Feb
28
Filed Under (Alchimia) by Hadraniel on 28-02-2009

93xyo3rdc76mxobwcsd0.jpgSe vogliamo mantenerci in salute e allo stesso tempo potenziare la nostra parte spirituale possiamo usare le tinture spagiriche.
La differenza fra la semplice tintura estratta da una pianta ed una preparazione spagirica è che la tintura è soltanto il risultato della macerazione di una pianta medicinale in una soluzione alcolica, di solito intorno ai 60 gradi; mentre la preparazione spagirica “apre” la pianta e ne separa alchemicamente i suoi componenti primordiali, dopodiché li riunisce nuovamente combinandoli intimamente e potenziandoli.
Le tinture spagiriche si possono preparare a diverse gradazioni. Le erbe vengono messe in un vaso di vetro, nel quale verrà versata la soluzione idroalcolica alla gradazione desiderata; il vaso viene chiuso e il tutto lasciato a macerare per un tempo stabilito, avendo cura di agitare energicamente il contenitore ogni giorno. Passato il tempo stabilito il liquido avrà un colore scuro (è la testimonianza che la macerazione è avvenuta nel modo giusto).
A questo punto bisognerà separare il liquido dal solido. Perciò il residuo solido della pianta verrà torchiato (basta un piccolo torchietto casalingo) ed essiccato al sole e quindi incenerito; questo procedimento può richiedere parecchio tempo perché dopo che le erbe saranno carbonizzate verranno ancora tenute sul fuoco e lentamente diverranno calcinate, fino a che il tutto assumerà un colore bianco uniforme.
Alla fine rimarrà solo una piccola quantità di cenere bianca, dall’odore pungente. A calcinazione avvenuta si aggiungerà questa cenere, ancora calda, alla parte liquida. Il vaso verrà di nuovo ben chiuso e agitato e poi la tintura verrà lasciata reagire. Il vaso verrà esposto per 28 giorni al sole e alla luna e durante questo periodo verrà agitato almeno una volta al giorno; in questo modo si avrà una circolazione data dall’evaporazione della tintura, con una condensazione sulla parte superiore del vaso e conseguente ricaduta della tintura stessa. Questa circolazione scioglierà i sali solubili della cenere, assorbendoli dolcemente e potenziando la tintura. Alla fine avremo ottenuto la nostra tintura spagirica.
Prima di iniziare tutte le operazioni sopra descritte è però necessario stabilire la gradazione alcolica da usare, che è diversa per ogni pianta. Per stabilire la gradazione bisogna mettere ad essiccare in un forno 100 grammi dell’erba che si vuole usare, in modo da stabilirne sia il residuo secco che l’acqua in essa contenuta, perché sarà quest’acqua che definirà la gradazione della tintura spagirica.
Tutto l’insieme è un procedimento abbastanza semplice, e lo scuotimento del vaso ricorda un po’ le succussioni della dinamizzazione omeopatica, che servono appunto a potenziare il rimedio.

Feb
27
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 27-02-2009

vc4spvbezuj0ig3cjs.jpg“Con l’intelletto e il cuore, noi abbiamo degli strumenti utili, indispensabili, e tuttavia insufficienti a guidarci su tutti i sentieri della vita che dobbiamo percorrere. Per poter percorrere quelle vie, abbiamo bisogno di sviluppare una terza facoltà: l’intuizione. L’intuizione si accomuna all’intelletto nella misura in cui è una forma di intelligenza, e si accomuna al cuore nella misura in cui è una forma di sensazione, ma si tratta di un’intelligenza e di una sensazione che si situano su piani superiori.
Direte: «Ma la facoltà di cui ci sta parlando è la chiaroveggenza!» No. Attualmente si tiene in gran conto la chiaroveggenza, se ne fa un gran parlare. Essa è una facoltà decisamente reale, ma che permette solo di vedere il lato oggettivo (forme, colori, movimenti) del piano astrale e del piano mentale. Potete essere chiaroveggenti e non comprendere niente di ciò che vedete, perché non lo sapete interpretare. Questo non vi porta quindi da nessuna parte, ed è persino pericoloso. Con l’intuizione, invece, forse non vedete niente, ma comprendete le cose molto meglio che se le vedeste, poiché le vivete, le sentite.”

O.M. Aïvanhov (1900-1986)

Feb
24
Filed Under (Psicologia) by Hadraniel on 24-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comAlcuni ricercatori stanno sfatando quella generica opinione secondo la quale le lacrime sono uno sfogo liberatorio. Fino ad ora era opinione abbastanza comune che il pianto avesse un risvolto psicologico di purificazione, addirittura di catarsi; ma questo tipo di opinione risulterebbe ora incompleta e fuorviante. Uno studio americano rivela che l’effetto benefico del pianto, quando c’è, dipende dallo stato psicologico del soggetto in questione e soprattutto dal comportamento delle persone che gli sono attorno in quel frangente. Il tornaconto più ovvio (e anche il più ricercato) del pianto è quello di ottenere sostegno, ma l’emotività che fa scaturire le lacrime deve fare i conti anche con le reazioni delle altre persone.
Da questa ricerca è emerso, per esempio, che piangere in presenza di una sola persona ha un effetto “risolutivo” migliore che non il pianto davanti a un gruppo di persone.
E’ pur vero che alcuni individui sono più portati di altri a sperimentare una sorta di catarsi liberatoria, durante le crisi di pianto; ma si è anche scoperto che le persone che presentano accenni di depressione o di ansia beneficiano solo per qualche attimo della momentanea interruzione (data dal pianto) del flusso di pensieri, ed hanno più difficoltà a ritornare ad uno stato psicologico normale.
Pare che l’esperienza del pianto abbia radici nella prima infanzia. Chi ha avuto genitori amorosi ed accudenti tende, da adulto, a pensare che il pianto dia sollievo; se invece i genitori avevano avuto reazioni sgradevoli alle lacrime del bambino, nell’adulto ci saranno molte più difficoltà ad avere sollievo dalle lacrime.
Considerando poi che il pianto, in un bambino, è sempre un modo per chiedere attenzioni, un adulto insicuro e dubbioso sulla risoluzione delle sue sofferenze può rimanere anche tutta la vita intrappolato in quel meccanismo di protesta che è il pianto.
Perciò, lungi dall’essere certi che “farsi un bel pianto” possa sempre far ritrovare l’equilibrio perduto, continuiamo pure a far sgorgare dalla nostra anima queste bagnate emozioni, inondando nascite e funerali, matrimoni e separazioni, amori e canzoni, ma ricordando che l’unico beneficio sicuro sarà quello di rendere, per qualche attimo, più luminosi e iridescenti i nostri occhi.

Feb
23
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 23-02-2009

Nel percorrere la tua via verso la perfezione sappi che ti sono accanto, con la loro potenza e la loro energia, tutti i grandi Maestri che sono esistiti. Tua sarà quindi la loro forza, la loro consapevolezza e il loro Amore.

Image Hosting by Picoodle.comMeditazione

Calmo il respiro, rilasso il corpo e osservo con distacco i pensieri.
Osservo l’ambiente che mi circonda e sono consapevole della precarietà di ogni cosa.
Mi libero da ogni attaccamento e divento consapevole di appartenere all’Universo.
Considero la sofferenza di tutti gli esseri e provo compassione per tutto ciò che vive.
Prendo contatto con l’Universo e faccio crescere il mio amore per tutti gli esseri viventi.

Mantra

Inspirazione: IO SONO
Espirazione: UN ILLUMINATO/A
Inspirazione: IO SONO
Espirazione: AMORE

Buon risveglio a tutti!

Feb
21
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 21-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comSecondo la teoria dell’evoluzione Darwiniana, uno dei principi della natura è che “il più forte sopravvive.”  Ma se ci pensiamo bene questo meccanismo ha funzionato veramente solo nella fase iniziale dello sviluppo della vita, cioè quando si stavano sviluppando gli organismi più semplici; questo accadeva molto prima della formazione degli organismi complessi, aventi funzioni diverse distribuite fra i diversi organi di un corpo.
A livello psicologico la teoria di Darwin potrebbe giustificare qualsiasi metodo di riduzione in schiavitù, di sfruttamento o di sterminio, situazioni che hanno tutte lo scopo di fornire potere e ricchezza a pochi individui specifici. Oppure potrebbe giustificare le nostre azioni quando ci diamo battaglia, o se ci mettiamo a combattere contro la Natura, distruggendo le sue risorse.
Ma dobbiamo renderci conto che oggi siamo tutti interdipendenti e non possiamo continuare a comportarci “secondo Darwin”.
Le forme iniziali di vita biologica hanno già passato la fase delle battaglie per la sopravvivenza, quindi anche quella vita biologica chiamata Uomo deve adesso comprendere d’essere parte di un’unità, comprendere che siamo tutti uniti, e che il danneggiamento di una parte si traduce sempre con il danneggiamento dell’intero. Proprio come avviene per le singole cellule del nostro corpo. E questo non ha più niente a che vedere con la teoria Darwiniana!
Adesso, al posto della frase “il più forte sopravvive” è ora di coniugare “ama il prossimo tuo”; ma a questo proposito è necessario osservare bene. Per esempio lo Zohar scrive, rispetto alle nazioni del mondo, che ogni gesto di benevolenza che codeste compiono è sempre compiuto per se stesse. Ciò significa che tutte le buone azioni che compiono, sia verso le persone che verso i loro dei, non sono compiute per amore del prossimo ma per amore di se stesse.
Quando invece una persona agisce l’amore attraverso un lavoro spirituale, non può esserci nessuna mescolanza con l’amore per se stessi (ossia non si cerca nessun beneficio personale), e non viene avvertita nessuna differenza sia che lo si faccia per amore di un amico (gli altri), sia che lo si faccia per amore del Creatore.
L’Universo è soltanto Amore. Amore infinito. Amore e null’altro.

Feb
20
Filed Under (Alchimia) by Hadraniel on 20-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comSulla Terra sono sparsi tutti i metalli, ma solo in determinati luoghi sono ad una concentrazione per cui vale la pena di estrarli. Questo discorso vale per tutti i metalli, e in special modo per il Mercurio, che è particolarmente presente in Europa e soprattutto in Italia (nel Monte Amiata) e in Spagna (Almaden). Si trova quasi esclusivamente sotto forma di Cinabrio, anche se a grandi profondità si possono trovare delle goccioline di mercurio nativo, o “mercurio vergine”, attaccate alle rocce.
Il Mercurio della Terra è presente in maggior quantità in una posizione che si trova fra l’Est e l’Ovest, e tra il Nord e il Sud; si può pertanto dire che si trova al centro. Infatti, in tutte le immagini alchemiche, il Mercurio dei Filosofi è sempre raffigurato in un punto centrale.
Il mercurio alchemico è il grande guaritore del sistema nervoso in generale. Ma cura anche orecchie, lingua, linguaggio, organi vocali, nervi delle braccia, nervi addominali, nervi cerebrospinali, quelli degli organi genito-urinari, delle mani, delle gambe, del cuore, il nervo ottico, la bile, la respirazione, i capelli, il piccolo intestino, la circolazione polmonare, la memoria, le facoltà mentali, il midollo spinale.
L’antica saggezza alchemica riferisce che può essere utilizzato per migliorare le paralisi, le malattie dei nervi periferici, i tumori polmonari e le astenie. E’ anche considerato un importante immunostimolante.
Tutti i metalli sono dunque la base dell’alchimia e nascono dall’unione del Mercurio (elemento femminile) con lo Zolfo (elemento maschile); come embrioni giacciono nel ventre della Terra, fino a quando, completatisi, possono venire estratti.
Ma per gli alchimisti era necessario un altro elemento, un “elemento segreto”, che pensavano potesse dar loro la possibilità di tramutare il Piombo in Oro. Unendo l’essenza dell’Oro con quella del Mercurio, e attraverso varie operazioni con l’elemento segreto (pietra filosofale), si poteva produrre una Polvere di Proiezione, che unita al metallo fuso lo trasformava in Oro. Tutto questo va però visto in un’altra ottica.
Secondo l’alchimia esiste una stretta relazione tra macrocosmo  e microcosmo, ed è da questa considerazione che nasce la medicina alchemica. Prima di tutto vengono individuate le relazioni fra i pianeti e gli organi umani, e poi viene identificata l’Aura magnetica degli esseri umani.
Risulta così che l’Uomo possiede un corpo fisico, un corpo astrale e un’anima.
Il corpo fisico è costituito da tre Principi di base (Zolfo, Mercurio e Sale) e una parte dell’alchimia curativa si basa su questi Principi, dove il Sale rappresenta l’organismo nato dall’unione del Mercurio con lo Zolfo. Ma il corpo fisico è composto anche da quattro Elementi (Fuoco, Aria, Acqua e Terra), i quali si combinano in modo diverso per ogni persona.
La malattia viene fatta derivare da uno squilibrio fra questi Principi, i quali vengono assunti attraverso i cibi. Perciò un eccesso di Zolfo può procurare febbri; un eccesso di Mercurio causa smania e frenesia; e un eccesso di Sale produce calcoli, coliche e reumatismi.
Un’altra parte della medicina alchemica è legata invece ai quattro Elementi, rappresentanti le quattro qualità della materia; la loro combinazione determina lo stato dei corpi: liquido, gassoso, radiante o solido.
Ogni Elemento è poi associato a un organo: Acqua = linfa, Aria = sangue, Fuoco = bile, Terra = sistema nervoso. Al prevalere di un Elemento si associano delle patologie ed è da questi concetti alchemici che si può far discendere l’omeopatia. Infatti l’omeopatia spiega che per ogni malattia esiste un simillimum, ossia un principio terapeutico in grado di ristabilire l’equilibrio del corpo (”il simile cura il simile”).

Feb
16
Filed Under (Psicologia) by Hadraniel on 16-02-2009

Image Hosting by Picoodle.com…e tu lo sai che ti sento. Sia che tu mi sia vicino, sia che tu sia distante.

La parola “empatia”, dal greco en “dentro” e pathos “sentimento”, è la capacità di offrire la propria attenzione ad un’altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali, immedesimandosi senza sconfinare nell’identificazione. E’ quella caratteristica che fa accettare ogni aspetto dell’altra persona, ogni sentimento espresso o non espresso, ma senza nessun tipo di giudizio. Soltanto grazie a questa assenza di giudizio si potrà avere una comprensione empatica di quanto l’altro “sente”, e allora l’incontro sarà un incontro evolutivo, di due anime che comunicano e che si comprendono.
Entrando in relazione empatica con gli altri impariamo una grande lezione di umiltà e di amore incondizionato, dalla quale potremo trarre molto giovamento, e uscirne addirittura arricchiti e trasformati. La natura umana è un organismo fatto di corpo, emozioni e spirito, all’interno dei quali circola una grande forza, una grande energia interiore; questa forza, oltre ad essere l’indispensabile spinta vitale di tutti gli organismi viventi, è anche la base dell’evoluzione, sia dell’uomo che della natura.
Fai della tua vita una serie infinita di incontri empatici, trasformala in un flusso continuo di sensazioni e di partecipazioni condivise. Diventa un “innamorato” della vita e di tutto ciò che vive; aprirai così il tuo spirito alla ricerca della verità e di quell’Energia Infinita da cui tutto proviene.

E’ questo il segreto dei grandi terapeuti:

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E dei grandi leader:

“Cosa state aspettando?” chiese ad un gruppo di persone assiepate lungo una strada. “Non sai? Un grande re passerà di qui e vogliamo vederlo.” “Un grande re? E quanti re ha fatto?” chiese lui. “Un re fare altri re?” gli replica l’uomo attonito. Ma il giovane lo guarda e dice: “Quelli che voi considerate re non lo sono. Un vero re è colui che fa diventare tutti re. È colui che governa la propria vita ma non la vita degli altri, e invece li aiuta a governarsi da sé. Venite con me e vi dirò il segreto per diventare dei veri re”.
E insieme giunsero in un’altra località, dove tanta gente stava intorno ad una statua. “Chi rappresenta?” chiese il giovane sadhu. “Non sai che questo è il nostro grande leader? Gli stiamo rendendo omaggio nel giorno della sua nascita”. “Un grande leader? E quanti leader ha fatto?” L’uomo, confuso dalla domanda, gli ribatté dubbioso: “Un leader fare altri leader? Questo è un leader perché ha dato vita a un buon sistema sociale e milioni di persone sono diventati suoi seguaci”. Allora il giovane spiegò: “Un vero leader è colui che fa diventare tutti leader. Un vero leader sa che ogni persona è un potenziale leader in grado di governare la propria vita. Un vero leader non dice “Seguitemi”, ma “Seguite voi stessi”. Venite con me e vi dirò il segreto per essere anche voi dei grandi leader”.

(racconto buddhista)

Feb
15
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 15-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comLa luna nuova di febbraio ha segnato l’inizio del mese ebraico, e così avviene per la luna nuova di ogni mese.
Poiché il calendario ebraico è lunare, l’inizio del mese corrisponde al giorno in cui la luna nuova appare per la prima volta. L’inizio del mese si chiama “rosh cho’desh” e viene sempre celebrato per uno o due giorni, mentre la metà del mese è invece il giorno del plenilunio.
Nei tempi biblici, rosh cho’desh era celebrato come una festa, un tempo di riunioni sacre e di speciali riti. In seguito il novilunio finì per essere visto come un tempo destinato alle donne per esprimere la loro devozione.
I kabbalisti considerano la luna nuova come un periodo di sollievo dal pericolo; questo perché il calare mensile della luna, fino a quando essa scompare alla vista, richiama un’antica leggenda su Dio, che punì la Luna perché voleva governare alla pari con il Sole.
La luna è perciò considerata come la Shekinah (nome che significa partecipazione della divinità alla vita dell’uomo) e la sua sparizione  rispecchia la sua sottomissione alle forze del male, una condizione di cui, si dice, Dio si rammarichi e si addolori. Il riapparire della luna per Rosh Chòdesh è, pertanto, un momento di giubilo e di speranza per il giorno in cui “ella non sarà più resa più piccola”.
La tradizione dice anche che quando tutta l’umanità si comporterà secondo la legge “Ama il tuo prossimo come te stesso” allora ci sarà la redenzione, la Shekinah non scomparirà più dalla vista, e la presenza di Dio sarà sentita, e vista, in tutto l’Universo. Nazionalità e religioni svaniranno e il  mondo, così come lo conosciamo oggi, scomparirà dalla nostra percezione. L’unica cosa che ne rimarrà sarà l’anima comune, unita con la Matrice nello stato del “mondo infinito”, così com’era all’inizio della creazione.

Feb
15
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 15-02-2009

Feb
11
Filed Under (Psicologia) by Hadraniel on 11-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comIl massimo della nostra evoluzione è andare oltre quelle tre naturali personalità che vengono definite come “bambino, adulto e genitore”. E’ superando queste tre istanze interiori che possiamo diventare dei buddha. Ma solo questo non basta, perché per mantenere lo stato di buddhità raggiunto bisogna capire alcune cose.
La prima è che la propria serenità deve essere messa al di sopra di qualsiasi altra cosa; non si possono aiutare gli altri se si sta male. Essere sereni vuol quindi dire essere efficienti. La seconda cosa da capire è che la sofferenza proviene da tre cause interiori: le aspettative, le paure, i sensi di colpa. E da questo si comprende che nessuno può far soffrire nessuno.
Se però ci fermassimo qui saremmo soltanto delle persone adulte ed autosufficienti, in grado sì di gioire di ogni situazione, ma non saremmo ancora degli Illuminati. Perché la caratteristica fondamentale di un buddha è la serenità, che si realizza solo attraverso l’amore universale. Soltanto con l’amore universale la nostra vita si riempie di pace e di gioia.
Amore universale vuol dire acquisire coscienza dell’universo al quale apparteniamo, vuol dire “diventare l’universo”. Tutti i mistici e tutti gli Illuminati è proprio questo che hanno scoperto e sperimentato: noi non siamo altro che cellule di un universo eterno, infinito e in continua trasformazione.
Ma come possiamo sviluppare in noi l’amore universale? La chiave d’accesso è la “compassione”. Soltanto la compassione fa nascere dentro di noi l’Amore Vero. Ed è la “comprensione” che permette alla compassione di emergere. Si dice che Siddharta stesso “vide che comprensione e amore sono un’unica cosa, e che senza comprensione non vi può essere amore”.
Ma cosa significa comprensione? Per “comprendere” bisogna conoscere; quindi comprensione vuol dire conoscenza: conoscenza della vita e della sofferenza degli altri. E quando si viene a conoscenza di questo non si può fare a meno di provare compassione, compassione per la sofferenza…..la stessa compassione che proviamo per noi stessi.
Imparare ad amare se stessi, ad accettarci, a perdonarci, ad avere compassione per i nostri sogni e per le nostre delusioni, vuol dire imparare ad amare gli altri. E’ questo l’Amore: vedere noi stessi nell’altro, identificarci con l’universo che ci circonda; e allora il fiore dell’amore universale sboccerà, spontaneamente, nel nostro cuore.