importanti, tipo: “qual è il significato della vita?” “perché siamo qui?” “dove siamo diretti?” “qual è il senso di tutto?”. Se smettiamo di correre come trottole queste domande emergeranno dal nostro cuore insieme alle relative risposte, e ci guideranno verso la vera Libertà, verso la nostra Sorgente.

Ago
09
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 09-08-2008


Se guardiamo alla nostra natura terrena dal “punto del cuore” possiamo sperimentare profonde contraddizioni, che non possono essere risolte attraverso accordi o mediazioni, ma soltanto attraverso una dura battaglia fra ciò che è contro di noi e ciò che è in noi (ossia fra il donare e il ricevere). Queste stesse contraddizioni fanno parte della vita e solo usando un po’ di umorismo si possono riconciliare le due cose. L’Anima è in continua crescita e la crescita spirituale ci fa sentire bene come dei bambini, ossia delle persone semplici con un’Anima sempre giovane. Quindi coltiviamo in noi i pensieri spiritosi e il senso dell’umorismo, perché quando la spiritualità entra nel nostro cuore diventiamo gioiosi come bambini.

Ago
06
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 06-08-2008


Image Hosting by Picoodle.comSpesso il bodhisattva della compassione viene raffigurato con in mano uno specchio e una fiamma purificatrice, a significare che le sofferenze possono essere alleviate soltanto quando si riescano a vedere nello specchio le emozioni rifiutate. E queste, ove vengano riconosciute, diventano a loro volta terapeutiche (un punto che non è sfuggito a Freud). Quelle forze emozionali, che rifiutiamo come se non ci appartenessero, ci tengono prigionieri in una cella costruita con le nostre stesse mani, quindi soltanto noi siamo in grado di demolirne le pareti per ritrovare la nostra Felicità.

Il Buddha della compassione viene anche raffigurato con un libro in mano, a simboleggiare la capacità di pensiero, di parola e di riflessione (di cui la nostra natura più bassa è priva) come strumento di sublimazione delle pulsioni e degli impulsi istintuali, che per i loro limiti non sono favorevoli all’attuazione integrale del soddisfacimento; e che quindi, inevitabilmente, conducono ad uno stato di insoddisfazione poiché il piacere, qualsiasi forma abbia, non può essere mantenuto.