Fra il 21 e il 23 settembre si festeggia Mabon, l’equinizio d’autunno, ed è uno dei quattro Sabba minori della Wicca, inneggianti alla sacralità della Ruota dell’Anno.
Mabon è il Dio dell’ultimo raccolto, ed è il periodo propizio per raccogliere gli ultimi frutti che la Terra dona e per immagazzinarli in attesa dell’inverno. E’ un momento di riflessione per l’anno trascorso e di auspici per l’anno successivo.
Maria Giusi Ricotti scrive: “Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni. Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi “sacrificati” per dare la vita agli uomini.”
La coscienza di questo evento si estende naturalmente anche al concetto di fertilità, e al ciclo di vita/morte/rinascita dell’essere umano; nonché alla consapevolezza che una nuova epoca, una nuova esistenza, rappresentano sempre il risorgere, il nuovo, il cambiamento.
Mabon è perciò il periodo del seme che darà i suoi frutti nel susseguirsi delle successive stagioni.
Positivo e di buon auspicio è quindi tutto ciò che fra il 21 e il 23 settembre viene intrapreso per ottenere un rinnovamento della propria vita, poiché è il momento giusto per le potature, che tolgono ciò che è secco e vecchio. Con questa azione la natura ci indica la via per eliminare da noi stessi ciò che non serve più, ciò che è già seccato ma che continuiamo a portarcelo appresso.
Infatti Mabon, essendo un elemento dell’Ovest, è anche il tempo dell’Acqua, ed è legato alle emozioni, all’anima, ai sentimenti. E’ il tempo quindi di lasciar fluire lo scorrere del fiume (il tempo): è il periodo per l’abbandono del passato, di ciò che è stato, di ciò che eravamo e di ciò che siamo stati, accettando dentro di noi i frutti futuri. E’ la purificazione che ci prepara per la Trasformazione.
E’ questo anche il periodo giusto per andare a raccogliere le radici, da usare per le tisane invernali: prima fra tutte la Mandragora, un anestetico naturale (è la pianta usata da sempre dalle cosiddette “streghe”), e poi il Tarassaco (depurativo delle vie biliari) e l’Angelica (contro l’inappetenza e con proprietà digestive).
Un giorno importante, collocato vicino a questa “porta equinoziale”, è il 29 settembre, festa legata agli Arcangeli, in particolare a San Michele Arcangelo. In Piemonte viene considerato un “giorno di marca”, ossia un giorno che scandisce la qualità del tempo.
L’equazione della relatività di Einstein arriva molto vicina all’ipotesi del Campo Unificato. L’equazione si legge così: Energia = Massa x la Velocità della Luce (C) al quadrato, cioè E=MC2. Quello che Einstein intendeva fare era di risolvere questa equazione solamente per la Velocità della Luce. Pensava che il valore della massa potesse essere sostituito con una misurazione della luce. Se si otteneva questo, diceva, allora tutta la Creazione poteva essere pensata come composta di Pura Luce: era questo il vero “campo unificato” che Einstein stava cercando.
Ma la scienza moderna della Griglia Globale ha un continuo, o per altri versi un inizio, con il lavoro di un altro ricercatore, Bruce Cathie, un pilota neozelandese che cominciò le sue ricerche osservando i cosiddetti UFO.
Il primo libro che Cathie scrisse fu “Harmonic 33″ a cui ne seguirono molti altri.
Cathie, nelle sue ricerche, scoprì che la luce forma sfere mentre viaggia, e che una CU è un’energia sferica che pulsa. Tuttavia, anche se questo scienziato ha decodificato la Teoria Del Campo Unificato, quello che in realtà è più importante sono le altre sue scoperte. Mentre si avvicinava alla soluzione dell’enigma, egli ne portò alla luce molte altre fondamentali, che hanno cambiato la nostra comprensione della fisica vibrazionale e dei numeri, scoprendo nelle “armoniche della matematica” l’aspetto naturale dell’Universo.
La Velocità della Luce si misura in secondi; ebbene, una delle scoperte iniziali di Cathie già arrivava ad un modo differente di misurare il tempo, allo scopo di eguagliarlo con più precisione alle armoniche della Griglia Terrestre. Ottenne questo semplicemente usando un fattore 9 (base Diatonica) anziché un fattore 8 (l’attuale base di Ottava) nel conteggio del tempo giornaliero.
Ovviamente, questo cambierebbe la dimensione delle ore (pur rimanendo di 60 minuti) e dei minuti (pur rimanendo di 60 secondi), rendendoli più brevi, dal momento che si dovrebbero comprimere 27 ore in un normale giorno di 24. Cercando il numero di secondi in un “giorno-griglia”, si ottengono 97.200 secondi-griglia. (27h x 60m 60s).
Qui di seguito riporto alcuni dei numeri che su questa base sono stati decodificati.
97.200 sono i secondi di un giorno-griglia (27×60mx60s), che diviso per 9 (base Diatonica) fa 10.800.
10.800, armonico di 1.080, è il numero fondamentale della Luna.
1.080, numero della Luna, è anche esattamente la metà del suo diametro, calcolato in miglia inglesi.
2.160 è il diametro della Luna ed è uguale ad un’Era dello Zodiaco.
12 di queste Ere, sommate, danno 25.920, numero del nostro grande Ciclo Solare e anche della precessione della Terra.
666 è il numero del Sole, che sommato a 1080, numero della Luna, da il numero di fusione fra i due.
Anche se un simile conteggio non corrisponde ancora con la nostra attuale misurazione del tempo, che per ora resta a base 8, sembra sia questo il modo migliore per rettificare l’orbita della Terra con il sistema armonico.
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BUON RELAX A TUTTI.
Recentemente da alcuni scienziati è stato ipotizzato che la Terra sia cava , quindi vuota all’interno, e con una specie di piccola stella centrale fatta di plasma e gas. Questa teoria trova riscontro, da moltissimo tempo, anche nelle leggende di molti popoli antichi, tra cui i tibetani, gli egiziani, i greci, gli indiani, e molti altri popoli. Praticamente tutti gli scritti di questi popoli, nonché le loro tradizioni, parlano di un misterioso mondo sotterraneo popolato da civiltà evolute. Queste persone, dicono le leggende, sono simili a noi esseri umani ma vibrano su piani dimensionali diversi, più evoluti del nostro. Sembra persino che alcune di queste persone possano agire in mezzo a noi, per aiutarci. Considerando che le ricerche fatte dagli studiosi sono rivolte in tal senso, forse possiamo cominciare anche noi profani a vagliare questa ipotesi. L’esploratore polacco F. Ossendowski in un suo viaggio in Asia, nel 1923, affermò di aver avuto delle informazioni da parte di alcuni Lama e di un principe mongolo, tale Ciultun Bejli, che descrivevano un regno sotterraneo, un mondo fatto di lunghe gallerie situate sotto tutta l’Asia, nelle zone del Tibet, in Mongolia, sotto il Deserto di Gobi estendentesi poi a il mondo, e le cui entrate, ovviamente nascoste, si trovano in diversi luoghi del pianeta; questo sarebbe il famoso regno sotterraneo di Agharti. Esistono tante storie che narrano di questo misterioso popolo di Iniziati governati dal Re del Mondo, il mitico sovrano di Agharti.
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