Per trovare la chiave che scopre il senso occulto della vita occorre forse far riferimento ad antichi sistemi di pensiero, quei pensieri che interpretavano il mito con un metodo che ora ci è pressochè sconosciuto.
Nell’alchimia, per esempio, si trovano numerose allusioni al labirinto, che viene identificato come il “Forno Alchemico”. Per la Grande Opera questo forno rappresenta il corpo umano, fatto a somiglianza del Cosmo e concepito come un intreccio di poteri dell’anima, la quale si serve del corpo materiale per fare esperienze.
Nel Tractatus Aureus si indica la trasmutazione alchemica (psicologica o spirituale) col termine di Circoambulazione, per definire sia la circolazione degli spiriti, sia la distillazione circolare: “sia dell’esterno all’interno, sia dell’interno all’esterno, o del più alto e del più basso, quando si incontrano in un cerchio, sì che non è più possibile riconoscere ciò che era fuori o dentro, in alto o in basso, tutto si risolve in una cosa situata nel vaso o nel cerchio, giacchè questo vaso è il Pellicano filosofico e non si dovrebbe cercarne altri in tutto l’Universo”.
Secondo il Dizionario mito-ermetico di Pernety, Dedalo e Icaro sono la parte fissa che si volatizza; Dedalo sarebbe il primo solfuro dal quale nasce il secondo che, dopo essere stato sublimato nel vaso, ripiomba nel mare del filosofo. In questo caso, il labirinto in cui erano rinchiusi simboleggia la materia in putrefazione, e indica che il cammino che porta fuori dal labirinto si è creato grazie alla trasformazione sia del contenente che del contenuto, rappresentando in ciò tanto il corpo fisico che quello eterico.
Anche nel tantrismo (tantra significa letteralmente “trama di un tessuto”) ritroviamo la simbologia del dedalo; e così pure nei mandala orientali, che con la loro strana e affascinante geometria alludono a come è possibile lasciarsi confondere da una struttura che, mentre si cerca di svolgerla, diventa sempre più labirintica.
Il filo che guida la trama di un tessuto (tantra) è quindi paragonabile al mitico filo di Arianna, e grazie a questo filo, secondo il lama Trungpa Rimpoche, si può giungere alla realtà suprema.


La Saggezza antica ci arriva dalle persone che hanno raggiunto la natura spirituale attraverso strumenti e metodi sviluppati nel corso della loro vita. Queste persone hanno sentito e compreso la profondità della realtà e hanno sempre cercato di comunicarla.
C’è una parte della realtà che è quella dove noi viviamo e che possiamo indagare con i nostri cinque sensi, e c’è un’altra parte della realtà che è invece nascosta, che non percepiamo con i nostri cinque sensi e che può essere esplorata solo se sviluppiamo un ulteriore senso e dei nuovi attributi. Questa nuova percezione da acquisire si chiama “la saggezza di ciò che è occultato”. Ma perchè la realtà è in parte rivelata e in parte occultata?
Con i sensi comuni possiamo percepire ciò che è palese, percepiamo le onde di ciò che è all’esterno in base all’equivalenza della forma, ed è così che ci costruiamo l’immagine della realtà. Ma la saggezza della kabbalah sprona tutte le persone a costruire dei nuovi attributi interni, dei nuovi sensori, affinché si possano rilevare frequenze che non sono comunemente sentite e che creano altre immagini, diverse da quelle della realtà palese. Queste immagini possiamo chiamarle “il Mondo Superiore”, e in ultima analisi sono sempre state lì, dentro di noi, pronte per essere percepite, e semplicemente precedono le sensazioni dei cinque sensi. Incontrando questa realtà della dimensione Superiore e indagandola, possiamo comprendere che quest’altra realtà arriva fino ad una Forza speciale, che comprende tutte le cose. La natura di questa Forza speciale è molto benevolente nei confronti della nostra realtà e dei nostri sensi e il suo punto di riferimento è quello dell’Amore puro. Ed è proprio questo suo desiderio di fare del bene che fa sì che tutto, in questo nostro mondo, desideri e ricerchi la vibrazione del Vero Amore Assoluto.
Tutti possono sviluppare quel senso extra che permette di percepire la realtà occultata, e la meditazione (ma anche altre tecniche di spostamento della coscienza) è uno degli strumenti usati.
Quello che varia, da persona a persona, è soltanto il tempo impiegato per costruire questo nuovo senso percettivo, ma prima o poi potremo tutti vedere la realtà nella sua completezza.
Sono state scritte sull’amore innumerevoli canzoni e poesie, ma chi di noi sa in cosa consiste il vero amore?Sono state scritte sull’amore innumerevoli canzoni e poesie, ma chi di noi sa in cosa consiste il vero amore? Tutti desideriamo essere amati, sentirci sicuri e benvoluti, percepire tranquillità, serenità e sicurezza. Se andiamo col ricordo ai momenti più felici della nostra vita, scopriremo che sono stati i momenti nei quali abbiamo amato di più; perciò noi “vogliamo” amare e dare amore con tutto il nostro cuore al partner, ai figli e ai genitori…ma non sempre sappiamo come farlo.
Secondo una teoria l’origine di noi tutti è in un’unica anima. Quest’anima la possiamo definire, per comprenderci, l’Anima Primordiale, scaturita dalla vibrazione d’amore che pervade l’Universo intero; di conseguenza il desiderio interiore che è impresso nell’anima primordiale è quello di amore; da ciò risulta che la delizia più grande che un’anima può percepire è la gioia dell’amore. Ma come potrà, l’anima, realizzare questo desiderio che è in lei e imparare ad amare la sua origine universale? La natura della Fonte è amore e “dare assoluto”, mentre la natura dell’Anima Primordiale è giocoforza un desiderio di “ricevere” piacere e godimento.
Per agevolare la comprensione di questo difficile concetto è iniziato una specie di “programma d’addestramento”: l’anima si è divisa in molte parti, denominate anime individuali, e tutte hanno mantenuto al loro interno lo stesso desiderio, il desiderio egoistico di ricevere amore stando dentro ai corpi umani di questo mondo.
Ma anche se dall’Universo arriva amore continuamente ci è difficile percepirlo nella vita quotidiana, perchè arriva a noi velato e in qualche modo nascosto proprio da ciò che noi siamo. D’altra parte gli altri esseri umani non sono certo nascosti e per merito di questo è possibile, se vogliamo, “mettere in pratica” l’amore fra noi e il prossimo.
Abbiamo dunque la possibilità, per mezzo dei rapporti reciproci, di imparare ad innalzarci al di sopra del nostro desiderio di ricevere amore in modo egoistico.
Possiamo paragonare lo sviluppo del desiderio di amare al processo di crescita di un neonato. All’inizio l’uomo percepisce solamente il suo desiderio personale e vede se stesso come il centro della realtà. Ha bisogno d’amore ed esige molte attenzioni, esattamente come un neonato. Con la crescita e lo sviluppo del desiderio d’amare, l’uomo impara che gli conviene collaborare ed avere legami d’amore con chi lo circonda, dato che solo così guadagna ciò che non potrebbe ottenere da solo.
Man mano che il suo desiderio di ricevere cresce, l’uomo inizia a percepire di poter provare piacere se sfrutterà il prossimo a proprio beneficio. Gli sembra di poter essere felice se riuscirà a dominare il resto delle persone e sfruttarle a suo beneficio personale ma, quando raggiunge l’ultima fase di sviluppo, scopre che quello che gli manca più di tutto è la capacità d’amare e di dare senza limiti, come la Fonte Universale.
Quando tutti noi impareremo ad amarci a vicenda torneremo alla situazione perfetta, nella quale tutti amano e sono uniti come un’unica Anima. Se questo accadrà giungeremo al termine del programma d’addestramento ed acquisiremo finalmente la Natura Universale dell’Amore puro.
Un luogo comune sulla logica delle scoperte scientifiche ci fa ritenere che rispondano sempre a procedimenti razionali, invece la ricerca procede per la maggior parte su un terreno accidentato e può prendere direzioni inattese.
E’ quello che è accaduto per la scoperta dei neuroni specchio. Nel laboratorio di neurobiologia dell’Università di Parma un’equipe stava registrando il funzionamento cerebrale di una scimmia, tramite elettrodi applicati sulla testa. A un certo punto entrò nella stanza un ricercatore del gruppo con in mano qualcosa. All’improvviso l’area motoria del cervello della scimmia si attivò (nelle registrazioni visualizzate nel computer) nonostante la scimmia non stesse facendo, in quel momento, nessun movimento.
Fino a quel giorno la scienza neurobiologica faceva netta distinzione fra neuroni deputati agli atti motori e neuroni deputati alla ricezione di stimoli sensoriali.
Nel corso di esperimenti successivi gli scienziati giunsero alla scoperta, nell’area premotoria del cervello, di circa il 20% di neuroni specchio, che non solo inviano stimoli motori, ma sono anche in grado di ricevere stimoli sensoriali. Nel caso della scimmia l’osservazione del movimento manuale del ricercatore aveva attivato i suoi neuroni, i quali avevano riprodotto nel suo cervello il movimento osservato.
Le successive tappe della ricerca (anche in campo internazionale) hanno appurato che i neuroni specchio non solo si attivano con l’osservazione, simulando nel cervello le azioni degli altri, ma decifrano anche le intenzioni della persona osservata. In campo umano si è quindi messa in luce la loro importanza decisiva nei comportamenti imitativi reciproci (che iniziano alla nascita), ma soprattutto che i neuroni specchio giocano un ruolo fondamentale nella comunicazione con gli altri, e aiutano a mettersi nei panni altrui e a provare empatia.
Si tratta di un vero e proprio circuito cerebrale che permette di rispecchiare le emozioni degli altri, simulando nel proprio cervello emozioni ed esperienze altrui.
(da un articolo di Massimo Ammaniti)
Molti nomi sono stati dati a quell’Energia che tutto sovrasta: Dio, Krishna, Visnù, Borè, Anima Suprema, Spirito Universale, ecc. ecc. fino alle deità e ai simboli sacri dell’antichità.
Questo perché l’essere umano si sente più protetto, più “al sicuro” se riesce a dare una forma, un’immagine, ad un potere più elevato che sia in grado di agire dove l’uomo crede di non avere forza. La nostra mente non riesce neppure ad immaginare se stessa, quindi ha estrema difficoltà a concepire in termini materiali ciò che non ha forma ma soltanto “sostanza immateriale”. Chiunque provi ad immaginare un’”energia” sarà immediatamente costretto dal suo cervello a proiettare una qualche “forma” per descriverla, pena il blocco totale sulla questione. Quindi per poter definire, senza usare simboli materiali, quella “vibrazione”, quella “grande mente” che è sempre esistita in ogni cosa animata e non animata e della quale anche noi facciamo parte, dobbiamo sperimentarla all’interno di noi. Noi, cellule dell’infinito, siamo fatti della stessa energia vibrazionale della mente cosmica (è per questo che la Legge di Attrazione funziona), ma ci sentiamo come neonati appena partoriti, senza il conforto del ventre materno. Questa sensazione di “mancanza” fa sì che ognuno, a modo suo, desideri sempre qualcosa, sia sempre alla ricerca di qualcosa di diverso da quello che ha; e fino a quando non riuscirà a ricongiungersi “mentalmente e vibrazionalmente” con la propria origine (la qual cosa può avvenire in una vita o in una non-vita) non capirà se stesso.
Quando un ricordo inizia a prendere forma nel nostro cervello, dei sensori elettrici possono coglierlo prima che raggiunga la superficie della coscienza. Lo hanno dimostrato dei ricercatori americani e israeliani in un esperimento pubblicato su Science. Da ciò che è risultato si potrebbe paragonare la nostra mente a una specie di videoregistratore. E’ come se bastasse attaccare una spina elettrica, in questo caso una piccolissima sonda inserita nelle profondità del cervello, fino a dove si trova l’ippocampo, per osservare le immagini viste nel passato, che scorrono nella nostra testa nel momento stesso in cui ricordiamo qualcosa. E se il sensore è applicato nel punto giusto della nostra centralina di memoria, raccogliere il ricordo è questione di un attimo: gli scienziati di fronte al video impiegano addirittura uno o due secondi in meno rispetto a quanto non faccia la coscienza di chi sta ricordando.
Ricordando un’immagine, nell’ippocampo si attivano gli stessi neuroni che si erano “accesi” guardando l’immagine dal vero; per ogni ricordo esiste perciò una “mappa” di neuroni pronti a riaccendersi al momento della rievocazione.
Ricordare, quindi, è un po’ come premere il tasto “replay” su un videoregistratore, ma con una differenza: il replay della mente fa bene al cervello.
(tratto da un articolo di Elena Dusi)
L’Amore è un’energia in grado di pervadere tutto, dagli esseri umani, agli animali, a tutte le manifestazioni della natura. Quando quest’energia manca, o è gravemente insufficiente, anche il corso del tempo viene modificato. Se fra gli esseri umani, nelle società, non vi è più una relazione d’Amore, questa carenza si ripercuote su tutto il pianeta, finanche con modificazioni del clima e delle stagioni.
Quanto all’umanità, nel momento che si allontana dalla Fonte, e quindi non è più legata all’Anima Superiore dall’amore universale, diventa inevitabilmente acida, irascibile, falsa e pronta a ricorrere a qualsiasi espediente pur di assicurarsi benessere, senza scrupoli e senza onestà.
Chiunque abbandona la strada dell’Amore diventa eccessivamente avido di ricchezza materiale e di potere; considera questo breve soggiorno sulla Terra fine a se stesso e non conosce, o non vuol conoscere, scopi più elevati.
All’origine di tutte queste anomalie c’è sempre l’ignoranza della verità. L’anima condizionata è caratterizzata da difetti: è soggetta all’errore, all’illusione, all’inettitudine e soprattutto alla tendenza a ingannare. Quest’ultimo difetto è predominante, perchè quando l’anima condizionata scende nell’universo materiale è piena del desiderio di dominarlo. Allo stato puro l’essere non è soggetto a questo, perchè consapevole di dipendere dalla Fonte Universale, e sa che è nel suo interesse rimanerne “dipendente”. Nello stato condizionato, invece, l’individuo si sente insoddisfatto e non sa che continuerebbe ad esserlo anche se riuscisse a dominare tutto ciò che lo circonda.
Gli errori che pervadono il mondo possono essere eliminati soltanto con un vero sentimento d’Amore.
La scienza moderna, confermando gli insegnamenti di alcune Scritture, ha dichiarato che la misura del tempo sugli altri sistemi planetari differisce da quella sulla Terra e che molti pianeti della volta celeste è probabile siano abitati da esseri in qualche modo superiori a noi.
Molti, sulla Terra, vorrebbero raggiungere questi pianeti, sperando in una vita migliore di quaggiù. A questo proposito la Bhagavad-gita mette in guardia, spiegando che saremmo comunque quanto prima costretti a tornare (rinascere) su questo pianeta terrestre, per completare la nostra evoluzione.
L’Anima Superiore è fatta esclusivamente di sostanza spirituale, mentre la materia è lo stato in cui questa sostanza è ignorata. Nonostante ciò l’Anima Suprema è presente in ogni nostra molecola e in tutto ciò che esiste.
L’esistenza materiale, quella che noi viviamo in questo mondo, è un continuo susseguirsi di ostacoli e l’essere umano, ignaro dell’ostacolo successivo che dovrà affrontare, è continuamente in preda alla paura, anche quando non lo ammette. Si potrebbe asserire che questo è il nostro tirocinio. Ma quando arriveremo al “risveglio” spirituale potremo percepire la vibrazione emessa dallo Spirito Superiore, prenderemo coscienza che la Sua natura trascendentale è fatta di felicità, di eternità e di conoscenza, e ci sentiremo finalmente liberi dal bisogno di cercare la nostra felicità in qualcosa di esterno a noi stessi.
Accendi una candela di colore blu e profuma la stanza con essenza di cedro.
Siediti in poltrona, chiudi gli occhi e immagina di trovarti in una stanza perfettamente quadrata, dalle pareti di un colore blu intenso.
Ora pensa a un punto: il punto è senza dimensioni.
Adesso immagina che ci siano due punti e che tra essi si possa tracciare una linea.
Questa linea non ha ancora dimensioni, è solo una lunghezza.
Ma se prendi in considerazione tre punti ecco nascere la prima figura geometrica, il triangolo, simbolo della Forza che si manifesta in una Forma (tutti noi siamo in possesso di un corpo fisico, mentale ed emotivo).
Pensa adesso a quattro punti. Con quattro punti puoi costruire un quadrato, simbolo della stabilità e dell’energia che scende dall’alto per formare il Cosmo.
Molto bene. Ora crea mentalmente una piramide formata da quattro triangoli ed ecco il tetraedro, che simboleggia l’armonica fusione delle energie collegate al tre e al quattro.
Adesso porta la tua mente al centro della stanza con le pareti blu e mantieni l’attenzione su quel bellissimo tetraedro che è comparso proprio lì, davanti a te. Continuando a fissarlo il tetraedro comincia lentamente a girare, a girare, in un caleidoscopio di colori che diffonde armonia, dolcezza e serenità nel tuo corpo, nella tua mente e in tutto l’ambiente circostante. Il tre e il quattro uniti si sono trasformati nell’energia del numero sette, simbolo dell’unione tra l’umano e il Divino.
Resta in questa meravigliosa vibrazione mentale per quanto tempo desideri e quando vuoi tornare alla realtà immagina semplicemente di uscire dalla stanza blu. Ma non dimenticare di appendere sull’esterno della porta il cartello “torno subito”.

Si dice che praticando la meditazione si comprenderà che Dio è sempre situato nel cuore di ciascun essere vivente, anche quando non lo si sa. E non solo è presente nel cuore di ognuno, ma lo è anche negli atomi che compongono ogni cosa. Perciò se consideriamo che nessun luogo è vuoto, nessun luogo può essere privo della presenza luminosa dell’Anima Superiore.
C’è differenza fra anima individuale e Anima Suprema: la prima è presente solo in un particolare luogo, mentre la seconda è presente ovunque ed essendo situata nel cuore di ciascuno è testimone di tutte le attività, passate, presenti e future.
Perciò, così come l’anima individuale è presente con la sua coscienza all’interno dell’intero corpo, l’Anima Suprema è presente nell’intera creazione con la sua Coscienza Suprema, la quale non può essere imitata dall’anima individuale che ha una percezione limitata.
Per fare un esempio: noi siamo presenti in tutto il nostro corpo per mezzo della coscienza, ma non siamo presenti nel corpo di qualcun altro con la nostra coscienza.
L’Anima Suprema è preposta a fornire all’anima individuale tutte le agevolazioni utili all’ottenimento di qualsiasi cosa l’anima individuale desideri, ma è anche l’istanza che ha l’ultima parola per quanto riguarda il raggiungimento della perfezione.
La Coscienza Suprema, essendo presente in ciascuno ed essendo situata ovunque, è cosciente di ogni esistenza, e questo tipo di coscienza può essere ottenuta soltanto unendo la nostra coscienza individuale alla Coscienza Superiore, attraverso quel processo di unione che è chiamato “resa incondizionata”.