Mar
31
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 31-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comGli ostacoli della vita non vanno eliminati o evitati, ma vanno superati per crescere, perché hanno la stessa funzione dei problemi che ci vengono dati a scuola. E’ attraverso la loro soluzione, con la volontà di ottenere le qualità del Mondo dell’Infinito, che ci possiamo avvicinare ad Esso.
Se pensassimo a questa cosa e percepissimo l’esistenza in questo modo, vedremmo la nostra vita come un’opportunità unica ed usciremmo dai condizionamenti di questo mondo. Perciò ognuno dovrebbe prendere le proprie “impressioni” e renderle migliori con l’aiuto degli ostacoli; e facendo così salirà sempre più in alto nel suo percorso evolutivo, fino a raggiungere l’obiettivo più ambito. C’è da dire che più un Essere ascende attraverso il proprio miglioramento interiore, maggiori saranno gli ostacoli che incontrerà, ma alla fine il premio lo appagherà di tutte le fatiche. Una metafora renderà più chiaro questo concetto.
“C’era una volta un Re che desiderava scegliere per se stesso il più leale dei suoi sudditi e portarlo a lavorare nel suo palazzo. Per ottenere questo divulgò un editto dove diceva che chiunque lo desiderasse, giovane o vecchio, poteva andare al suo palazzo per essere assunto e lavorare al suo interno, proprio nella parte più riservata del castello reale. Dopodiché mise molti dei suoi servitori e delle sue guardie alle porte del palazzo e lungo le strade e ordinò loro di usare ogni possibile astuzia per mettere fuori strada tutti coloro che si fossero avvicinati, in modo da far deviare loro il percorso che conduceva al palazzo.
Naturalmente, tutti gli uomini del paese si precipitarono verso il palazzo del Re. Ma le guardie sulle strade, con molta astuzia, li respinsero sempre. Alcuni però riuscirono a superarle e ad avvicinarsi alle porte, ma le guardie che stavano lì erano ancora più addestrate, e quando qualcuno si avvicinava alle porte riuscivano a respingerlo sempre con grande scaltrezza, fintantoché costui perdeva la speranza e ritornava da dove era venuto.
In questo modo gli uomini andavano verso il palazzo, tornavano indietro, e dopo aver recuperato le energie e la speranza tornavano ancora e così via per giorni, mesi e anni, fino a che quasi tutti si stancarono di continuare a provare.
Solo gli eroi, ossia coloro che avevano avuto la pazienza di continuare a provare, riuscirono a sconfiggere le guardie; per questi eroi le porte si aprirono, e ad essi fu immediatamente concesso il premio dell’approvazione del Re, che pose ogni persona nella sua giusta posizione all’interno del palazzo. Ovviamente, da quel momento in poi, questi uomini non dovettero più affrontare né le prove né le guardie che prima avevano cercato di confonderli e di deviare il cammino, rendendo la loro vita così difficile”.
La nostra vita terrena è strutturata pressapoco come questa metafora. Perciò accettiamo serenamente i nostri “su e giù” giornalieri, perché i ritorni sui propri passi (ossia le cadute) diventeranno, ad ogni tentativo di risalita, sempre più brevi, fino a quando potremo finalmente entrare, come Eroi, nel castello reale.

Mar
25
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 25-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comSe ci fermiamo un momento a pensare, e analizziamo la natura dell’essere umano, arriviamo facilmente alla conclusione che tutti i nostri desideri, pensieri ed azioni sono assolutamente egoistici; e non possono essere diversamente (ho già spiegato questo concetto in post precedenti). Ma, considerato che proveniamo da un Mondo e da una Luce sicuramente superiori a noi, si può essere certi che questa Luce, avendo creato il nostro egoismo, potrà anche trasformarlo in altruismo. Tenendo però presente che questo fenomeno potrà manifestarsi solo in accordo col nostro desiderio, e che quest’ultimo soltanto in un modo possiamo arrivare a formularlo: prendendo coscienza delle sofferenze che ci causiamo e quindi del fatto che l’egoismo è un male per noi.
La quantità di sofferenze che ci circonda dovrebbe bastare per farci rendere conto che le nostre relazioni, così come in tutto il mondo vengono portate avanti, allontanano sempre di più da una sana idea di unione.
Una corretta presa di coscienza di questo problema dovrebbe bastare per intraprendere un nuovo modo di porsi alla vita. E considerato che è sempre il concetto “ama il tuo prossimo come te stesso” che ci porta verso la somiglianza con la nostra natura Spirituale e con l’energia pura della Creazione, molti kabbalisti pensano che per promuovere l’evoluzione spirituale dell’umanità sarebbe utile introdurre nell’educazione mondiale (dagli asili fino alle università) l’insegnamento che la nostra natura è comunque interdipendente.
Non dobbiamo perciò dimenticare che bastano anche pochi tentativi per stimolare al meglio coloro che ci circondano, per portare le persone a volgere lo sguardo verso la loro vera natura superiore, ostacolando così il generarsi delle sofferenze e generando invece un avvicinamento spirituale; se i desideri vengono finalizzati alla nostra trasformazione, quest’ultima si realizzerà molto velocemente e facilmente.
La Natura, ad ogni modo, mette sempre in pratica il suo piano di azione; perciò nel mondo spirituale questo disegno già esiste.
La Kabbalah suggerisce che agendo correttamente si potrebbero ridurre le varie catastrofi, le quali si manifestano per combattere l’egoismo. Un buon cammino per arrivare alla meta esiste sempre, sta solo a noi volerlo percorrere. Ognuno, nel suo piccolo, può incominciare a intraprendere i primi passi, proprio partendo da tutte quelle cose che dipendono da noi stessi come esseri singoli. La rivoluzione spirituale avverrà in ogni caso, è vero, ma dipende dalle nostre scelte accelerarla.

Mar
21
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 21-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comLa nascita di un nuovo stato interiore, di una nuova consapevolezza, avviene solo attraverso un cammino fatto di salite e discese. In tutti i testi esoterici questo cammino viene pressapoco descritto così: “Più uno si trova in alto, maggiore è il suo egoismo”. E’ perciò necessario “cadere per poter risalire”.  Si tratta di un processo corretto, atto a rivelare la nostra vera natura! Ed è un processo che si manifesta anche negli eventi collettivi, e in quelli che coinvolgono l’intero pianeta.
L’essere umano ha bisogno di un desiderio enorme per raggiungere la sua Fonte Creatrice. Ed è proprio così che si crea il desiderio! Questa fase discendente, questa “caduta”, sarà poi seguita da un’ascesa spirituale, alla quale seguiranno ancora altre discese e altre risalite, e così via fino alla correzione finale, il grado più elevato.
Per alcuni può essere difficile raffigurarsi lo stato del tempo della discesa, dove si perdono tutti gli sforzi che sono stati investiti fino a quel momento; è quasi come se questa situazione fosse al di fuori di se stessi. Ciò vuol semplicemente dire che la discesa avviene soltanto per coloro che hanno già raggiunto gradini elevati; chi è all’inizio del cammino può solo sentire in sé il bisogno di distinguere il desiderio materiale di ricevere, che è insito nel flusso di questo mondo, e che impregna tutto col suddetto desiderio.
Bisogna quindi ammettere che le varie “cadute” permettono all’umanità di conoscere la grandezza di tutta la creazione e rendono consapevoli della distanza che intercorre fra noi ed essa. E’ proprio questa la verità. Ma, guardando all’immensa grandezza dell’Universo, si scopre anche la sua grande “umiltà”. Andando oltre ogni legge materialistica è stato dato alla creazione il dono di conoscere, comprendere e apprezzare un qualcosa che è al di sopra delle vie naturali conosciute. Ci è stata data la possibilità di essere in connessione ed in adesione con l’Origine. Ed è durante la discesa che questo viene percepito.

Mar
17
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 17-03-2009

Ho trovato in rete questa canalizzazione. Pensando di fare cosa gradita a molti dei miei lettori la trascrivo.

Image Hosting by Picoodle.com…..Per finire vi parleremo di nuovo del 2012. Se osservate i veri
calendari Maya ed Azteco, capirete ciò che realmente dovevano dire.
Ciò che predicono sono schemi di energia potenziale che fanno tutti
parte dell’orologio temporale di Gaia. Non sono affatto calendari,
come pensate voi, ma sono piuttosto marcatori energetici.

Il 2012 rappresenta un rinascimento nel pensiero, dove la luce si
riverserà sul pianeta. Questa nuova energia non sosterrà la guerra o
i potenziali della guerra. Il tempo che si sposterà e cambierà
sarà “il vecchio tempo”. Alcuni di voi lo hanno visto e credete
nella metafisica da abbastanza tempo per vedere i cambiamenti che
cominciano ad accadere. Sapete di cosa sto parlando.

Quanti di voi si considerano Fari? Lasciate che vi ricordi una cosa
che abbiamo detto ad un gruppo la scorsa settimana. I fari 3D
[quelli di vero cemento] sul pianeta non sanno niente di tempeste.
Nulla. Non sanno quanto sarà grande una tempesta o quanto oscuro
diventerà. Non sanno quanto forte soffierà il vento, o quanto tempo
durerà. I Fari e i loro custodi però, possono vedere arrivare la
tempesta, e sanno quando vi si trovano dentro. Sono stati costruiti
per questo, sapete? A loro non importa quanto oscuro o per quanto
tempo, poiché sono costruiti per qualsiasi durata! A loro non
importa perché hanno una luce che è abbastanza forte da aiutare
chiunque sia nei guai per la situazione. Capite?

Ecco perché siete qui! Non dovete analizzare la tempesta in corso per
affrontarla. Tutto ciò che dovete fare è rimanere dove siete e
tenere la luce accesa. Ecco perché siete venuti su questo pianeta in
questo periodo, ecco perché siete qui. Lo Spirito vi promette che
avrete luce a sufficienza e che il vostro faro non sarà distrutto,
poiché era stato costruito per la tempesta. Di fatto, era stato
costruito esattamente per questa tempesta. Capite cosa stiamo
dicendo? Non dovete capirlo e non dovete neanche immaginarlo.
L’ultima cosa che ci aspetteremmo da un faro, è che spenga la luce,
chiuda le porte e scappi dall’altra parte perché la tempesta sta
arrivando. Non ha senso, capite? E queste sono le buone notizie
dell’epoca.
Questi sono i potenziali che vediamo. Sì, può diventare più buio
prima che diventi più luminoso. Ricordate, il 2008 è l’anno
cruciale. Ve lo abbiamo detto nel 2000. In quell’anno ci sono
potenziali che, se si manifesteranno, cambieranno molto, incluso ciò
che avviene in questo edificio.

Siete disposti a sorridere? Siete disposti ad alzarvi, ad accendere
la luce e dire: “Non mi importa a cosa somiglia, non ho paura della
tempesta. Mi importa di come sarà quando è finita”. E questo, caro
Essere Umano, è il motivo per cui ti amiamo come ti amiamo.

Questo è stato un messaggio proveniente dal regno angelico. È
concreto e reale. Vi onoriamo, e l’entourage che si trova qui vi
onora.
E così è.

Kryon

Mar
17
Filed Under (Psicologia) by Hadraniel on 17-03-2009

Scarabocchi, la vendetta:
aiutano a concentrarsi

Uno studio inglese rivela che quei disegni aumentano del 29% la capacità di seguire un discorso.

<b>Scarabocchi, la vendetta<br/>aiutano a concentrarsi</b>Scarabocchio di Manzoni

LONDRA - Siete il genere di persona che alle riunioni con il capufficio, oppure in classe mentre il prof fa lezione, o nelle telefonate in cui c’è più da ascoltare che da parlare, prende in mano una penna o una matita e scarabocchia distrattamente ghirigori su un foglio di carta? Be’, se il capufficio, il prof o chiunque altro vi sorprende in flagrante, se ne esce con frasi del tipo “smettila di distrarti a quel modo e presta attenzione a ciò che dico”, adesso potete zittirlo con il supporto della scienza: spiegando che riuscite a stare attenti proprio grazie a quei disegnini senza senso.
Più attenti, concentrati e mnemonici, in effetti, di chi gli scarabocchi mentre gli altri parlano non li fa. Lo afferma un esperimento condotto da ricercatori del reparto scienze cognitive del Medical Research Council della Cambridge University. Scarabocchiare mentre si ascolta, affermano gli studiosi, aiuta a ricordare i dettagli: dunque l’esatto contrario del diffuso luogo comune secondo cui lo scarabocchio spinge la mente a perdersi nel vuoto.
Per verificarlo, gli scienziati inglesi hanno dato un banale compito ripetitivo, in pratica disegnare scarabocchi, a un gruppo di volontari che doveva contemporaneamente ascoltare un noioso messaggio telefonico. Confrontando la capacità di ricordare il contenuto del messaggio con un gruppo di ascolto che non era stato invitato a scarabocchiare, si è scoperto che lo scarabocchio aumenta la memoria del 29 per cento. Interrogati al termine dell’esperimento, senza sapere in che cosa consisteva o cosa cercava di misurare, coloro che scarabocchiavano hanno ricordato mediamente 7,5 nomi di persone, di luoghi e altri dettagli secondari del messaggio, mentre coloro che non scarabocchiavano ne hanno ricordati soltanto 5,8.
“Se una persona svolge un’attività passiva, come quella di ascoltare una noiosa conversazione telefonica, può cominciare a sognare ad occhi aperti”, commenta il professor Jackie Andrade, della facoltà di psicologia dell’università di Plymouth. “E sognare a occhi aperti induce a distrarsi da quello che si sta facendo, con il risultato che lo fai meno bene. Svolgere contemporaneamente un semplice compito, come appunto è scarabocchiare, può essere sufficiente a interrompere il sogno a occhi aperti senza compromettere la prestazione che si sta compiendo”.
In parole povere, scarabocchiare permette di non distrarsi e aiuta a seguire meglio il filo del discorso.
Non è la prima volta che vengono messi in luce i benefici dello scarabocchio. Un libro diventato un best-seller in Francia e pubblicato anche in Italia nel 2007, “Quaderno di scarabocchi per chi si annoia in ufficio”, sostiene che scarabocchiare è una terapia anti-stress, fornendo perfino un sito Internet, www.swarmsketch.com, per chi desidera farlo sul web anziché su carta. In un altro volume, uscito nel nostro paese nel 2005, “I disegni dell’inconscio”, gli psicologi Evi Crotti e Alberto Magni elencano sei diverse categorie di scarabocchi, ciascuna rivelatrice di un particolare stato d’animo: per cui ad esempio chi tratteggia labirinti sta cercando una via d’uscita da una situazione di stallo, chi disegna palme vorrebbe trovare un’oasi di pace, chi fa schizzi di un’automobile rivela un desiderio erotico non soddisfatto.
Lo scarabocchio, del resto, è vecchio come l’uomo: ci guarda dalle pareti delle caverne della preistoria, rispecchia l’animo del genio nei taccuini di Leonardo da Vinci, diventa pop-art nei moderni graffiti di strada. E poi ci sono gli scarabocchi d’autore: le spirali di Balzac, gli anelli di Beethoven, gli animali immaginari di Malraux. Senza dimenticare gli scarabocchi tracciati da molti dei nostri deputati durante le sedute alla Camera: sebbene venga il sospetto che, nel loro caso, lo facciano sperando effettivamente di distrarsi, mica per prestare più attenzione.

(Scienze-articolo di Enrico Franceschini)

BUON DIVERTIMENTO!

Mar
15
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 15-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comDal News Report arriva questa notizia: - Milioni di persone in tutto il mondo si stanno immergendo in Second Life, la nuova pazzia virtuale che coinvolge tutte le aree della vita umana. Solo la scorsa settimana, 1,4 milioni di nuovi membri si sono “persi” in questa ossessione. Essi si creano nuove vite e cercano avventure in questa nuova ed esotica realtà. -
Ma se ci pensiamo, tutto questo è sempre stato fatto durante tutta la storia dell’umanità, solo che non era così evidente come lo è ora, che lo possiamo vedere attraverso lo schermo di un pc.
La kabbalah spiega che la nostra cultura, così come tutto quello che di “attraente” ed “eccitante” esiste nell’ambiente in cui viviamo e con cui riempiamo le nostre vite, non è altro che una distrazione dallo scopo della creazione. Tutte queste cose hanno la stessa radice: fuggire dalla domanda sul senso della vita.
Il problema attuale è che i vecchi metodi per passare il tempo non attraggono più. Ormai sono diventati troppo deboli. Nel mondo virtuale, invece, ognuno può aumentare a dismisura la propria immaginazione, e in più ottiene l’illusione che tutto ciò che desidera sia alla sua portata, nello stesso momento in cui lo vuole.
Ma l’ego umano non può sentirsi appagato per lungo tempo da nulla che appartenga alla materia, perché ciò che veramente cerca è il Vero Riempimento, che può essere dato soltanto dalla Luce Spirituale.
E’ questa la ragione per cui esistiamo.
E anche se a piccoli passi l’umanità sta già andando verso la direzione giusta. Gli scienziati hanno recentemente scoperto che le persone fanno molto più esercizi mentali di una volta, e che gli esercizi mentali hanno un potente effetto positivo sull’organismo umano.
Il potere del pensiero (il Pensiero della Creazione) giace nella radice di tutto ciò che esiste. Tutto il creato si sviluppò da un pensiero, includendo tutte quelle forze particolari che sono discese e si sono man mano oscurate, fino a che sono diventate le forze fisiche del nostro mondo. Quindi, all’interno di tutta la materia, c’è una forza spirituale che la governa e la guida, spingendola ad andare verso la somiglianza con l’Origine, ossia verso quella luminosa qualità  chiamata Amore Assoluto.
Nel frattempo possiamo, senza timore di sbagliare, goderci il fatto che se gli esercizi mentali fanno particolrmente bene all’organismo, si può fare molta ginnastica senza alcuno sforzo fisico.

Mar
14
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 14-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comTutti gli esseri hanno una parte maschile ed un’altra parte femminile nel loro interno. La donna (Isha) è il sinonimo della casa (bait); e il desiderio profondo dell’uomo è sempre quello di ritornare al suo focolare, ossia alle sue radici.
I desideri vengono perciò chiamati uomo (gueber).
L’uomo che si sovrappone ai propri desideri egoistici, che utilizza cioè questi desideri per ottenere la forza spirituale, è quello che sa utilizzare sia la parte femminile che la parte maschile del proprio essere.
Considerato il presupposto che tutte le persone hanno una parte maschile ed un’altra parte femminile al loro interno, l’uomo e la donna, lavorando congiuntamente, possono molto più facilmente avanzare verso la Divinità.
La parte femminile sarà quella che darà al mondo la “mancanza spirituale” e la parte maschile sarà quella che dovrà elevare questo desiderio fino alla Matrice, ed unirsi così alla forza Superiore.
Quando la donna entra nella sua casa, essa ha l’esigenza di ottenere il sostentamento (colmare la mancanza spirituale) e l’uomo (sovrapponendosi ai propri desideri egoistici) è il mezzo per ottenerlo.
Da tutto ciò si deduce l’origine della parola donna: significa “casa” perché nel suo interno può entrare l’abbondanza.

Victor Ugo scrisse questa bellissima poesia sul binomio uomo/donna.

L’UOMO E LA DONNA

L’uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l’uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l’altare santifica.
L’uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
La luce feconda, l’amore resuscita.
L’uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.
L’uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L’eroismo nobilita, il martirio sublima.
L’uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.
L’uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l’angelo indefinibile.
L’aspirazione dell’uomo è la gloria suprema.
L’aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.
L’uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L’uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un’aureola.
L’uomo è un oceano. La donna un lago.
L’oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L’uomo è l’aquila che vola.
La donna è l’usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l’Anima.
L’uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo. Infine:
l’uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.

Mar
10
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 10-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comUn giovane studente, che aveva una gran voglia di impegnarsi per il bene dell’umanità, si presentò un giorno da San Francesco di Sales e gli chiese: “Che cosa devo fare per la pace del mondo, per migliorare la vita della gente?”
San Francesco di Sales gli rispose sorridendo: “…..non sbattere la porta così forte…..”.

San Francesco di Sales, è considerato il padre della spiritualità moderna; ha influenzato le maggiori figure non solo del “grand siècle” francese, ma anche di tutto il Seicento europeo. Francesco di Sales è uno dei principali rappresentanti dell’umanesimo devoto di tipica marca francese.
Fu un vescovo santo, innamorato della bellezza e della bontà di Dio. È  doveroso ricordare come al suo nome si siano ispirate parecchie congregazioni, tra le quali la più celebre è indubbiamente la Famiglia Salesiana fondata da San Giovanni Bosco, la cui attenzione si rivolge più che altro alla crescita ed all’educazione delle giovani generazioni, con un’attenzione tutta particolare alla cura dei figli delle classi meno abbienti.
Viene considerato una delle grandi figure della Controriforma e della mistica cattolica francese. Fu beatificato nel 1661 e canonizzato nel 1665, e nel 1923 papa Pio XI lo proclamò “Patrono dei giornalisti”.

Ogni istante è un tesoro immenso. Non buttarlo. Non correre sempre, alla ricerca di chissà quale domani.

Vivi meglio che puoi
Pensa meglio che puoi
E fai del tuo meglio oggi
Perché l’oggi sarà presto il domani
E il domani sarà presto l’eterno.

Mar
08
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 08-03-2009

v5ejg0ygup7oav1nrxcx.jpgOggi tutti facciamo i conti con le calorie, ma i casi di obesità negli ultimi anni non fanno che crescere. Il prezzo di questa epidemia non si valuta soltanto in termini di autostima, benessere e salute, ma costa anche un mucchio di soldi. Secondo il Direttore della Sanità degli Stati Uniti il costo dell’obesità, nel 2000, superava i 117 miliardi di dollari. Denaro che viene speso per ogni sistema immaginabile, dai metodi dietetici alle cure delle malattie legate all’obesità; per non parlare dei miliardi di dollari che le aziende devono spendere per le malattie degli impiegati a causa della loro obesità.
Alcuni medici si rifiutano di operare la gente in sovrappeso per i crescenti rischi che questo comporta e persino Disneyland ne è stato colpito: sono state chiuse e “rinnovate” alcune giostre, perché troppi clienti sovrappeso le stavano rovinando.
Ma le più gravi sono le preoccupazioni per la salute. Il “Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie” dichiara che il rischio per la salute aumenta con l’aumento del peso. Il nutrizionista australiano John Tickell afferma che “il diabete II, la malattia associata all’obesità, è la patologia che cresce più velocemente nel mondo”. Le altre malattie legate all’obesità sono l’ipertensione, le malattie coronarie, gli ictus e il cancro.
La Kabbalah spiega che questa grave epidemia è soltanto un altro sintomo del mancato “nutrimento spirituale” dell’uomo moderno. La vera fame è quella interiore. Ma perché avviene questo? Sembra che tutto dipenda dal cervello umano. E’ lui che determina se la persona sarà magra o grassa, se mangerà del cibo sano oppure no.
Medicine Health ha dichiarato che alcune delle ragioni per le quali le persone si abbuffano potrebbero essere le seguenti: “depressione, mancanza di speranza, rabbia, noia e molte altre ancora che non hanno niente a che fare con la fame”. In altre parole, “i sentimenti delle persone influenzano le loro abitudini alimentari”.
E qui la Kabbalah diventa ancora più precisa: “la causa è il sentimento di vuoto interiore che nasce dalla mancata capacità di appagare il nostro crescente egoismo”. Siamo costretti a compensare questo vuoto dentro di noi, questa mancata realizzazione o sensazione di futilità, in qualsiasi modo possibile; e uno di questi è il cibo.
In altre parole l’epidemia dell’obesità, che oggi dilaga nel mondo, è un altro sintomo della vacuità avvertita dall’uomo moderno.
La crescita dell’egoismo umano fa sì che molti di noi si sentano sempre insoddisfatti, e questo indipendentemente da quello che stanno facendo. Continuiamo a “volere qualcosa” e non importa quanti beni accumuliamo, perché ci sentiamo vuoti dentro. La vacuità costante ci fa cercare delle compensazioni e, per alcuni di noi, questo significa mangiare in continuazione.
Ma il nostro vuoto interiore rimarrà insoddisfatto perché quello che desideriamo ardentemente non è una cosa fisica. Senza che ce ne rendiamo conto, un desiderio spirituale sta crescendo dentro di noi. E oggigiorno questo desiderio è più grande (e più affamato) che mai ed esige di essere appagato. L’appagamento però può essere soltanto spirituale.
Dunque, la saggezza della Kabbalah non ci dice di metterci a dieta. Agisce, invece, alla radice del problema, dimostrandoci come appagare il desiderio spirituale, ossia la nostra mancanza più profonda. Quando finalmente affrontiamo la vera mancanza, i pensieri come “voglio qualcosa…ma non so esattamente cosa…” spariranno. Il lavoro spirituale ci porterà a pensare su un livello completamente diverso. Cominceremo a sentire la vita come una continua avventura e in ogni momento della nostra esistenza ci sentiremo appagati e soddisfatti dall’interno.

Mar
06
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 06-03-2009

l8pl3wb9kmzojs28d1g5.jpgLo Spirito è quella parte dell’essere umano che è immortale ed eterna e che lo spinge verso la crescita e l’evoluzione. Quando si comincia a percepire il desiderio di conoscere il senso della vita, quando si anela ad una unione con il Tutto, è il nostro Spirito che ci muove.
Nella coscienza inconscia di ogni essere umano sono contenute un’immensità di immagini primordiali, collettive e immutabili, che lo collegano alla storia del pianeta e dell’umanità, alla storia dell’Universo. Perciò è nella profondità del nostro essere che possiamo ritrovare quell’Unità che ora si trova spezzettata dentro di noi.
Jung definì queste immagini primordiali, questi elementi dell’Inconscio Collettivo, Archetipi, considerandoli veri e propri organi psichici, dal cui buon funzionamento dipende la salute dell’individuo; mentre il contrario può dare origine a disturbi e sintomi, sia fisici che mentali.
Anche i Miti, le Leggende e le Fiabe sono rappresentazioni dell’Inconscio Collettivo, e tutti i personaggi e le figure fantastiche che li abitano sono in realtà degli Archetipi Universali. Il concetto che sta alla loro base è che la nostra vita è pur sempre un’impresa Eroica, comunque la si conduca, e che va affrontata. Gli Archetipi sono i depositari di poteri evolutivi come fiducia (l’Orfano), autonomia (il Viandante), amore (il Martire), coraggio (il Guerriero), gioia (il Mago). L’Io è solo il “contenitore”, la struttura che ci relaziona con il mondo, la maschera sociale, nonché la percezione che esistono dei confini e delle regole.
Se vogliamo ricongiungerci con il Tutto, se aneliamo davvero a quell’Unità da cui ci siamo separati è necessario intraprendere un grande viaggio interiore attraverso quei simboli primordiali che sono collegati all’Universo. E in questo viaggio possiamo farci luce anche analizzando le fiabe. Cappuccetto Rosso, per esempio, è la classica rappresentazione dei passaggi evolutivi dall’infanzia, all’adolescenza, alla maturità, alla vecchiaia.
Quando Cappuccetto Rosso saluta la mamma per andare a trovare la nonna (archetipo del Saggio), in realtà sta cominciando il suo Viaggio nella Vita. L’attraversamento del bosco è l’avventurarsi nei misteri dell’Inconscio personale, mentre l’incontro con il Lupo (simbolo della maschera sociale, o anche della propria Ombra) rappresenta la perdita dell’Innocenza (che è il primo archetipo non evolutivo).
Ma è proprio grazie a quell’incontro che la bambina potrà intraprendere la strada della propria evoluzione, e diventare una donna adulta.
Il Viaggio della Vita, così come nelle fiabe, è pieno di rischi e di pericoli, ma solo in questo modo avremo la possibilità di riappropriarci della parte più autentica e perfetta del nostro essere e ricongiungerci con la nostra parte spirituale.