Per raggiungere un qualsiasi obiettivo sono necessarie adesione e intenzione verso l’obiettivo stesso. Perciò correggere le proprie intenzioni significa imparare a “sentire” e a “realizzare” il proprio Cuore, svilupparlo all’interno di un gruppo, e cercare il contatto con il punto nel Cuore degli altri. Per fare questo si deve necessariamente passare dall’amore di uno (noi stessi), all’ “intenzione” per l’amore degli altri. E arrivare alla guarigione del rapporto “Io-Tu”.
Così come i nostri umori emozionali hanno una valenza nel mondo materiale, questi stessi umori hanno una valenza anche nel mondo spirituale, creata da una combinazione di opposizioni. E’ quindi necessario scoprire prima di tutto come amiamo noi stessi, fare gli aggiustamenti necessari, e poi basare su questo risultato la costruzione del nostro atteggiamento verso il prossimo, cercando di portargli lo stesso amore.
L’uomo deve amare se stesso per essere in grado di fondersi completamente con gli altri e poterli soddisfare. Solo in questo modo ci si “concede” agli altri, ossia si comincia a dimenticare se stessi per vedere le necessità di coloro che ci stanno intorno. Questa aspirazione all’aiuto reciproco porterà nelle relazioni e nella società una vita più felice ed appagante e spiritualmente ci farà diventare simili al Creatore, la Forza Suprema della natura.
Il segreto è che non esistiamo veramente in noi, ma negli altri. E solo trascendendo noi stessi possiamo scoprire che il “vero Io” è una proiezione della Natura e dell’Universo. E’ in base a questa consapevolezza che dobbiamo costruire l’atteggiamento verso qualsiasi cosa.
Realizzando questo in modo sincero, l’essere umano sentirà di poter esistere eternamente, uniformandosi a una legge generale della natura che spinge a raggiungere questo stato comunque, in questa vita o nelle prossime.
Il nostro libero arbitrio serve a raggiungere questo stato il più rapidamente possibile, quindi non sotto la pressione delle crisi ricorrenti, ma per libera scelta.
Attualmente il nostro compito è interpretare correttamente le leggi della connessione, della ricezione e della comunicazione; interpretare correttamente ogni cosa che avviene nella natura e in tutte le sue parti. E forse, fra pochi decenni, potremo già vedere lo stadio finale di tutto il processo.
Anche la scienza moderna ci sta aiutando ad accelerare questa realizzazione. Cercando di capire come funziona l’Universo, al di là dei nostri limitati ed egoistici organi di percezione, le scoperte scientifiche in questo campo ci facilitano l’entrata in una dimensione diversa; una dimensione dove esistono saggezza e perfezione, e dove l’Amore è percepito come una vibrazione eterna.
Se ci soffermiamo un attimo, e consideriamo le dieci Sefirot dell’Albero della Vita da un punto di vista funzionale piuttosto che come entità divine, possiamo osservare che ciascuna di loro è rappresentata da termini e immagini iconografiche.
Gli antichi studiosi vollero creare un linguaggio che comunicava attraverso simboli, per poter dare più forza ai loro insegnamenti, alle loro scritture e alla loro tradizione; e questo linguaggio simbolico venne considerato anche il più adeguato per poter parlare dell’energia Divina, un argomento troppo elevato per essere espresso attraverso la parola comune.
Perciò oggi, nel momento stesso in cui si parla delle Sefirot usando il loro linguaggio simbolico, già si entra in quel mondo e ci si trova già su di un piano molto più intenso e più…magico dell’esistenza.
I simboli sono organizzati in dieci gruppi. E ciascun elemento si identifica con tutti gli altri, così che quando viene menzionato anche i rimanenti vengono richiamati nella mente dello studioso. Perciò il kabbalista, mentre parla della stessa Sefira o di una coppia di Sefirot unite, può lasciare scorrere il suo pensiero da immagini di acqua, a immagini di luce, alle metafore sessuali, a immagini di animali, alla storia dei popoli, o altro ancora. Perché ogni gruppo racchiude numerosi termini, e tutti hanno la stessa importanza.
Ecco le dieci Sefirot, con alcune delle loro associazioni simboliche:
KETHER: la Corona, il Nulla, l’Inesistenza del Pensiero, l’Intelletto.
KOHMAH: La Saggezza. Il Padre Originario. Il Vino. Il Pozzo Profondo. Il Punto Primario. La Torah Primordiale. La Mente.
BINAH: La Comprensione. La Madre. L’Utero. Lea. Il Pentimento. Il Giubileo. La Cinquantesima Porta. La Primavera. Il Palazzo. Il Cranio.
CHESED: L’Amore. Abramo. Il Sud. Il Bianco. Il Mattino. L’Argento. Il Latte. La Mano destra. Il Mirto.
GEBURAH: Il Giudizio. Il Timore. Il Nord. Il Rosso. Il Crepuscolo. L’Oro. Il Sangue. la Mano sinistra.
TIPHARETH: La Gloria. L’Uno Santo. Re Salomone. L’Uomo. La Verità . L’Est. La Sposa. Il Sole. Il Cielo. La Torah scritta. L’Albero della Vita. La Palma.
NETZACH: L’Eternità. La Vittoria. Mosè. Il Cherubino. Il Pilastro Destro. La Fonte della Profezia.
HOD: La Bellezza. La Lode. Il Ringraziamento. Aronne. Il Cherubino. Il Pilastro Sinistro. La Fonte della Profezia.
YESOD: La Base. Il Fallo. Il Patto. Il Bastone. Il Giusto. La Pace. Il Sabato.
MALKUTH-SHEKINAH (la Presenza Divina): Il Regno. La Presenza Immanente. La Vigilia del Sabato. L’Occidente. La Donna. La Sposa. Il Tempio. La Tenda della Radunanza. La Luna. L’Oceano. Il Bagno Rituale Purificatore. La Terra. La Vagina. La Torah Orale. L’Albero della Conoscenza. Il Cedro.
La Kabbalah racconta che il mondo intero, così strano nella sua bellezza e così vario, sia emerso dall’unicità della creazione. Questa unicità è indiscussa ed assoluta, poiché la dualità in cui ci troviamo non può paragonarsi all’Uno, né discuterlo. Ma anche le dualità sono nate all’interno di quell’Uno, e si sono create dalla molteplicità dei livelli di realtà che sono stati mostrati. Questi vari stadi, o aspetti dell’unico Io Divino, vengono chiamati dai kabbalisti Sefirot.
Il racconto di come il molteplice è emerso dall’Uno viene narrato in un modo molto particolare, quasi drammatico, basandosi sul concetto che in qualche punto del processo creativo c’è stata un’imperfezione e l’unità Divina si è spezzata in due. E adesso, sia nel cosmo che nell’anima dell’uomo, tutto è alla ricerca di quell’armonia perduta.
Il mistico, o kabbalista, è colui che ora può intraprendere il viaggio che ripercorre, a ritroso, l’iniziale procedimento divino; e durante questa splendida avventura contemplativa, egli aiuta a riparare il danno avvenuto e a ristabilire l’equilibrio sia nel mondo che nell’anima.
Le Sefirot sono una serie di emanazioni, originarie degli stadi in cui l’Io divino esce dal mistero assoluto (il senza fine o infinito) e ne emerge come quel Dio così personale e complesso, maschio e femmina allo stesso tempo, che a Sua volta crea tutti i mondi inferiori.
Sono dieci i livelli in cui fluisce la divinità, e sono esistiti ancor prima della creazione di tutta la storia. Essi sono i “sentieri” formati dall’emanazione originale che precedette la Creazione, e anche ora essi continuano ad essere i canali dell’energia divina, attiva in ogni momento.
Il flusso dell’energia attraverso i livelli delle Sefirot è infinito e bidirezionale e le stesse Sefirot fungono da stadi dell’ascesa spirituale.
Nel prossimo post parlerò più diffusamente di queste dieci emanazioni.
La preghiera del cuore è l’unica che possa arrivare fino alla Fonte Universale. E’ questa la via dell’accelerazione evolutiva. Ed è ineluttabile, per raggiungere lo scopo, passare attraverso una qualità molto particolare di sofferenza: la sofferenza della lontananza dall’Origine. Questa lontananza è dovuta all’imperfezione dell’essere umano, che deve quindi prepararsi a percorrere tutti gli stadi intermedi (che saranno molti) con la certezza, pur non sapendo ancora di cosa si tratti, che alla fine il premio sarà grande .
Questa sofferenza è diversa da quella provocata dall’amore per se stessi. Anche l’amore egoistico provoca stati dolorosi, e ognuno cerca di combatterli con dosi sempre più alte di auto-amore, ma questa è la via naturale che prepara ad una prossima incarnazione. E non è una cosa buona. Qualcuno ci scherza sopra e pensa che rivivere su questa terra non sarà poi così male. Ma non bisogna dimenticare che il mondo sta andando velocemente verso la perfezione finale, e i tempi saranno sempre più duri. Non sappiamo né come né quando avverrà il completamento evolutivo, ma la situazione potrebbe risultare molto difficile da superare. E pensare che tutto avviene per riportarci alla consapevolezza d’essere noi stessi la Creazione!
E allora cosa vogliamo fare? Uscire da questo circolo vizioso diventando come la Fonte, o continuare all’infinito come esseri umani, soggetti a burrasche di ogni genere, ed esposti al dolore della vita e della morte?
La kabbalah dice che tutti noi siamo metà santi e metà peccatori. In quale metà vogliamo stare? Sulla base di questo approccio il mondo dipenderà da noi, anche se rimarrà un qualcosa che si può sanare solo con l’intenzione.
Chi ha l’intenzione ha una forza di molto superiore a chi non l’ha, questo dice la Legge Spirituale; una piccola minoranza con la forza interiore può cambiare il mondo. La correzione che cerchiamo di attuare su noi stessi agisce sullo stato del mondo. Bisogna imparare a “sentire” questo, perché vuol dire sentire il Mondo Superiore.
(liberamente tratto dalla kabbalah notturna)
«… L’amore è paziente, l’amore è gentile. L’amore non è invidioso, non fa del male, non conosce orgoglio; non è rude, né egoista; è lento all’ira, non immagina malizia; non gioisce per l’ingiustizia, ma gioisce nella giustizia.
L’amore difende tutto, crede in tutto, spera in tutto, sopporta tutto; non si esaurisce mai; ma le lingue cesseranno e la conoscenza svanirà.
Perché noi possediamo in parte la verità e in parte l’errore, ma quando la completezza della perfezione verrà, ciò che è in parte verrà cancellato.»
«… E ora restano queste tre cose: fede e speranza e amore; ma la più grande di queste è l’amore.»
(da “Il Vangelo Esseno della Pace”)
DAL BARBIERE
Un tizio si reca da un barbiere per farsi tagliare i capelli e radere la barba.
Appena il barbiere comincia a lavorare, iniziano ad avere una buona conversazione.
Parlano di tante cose e di vari argomenti.
Quando alla fine toccano l’argomento Dio, il barbiere dice:
Io non credo che Dio esista.
Perché dice questo? chiede il cliente.
Beh, basta uscire per strada per rendersi conto che Dio non esiste.
Mi dica, se Dio esistesse, ci sarebbero così tante persone malate?
Ci sarebbero bambini abbandonati?
Se Dio esistesse, non ci sarebbero più sofferenza né dolore.
Io non posso immaginare che un Dio amorevole permetta tutte queste cose.
Il cliente pensa per un momento, ma non replica perché non vuole iniziare una discussione.
Il barbiere finisce il suo lavoro ed il cliente lascia il negozio.
Appena dopo aver lasciato il negozio del barbiere, vede un uomo in strada con dei capelli lunghi, annodati e sporchi e con la barba sfatta.
Sembrava sporco e trasandato. Il cliente torna indietro ed entra di nuovo nel negozio del barbiere e gli dice:
La sa una cosa? I barbieri non esistono.
Come può dire ciò? Chiede il barbiere sorpreso.
Io sono qui e sono un barbiere. Ed ho appena lavorato su di lei!
No! Esclama il cliente.
I barbieri non esistono perché se esistessero non ci sarebbero persone con lunghi capelli sporchi e barbe sfatte come quell’uomo là fuori.
Ma i barbieri ESISTONO! Questo è ciò che succede quando la gente non viene da me.
Esattamente! Afferma il cliente. Questo è proprio il punto! Anche Dio ESISTE!
Questo è ciò che succede quando la gente non va da Lui per cercare il Suo aiuto.
Questo è il motivo per cui c’è tanto dolore e sofferenza nel mondo.
Considerati i tragici eventi accaduti di recente, è più che mai importante per tutti comprendere e avvicinarsi, col cuore e con la mente, al Mondo Superiore. Un Mondo che non è fatto di misticismo, ma di leggi. Bnei Baruc, maestro kabbalista, spiega che la forza che agisce nel mondo spirituale è il nostro stesso desiderio, purché quest’ultimo sia diretto al raggiungimento del nostro stato successivo.
Se tutti noi ci sforziamo di arrivare a stati mentali più elevati, allora i nostri desideri ci permetteranno di avanzare attraverso il campo della Luce, portandoci sempre più vicini allo Stato Superiore. Il sistema funziona proprio come un pezzo di metallo o un filo elettrico in un campo magnetico, che viene attirato verso la sorgente.
Per merito del desiderio e dell’intensa voglia di migliorare, possiamo far scendere su di noi le Luci che circondano la nostra Anima Superiore e, oltre ad usufruirne noi stessi, distribuire questa Luce a chi si trova momentaneamente nell’oscurità delle problematiche materiali.
Ogni persona deve avere in sé la certezza di poter ottenere tutte le meravigliose realizzazioni che furono nel Pensiero della Creazione, affinché ogni creatura ne potesse godere. L’illuminazione che si riceve ogni volta che ci sforziamo di occuparci di questa saggezza, attira su di noi la grazia, l’abbondanza e la purezza, avvicinandoci sempre più al raggiungimento della completezza. Ma fintanto che l’uomo non avrà percepito che la sua realizzazione è il completamento spirituale, quelle stesse Luci verranno percepite erroneamente, e confuse come luci (appagamenti) della materia circostante.
In memoria di chi è stato colto dalla tragedia:
VOI CHE QUI,
PROTAGONISTI O COMPARSE
DI QUESTA STORIA,
COME ME, PROVATI
E SCONVOLTI DA QUESTA SCENA…
SE AVESSI IL TEMPO DI RACCONTARVI…
MA IL TEMPO DELLA VITA
DI UN UOMO
BASTA APPENA PER DIRE “UNO”
E IL RESTO E’ SOLO SILENZIO.
(William Shakespeare)
HAI ATTRAVERSATO LA SOGLIA,
SEI LIBERO,
DA OGNI RANCORE,
DOLORE,
PAURA,
RIMORSO,
DESIDERIO.
COME IL VENTO TRASCINA LE VELE,
COSI’ GLI ATTACCAMENTI TERRENI
SVIANO LO SPIRITO
DAL SUO CAMMINO.
TU CHE HAI ATTRAVERSATO LA SOGLIA,
ABBANDONATO IL CORPO,
SARAI PER SEMPRE
UGUALE A TE STESSO.
(Bhagavadgita)
In questo post voglio toccare un argomento che non solo è molto comune e molto discusso in ogni angolo del mondo ma che, per un modo o per un altro, è in grado di inserire o di togliere felicità nella vita delle persone. Intendo parlare di quel desiderio che ha a che fare con il rapporto che la persona ha con se stessa, con la fiducia nel proprio sé, con il piacersi, con la capacità di accettare il proprio corpo: ovvero del desiderio sessuale.
I Maestri kabbalisti spiegano che il desiderio delle persone verso l’altro sesso è un fatto del tutto naturale che proviene dalla spiritualità; perché solo tutto quello che esiste spiritualmente, si concretizza poi nel materiale. Quindi anche questo tipo di desiderio ci arriva da una radice molto elevata.
«L’Amore, con la sua donazione reciproca, è ciò che ci fa scoprire la grande avventura della Vita…».
E’ la “Luce della Saggezza” la fonte di tutti i nostri desideri; e il desiderio sessuale è il desiderio fondamentale, il più potente di tutti. A livello spirituale è proprio il primo desiderio, e nella vita terrena è ancora maggiore di quello relativo all’alimentazione. La ragione di questo è perché prima di ogni altra cosa si anela al ricongiungimento della parte femminile con quella maschile dell’Anima.
Spiritualmente tutti i mezzi per riempire l’Anima sono collegati fra loro: perciò soldi, onore, studi, invidia, controllo, sesso, famiglia, casa, sono tutte cose che si trovano insieme in un unico pacco, denominato “come riempire l’anima attraverso concetti spirituali”. Quindi non con la casa, la famiglia, il sesso, o l’alimentazione di questo mondo, ma con il loro aspetto spirituale.
Per questo il desiderio più potente è quello sessuale, ed è per questo che le scritture dicono che l’uomo che s’innalza spiritualmente, sente verso questo desiderio, sempre di più, sia un aiuto che un ostacolo. Quello che le persone ricevono tramite il sesso materiale è un qualcosa che viene e se ne va, che si spegne subito. Invece il sesso spirituale continua indefinitamente, ogni volta a un livello più alto, per cui sarebbe meraviglioso se si potesse capire, semplicemente, che quello che si vuole ricevere realmente dal sesso, lo si riceve spiritualmente, ad una potenza superiore, senza rinunciare alla parte materiale, ma dirigendo il proprio sforzo, la forza e tutta l’ energia allo scopo di ottenere il sesso spirituale, quello che viene chiamato “Incontro con il Creatore, con l’essenza stessa della Luce”.
In questo modo si raggiunge l’unione e la pace fra la parte femminile e quella maschile dell’Anima (ossia di noi stessi) e si sperimenta la soddisfazione eterna.
Da una ricerca americana su un canpione di 2000 persone è risultato che le nostre abilità mentali raggiungono il massimo a 22 anni e si deteriorano 5 anni dopo.
Sembra incredibile ma la scienza dice che a 27 anni siamo già vecchi. Anche se ci ricordiamo benissimo dove abbiamo lasciato le chiavi di casa o della macchina, oppure cosa abbiamo mangiato a pranzo, o ricordiamo perfettamente tutti gli appuntamenti presi per la serata. Ciononostante, questa ricerca indica che molti ben noti effetti dell’invecchiamento possono cominciare diversi decenni prima di quella che è normalmente considerata la “terza età” .
La sorprendente affermazione è stata fatta da un gruppo di scienziati del Dipartimento di Psicologia dell’Università della Virginia. Secondo gli scienziati, le nostre abilità mentali cominciano a diminuire dall’età di 27 anni, dopo il raggiungimento del picco massimo a 22.
I ricercatori hanno studiato per sette anni il comportamento di 2.000 persone, divise tra uomini e donne nella fascia d’età fra 18 e 60 anni. I partecipanti, tutti in buona salute e di livello scolastico medio-alto, sono stati sottoposti a diversi test, tra i quali risolvere puzzle visivi, rispondere a dei quiz, prove di vocabolario, di ragionamento, di velocità di pensiero e di visualizzazione spaziale. Test simili sono usati spesso per diagnosticare le inabilità e i declini mentali, inclusa la demenza.
Il risultato è stato che l’età media raggiunta nelle prestazioni migliori era di 22 anni, mentre a 27 anni il risultato era di molto inferiore rispetto al livello massimo.
Su questa base Timothy Salthouse, psicologo all’Università della Virginia, riassumendo i suoi studi, ha spiegato che le terapie destinate a prevenire o invertire sia il processo d’invecchiamento che le relative condizioni, comprese le malattie ad esso collegate, dovrebbero cominciare molto prima che le persone vadano in pensione, anche se un’altra ricerca ha dimostrato che la conoscenza accumulata nel tempo, tipo le prestazioni sulle prove di vocabolario o di cultura generale, possono aumentare fino all’età di 60 anni.