Giu
28
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 28-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comE’ possibile che l’intera umanità stia sperimentando un profondo cambiamento? E perché accade proprio ora?
L’essere umano, nella sua ricerca per la felicità, ha provato numerose soluzioni ai continui problemi del mondo. Ha tentato una corsa spregiudicata alle armi, sviluppato economie a bassa inflazione, creato culture basate su tradizioni diverse, ed ha accettato di buon grado l’alta tecnologia e le rivoluzioni scientifiche. Ma non ha trovato ancora i mezzi reali per raggiungere la pace e l’amore.
L’obiettivo di scoprire e raggiungere lo scopo della Creazione è insito in tutta l’umanità;  inconsciamente le persone riconoscono che il loro stesso progresso spirituale è collegato e cercano di condividere questa saggezza con il resto degli esseri umani. Ma la strada verso l’obiettivo della nostra esistenza richiede innanzitutto di correggere l’ego, ossia la forza che ci spinge al movimento. Tutti noi siamo in questa situazione e non possiamo evitarlo.
La saggezza ci parla dunque del vero amore dell’uomo, che è l’unico rimedio per tutte le afflizioni dell’umanità. Questa saggezza contiene dentro di sè la conoscenza di come ogni nazione potrebbe  funzionare bene, e di come questa conoscenza si adatti alla struttura di quell’anima comune che viene chiamata “umanità”.
Ed è proprio lo studio della spiritualità a spiegare che lo sviluppo nel nostro mondo non avviene per quella selezione naturale in cui sono scelte le forze e le qualità del “più forte”, ma piuttosto attraverso l’emergere progressivo o sequenziale delle “informazioni” dentro di noi; quelle informazioni che riguardano la discesa delle anime dall’alto verso il basso, dal Mondo dell’Infinito verso il nostro mondo. Questo archivio di informazioni si è formato dentro ogni persona come conseguenza della creazione, da quello che chiameremo impropriamente “il Mondo dell’Infinito” al nostro mondo, in una spirale di informazioni che spiega ogni grado di discesa.
Oggi, così come ogni cosa che esiste in generale, percepiamo la manifestazione di queste informazioni come un qualcosa che dal basso va verso l’alto, e dobbiamo sforzarci di comprenderle. Questa comprensione la possiamo realizzare in due modi:  attraverso il percorso della Luce o attraverso quello della sofferenza. Il percorso della Luce si ha quando si studia al fine di imparare i nostri livelli futuri, attirando la Luce della Creazione in noi affinché ci guidi verso la perfezione. Il percorso della sofferenza si ha invece quando non si studia la struttura del nostro sistema (e quindi non si attira la Luce dal livello successivo) ma si percepisce soltanto “la pressione” delle informazioni seguenti, che chiedono di essere realizzate.
In questo caso non c’è nessuna evoluzione, ma solo una graduale espressione d’informazioni, che però sono già conosciute in anticipo. In effetti ogni cosa è conosciuta in anticipo, fuorché il metodo di risalita dei livelli il quale, se accadrà coscientemente, sarà veloce e piacevole, altrimenti sarà lento, forzato e poco piacevole.

Giu
25
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 25-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comQuattromila e cinquecento anni fa, c’era già una situazione simile a quella nella quale ci troviamo oggi, e c’erano dei ricercatori che avevano capito questo strano fenomeno. Avevano capito cosa succede in una società isolata, nella quale l’interdipendenza di tutti è manifesta e nella quale gli uomini cominciano a comprendere che la Natura non permette di relazionarsi fra di loro in modo adeguato, come invece la situazione richiederebbe.
Essi rivelarono il metodo per lavorare con la natura dell’essere umano al fine di aiutare gli uomini ad interagire fra di loro in modo appropriato, così da poter sopravvivere. Tuttavia, questo metodo non avrebbe dovuto essere usato solo per la sopravvivenza, ma anche per ottenere la prosperità, lo sviluppo e il benessere. Quei ricercatori scoprirono come fosse possibile influenzare una persona, spiegandole che per ottenere i risultati desiderati doveva soltanto comprendere la struttura del sistema.
Ora sappiamo che è logico che si debba scoprire il sistema nel quale ci troviamo. E’ necessario per comprendere cosa ci lega insieme, in quale modo siamo interdipendenti e quale tipo di unione dobbiamo raggiungere. E’ necessario scoprire com’è la nostra attuale natura, cosa siamo e cosa non siamo in grado di cambiare, dove si trova la nostra libertà di scelta, e come possiamo cambiare ciò che deve essere cambiato.
Noi non possiamo cambiare il programma o la materia di cui siamo fatti, e non possiamo neppure cambiare il principio che fa funzionare il sistema. La sola cosa che possiamo e che dobbiamo cambiare è il nostro atteggiamento, e perfezionarlo per renderlo simile alla totalità dell’armonioso sistema in cui ci troviamo. Questa è la sola libertà di scelta che abbiamo. E’ una meraviglia vedere come ogni cosa sia organizzata in Natura in modo che, se anche volessimo intervenire in altri suoi aspetti, non potremmo cambiare niente. Abbiamo ricevuto un sistema in cui ogni particolare è predeterminato, eccetto per questa sola cosa. Il collegamento tra le parti di questo sistema è un collegamento egoistico, ma può essere trasformato, e questo è precisamente ciò che possiamo e dobbiamo fare.
C’è una scienza che spiega come compiere quest’azione. Se si usa questa scienza, si sarà in grado di compiere quest’azione. Questa scienza non tratta di altro se non del collegamento tra le persone, e si può riassumere nella regola “ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa scienza ci dice in cosa consiste la nostra sola libertà di scelta: l’unione delle persone tra di loro, e niente altro.
Tutto questo si sta ora manifestando nel mondo attraverso vari problemi e situazioni. Si sta manifestando per mezzo della Natura stessa, che ci sta facendo vedere il problema che necessita di correzione, il collegamento interrotto che c’è tra di noi. Ci dice anche come funziona questo sistema, come possiamo raggiungere questo collegamento passo per passo, e come questo enorme, universale, incredibile sistema apparirà  in tutto il suo splendore una volta che ognuno di noi, e tutti noi insieme, metteremo in pratica la giusta connessione.

(liberamente tratto da “One Precept” del 5 marzo 2009)

PIU’ E’ DIFFICILE L’OSTACOLO CHE TI TROVI DAVANTI NELLA VITA,
PIÙ CRESCERAI SPIRITUALMENTE SE RIUSCIRAI A SUPERARLO.
PERCHÉ IMPORTANTE E’ L’IMPEGNO, NON IL SUCCESSO.

Giu
21
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 21-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comIl 21 giugno il sole entra nel solstizio d’estate raggiungendo il suo punto più alto. Gli anglosassoni parlano di “mezza estate” un momento magico e particolare, ricco di emozioni fluttuanti fra il sogno e la realtà, di sensazioni fuori dal tempo.
La parola solstizio significa “fermata del sole” e molti sono i riti e le credenze popolari legati al momento in cui il sole passa allo Zenith, nel suo punto più alto, il suo apogeo: si potrebbe dire che simbolicamente è il massimo trionfo della Vita.
In numerose regioni europee, e anche qui in Italia, vi è l’usanza di accendere fuochi propiziatori e purificatori per salutare il solstizio, ma è nella festa di San Giovanni (tre giorni dopo) che convergono i riti celtici che esaltano il potere del fuoco e della luce, nonchè delle acque, delle erbe, dei fiori e dei raccolti.
Le leggende si rifanno tutte a quello che accade in cielo il 24 giugno: il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincia a decrescere sull’orizzonte; tutti pensiamo soltanto che sta cominciando l’estate mentre in realtà, da quel momento, il giorno del sole comincia a diminuire, fino a raggiungere, nel solstizio invernale, la sua notte più lunga.
Nella notte della vigilia di San Giovanni, che è la notte più breve dell’anno, l’attesa del sorgere del sole è perciò propiziata, in moltissime regioni, dai falò accesi sulle colline e sui monti, poiché da sempre il fuoco mette in fuga ciò che si crede si celi nelle tenebre: gli spiriti maligni, le streghe e i demoni che vagano nello spazio. Attorno ai fuochi si fanno rituali, si leggono poesie e preghiere, si danza e si canta, e si dice che in questa notte magica possono avvenire prodigi d’amore e di fortuna, e che il Male si dissolve.
E poi, allo spuntare della luce, bagnarsi nella rugiada del mattino o lavarsene gli occhi  è considerato un gesto di grande purificazione.

Giu
18

(Da un articolo di Alberta Marzotto)
Image Hosting by Picoodle.comChe cosa consigliare agli uomini nei giorni in cui la moda maschile torna in passerella? Un amico che s’intende di buone creanze suggerisce che, in positivo, si può dire poco. In fondo contano tre cose: l’aspetto pulito, mani e capelli specialmente; giacca scura e camicia ben stirata; un cellulare silenzioso. Ma il decalogo di quanto “non si deve”, quello sì che va scritto e aggiornato. Ecco l’ultima versione.
1) La sciarpa a cappio intorno al collo. La portano così Bruno Vespa, Lapo, i corrispondenti di guerra, i politici, i calciatori, e anche i parrucchieri.
2) Le scarpe marroni tendenti al giallo sotto un vestito scuro. Ci riuscì, perfettamente, Pippo Baudo quando aveva anche i capelli dello stesso colore. Basta lui.
3) Le scarpe da tennis bianche sotto lo smoking dopo i 24 anni. Lo faceva Ernesto Che Guevara durante l’adolescenza per stupire i grandi borghesi di Cordoba. L’ha rifatto Chiambretti da grande in televisione: basta così.
4) Le asole sbottonate della giacchetta. Siete stati dal sarto? Buon per voi. Ma non infierite sul resto del mondo che non se lo può permettere. Le vostre asole si potranno aprire, ma voi le terrete chiuse.
5) I jeans dopo i 40 anni. Sarkò ci prova quando va in vacanza in Egitto o cavalca in Camargue e, nonostante Carla, non è un bel vedere. Voi, che non siete nemmeno presidenti di Francia, lasciate perdere. Se però avete una vostra Brokeback Mountain…
6) Il filo di perle o di cuoietto con l’amuleto etnico di osso, o anche di metallo prezioso, lasciato intravedere dalla camicia aperta. Non siete nelle Isole della Sonda. Conrad è morto un secolo fa. Tenetevi la catenina d’oro della mamma.
7) Il tanga. Non si osa. E se non siete sicuri di resistere alla tentazione di far vedere il retro, che dobbiamo immaginare avrete ovviamente scultoreo altrimenti sareste da ricovero, fatevi un giretto alla spiaggia della Feniglia, sotto l’Argentario. Qui finì la sua vita straordinaria il Caravaggio. Qui c’è il tanga di Luca Laurenzi.
8) I calzoni rossi. Sono ammessi solo per maschi adulti under sixty, ma alti non meno di uno e ottanta per non più di 75 chili di peso e con un posticino nella storia dei campionati di scacchi da rinverdire in piazzetta a Capri, dove giocava Maksim Gorki, o a Cortina, dove, credo, ancora si esibisce Paolo Fresco.
9) La pochette uguale alla cravatta.
10) Le cifre in numero di tre o più sulla manica. Ne bastano due e mai sul polsino. Sono i nobili ad avere nome, cognome e predicato ma tanti hanno un primo e poi un secondo, un terzo e un quarto nome di battesimo. Cucirne le iniziali sulla tela non vi rende rari.

Giu
17
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 17-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comUn uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada.
Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all’istante.
Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali.
A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione…
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati.
A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d’oro, al centro della quale s’innalzava una fontana da cui sgorgava dell’acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all’uomo che sorvegliava l’entrata.
- “Buongiorno”
- “Buongiorno” rispose il guardiano.
- “Che luogo è mai questo, tanto bello?”
- “E’ il cielo“
- “Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!”
- “Puoi entrare e bere a volontà”.
Il guardiano indicò la fontana.
- “Anche il mio cavallo e il mio cane hanno sete”
- “Mi dispiace molto”, disse il guardiano, “ma qui non è permessa l’entrata agli animali”.
L’uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì. Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.
All’ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.
- “Buongiorno” disse il viandante.
L’uomo fece un cenno con il capo.
- “Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete”.
- “C’è una fonte fra quei massi”, disse l’uomo, indicando il luogo,
e aggiunse:
- “Potete bere a volontà”.
L’uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare.
- “Tornate quando volete”, rispose l’uomo.
- “A proposito, come si chiama questo posto?”
- ” CIELO.”
- “Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!”
- “Quello non è il cielo, è l’inferno”.
Il viandante rimase perplesso.
- “Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo, questa falsa informazione causa grande confusione!”
- “Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici”  Rispose il guardiano.

Non abbandonare mai i tuoi veri Amici,  perchè:

Trovare un Amico è una Grazia,
Avere un Amico è un Regalo,
Conservare un Amico è una Virtù,
Essere Tuo Amico! È un Onore…

(da un racconto di Paulo Coelho)

Hadraniel augura a tutti i suoi Amici di “penna elettronica”, vicini o lontani, una splendida giornata.Image Hosting by Picoodle.com

Giu
13
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 13-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comLa kabbalah è una scienza e lo studio della kabbalah costruisce dentro alla persona un sistema uguale a quello Superiore. Essa non si occupa di qualcosa di astratto, si occupa solo del modo in cui siamo e di come funzioniamo ai livelli più alti dell’esistenza, perciò non si occupa della vita di questo mondo. Studiando questo sistema riotteniamo il livello nel quale eravamo prima di discendere sulla terra, lo stesso in cui saremo tutti al termine della nostra ascesa da questo mondo.
E’ una scienza basata sulla Torà, il termine ebraico che definisce il Pentateuco, ovvero i primi cinque libri della Bibbia, e su antichi libri kabbalistici, fino ai testi più recenti del XX secolo. Questi ultimi sono i più adatti per la nostra generazione, poiché sono stati resi più comprensibili. Descrivono la struttura dei Mondi Superiori, come discendono e come successivamente danno origine all’esistenza dei mondi inferiori; descrivono la formazione del nostro mondo, dell’universo, del nostro pianeta e di come la vita si è evoluta.
Nella persona che vuole raggiungere il mondo Superiore, e che studia per questo scopo, la Saggezza della kabbalah è in grado di sviluppare questo desiderio. Tale desiderio all’inizio è minuscolo, viene chiamato “un punto nel cuore”, ed è l’embrione dei nostri stati futuri. Approfondendo la conoscenza della struttura del Mondo Superiore, sviluppiamo anche l’informazione “genetica” che è dentro di noi, e nel corso del suo sviluppo si forma al nostro interno un modello simile ai livelli Superiori. In questo modo abbiamo l’opportunità di “sentire” i mondi superiori, di capire tutto ciò che ci succede e, soprattutto, di controllare questo processo per noi stessi. I processi che attraversiamo nel corso della vita saranno più chiari e capiremo anche cosa accade all’anima dopo che avrà finito la vita in questo  mondo.
L’ipotesi kabbalistica è che una persona può raggiungere la vita eterna mentre vive ancora in questo mondo e per scoprire questa saggezza l’umanità ha dovuto attraversare diverse fasi di sviluppo; i kabbalisti spiegano che, nel nostro tempo, l’umanità ha raggiunto l’ultima fase dello sviluppo ed è pronta e matura affinché la Verità sia rivelata a tutti.
La kabbalah insegna ad una persona come cambiare interiormente in relazione agli altri, vivendo la vita di tutti i i giorni, passando dal fatto di ricevere, fine a se stesso, al Dare assoluto, ovvero l’amore per il prossimo.
Questa scienza non si serve di amuleti, nè di oggetti fisici ai quali associare un contenuto spirituale. La kabbalah non pratica nessuna forma di magia. Non è una setta, è invece formata da uomini e donne che, liberamente, si uniscono a livello spirituale, uniti dallo stesso desiderio di perfezione; e non ha nulla a che fare neppure con la New Age, fenomeno passeggero cui è stata associata da alcuni finti maestri a scopo di lucro. E’ semplicemente la più antica scienza dell’umanità, vantando cinquemila anni di esistenza.
Essendo la kabbalah una scienza, può essere studiata mantenendo il proprio credo, qualunque esso sia. Non è nemmeno necessario essere ebrei, perchè l’espressione “Popolo Eletto” va intesa in senso spirituale, è quindi il popolo formato da tutti coloro che intendono fortemente e seriamente “aderire” al Creatore.
Siamo quindi davanti ad uno strumento scientifico per studiare il mondo spirituale. Per esplorare il nostro mondo terreno usiamo le scienze naturali, come la fisica, la chimica, la biologia etc., ma le scienze naturali studiano solo il mondo fisico, quello che percepiamo con i nostri cinque sensi. Per comprendere pienamente il  mondo nel quale viviamo abbiamo invece bisogno di uno strumento di ricerca che possa esplorare il regno nascosto, quello che i nostri cinque sensi non possono percepire.
Secondo la kabbalah, la realtà consiste di due forze o qualità : il desiderio di ricevere ed il desiderio di Dare; è quindi il Dare assoluto (comunemente viene chiamato Creatore) che, automaticamente, crea il desiderio di ricevere. Dunque tutta la creazione, inclusi quindi anche noi, è una manifestazione (creazione) di questo desiderio di ricevere.

Giu
11
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 11-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comViviamo in una generazione in cui si sta rivelando la nostra interconnessione, sebbene ancora non lo abbiamo ben compreso. Nelle generazioni precedenti, questa connessione non era espressa così chiaramente; ma oggi siamo connessi attraverso internet, le radio internazionali e le stazioni televisive; ci scambiamo informazioni usando questi canali e siamo a conoscenza di tutto quello che succede nel mondo.  Gli eventi che capitano in una parte del mondo influenzano le altre parti a causa della velocità con cui le informazioni e le varie voci sono diffuse dai mezzi di comunicazione.
Ci sono diversi poteri nei mezzi di informazione: quando qualcosa succede in una parte del mondo, qualcuno guadagna e qualcun altro ci rimette, o in termini di scambi, o di denaro, o di commercio, o di altri valori economici. Dipendiamo gli uni dagli altri. Siamo legati insieme da una rete comune, che ora si sta rivelando ai nostri occhi come un fatto ovvio. L’umanità sta facendo questa scoperta: stiamo rivelando la connessione a livello di pensiero e di desiderio, e ci ritroviamo in una situazione da cui non possiamo scappare e che non possiamo ignorare. Ogni giorno ci rivela cose diverse e  completamente nuove. Presto accadrà che gli uomini del Sud Africa penseranno una cosa e poi il giorno dopo gli uomini dell’Europa penseranno la stessa cosa, e il giorno dopo in Asia e così via. All’inizio ci colpirà come un pensiero ed emergeranno nuovi desideri e da un giorno all’altro accadranno dei grandi cambiamenti, sempre più velocemente. E questo perché il mondo è completamente interconnesso, il che non è mai successo prima. Anche la creatività sarà interconnessa e in un prossimo futuro avremo persino le abitazioni interconnesse.
Questo farà  in modo che il progresso prosegua ad una velocità completamente diversa. La velocità del nostro sviluppo non è lineare e nemmeno esponenziale, ma sfreccia come un razzo verso l’alto. Cresce esponenzialmente perché è moltiplicata per il numero delle persone che ci sono nel mondo e per il numero delle connessioni che ci sono tra di loro. Ed ogni persona a sua volta la moltiplica ancora per via della sua connessione e della sua dipendenza dagli altri. Dunque, questa moltiplicazione, che si ripete ancora e ancora, fa sì che il nostro sviluppo avvenga ad una super velocità.

(liberamente tratto da una lezione sull’articolo “The Activity of the Greatest of the Nation”)

Giu
05
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 05-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comUna delle storie più famose di Kafka è “Di fronte alla legge”, in cui si racconta di un uomo che siede di fronte “all’ingresso della legge”, chiedendo il permesso di entrare (l’ironia è che la porta è aperta). L’uomo ha paura di attraversarla perché il  guardiano lo ha avvertito che ci sono altre guardie ad attenderlo oltre la porta, ed ognuna è più forte di quella precedente.
Spossato dagli ostacoli incontrati, quest’uomo decide di sedersi accanto alla porta, sperando che alla fine gli si dica di entrare. Di tanto in tanto, compie dei piccoli tentativi per persuadere la guardia a farlo passare, provando persino ad aggirarlo, a volte con piani audaci e a volte con suppliche.
Ma gli anni passano, l’uomo invecchia, e la porta rimane ai suoi occhi inaccessibile come prima. Alla fine della sua vita, l’uomo si decide e chiede alla guardia: “Come può essere che tutti vogliono entrare attraverso la porta della legge, ma io sono il solo che ha chiesto il permesso?” - Questa entrata era stata prevista per te soltanto - replica la guardia. - E adesso la chiuderò -.
Il desiderio di attraversare la porta della legge, per scoprire il sistema delle forze che governa le nostre vite, non è una novità. Gli uomini hanno sempre cercato di scoprire le leggi nascoste dell’universo, per poterne prendere il controllo ed usarle a proprio piacimento.
Hanno mandato razzi nello spazio, hanno camminato sulla luna, costruito dei sistemi di comunicazione che attraversano il mondo e sviluppato un numero infinito di macchine e di strumenti. Tuttavia l’essere umano vaga ancora nel buio per quello che riguarda la sua natura spirituale, la sua essenza ed il suo scopo nella vita.
Non ci sono ancora risposte alle domande più profonde: Chi guida le nostre vite? Qual’è la fonte della nostra realtà ? Qual’è il significato di tutto questo? E proprio come l’uomo nella storia di Kafka, spesso sentiamo di essere governati da uno sconosciuto sistema di leggi che nessuno ha mai veramente decifrato.
Ma allora chi è il guardiano e perchè si rifiuta di farci entrare?
Secondo i kabbalisti, si tratta della nuova percezione della realtà, che una persona ottiene quando tutti i suoi desideri sono governati da quella legge spirituale che comprende il Tutto, e che è la qualità del Creatore. Quando scopriremo questa qualità dentro di noi e la metteremo al di sopra dei nostri desideri terreni, scopriremo ciò che Baal HaSulam chiama allegoricamente “La luce radiosa della presenza del Re”; vale a dire che i nostri desideri verranno appagati da un’abbondanza infinita. Ma oltre a questo, ci renderemo conto che questa legge nascosta ci ha sempre influenzato, anche quando non ne eravamo consapevoli; e sarà proprio a questo punto che le porte della legge spirituale si spalancheranno davanti ai nostri occhi.
Allora chi sono quelle guardie che dobbiamo superare sulla strada che porta alla qualità  del Creatore? Non sono altro che i nostri desideri egoistici. Ma diversamente da quanto potremmo pensare, non siamo tenuti ad eliminare i nostri desideri. Abbiamo bisogno invece di imparare come usare i desideri basilari con cui siamo nati; dobbiamo acquisire nuove intenzioni, come l’amare e il dare, le quali cambieranno il nostro modo di usare i desideri.
Proprio come il pover’uomo della storia di Kafka, a volte pensiamo che se aspettiamo abbastanza a lungo o se preghiamo abbastanza intensamente, poi la porta si aprirà da sola. Ma i grandi Maestri spiegano molto chiaramente che tutto dipende da noi, e che le guardie da superare sono soltanto quelle che abbiamo nel profondo.
Diversamente dallo spirito pessimistico della storia di Kafka, i kabbalisti che hanno con successo attraversato la porta, dicono che dall’altra parte la realtà si presenta completamente opposta a quella Kafkiana (la quale in fin dei conti è niente altro che la realtà di questo mondo). Oltre la porta, l’uomo scopre una realtà perfetta ed eterna, governata da una sola legge, la legge dell’Amore.

Giu
03
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 03-06-2009

Giu
01
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 01-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comSe percorrete la strada della Conoscenza Superiore, sempre più spesso vi sveglierete con un senso di felicità indefinibile dentro di voi. Una felicità che si regge da sola, animata da vita propria. Il passato si svelerà per intero e vedrete come la Matrice creativa si è presa cura di voi, con tenerezza, precisione e attenzione; come si è prodigata per portavi ai livelli superiori  senza farvi troppa violenza. Vedrete come vi abbia dato prove che, anche se pesanti, fossero ancora  superabili e sicuramente rafforzanti. Vedrete anche come vi abbia dato felicità inaspettate.
Siete vivi! Vi sembra questa una cosa ovvia? Il respiro scorre in voi senza il vostro intervento e tutto si muove al vostro interno senza che dobbiate fare nulla. Sentirete sempre di più che siete immersi nel grande mare costituito dalla Luce Cosmica. Tutto galleggia in esso e voi ne siete parte. Sentirete il legame fra le anime e non sarete più soli. Sentirete che la Bontà e la Misericordia della Creazione inseguono le creature e lavorano incessantemente per riportale a Casa.
Perché il dolore, comunque si travesta, è quello della lontananza dal Bene assoluto, che nonostante tutto sapete che esiste. Per questo cercate amore e affetto in tutte le cose, negli altri, negli animali, nei fiori e nella natura. Per questo vi agitate e vi piace viaggiare, pensando di trovare in qualche posto quello che il vostro cuore sa che c’è, da qualche parte.
Le cose dello spirito non invecchiano, non imputridiscono e non si inquinano. Sono le sole cose buone che si possono dare agli altri. Ma per elargirle, queste cose dello spirito, bisogna possederle. La sensazione che esista il “prossimo” appartiene solo al grado dell’uomo. E’ un sentimento essenzialmente egoistico, perché sul prossimo si proietta il proprio egoismo e non l’altruismo, anche se questo è già un avanzamento rispetto a coloro che traggono godimento solo da se stessi. Se invece si traesse godimento dal dare, non avrebbe limite il godimento; la felicità sarebbe piena e continua e si acquisirebbero le caratteristiche del Creatore. Il limite terreno sta tutto qui: nell’aspettativa. Ogni movimento umano è sempre determinato da ciò che ci si aspetta di ritorno dal proprio gesto.
Gli esseri umani sono piccoli commercianti della vita, vendono e comprano cose, affetti, sentimenti, sensazioni, e non sono mai paghi di ciò che ricevono. E non potrebbero esserlo. Perché donare è l’unica vera fonte di felicità, ma troppo spesso questa parola viene confusa con un donare materiale.
Sovente non vi è molto da offrire materialmente, le risorse possono essere molto limitate. Ma “l’intenzione” è illimitata, perciò lo spirito può dilatarsi fino ai confini estremi dell’Universo e dare in continuazione. E’ questo il vero segreto della vita.
Come il feto non vede la luce se non nel momento in cui esce nel mondo e non un attimo prima, nonostante sia già perfettamente formato, anche gli esseri adulti non possono vedere la Luce se non dopo aver passato la barriera. E’ necessario che questo pensiero sia ben chiaro, per stimolarvi durante il percorso. Bisogna immaginare d’essere come una pagina bianca, che Qualcosa di Superiore andrà a riempire. Dovete abbandonarvi totalmente. Cosa succederà non lo potete ancora sapere, e neppure i grandi Maestri ve lo possono spiegare, perché sarà una rivelazione personale che coinvolge proprio e soltanto voi, con tutta la vostra personalità. Non esistono due processi spirituali identici, anche se identica è la meta. Questo perché ognuno deve arrivarci con tutto se stesso; e non sarà un se stesso annullato, ma trasformato totalmente, pur mantenendo le sue caratteristiche. In questa consapevolezza deve stare la vostra capacità di abbandono.

(comunicazione di F.R.)