Mar
08
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 08-03-2010

Image Hosting by imagefra.meNon esiste separazione fra l’anima e il Creatore. In nessun momento la nostra anima è separata da Lui, non potremmo esistere come forma di vita per un solo attimo. Tutto ciò che esiste non può vivere soltanto di vita propria, così come la terra non può vivere senza sole; è il nostro pensiero ad essere distaccato dal Creatore ed è per questo che non vi è adesione con Lui.
E’ perciò compito nostro correggerci e possiamo farlo con  l’Amore. Ma amare gli altri è la cosa più difficile che esista, perché il nostro ego non ne vuole proprio sapere, pensa soltanto a superare gli altri ego, e quindi lavora per la separazione anziché per l’unione.
Se però proviamo a concentrarci solo sul piano Superiore anche le cose del piano sottostante muteranno. Non soffriremo più, perché semplicemente non ce ne sarà più bisogno. Acquisendo una nuova visone, il dolore scomparirà, poiché il dolore ci è dato solo per spronarci ad avanzare. Se avanziamo perde immediatamente la sua funzione e scompare.
La Natura ci lascia in una situazione per un po’ di tempo, e questo ci appare doloroso, ma è per darci la possibilità di usare il nostro libero arbitrio. Siamo solo noi a poter decidere il cambiamento. Apriamo dunque il nostro cuore e parliamo con noi stessi per chiarire le nostre mancanze e le nostre confusioni.
Tutto ciò che esiste è per noi, per la nostra evoluzione, per sviluppare il senso di fusione con il Tutto. Usiamo la nostra volontà con “l’intenzione” che la Luce faccia il suo lavoro e tutto migliorerà. Non possiamo fare altro che questo!

(kabbalah notturna)

Nov
15
Filed Under (Incontri) by Hadraniel on 15-11-2009

Image Hosting by imagefra.meUna volta fece visita al santo Rabbi Reb Melech un uomo che faceva molti digiuni, pregava e meditava la parola di Dio, e tutto quanto in segreto. Quest’uomo pensava d’essere un santo. Quando egli entrò nella camera di Rabbi Reb Melech, questi pronunziò una nota frase della Sacra Scrittura, senza nemmeno guardare l’ospite in viso.
“Se l’uomo si celasse in un nascondiglio e celasse il suo io – forse non lo vedrei?”.
Ciò significa che quando l’uomo è conscio del proprio io e pensa d’esser santo, anche se avesse non so quali arcani meriti, i suoi digiuni e le sue preghiere non hanno valore. Sarebbe solo un presuntuoso.
L’uomo arrivato da Rabbi Reb Melech capì l’allusione. Si dolse di avere sciupata tutta la vita nell’egoismo, capì che i suoi digiuni non avevano senso, e pregò il Rabbi Reb Melech di dirgli come riparare all’errore.
E il santo Rabbi gli offrì una soluzione. Ma una di quelle soluzioni che può offrire solo un santo.
Gli ordinò: “Da oggi non dovrai più pregare nè pronunziare la minima benedizione, finché non avrai dimenticato del tutto il tuo io, anche se dovessi vivere senza preghiera un intero anno”.
Un vero santo non è consapevole del proprio io. La sua anima è ininterrottamente legata con l’infinito e di continuo si fonde con esso.

Un giorno il santo Rabbi Reb Melech visitò una cittadina, accompagnato da tutta la comunità.
“Dove va tutta quella gente dietro la carrozza?” chiese Rabbi Reb Melech al cocchiere.
“Accompagnano voi” gli rispose il cocchiere.
“E perché?”.
“Eh, vogliono forse guadagnarsi qualche merito. Rendendo omaggio alla vostra sapienza”.
“Ah si?” si meravigliò il santo. E d’improvviso decise: “Se è così, anch’io voglio seguire il loro esempio. Anch’io voglio avere questo merito”.
Dicendo questo, scese e andò a piedi con gli altri dietro la vuota carrozza.

(tratto dal libro “Le nove porte”)

Set
22
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 22-09-2009

Image Hosting by imagefra.meFra il 21 e il 23 settembre si festeggia Mabon, l’equinizio d’autunno, ed è uno dei quattro Sabba minori della Wicca, inneggianti alla sacralità della Ruota dell’Anno.
Mabon è il Dio dell’ultimo raccolto, ed è il periodo propizio per raccogliere gli ultimi frutti che la Terra dona e per immagazzinarli in attesa dell’inverno. E’ un momento di riflessione per l’anno trascorso e di auspici per l’anno successivo.
Maria Giusi Ricotti scrive: “Mabon, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato dal Re Artù e dai suoi compagni. Il suo rapimento è l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone: un simbolo evidente dei frutti della terra che sono immagazzinati in luoghi sicuri e poi “sacrificati” per dare la vita agli uomini.”
La coscienza di questo evento si estende naturalmente anche al concetto di fertilità, e al ciclo di vita/morte/rinascita dell’essere umano; nonché alla consapevolezza che una nuova epoca, una nuova esistenza, rappresentano sempre il risorgere, il nuovo, il cambiamento.
Mabon è perciò il periodo del seme che darà i suoi frutti nel susseguirsi delle successive stagioni.
Positivo e di buon auspicio è quindi tutto ciò che fra il 21 e il 23 settembre viene intrapreso per ottenere un rinnovamento della propria vita, poiché è il momento giusto per le potature, che tolgono ciò che è secco e vecchio. Con questa azione la natura ci indica la via per eliminare da noi stessi ciò che non serve più, ciò che è già  seccato ma che continuiamo a portarcelo appresso.
Infatti Mabon, essendo un elemento dell’Ovest, è anche il tempo dell’Acqua, ed è  legato alle emozioni, all’anima, ai sentimenti. E’ il tempo quindi di lasciar fluire lo scorrere del fiume (il tempo): è il periodo per l’abbandono del passato, di ciò che è stato, di ciò che eravamo e di ciò che siamo stati, accettando dentro di noi i frutti futuri. E’ la purificazione che ci prepara per la Trasformazione.
E’ questo anche il periodo giusto per andare a raccogliere le radici, da usare per le tisane invernali: prima fra tutte la Mandragora, un anestetico naturale (è la pianta usata da sempre dalle cosiddette “streghe”), e poi il Tarassaco (depurativo delle vie biliari) e l’Angelica (contro l’inappetenza e con proprietà digestive).
Un giorno importante, collocato vicino a questa “porta equinoziale”, è il 29 settembre, festa legata agli Arcangeli, in particolare a San Michele Arcangelo. In Piemonte viene considerato un “giorno di marca”, ossia un giorno che scandisce la qualità del tempo.

Giu
28
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 28-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comE’ possibile che l’intera umanità stia sperimentando un profondo cambiamento? E perché accade proprio ora?
L’essere umano, nella sua ricerca per la felicità, ha provato numerose soluzioni ai continui problemi del mondo. Ha tentato una corsa spregiudicata alle armi, sviluppato economie a bassa inflazione, creato culture basate su tradizioni diverse, ed ha accettato di buon grado l’alta tecnologia e le rivoluzioni scientifiche. Ma non ha trovato ancora i mezzi reali per raggiungere la pace e l’amore.
L’obiettivo di scoprire e raggiungere lo scopo della Creazione è insito in tutta l’umanità;  inconsciamente le persone riconoscono che il loro stesso progresso spirituale è collegato e cercano di condividere questa saggezza con il resto degli esseri umani. Ma la strada verso l’obiettivo della nostra esistenza richiede innanzitutto di correggere l’ego, ossia la forza che ci spinge al movimento. Tutti noi siamo in questa situazione e non possiamo evitarlo.
La saggezza ci parla dunque del vero amore dell’uomo, che è l’unico rimedio per tutte le afflizioni dell’umanità. Questa saggezza contiene dentro di sè la conoscenza di come ogni nazione potrebbe  funzionare bene, e di come questa conoscenza si adatti alla struttura di quell’anima comune che viene chiamata “umanità”.
Ed è proprio lo studio della spiritualità a spiegare che lo sviluppo nel nostro mondo non avviene per quella selezione naturale in cui sono scelte le forze e le qualità del “più forte”, ma piuttosto attraverso l’emergere progressivo o sequenziale delle “informazioni” dentro di noi; quelle informazioni che riguardano la discesa delle anime dall’alto verso il basso, dal Mondo dell’Infinito verso il nostro mondo. Questo archivio di informazioni si è formato dentro ogni persona come conseguenza della creazione, da quello che chiameremo impropriamente “il Mondo dell’Infinito” al nostro mondo, in una spirale di informazioni che spiega ogni grado di discesa.
Oggi, così come ogni cosa che esiste in generale, percepiamo la manifestazione di queste informazioni come un qualcosa che dal basso va verso l’alto, e dobbiamo sforzarci di comprenderle. Questa comprensione la possiamo realizzare in due modi:  attraverso il percorso della Luce o attraverso quello della sofferenza. Il percorso della Luce si ha quando si studia al fine di imparare i nostri livelli futuri, attirando la Luce della Creazione in noi affinché ci guidi verso la perfezione. Il percorso della sofferenza si ha invece quando non si studia la struttura del nostro sistema (e quindi non si attira la Luce dal livello successivo) ma si percepisce soltanto “la pressione” delle informazioni seguenti, che chiedono di essere realizzate.
In questo caso non c’è nessuna evoluzione, ma solo una graduale espressione d’informazioni, che però sono già conosciute in anticipo. In effetti ogni cosa è conosciuta in anticipo, fuorché il metodo di risalita dei livelli il quale, se accadrà coscientemente, sarà veloce e piacevole, altrimenti sarà lento, forzato e poco piacevole.

Giu
13
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 13-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comLa kabbalah è una scienza e lo studio della kabbalah costruisce dentro alla persona un sistema uguale a quello Superiore. Essa non si occupa di qualcosa di astratto, si occupa solo del modo in cui siamo e di come funzioniamo ai livelli più alti dell’esistenza, perciò non si occupa della vita di questo mondo. Studiando questo sistema riotteniamo il livello nel quale eravamo prima di discendere sulla terra, lo stesso in cui saremo tutti al termine della nostra ascesa da questo mondo.
E’ una scienza basata sulla Torà, il termine ebraico che definisce il Pentateuco, ovvero i primi cinque libri della Bibbia, e su antichi libri kabbalistici, fino ai testi più recenti del XX secolo. Questi ultimi sono i più adatti per la nostra generazione, poiché sono stati resi più comprensibili. Descrivono la struttura dei Mondi Superiori, come discendono e come successivamente danno origine all’esistenza dei mondi inferiori; descrivono la formazione del nostro mondo, dell’universo, del nostro pianeta e di come la vita si è evoluta.
Nella persona che vuole raggiungere il mondo Superiore, e che studia per questo scopo, la Saggezza della kabbalah è in grado di sviluppare questo desiderio. Tale desiderio all’inizio è minuscolo, viene chiamato “un punto nel cuore”, ed è l’embrione dei nostri stati futuri. Approfondendo la conoscenza della struttura del Mondo Superiore, sviluppiamo anche l’informazione “genetica” che è dentro di noi, e nel corso del suo sviluppo si forma al nostro interno un modello simile ai livelli Superiori. In questo modo abbiamo l’opportunità di “sentire” i mondi superiori, di capire tutto ciò che ci succede e, soprattutto, di controllare questo processo per noi stessi. I processi che attraversiamo nel corso della vita saranno più chiari e capiremo anche cosa accade all’anima dopo che avrà finito la vita in questo  mondo.
L’ipotesi kabbalistica è che una persona può raggiungere la vita eterna mentre vive ancora in questo mondo e per scoprire questa saggezza l’umanità ha dovuto attraversare diverse fasi di sviluppo; i kabbalisti spiegano che, nel nostro tempo, l’umanità ha raggiunto l’ultima fase dello sviluppo ed è pronta e matura affinché la Verità sia rivelata a tutti.
La kabbalah insegna ad una persona come cambiare interiormente in relazione agli altri, vivendo la vita di tutti i i giorni, passando dal fatto di ricevere, fine a se stesso, al Dare assoluto, ovvero l’amore per il prossimo.
Questa scienza non si serve di amuleti, nè di oggetti fisici ai quali associare un contenuto spirituale. La kabbalah non pratica nessuna forma di magia. Non è una setta, è invece formata da uomini e donne che, liberamente, si uniscono a livello spirituale, uniti dallo stesso desiderio di perfezione; e non ha nulla a che fare neppure con la New Age, fenomeno passeggero cui è stata associata da alcuni finti maestri a scopo di lucro. E’ semplicemente la più antica scienza dell’umanità, vantando cinquemila anni di esistenza.
Essendo la kabbalah una scienza, può essere studiata mantenendo il proprio credo, qualunque esso sia. Non è nemmeno necessario essere ebrei, perchè l’espressione “Popolo Eletto” va intesa in senso spirituale, è quindi il popolo formato da tutti coloro che intendono fortemente e seriamente “aderire” al Creatore.
Siamo quindi davanti ad uno strumento scientifico per studiare il mondo spirituale. Per esplorare il nostro mondo terreno usiamo le scienze naturali, come la fisica, la chimica, la biologia etc., ma le scienze naturali studiano solo il mondo fisico, quello che percepiamo con i nostri cinque sensi. Per comprendere pienamente il  mondo nel quale viviamo abbiamo invece bisogno di uno strumento di ricerca che possa esplorare il regno nascosto, quello che i nostri cinque sensi non possono percepire.
Secondo la kabbalah, la realtà consiste di due forze o qualità : il desiderio di ricevere ed il desiderio di Dare; è quindi il Dare assoluto (comunemente viene chiamato Creatore) che, automaticamente, crea il desiderio di ricevere. Dunque tutta la creazione, inclusi quindi anche noi, è una manifestazione (creazione) di questo desiderio di ricevere.

Apr
22
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 22-04-2009

La Kabbalah racconta che il mondo intero, così strano nella sua bellezza e così vario, sia emerso dall’unicità della creazione. Questa unicità è indiscussa ed assoluta, poiché la dualità in cui ci troviamo non può paragonarsi all’Uno, né discuterlo. Ma anche le dualità sono nate all’interno di quell’Uno, e si sono create dalla molteplicità dei livelli di realtà che sono stati  mostrati. Questi vari stadi, o aspetti dell’unico Io Divino, vengono chiamati dai kabbalisti Sefirot.
Il racconto di come il molteplice è emerso dall’Uno viene narrato in un modo molto particolare, quasi drammatico, basandosi sul concetto che in qualche punto del processo creativo c’è stata un’imperfezione e l’unità Divina si è spezzata in due. E adesso, sia nel cosmo che nell’anima dell’uomo, tutto è alla ricerca di quell’armonia perduta.
Il mistico, o kabbalista, è colui che ora può intraprendere il viaggio che ripercorre, a ritroso, l’iniziale procedimento divino; e durante questa splendida avventura contemplativa, egli aiuta a riparare il danno avvenuto e a ristabilire l’equilibrio sia nel mondo che nell’anima.
Le Sefirot sono una serie di emanazioni, originarie degli stadi in cui l’Io divino esce dal mistero assoluto (il senza fine o infinito) e ne emerge come quel Dio così personale e complesso, maschio e femmina allo stesso tempo, che a Sua volta crea tutti i mondi inferiori.
Sono dieci i livelli in cui fluisce la divinità, e sono esistiti ancor prima della creazione di tutta la storia. Essi sono i “sentieri” formati dall’emanazione originale che precedette la Creazione, e  anche ora essi continuano ad essere i canali dell’energia divina, attiva in ogni momento.
Il flusso dell’energia attraverso i livelli delle Sefirot è infinito e bidirezionale e le stesse Sefirot fungono da stadi dell’ascesa spirituale.

Nel prossimo post parlerò più diffusamente di queste dieci emanazioni.

Apr
04
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 04-04-2009

Image Hosting by Picoodle.comIn questo post voglio toccare un argomento che non solo è molto comune e molto discusso in ogni angolo del mondo ma che, per un modo o per un altro, è in grado di inserire o di togliere felicità nella vita delle persone. Intendo parlare di quel desiderio che ha a che fare con il rapporto che la persona ha con se stessa, con la fiducia nel proprio sé, con il piacersi, con la capacità di accettare il proprio corpo: ovvero del desiderio sessuale.
I Maestri kabbalisti spiegano che il desiderio delle persone verso l’altro sesso è un fatto del tutto naturale che proviene dalla spiritualità; perché solo tutto quello che esiste spiritualmente, si concretizza poi nel materiale. Quindi anche questo tipo di desiderio ci arriva da una radice molto elevata.
«L’Amore, con la sua donazione reciproca, è ciò che ci fa scoprire la grande avventura della Vita…».
E’ la “Luce della Saggezza” la fonte di tutti i nostri desideri; e il desiderio sessuale è il desiderio fondamentale, il più potente di tutti. A livello spirituale è proprio il primo desiderio, e nella vita terrena è ancora maggiore di quello relativo all’alimentazione. La ragione di questo è perché prima di ogni altra cosa si anela al ricongiungimento della parte femminile con quella maschile dell’Anima.
Spiritualmente tutti i mezzi per riempire l’Anima sono collegati fra loro: perciò soldi, onore, studi, invidia, controllo, sesso, famiglia, casa, sono tutte cose che si trovano insieme in un unico pacco, denominato “come riempire l’anima attraverso concetti spirituali”. Quindi non con la casa, la famiglia, il sesso, o l’alimentazione di questo mondo, ma con il loro aspetto spirituale.
Per questo il desiderio più potente è quello sessuale, ed è per questo che le scritture dicono che l’uomo che s’innalza spiritualmente, sente verso questo desiderio, sempre di più, sia un aiuto che un ostacolo. Quello che le persone ricevono tramite il sesso materiale è un qualcosa che viene e se ne va, che si spegne subito. Invece il sesso spirituale continua indefinitamente, ogni volta a un livello più alto, per cui sarebbe meraviglioso se si potesse capire, semplicemente, che quello che si vuole ricevere realmente dal sesso, lo si riceve spiritualmente, ad una potenza superiore, senza rinunciare alla parte materiale, ma dirigendo il proprio sforzo, la forza e tutta l’ energia allo scopo di ottenere il sesso spirituale, quello che viene chiamato “Incontro con il Creatore, con l’essenza stessa della Luce”.
In questo modo si raggiunge l’unione e la pace fra la parte femminile e quella maschile dell’Anima (ossia di noi stessi) e si sperimenta la soddisfazione eterna.

Feb
15
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 15-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comLa luna nuova di febbraio ha segnato l’inizio del mese ebraico, e così avviene per la luna nuova di ogni mese.
Poiché il calendario ebraico è lunare, l’inizio del mese corrisponde al giorno in cui la luna nuova appare per la prima volta. L’inizio del mese si chiama “rosh cho’desh” e viene sempre celebrato per uno o due giorni, mentre la metà del mese è invece il giorno del plenilunio.
Nei tempi biblici, rosh cho’desh era celebrato come una festa, un tempo di riunioni sacre e di speciali riti. In seguito il novilunio finì per essere visto come un tempo destinato alle donne per esprimere la loro devozione.
I kabbalisti considerano la luna nuova come un periodo di sollievo dal pericolo; questo perché il calare mensile della luna, fino a quando essa scompare alla vista, richiama un’antica leggenda su Dio, che punì la Luna perché voleva governare alla pari con il Sole.
La luna è perciò considerata come la Shekinah (nome che significa partecipazione della divinità alla vita dell’uomo) e la sua sparizione  rispecchia la sua sottomissione alle forze del male, una condizione di cui, si dice, Dio si rammarichi e si addolori. Il riapparire della luna per Rosh Chòdesh è, pertanto, un momento di giubilo e di speranza per il giorno in cui “ella non sarà più resa più piccola”.
La tradizione dice anche che quando tutta l’umanità si comporterà secondo la legge “Ama il tuo prossimo come te stesso” allora ci sarà la redenzione, la Shekinah non scomparirà più dalla vista, e la presenza di Dio sarà sentita, e vista, in tutto l’Universo. Nazionalità e religioni svaniranno e il  mondo, così come lo conosciamo oggi, scomparirà dalla nostra percezione. L’unica cosa che ne rimarrà sarà l’anima comune, unita con la Matrice nello stato del “mondo infinito”, così com’era all’inizio della creazione.

Gen
30
Filed Under (Alchimia) by Hadraniel on 30-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comVi è già capitato di osservare come gli uomini e le donne si comportano in cucina? Avete notato quanto sono differenti i cibi cucinati dalle donne rispetto ai cibi cucinati dagli uomini?
Noi donne mettiamo nei cibi che elaboriamo i nostri sentimenti, le nostre passioni, la nostra magia, il nostro cuore; è quasi come se la nostra fisicità entrasse magicamente a far parte delle pietanze che prepariamo. Riusciamo così a dar vita ai cibi, a dargli un’anima e attraverso loro possiamo persino far percepire, a chi li assapora, le nostre emozioni e la nostra vera essenza.
L’uomo agisce diversamente. Le sue preparazioni sono meno “fisiche”, sono più distaccate dalla sua realtà personale, sono più razionali. Ed è per questo che di solito le elaborazioni maschili sono più artistiche: perché vengono maggiormente ragionate.
Le donne, in quest’arte così come nella vita, sono più sentimentali, si lasciano trasportare dalle emozioni che le accompagnano. Ancestralmente collegate alla “creazione”, al dare vita e poi ad accudire, portano questo compito in ogni cosa che fanno, a volte senza rendersene conto; perché è un fatto per loro naturale. E tutto ciò che intraprendono diventa più morbido, avvolgente e piacevole, anche i cibi.
Le donne conquistano il mondo in modo sottile, sempre, quindi anche a tavola. L’uomo si fa strada in modo più appariscente, mettendo in evidenza la sua bravura; e agisce così anche quando cucina.
Queste qualità insite nell’uomo e nella donna sono la base della fascinazione fra i due sessi, in ogni settore della vita. Perciò sarebbe veramente un salto quantico se si lasciassero da parte le competizioni e se ognuno si abbandonasse all’armonia della propria natura; ne risulterebbero unioni più felici e vibrazioni più elevate su tutto il pianeta.

Gen
28
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 28-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comSe non parliamo assolutamente delle disgrazie, queste scompariranno!
Tutte le nostre situazioni sono definite dalla porzione di Luce che scende su di noi. E’ questa la scintilla che viene assegnata a tutto il mondo e ognuno di noi deve farla crescere. Questo rende positivo il presente e sviluppa la nostra positività per prepararci al nostro futuro.
Il desiderio porta l’individuo dove si riuniscono le persone simili a lui. E aiutandosi l’uno con l’altro a sviluppare il desiderio, i desideri si uniscono insieme e tutti scoprono la Luce della vibrazione Superiore.
Le persone hanno desideri che emergono dal corpo (cibo, sesso, famiglia) e desideri sociali, che invece emergono dall’ambiente (ricchezza, potere, fama, conoscenza). Ma quando sentono nascere il desiderio di spiritualità si confondono, perché questo desiderio non indica nessun “oggetto” che possa essere raggiunto. Il desiderio rimane vuoto, eppure spinge a cercare qualcosa che non si sa cosa sia.
Sul piano terreno si tratta del desiderio d’unione con i desideri simili delle altre persone, e questo perché ogni individuo è una parte di un unico desiderio; ogni persona è una scheggia di un unico grande desiderio frammentato e anche se il singolo non percepisce il nuovo desiderio come la voglia di unirsi con gli altri, col passare degli anni si renderà conto che era così.
Perciò, mentre si accorge di desiderare l’unione coi desideri simili degli altri, si risveglia anche il desiderio di percepire la Luce (creazione) che è presente nell’unione. E questo desiderio si manifesta non per ottenere l’unione, ma per riempirsi.
Baal HaSulam elenca un principio della Kabbalah, dicendo che si tratta della crescita del desiderio di scoprire ciò che è occultato. Il desiderio porta alla conoscenza della creazione; alla conoscenza dell’anima; a un mondo futuro. Ma anche all’onore personale e all’onore del gruppo. Infatti il mondo non potrebbe sopravvivere senza la rivelazione dell’esistenza di un qualcosa di Superiore a cui anelare.
Nella creazione agiscono la Luce e il desiderio, solo da loro viene composto tutto ciò che esiste. E interagiscono in modo tale da alternare il potere della Luce e del desiderio perciò, dentro di noi, sentiamo il contrasto di gioia-riempimento o di tristezza-svuotamento.
E’ quindi molto importante la divulgazione di ciò che ci circonda veramente e di cui la maggior parte degli individui non ha consapevolezza; è per questo che la gente non può controllare il suo destino, nè capire i propri obiettivi e le proprie potenzialità.
La Creazione comincia dal pensiero.
La Luce risveglia l’Anima.
Le anime sono legate all’Universo in base alla Luce.