Meditare significa guardare dentro la tua mente e sentire quella Felicità che è l’essenza stessa della tua esistenza. Questa felicità è dentro di te, così come è in tutti e in tutto. Meditare significa guardare dentro la tua mente Unica e sentire l’Essenza della felicità e della beatitudine che si diffondono dentro di te. Sentire che sei in tutti, in ogni cosa, dentro tutto.
La meditazione è uno strumento essenziale per l’auto-trasformazione e lo sviluppo spirituale, ed è disponibile a tutte le persone, gratuitamente, e in tutto il mondo.
Ecco una semplice tecnica:
Trova un luogo confortevole dove sederti, se puoi fallo per terra con le gambe incrociate, ma anche una sedia con lo schienale diritto va benissimo.
Posiziona le mani una sopra l’altra con il palmo rivolto verso l’alto e appoggiale in grembo; mantieni la schiena dritta, gli occhi chiusi e la lingua contro l’arcata superiore del palato. La respirazione deve essere calma e rilassata, attraverso il naso.
Ora immagina di essere seduto nel posto più tranquillo che puoi pensare. Percepisci di esserti seduto lì in tutta tranquillità, e immagina che l’essenza della Felicità Infinita ti circondi in ogni direzione. Senti di essere completamente circondato da questa infinita sensazione di pace e di felicità, e inizia a ripetere, nella tua mente, il seguente mantra:
Baba Nam Kevalam, Baba Nam Kevalam
Questo mantra significa:
” Solamente l’espressione dell’Amore Cosmico Infinito” o anche “Tutto è infinito Amore“.
Baba rappresenta l’Amore Infinito della Coscienza Cosmica. Nam significa “espressione“. Kevalam vuol dire “solamente“.
Pensa al significato di ciò che stai ripetendo, e senti l’Infinito, la Pace e la Felicità intorno a te e dentro di te. Continua per tutto il tempo che ti piace, dopodiché apri gli occhi, portando dentro di te la consapevolezza che non siamo mai soli o senza aiuto.
La forza che guida le stelle guida anche tutti noi. Sempre.
L’obiettivo della Natura è di portarci ad un livello Superiore di sviluppo. La Natura è in noi e funziona secondo un programma che ha come scopo di portare il suo più alto livello, ossia il livello umano, al più alto livello di sviluppo. Se capiamo questo concetto capiamo anche che, durante il nostro percorso evolutivo, noi adempiamo semplicemente agli ordini della Natura.
L’essere umano non è solo un corpo fatto di materia proteica, ma è il livello finale di tre livelli precedenti: inanimato, vegetativo ed animato. Ciò significa che questo “animale animato” deve arrivare a comprendere e sentire chi è, che cosa è, perché esiste e da dove viene. Tutta la nostra evoluzione è diretta a questo. Ed è per questo che da sempre, inconsciamente, aspiriamo a raggiungere la vera percezione della nostra realtà, la vera comprensione e conoscenza; aspiriamo a capire il vero programma della Natura.
Il nostro sviluppo è interamente dedicato al raggiungimento di questo obiettivo, perciò lo è ogni cellula, ogni molecola, ogni particella, ogni elettrone del nostro corpo. Tutto in noi vive ed esiste solo per questo scopo: raggiungere il livello Superiore della Conoscenza. Quindi tutto il nostro sviluppo è predisposto al fine di far raggiungere all’essere umano il livello più alto dello sviluppo della Natura. Questo è il “raggiungimento”. Ma cosa vuol dire questa parola? Raggiungimento significa che siamo arrivati a quel Livello in cui comprendiamo ogni cosa che c’è in Natura, aderiamo al suo programma, e soprattutto cominciamo ad eseguirlo da soli, rendendoci conto che il nostro destino è quello di diventare come la Forza che incorpora il tutto.
Le meditazioni e le ripetizioni dei mantra possono agevolare questo processo e aiutare a raggiungere più rapidamente il traguardo.
Nel Talmud Babilonese c’è questo pensiero che parla di spiritualità, ma che rende molto bene l’idea usando una metafora materiale:
L’ANTICA PREGHIERA CI RICORDA CHE OGNI MATTINA NOI CI SVEGLIAMO CON UNO SPIRITO CHE E’ STATO APPENA PURIFICATO, E CHE NON DOBBIAMO INIZIARE UNA NUOVA GIORNATA TRASCINANDO I PIEDI CON LA CARTA IGIENICA DEL GIORNO PRIMA ANCORA ATTACCATA ALLE SUOLE DELLE SCARPE.
(Talmud Babilonese)
Non c’è modo di vivere senza la mente. E’ un dispositivo messo al servizio dell’essere umano e fa parte dell’insieme dei “corpi” che costituiscono l’essere umano. Il problema sta nel fornirle un desiderio superiore sul quale essa possa concentrarsi, invece di disperdersi in mille pensieri frammentari che attirano il suo interesse. Va trattata come un bambino al quale si forniscono degli interessi, dei giochi su cui possa fermare la sua attenzione invece di fare i capricci. Se facciamo questo la mente si rivelerà un prezioso alleato per raggiungere il nostro scopo.
La mente segue il nostro desiderio e va là dove è il nostro cuore (cfr. Luce 12, 34).
Immaginiamo il cuore come diviso in due parti, una inferiore e una superiore: nel mezzo si trova il punto nel cuore ed è quello che bisogna sviluppare, lavorando sullla mente-desiderio, in modo da raggiungere lo stato di mente-superiore.
Nella realtà inferiore, quella dove si trova ordinariamente la mente, vi sono azioni singole che creano realtà personali separate e costituiscono la personalità e la vita stessa degli esseri umani. Questo senso di separazione fra le esistenze, fra la nostra vita e quella degli altri, la nostra vita e quella del cosmo, la nostra vita e quella della Creazione, è la frammentazione che crea il dolore, poichè è una frammentazione fittizia, apparente, e non della natura dell’uomo. Le persone “sentono” che la loro natura non è questa, perché tale informazione è stata immessa dall’Universo stesso, di cui tutti siamo parte; ma nello stato attuale non si riesce a percepirla che come disagio, o come dolore. Disagio e dolore che si cerca di superare riempiendo sempre più, il desiderio di assoluto, con desideri e piaceri frammentati; in questo modo il disagio è destinato a crescere a dismisura, sempre più gonfiato dall’affanno di riempire vuoti sempre maggiori.
La mente inferiore lavora per la realtà frammentata, e lo fa senza nessun piano preciso, seguendo l’onda delle emozioni e delle sempre nuove conoscenze di cui viene a contatto. La mente superiore lavora invece per la riunione delle parti, poichè è in sintonia con la Mente Unica.
L’essere umano è un essere di desiderio; ciò significa che egli vive cercando un soddisfacimento, sia esso di ordine materiale, affettivo, oppure di ordine superiore. Le tre cose potrebbero apparentemente convivere, ma questa è solo un’illusione, un inganno che gli esseri umani si trasmettono di generazione in generazione e che non ha mai funzionato: e questo non perché materia e spirito siano in antitesi e che quindi agendo sul primo si possa acquisire il secondo; ma perché sono due cose completamente diverse. Quindi, mentre si vive sul piano materiale, bisogna costruire il mondo spirituale su di un piano autonomo, imparando le leggi che regolano il mondo spirituale.
La mente superiore che noi possediamo è opposta a quella ordinaria. Bisogna distruggere la mente ordinaria “non” perchè non ci sia bisogno di una mente, ma per raggiungere la Mente. E’ dunque uno sforzo cosciente quello che si decide di compiere con la propria fede.
Lo Spirito non viene attivato dai digiuni, o dalle preghiere, o dalle buone intenzioni; tutto questo è materia. Ecco perché ci rivolgiamo alla Kabbalah come metodo per conoscere un mondo di cui non sappiamo nulla. Prima di parlare di un Creatore, dobbiamo conoscere il sistema attraverso il quale la Creazione si manifesta. Si rivelerà a noi se prima di rapportarci “oltre” la percorreremo tutta.
E’ come se ci trovassimo nel palazzo del re e prima di arrivare alla stanza del sovrano, è necessario percorre tutte le stanze che ci separano da lui. E’ questa la nostra vita materiale, percorrere il palazzo, senza soffermarci in una stanza più che in un’altra. E invece quanto siamo tentati di fermarci già nella corte! Dove le prime bellezze e comodità, dopo il viaggio, ci fanno apparire appagante ciò che in realtà non è che un’anticamera.
Cerchiamo dunque di vederci così, in cammino verso la sala del trono; quella è la nostra meta, là il sovrano ci attende. Non vi sembra sciocco perdere tempo con qualcosa di meno splendido di quello che ci attende? Certo, queste stanze le possiamo vedere, appaiono belle, e soprattutto vere; ma dicono semplicemente che la magnificenza della dimora reale è senza pari.
Quando si inizia a percepire l’amore della Creazione e l’amore per gli altri, si prova il senso della Verità. E diviene quasi una droga. Si vuole amare sempre di più, e si comprende che fino al giorno prima non vi era vera vita in noi, ma solo vita riflessa. Siamo vissuti sino ad oggi su concetti che ci sono stati tramandati da persone che non sapevano nulla, concetti astratti, con soltanto un vago senso di fare il bene, tanto per vivere senza problemi per quanto possibile su questa Terra; non soffrire molto cercando di guadagnare il massimo da ogni situazione. Per soddisfare i nostri desideri.
Ma quando scopriamo la Verità, siamo presi da un senso di leggerezza e di euforia mai provati. E’ la libertà di chi ritorna nella propria vera pelle. Figli dell’Universo nel vero senso della parola. Ora Lo comprendiamo, e siamo d’accordo con Lui.
Se amiamo stiamo bene, se amiamo capiamo, se amiamo le porte si spalancano davanti a noi. E si è già nell’eternità. Il futuro si avvicina al presente e si fonde con esso. Capire che il tempo non esiste, né per noi, né per gli altri; si è solo prigionieri delle sbarre create dall’egoismo. Capire che la Vita Infinita “esiste”, e che la sua fonte è nello stato spirituale. Scoprire che il desiderio è uno solo, cioè tornare alla vera natura, che vuol dire fondersi con il Creato. Comprendere che amare il prossimo come se stessi è un mistero che contiene tutti i misteri, e che noi possiamo penetrarli tutti, con ordine, senza confusione, guidati dalle Forze Universali.
(liberamente tratto dalla Kabbalah notturna)
Viviamo un’epoca in cui le tecnologie che creano situazioni virtuali sono già molto avanzate. Il mondo virtuale fa parte ormai delle nostre vite, ci permette di dimenticare per un po’ le attività quotidiane, ci rilassa o ci stimola, e ci fa vivere l’illusione di fuggire dalla realtà. Nonostante questo, però, non riusciamo a fuggire da noi stessi. Solo apparentemente con i mezzi virtuali ci disconnettiamo dalla materia, ma è un’illusione, perché soltanto una connessione armonica fra gli esseri umani può condurci alla vera libertà.
Il cercare rifugio in altre dimensioni diventa implicito quando la vita si fa più difficile, e quindi ci pesa troppo. Ma, anche quando sentiamo che la nostra personale quotidianità è leggera, dentro di noi percepiamo che tutta l’umanità è più o meno intensamente immersa in una crisi generale, e questo fa scattare il meccanismo della fuga verso altre dimensioni, in luoghi virtuali, dove possiamo staccarci da tutti quei problemi che non sappiamo o non possiamo affrontare. E così la nostra mente crea delle situazioni dove può trovare rifugio, dei luoghi dove può avere, a sua scelta, pace o emozioni.
Questo comportamento esprime la necessità profonda che esiste in noi tutti di capire chi siamo veramente. Senza rendercene conto stiamo cercando un significato che non abbiamo trovato nella vita comune e nel mondo reale, quindi proviamo a cercarlo nei mondi immaginari. E quel significato che non troviamo si chiama “libertà”. Libertà dalle regole, dalle imposizioni, dai condizionamenti. Fuggiamo allora in un mondo irreale, dove finalmente le regole le possiamo decidere noi stessi.
L’ansia per un mondo magico, nel quale poter vivere come abbiamo sempre desiderato, è radicata nel più profondo di noi stessi ed esprime la crescente necessità che abbiamo di conoscere una realtà diversa, gratificante e libera. Per molti anni questo impulso è rimasto sopito dentro di noi, ma ora si sta risvegliando, e sta facendo sentire la sua vera richiesta: scoprire la spiritualità.
E pensare che abbiamo a disposizione, proprio nel mondo reale, tutte le condizioni per poterci liberare dai blocchi della materia e ascendere al mondo spirituale, dove esiste la vera Libertà da ogni vincolo. Queste condizioni, queste capacità individuali, sono nascoste proprio all’interno delle nostre esperienze di vita, all’interno dell’educazione che abbiamo ricevuto, all’interno di quel mondo personale e tangibile che cerchiamo di allontanare. Dobbiamo solo capire che tutto ciò che abbiamo vissuto fin’ora è stato un’ottima preparazione per poter raggiungere l’obiettivo della liberazione.
Secondo la Kabbalah, l’attrazione verso la spiritualità indica che l’umanità è già preparata per entrare nella prossima tappa dello sviluppo: il riconoscimento del mondo spirituale. Al contrario del mondo virtuale, la scoperta del mondo spirituale non costituisce una fuga dalla realtà, ma un’esperienza reale, e tangibile.
Prepariamoci perciò al distacco dalla materia, alla disconnessione dall’identità corporea e dalle limitazioni del tempo e dello spazio; connettiamoci in modo armonico con gli altri esseri umani; e la prossima generazione dei “giochi virtuali” sarà già qui con noi.
Vi siete mai domandati cos’è l’amore? Vi è mai capitato di pensare: “Cosa voglio esprimere quando dico che amo qualcosa o qualcuno?”
Siamo tutti convinti che l’amore esista, desideriamo ardentemente poterlo sentire, e siamo anche preparati all’eventualità di amare qualcuno. Ma qual’è la spiegazione del concetto di amore?
Gli scienziati non lo hanno ancora scoperto veramente, anche se pensano che tutto dipenda dai geni. Ma è davvero possibile che esista un gene dell’Amore? Allora, se qualcuno fosse carente di questo gene, potrebbe non essere responsabile di questa incapacità, né di tutte le conseguenze che tale carenza può comportare?
Per ora l’unica certezza è che tutti noi amiamo ciò che ci procura piacere. Se qualche cosa ci fa soffrire o ci provoca tristezza non riusciamo ad amarla e cerchiamo, se possibile, di allontanarcene. Perciò istintivamente ci avviciniamo a qualcuno perché desideriamo stabilire con lui/lei una relazione gratificante. Ma, nell’istante in cui scopriamo che forse la cosa non ci conviene, i nostri sentimenti si raffreddano e ci allontaniamo.
L’amore è dunque quella sensazione di piacere che riceviamo dall’oggetto che ce la procura. Quindi io, persona, sono solo un desiderio: il desiderio di ricevere. E cerco qualcuno che mi dia il piacere di sentire questo desiderio soddisfatto.
Ma allora come può esistere l’amore tra due esseri umani, visto che tutti siamo soltanto un desiderio di ricevere?
Il Maestro Baal HaSulam, durante una lezione, ha spiegato che affinché l’amore esista le persone devono avere attributi simili. In tutti i mondi, in tutto l’universo, la Legge Universale si basa sull’equivalenza della forma. E in accordo con questa legge, noi sentiamo, percepiamo e capiamo solo quelle proprietà che abbiamo in comune con l’oggetto che osserviamo, percepiamo e ricerchiamo.
Se non esiste affinità tra una determinata cosa e me, sono incapace di percepirla. Se non c’è somiglianza nel modo di pensare, anche solo parziale, tra un altro essere umano e me, non potrò mai capirlo. E’ la corrispondenza dei desideri e dei pensieri la condizione per stabilire una relazione con qualcuno o qualcosa. Le persone devono somigliarsi nella loro natura profonda per stabilire un contatto; dev’esserci cioè analogia nei loro desideri e nei loro pensieri. Comparando queste due cose, si potrà determinare il tipo di legame o di amore che le tiene unite, che sarà sempre nella misura (e della durata) in cui le persone si somigliano.
Ingloba tutto, la sua essenza è la totalità, i suoi attributi sono la luce e le tenebre dell’Universo. Con lui si può imparare tutto, cose che non potremmo comprendere attraverso altri esseri umani, perché ha in sé il dolce e l’amaro, il bambino e il vecchio, la destra e la sinistra, il santo e…il Santo.
Giocando con l’Infinito capiamo che non c’è nulla da cambiare tranne noi stessi, che siamo noi a qualificare o squalificare qualcuno o qualcosa e che lo facciamo sempre in base a noi stessi. In questo gioco è un essere nuovo quello che andiamo scoprendo al nostro interno, un essere che ci rivela che nulla, nella nostra vita, è successo senza essere stato programmato per condurci ad una meta ben definita.
Tutto ciò che normalmente si fa per sopravvivere lo si fa per se stessi, e non può essere altrimenti. Ma se non si guarda “fuori” si diventa schiavi del proprio Io, prigionieri del proprio modo di vedere. L’amore per se stessi a volte può erigere muri di acciaio.
Da principio questa rivelazione può turbare, ma quando si scopre il vero “gioco della vita” ogni momento diventa un’occasione gioiosa per immergersi in questo grande mare dello spazio Infinito.
Sono i giocatori che concorrono allo scopo della Creazione, manifestando nel mondo le Sue qualità infinite, dando esempio di come liberarsi dalla schiavitù della materia e di come divenire simili alla Fonte Universale attraverso il “dare”; dare il bene in ogni sua forma. E’ così che si giunge all’unione con la fonte Creatrice.
Perciò cominciamo tutti a giocare con gioia questo nuovo “gioco”; è vecchio come il mondo, ma ancora tutto da scoprire. E con il tempo la Luce che circonda ogni cosa agirà su ognuno in modo sempre più brillante; gli insegnamenti diventeranno chiari, e nessuno più avrà timore che la meta sia troppo ambiziosa, o troppo lontana.
(l’immagine è un dipinto del pittore Edoardo Dainotti, cliccaci sopra per vederla più limpida)
Venerdì, primo giorno del mese e primo quarto di Luna.
Un trittico veramente speciale. Osserviamo la situazione.
La luna di maggio è la luna della coppia, della gioia, degli amori, dei sapori, dei piaceri. Da l’avvio alla stagione calda. Tutta la natura si trova in una fase espansiva e si prepara a dare i suoi frutti.
Il segno zodiacale che caratterizza questo mese è quello del Toro, il primo segno di Terra dello Zodiaco. Un segno profondamente femminile e sensuale (simboleggia la donna, la Madre, il primo rapporto con gli altri), ed è dominato da Venere, la dea della bellezza, dell’amore, del piacere, l’archetipo dell’amante. E’ esaltato da Giove, pianeta dell’espansione e della crescita.
Il segno grafico del Toro significa sole e luna; infatti a livello spirituale in questo mese si celebra una coppia sacra: l’unione fra il Sole e la Terra. Ed è da questa rinnovata unione che tutti gli esseri viventi traggono nutrimento, sia materiale che spirituale.
Il mese di maggio seduce. Incanta con i suoi colori, con i suoi profumi e con il suo anelato tepore. E’ quindi il tempo più propizio per lasciarci avvolgere dalla vibrazione dell’Amore e dal piacere della nostra creatività Interiore; anche se il segno del Toro, essendo soprattutto un segno tattile, tende istintivamente ad essere affascinato soprattutto da livelli più vicini alla materia.
Ma questo non significa che non possa riconoscere e sperimentare gioie più elevate, entrando in sintonia con il senso dell’abbondanza cosmica, e trasformando in un sentiero di crescita spirituale la rigogliosa pienezza della natura dentro di sé.
Anzi, è proprio in questo mese che tutti noi possiamo riuscire a costruire più certezze, sia materiali che spirituali.
Il primo quarto di Luna incoraggia le iniziative, dona conferme, amplia le possibilità. E’ dunque un momento molto importante per tutti gli esseri viventi, sotto qualsiasi aspetto.
Col primo giorno di maggio cominciano perciò sette giorni magici, che aspettano solamente di essere utilizzati al meglio!