Il corpo umano ha diversi centri energetici e fra questi due sono molto importanti per il raggiungimento dell’illuminazione: il centro del Cuore e il centro della Corona.
Il centro energetico del cuore (chiamato anche centro del Cuore Cristico) è situato nel petto, due dita sopra lo sterno, ed è il luogo delle emozioni e dell’Amore di tipo superiore. Il centro energetico della corona (chiamato anche centro del Cuore Spirituale) è situato sulla sommità della testa, ed è l’apertura verso una più elevata consapevolezza spirituale.
La Meditazione su questi due cuori è detta dei “Cuori Gemelli”, e serve al raggiungimento della coscienza universale; perché quando i centri energetici del cuore e della corona sono sufficientemente sviluppati si può sperimentare l’amore divino ed un senso di unione con il tutto.
Praticando la Meditazione sui Cuori Gemelli con regolarità sviluppa un migliore equilibrio, sia fisico, sia emozionale, sia mentale; si sperimenta un senso di pace e di calma interiore; se si è già dei guaritori migliorano le capacità terapeutiche; e in tutti si manifesta una sensibilità sempre maggiore nell’uso delle Energie Sottili.
La Meditazione sui Cuori Gemelli, armonizzando il proprio essere, aiuta anche ad armonizzare la Terra, favorendo su di essa la diffusione della Gioia e dell’Amore. Se molte persone insieme meditano regolarmente sui cuori gemelli, la potenza delle benedizioni cresce e anche i benefici crescono in modo esponenziale.
Il Grand Master CHOA KOK SUI (fondatore del Pranic Healing) dice : “La Meditazione dei Cuori Gemelli è uno strumento molto potente per il proprio sviluppo spirituale”. E’ un vero regalo ricevuto dai Grandi Esseri.
La vita è un gioco magico e inaspettato; non prendiamola troppo sul serio poiché è solo maya, un’illusione.
Impariamo a comprenderla, a capire la natura di questo strano, bellissimo e imprevedibile mistero cosmico, e a trovare il lato umoristico in ogni situazione.
Perciò impariamo a ridere.
Ridere fa bene. Ridere è guarire. Ridere è amare. Ridere è gioia e felicità.
Chi ha il coraggio di sorridere anche di fronte alle situazioni avverse vive con più leggerezza e serenità, e fa vibrare il suo Cuore con le sublimi ottave della musica universale.
Non dimentichiamoci mai di ridere e questo “viaggio” diventerà non soltanto più facile, ma anche molto più divertente.
L’Amore che è nel cuore di ognuno di noi è un giocherellone, ha bisogno solo di questo: vuole giocare. Facciamo diventare il gioco della Vita la nostra bacchetta magica.
E’ Natale
ogni volta che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale
ogni volta che non accetti le consuetudini
che relegano gli oppressi ai margini della società.
E’ Natale
ogni volta che speri
con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale
ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti
…e la tua debolezza.
E’ Natale
ogni volta che permetti al Signore di rinascere
per donarlo agli altri.
L’Amore nasce nel nostro cuore. Aspettare che arrivi dall’esterno è un’aspettativa vana. Apriamo allora il nostro cuore, diamogli tutta la nostra attenzione e il nostro affetto e l’Amore arriverà a noi senza nessuna limitazione.
Ricordiamoci, ogni giorno, che l’Amore nasce nel nostro cuore attraverso l’accettazione di se stessi e attraverso l’Amore per quello che siamo, indipendentemente da quello che la vita ci propone. Solo così il nostro Amore può espandersi verso l’esterno ed essere condiviso dagli altri esseri.
La chiave che apre il nostro scrigno è la gioia. Coltiviamo la gioia dentro di noi e saremo esempi di quell’Amore incondizionato che abbraccia tutti, senza legarsi possessivamente con nessuno. Solo così saremo in risonanza con l’energia del grande cristallo che si trova al centro del nostro pianeta e al centro del nostro essere; solo così l’Amore che è nel nostro cuore incontrerà l’Amore nel cuore degli altri.
Permettiamoci di sperimentare la Gioia e l’Amore soprattutto nelle nebbie della vita, e il sole tornerà a splendere dentro di noi!
TANTA FELICITA’ A TUTTI!
Fra il 21 e il 23 settembre si festeggia Mabon, l’equinizio d’autunno, ed è uno dei quattro Sabba minori della Wicca, inneggianti alla sacralità della Ruota dell’Anno.
Mabon è il Dio dell’ultimo raccolto, ed è il periodo propizio per raccogliere gli ultimi frutti che la Terra dona e per immagazzinarli in attesa dell’inverno. E’ un momento di riflessione per l’anno trascorso e di auspici per l’anno successivo.
Maria Giusi Ricotti scrive: “Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni. Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi “sacrificati” per dare la vita agli uomini.”
La coscienza di questo evento si estende naturalmente anche al concetto di fertilità, e al ciclo di vita/morte/rinascita dell’essere umano; nonché alla consapevolezza che una nuova epoca, una nuova esistenza, rappresentano sempre il risorgere, il nuovo, il cambiamento.
Mabon è perciò il periodo del seme che darà i suoi frutti nel susseguirsi delle successive stagioni.
Positivo e di buon auspicio è quindi tutto ciò che fra il 21 e il 23 settembre viene intrapreso per ottenere un rinnovamento della propria vita, poiché è il momento giusto per le potature, che tolgono ciò che è secco e vecchio. Con questa azione la natura ci indica la via per eliminare da noi stessi ciò che non serve più, ciò che è già seccato ma che continuiamo a portarcelo appresso.
Infatti Mabon, essendo un elemento dell’Ovest, è anche il tempo dell’Acqua, ed è legato alle emozioni, all’anima, ai sentimenti. E’ il tempo quindi di lasciar fluire lo scorrere del fiume (il tempo): è il periodo per l’abbandono del passato, di ciò che è stato, di ciò che eravamo e di ciò che siamo stati, accettando dentro di noi i frutti futuri. E’ la purificazione che ci prepara per la Trasformazione.
E’ questo anche il periodo giusto per andare a raccogliere le radici, da usare per le tisane invernali: prima fra tutte la Mandragora, un anestetico naturale (è la pianta usata da sempre dalle cosiddette “streghe”), e poi il Tarassaco (depurativo delle vie biliari) e l’Angelica (contro l’inappetenza e con proprietà digestive).
Un giorno importante, collocato vicino a questa “porta equinoziale”, è il 29 settembre, festa legata agli Arcangeli, in particolare a San Michele Arcangelo. In Piemonte viene considerato un “giorno di marca”, ossia un giorno che scandisce la qualità del tempo.
L’equazione della relatività di Einstein arriva molto vicina all’ipotesi del Campo Unificato. L’equazione si legge così: Energia = Massa x la Velocità della Luce (C) al quadrato, cioè E=MC2. Quello che Einstein intendeva fare era di risolvere questa equazione solamente per la Velocità della Luce. Pensava che il valore della massa potesse essere sostituito con una misurazione della luce. Se si otteneva questo, diceva, allora tutta la Creazione poteva essere pensata come composta di Pura Luce: era questo il vero “campo unificato” che Einstein stava cercando.
Ma la scienza moderna della Griglia Globale ha un continuo, o per altri versi un inizio, con il lavoro di un altro ricercatore, Bruce Cathie, un pilota neozelandese che cominciò le sue ricerche osservando i cosiddetti UFO.
Il primo libro che Cathie scrisse fu “Harmonic 33″ a cui ne seguirono molti altri.
Cathie, nelle sue ricerche, scoprì che la luce forma sfere mentre viaggia, e che una CU è un’energia sferica che pulsa. Tuttavia, anche se questo scienziato ha decodificato la Teoria Del Campo Unificato, quello che in realtà è più importante sono le altre sue scoperte. Mentre si avvicinava alla soluzione dell’enigma, egli ne portò alla luce molte altre fondamentali, che hanno cambiato la nostra comprensione della fisica vibrazionale e dei numeri, scoprendo nelle “armoniche della matematica” l’aspetto naturale dell’Universo.
La Velocità della Luce si misura in secondi; ebbene, una delle scoperte iniziali di Cathie già arrivava ad un modo differente di misurare il tempo, allo scopo di eguagliarlo con più precisione alle armoniche della Griglia Terrestre. Ottenne questo semplicemente usando un fattore 9 (base Diatonica) anziché un fattore 8 (l’attuale base di Ottava) nel conteggio del tempo giornaliero.
Ovviamente, questo cambierebbe la dimensione delle ore (pur rimanendo di 60 minuti) e dei minuti (pur rimanendo di 60 secondi), rendendoli più brevi, dal momento che si dovrebbero comprimere 27 ore in un normale giorno di 24. Cercando il numero di secondi in un “giorno-griglia”, si ottengono 97.200 secondi-griglia. (27h x 60m 60s).
Qui di seguito riporto alcuni dei numeri che su questa base sono stati decodificati.
97.200 sono i secondi di un giorno-griglia (27×60mx60s), che diviso per 9 (base Diatonica) fa 10.800.
10.800, armonico di 1.080, è il numero fondamentale della Luna.
1.080, numero della Luna, è anche esattamente la metà del suo diametro, calcolato in miglia inglesi.
2.160 è il diametro della Luna ed è uguale ad un’Era dello Zodiaco.
12 di queste Ere, sommate, danno 25.920, numero del nostro grande Ciclo Solare e anche della precessione della Terra.
666 è il numero del Sole, che sommato a 1080, numero della Luna, da il numero di fusione fra i due.
Anche se un simile conteggio non corrisponde ancora con la nostra attuale misurazione del tempo, che per ora resta a base 8, sembra sia questo il modo migliore per rettificare l’orbita della Terra con il sistema armonico.
Nel campo spirituale, più si chiede e più si ottiene. Bussare incessantemente alla porta dell’Universo spalanca senza dubbio la strada verso l’abbondanza. La Creazione ha già tutto pronto, e vuole solo il nostro desiderio e la nostra richiesta. Non deve inventare nulla, perché tutto è già preparato e perfetto nel Mondo Superiore, il mondo dell’Emanazione Primaria, quello dove risiede la perfezione e al quale noi tutti siamo chiamati.
Le nostre richieste di Luce, se sono forti, verranno esaudite; e sicuramente arriverà la risposta che attendiamo. Dobbiamo soltanto avanzare la richiesta, tutto il resto viene fatto “da sopra”; per questo il risultato è certo. C’è solo da percorrere un Sistema che è già preparato in anticipo per questo; è quello lo scopo della Creazione, non ve ne sono altri, e noi siamo qui solo per imparare ad essere come l’Amore di tutto ciò che E’.
L’Universo vuole darci molto più di quanto pensiamo. Vuole darci l’assoluto, il tutto, per diventare una cosa sola con lui. Le richieste e le ambizioni terrene più grandi sono così insignificanti al cospetto del Tutto! Crediamo di volere chissà cosa, e invece chiediamo solo briciole, fosse anche tutta la ricchezza, l’onore e la potenza del mondo.
Oltretutto, le nostre richieste materiali sono irrazionali. Crediamo siano dettate dal buon senso e dall’intelligenza perché chiediamo cose che servono a noi e agli altri per fare una “buona” vita, e al contempo ci preoccupiamo di non riuscire a raggiungerle o di non averne abbastanza. Ma che senso ha? La risposta a questo interrogativo è sempre la stessa: “Cos’altro si può fare? Questa è la vita, bisogna vivere al meglio, comportarsi “bene”, non fare del male, costruire qualche cosa…..ma è tutto qui”. E’ definibile intelligenza questo?
Davanti a questo “strategico” piano terreno immaginiamo che l’Energia Superiore da cui deriviamo si erga ipoteticamente in tutta la sua magnificenza e dica all’essere umano: ”Tu sei stato creato come un dio, e tale devi diventare. Io ti porterò a me, volente o nolente, perché questo è il mio Piano, che sovrasta il tuo quanto nemmeno puoi immaginare. Se sarai “volente” non ci sarà più dolore per te, sin da ora, perché trasformerò te, e dunque la tua vita, immediatamente. Chiedi, e ti darò in possesso tutto”.
Chi segue le leggi “razionali” della vita materiale esegue solo le leggi irrazionali imposte dagli altri, dalla società; crede di essere libero ma fa la scelta obbligata di seguire le regole imposte da qualcun altro. Nasce in un ambiente e ne diventa schiavo, e lo sarà comunque, anche se ne diventasse il re. Non esercitando la libertà di uscire dal sistema delle reincarnazioni per diventare come la Creazione, spreca la sua vita. Perciò, più ci si sente forti di qualità e mezzi umani, più si è deboli e suggestionati dal sistema mondano. Quindi esattamente il contrario di quello che viene giudicato degno di essere perseguito.
Forse questi comportamenti andavano bene fino a qualche tempo fa, quando l’essere uomo era ancora “bambino” e cresceva attraverso le guerre, le religioni, le filosofie, la ricerca scientifica: doveva imparare a conoscere il luogo dove si trovava, la Terra.
Ma ora l’evoluzione ci ha portati a vedere che dobbiamo riscoprire la grande verità verso cui siamo chiamati. Da materiale, l’uomo deve diventare spirituale. E’ tempo che faccia un altro salto di qualità, come quelli compiuti passando dallo stato immobile, a quello vegetale e animale. Ora il salto è da essere vivente a creatura Divina. Certo, il balzo è grande, difficoltoso quanto quello di una pietra che debba trasformarsi in pianta, o una pianta in animale, o un animale in uomo. Ma ci siamo già passati, e sappiamo che non c’è scelta. Gli aiuti che ci arrivano dall’alto sono formidabili e ormai siamo pronti per capire tutto questo, anche se la confusione generata dall’insoddisfazione e dal dolore è molta. Ma serve a indurre tutti verso la ricerca di quella forte Luce che porta alla meta.
Chiediamo allora di scostare i “parassiti” dalla nostra vita. Possono essere pensieri, cose o persone. Contro i nostri pensieri siamo disarmati. Essi vengono e si insediano nella mente, e come un virus si moltiplicano. Chiediamo di scostarli affinché noi si possa andare oltre. Potremmo anche farli nostri o cercare di scacciarli, ma richiederebbero comunque, da parte nostra, attenzione, energia e sforzo. Allora dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere di non essere in grado di contrastarli e chiedere che vengano scostati da noi, allontanati.
Parassite possono essere anche molte situazioni inerenti all’ambiente della nostra vita. Situazioni che ci turbano, che ci preoccupano, che ci angosciano; possono anche essere persone che hanno un cattivo rapporto con noi, che ci odiano, che ci vessano o che solo ci infastidiscono. Tutte cose che ci portano lontano dall’ambiente spirituale e danneggiano il nostro lavoro interiore.
Non chiediamo che queste cose scompaiano, ma che le forze universali le scostino, per farci proseguire il cammino anziché arenarci identificandoci in esse. E’ un colloquio senza parole, dove il silenzio prende il sopravvento per lasciare posto ad un diverso tipo di espressione. E’ in questo modo che può scattare la compassione e la consapevolezza di cosa significa amare gli altri: un amore che parte dalla compassione per tutti coloro che, affannandosi, agitandosi, arrabbiandosi o piangendo, hanno un solo desiderio: sopravvivere.
Il 21 giugno il sole entra nel solstizio d’estate raggiungendo il suo punto più alto. Gli anglosassoni parlano di “mezza estate” un momento magico e particolare, ricco di emozioni fluttuanti fra il sogno e la realtà, di sensazioni fuori dal tempo.
La parola solstizio significa “fermata del sole” e molti sono i riti e le credenze popolari legati al momento in cui il sole passa allo Zenith, nel suo punto più alto, il suo apogeo: si potrebbe dire che simbolicamente è il massimo trionfo della Vita.
In numerose regioni europee, e anche qui in Italia, vi è l’usanza di accendere fuochi propiziatori e purificatori per salutare il solstizio, ma è nella festa di San Giovanni (tre giorni dopo) che convergono i riti celtici che esaltano il potere del fuoco e della luce, nonchè delle acque, delle erbe, dei fiori e dei raccolti.
Le leggende si rifanno tutte a quello che accade in cielo il 24 giugno: il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincia a decrescere sull’orizzonte; tutti pensiamo soltanto che sta cominciando l’estate mentre in realtà, da quel momento, il giorno del sole comincia a diminuire, fino a raggiungere, nel solstizio invernale, la sua notte più lunga.
Nella notte della vigilia di San Giovanni, che è la notte più breve dell’anno, l’attesa del sorgere del sole è perciò propiziata, in moltissime regioni, dai falò accesi sulle colline e sui monti, poiché da sempre il fuoco mette in fuga ciò che si crede si celi nelle tenebre: gli spiriti maligni, le streghe e i demoni che vagano nello spazio. Attorno ai fuochi si fanno rituali, si leggono poesie e preghiere, si danza e si canta, e si dice che in questa notte magica possono avvenire prodigi d’amore e di fortuna, e che il Male si dissolve.
E poi, allo spuntare della luce, bagnarsi nella rugiada del mattino o lavarsene gli occhi è considerato un gesto di grande purificazione.
Meditare significa guardare dentro la tua mente e sentire quella Felicità che è l’essenza stessa della tua esistenza. Questa felicità è dentro di te, così come è in tutti e in tutto. Meditare significa guardare dentro la tua mente Unica e sentire l’Essenza della felicità e della beatitudine che si diffondono dentro di te. Sentire che sei in tutti, in ogni cosa, dentro tutto.
La meditazione è uno strumento essenziale per l’auto-trasformazione e lo sviluppo spirituale, ed è disponibile a tutte le persone, gratuitamente, e in tutto il mondo.
Ecco una semplice tecnica:
Trova un luogo confortevole dove sederti, se puoi fallo per terra con le gambe incrociate, ma anche una sedia con lo schienale diritto va benissimo.
Posiziona le mani una sopra l’altra con il palmo rivolto verso l’alto e appoggiale in grembo; mantieni la schiena dritta, gli occhi chiusi e la lingua contro l’arcata superiore del palato. La respirazione deve essere calma e rilassata, attraverso il naso.
Ora immagina di essere seduto nel posto più tranquillo che puoi pensare. Percepisci di esserti seduto lì in tutta tranquillità, e immagina che l’essenza della Felicità Infinita ti circondi in ogni direzione. Senti di essere completamente circondato da questa infinita sensazione di pace e di felicità, e inizia a ripetere, nella tua mente, il seguente mantra:
Baba Nam Kevalam, Baba Nam Kevalam
Questo mantra significa:
” Solamente l’espressione dell’Amore Cosmico Infinito” o anche “Tutto è infinito Amore“.
Baba rappresenta l’Amore Infinito della Coscienza Cosmica. Nam significa “espressione“. Kevalam vuol dire “solamente“.
Pensa al significato di ciò che stai ripetendo, e senti l’Infinito, la Pace e la Felicità intorno a te e dentro di te. Continua per tutto il tempo che ti piace, dopodiché apri gli occhi, portando dentro di te la consapevolezza che non siamo mai soli o senza aiuto.
La forza che guida le stelle guida anche tutti noi. Sempre.