Volete rilassare il corpo e la mente dopo una giornata piena di impegni? Bastano 10 minuti. Mettetevi comodi e semplicemente guardate questo video, lasciando che i vostri occhi vengano catturati dal punto centrale.
BUON RELAX A TUTTI.
«Gli italiani si sentono insicuri e così ricorrono sempre più all’aiuto dell’ipnosi per superare le difficoltà nel lavoro, nelle relazioni personali, nell’amore e persino nel sesso. E’ il risultato di una indagine realizzata dal Cenispes (Centro italiano di studi politici, economici e sociali) per conto della “Accademia internazionale Stefano Benemeglio della discipline analogiche”, su un campione di 4mila persone tra i 18 e i 65 anni, distribuite in tutta la penisola, secondo la quale nel primo semestre del 2009 gli italiani che hanno deciso di ricorrere all’ipnosi sono più che raddoppiati (+108%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
A spingere gli italiani ad affidarsi alle mani di un esperto di ipnosi, spiega il Cenispes, sono soprattutto le difficoltà nei rapporti sentimentali. Tra quelli che ricorrono a questa pratica, infatti, oltre uno su quattro (27%), lo fa per superare i problemi di coppia. Ma in molti casi si sfrutta l’ipnosi anche per smettere di fumare. E’ la necessità di sentirsi più forti e più sicuri di sè, spiega il Cenispes, a muovere chi fa questa scelta, perché non si sente in grado di farcela da solo. E se questa è la motivazione per il 23% delle persone, un altro 20% lo fa per aiutarsi a individuare la strada per la realizzazione nella vita. Uno schema confermato a Roma, dove la maggior parte delle persone che ricorrono all’ipnosi lo fanno per migliorare la relazione di coppia (31%), ma rovesciato a Milano, dove prevale invece la ricerca dell’affermazione professionale (33%). Il sesso è invece al primo posto a Napoli, dove a spingere all’ipnosi è il tentativo di migliorare la propria vita sessuale. A Firenze vince la ricerca di una maggiore sicurezza e autostima (30%), mentre a Bologna è la realizzazione nella vita, con il 36%, a spingere verso l’ipnosi. “Migliorare l’aspetto fisico, crescere professionalmente, fare l’amore più spesso, recuperare l’ex-partner di un tempo. Tutto è possibile: il segreto - spiega il fondatore della ‘Accademia’ - sta tutto nell’impegnarsi per cercare di recuperare l’equilibrio e l’armonia, risolvendo i problemi che di volta in volta si presentano”».
(LA 7 - in “Notizie Cronaca”)
Uno dei concetti più importanti della Kabbalah è l’Albero della Vita con le sue Sephirot, una disciplina assai complessa e per alcuni aspetti misteriosa.
Il termine “Sefira” non significa, come molti credono, “sfera”, ma integra tre concetti fondamentali: il concetto di “Numero”, il concetto di “Libro”, e il concetto di “Luce”.
Le Sephirot possiedono cioè le qualità dei primi dieci numeri interi; contengono simboli, miti, avvenimenti e tradizioni esattamente come un libro; e irradiano la stessa Energia Superiore che esiste in tutta la Creazione.
Questi tre significati appartengono ai tre livelli dentro ai quali le Sephirot operano. Il più basso è quello in cui esse agiscono come numeri. A questo stadio sono le unità fondamentali delle leggi fisiche e matematiche, su cui poggia la creazione. Sono l’energia contenuta nei numeri, la loro identità segreta, la loro vibrazione.
Il secondo livello (il libro) si concretizza nelle situazioni pratiche, morali e psicologiche, del piano umano; diventano potenze dell’anima e fasi dell’emanazione divina, portando nel mondo la capacità di conoscere, di avere fiducia, di amare; ma anche di temere.
E infine le “Luci”. Su questo piano le Sephirot si dispongono in modo organico e si connettono fra loro armoniosamente. Qui si lavora di solito con tre Alberi della Vita contemporaneamente, a rappresentare il capo, il tronco e gli arti inferiori della Divinità Suprema. Al terzo livello le Sephirot diventano pietre preziose, centri di Luce dai quali viene irradiato, costantemente, quel flusso benefico che guida tutta la creazione verso il suo traguardo di pace e di beatitudine cosmica.
Secondo O.M. Aivanhov “L’Albero della Vita è uno schema simbolico che racchiude tutta la Scienza Iniziatica, le dottrine di tutti gli Iniziati. Lo si può paragonare a un seme: piantatelo, ed esso farà apparire dinanzi a voi tutta la Creazione con la moltitudine delle sue creature. Questo schema può diventare un strumento magico, un pentacolo fra i più potenti. Tutto vi è contenuto, tutti i principi, tutti gli elementi, tutti i fattori con i quali il Signore ha creato il mondo. Con esso disponete di un sistema che vi aiuterà a non disperdervi nel compiere il vostro lavoro spirituale. Lavorando per anni su questo schema, introdurrete in voi stessi l’ordine e l’equilibrio; e tutto si strutturerà, si organizzerà e si armonizzerà. Non appena avete un poco di tempo, soffermatevi sull’Albero della Vita, scegliete una sefira, concentratevi su di essa e cercate di sviluppare le qualità o le energie che questa contiene. Sia che abbiate bisogno di luce, di amore, di forza, di protezione, di generosità, di giustizia o di vita… rivolgetevi all’Albero della Vita: esso è a disposizione dei figli e delle figlie di Dio che hanno bisogno di nutrirsi della vita divina.”
“Numerose tradizioni rappresentano l’universo come una montagna in cima alla quale la Divinità ha la Sua dimora, inaccessibile e inviolata. I Greci ponevano gli dèi sulla vetta del monte Olimpo; Mosè ha parlato con Dio sul Monte Horeb. Gli Iniziati si sono sempre serviti del simbolo della vetta, anche nei paesi dove non c’erano montagne elevate. La ricerca della vetta è l’impresa più importante, la più ricca di significato che l’essere umano possa intraprendere. Questo vuol dire che egli è cosciente che i poteri e le virtù accumulate in lui dal Creatore possono condurlo al di là di tutte le realizzazioni terrestri. Nella Cabala, l’Albero può essere paragonato ad una montagna la cui cima è la sefira Kether: la più potente, l’onnisciente, l’amore divino. Per arrivare fino a quella vetta, sono necessarie grandi qualità: la tenacità, la volontà, la stabilità, l’intelligenza, l’audacia, e soprattutto un desiderio irresistibile di luce e di purezza. Queste qualità sono rappresentate dalle altre sefirot, da Malkut fino a Hokmah.”
“Kether: la Corona; Hokmah: la Saggezza; Binah: l’Intelligenza; Hessed: la Grazia; Geburah: la Forza; Tiphereth: la Bellezza; Netzah: la Vittoria; Hod: la Gloria; Yesod: il Fondamento; Malkuth: il Regno.
Imparate a meditare sulle dieci sephiroth, con la consapevolezza che quell’Albero Cosmico è anche in voi, e che l’unica attività che valga la pena di svolgere è quella di farlo crescere, fiorire e fruttificare. Quanto tempo vi ci vorrà prima di potervi identificare realmente con quell’Albero di Vita? Di questo non dovete preoccuparvi. Forse, dovrete tornare sulla terra migliaia di volte, per proseguire questo lavoro, fino al giorno in cui le dieci sephiroth, che hanno la propria dimora in voi, incominceranno a vibrare, e tutto il vostro essere interiore sarà illuminato dalle luci dell’Albero della Vita.” Così disse il grande Aivanhov.
I praticanti e cultori del Reiki confermano la corrispondenza tra il Reiki (Forza che crea e sorregge ogni forma di vita nell’Universo) e Yesod della Kabbalah, il Chi dei cinesi, il Ki dei tibetani, il Prana degli indù, il Ka degli antichi Egizi, la Forza Guaritrice della Natura di Ippocrate, il Fluido Vitale alchemico, il Telesma di Ermete Trismegisto, nonché lo Spirito Santo dei Cristiani.
Yesod, la nona sefira sull’Albero della Vita, è collocata all’altezza degli organi genitali; simboleggia la purezza ed è la base dell’ascesa, del ritorno a Kether. Chi intende abbracciare la vita spirituale deve inizialmente affrontare Yesod, cioè le energie sessuali e le illusioni dell’inconscio. Yesod è dunque il simbolo della vita pura. La purezza viene qui definita come un sistema di vita ricco e creativo, fondato su una buona conoscenza sia della psiche che dello spirito.
Tutte le Sefire sono una guida lungo il cammino di crescita morale e spirituale e, come pietre preziose, arricchiscono enormemente la natura di coloro che ne sanno assorbire e praticare gli insegnamenti.
(il continuo nel prossimo post…)
La filosofia indiana insegna che tutti gli esseri umani, quando nascono, portano impressi nella propria coscienza differenti residui karmici, sotto forma di tendenze ed istinti. Questi residui costituiscono le eredità caratteriali, positive o negative che faranno parte integrante della personalità e del comportamento nella vita attuale.
Ma altre importanti impronte, provenienti dalla famiglia di origine, dall’ambiente e dall’educazione ricevuta, si assommeranno e influenzeranno ulteriormente la coscienza dell’individuo. E questo complesso bagaglio contribuirà a condizionare, in modo positivo o in modo negativo, il nostro passaggio su questo pianeta.
Stiamo parlando del Samsara (dal sanscrito “scorrere insieme”), ossia dei cicli di rinascita ai quali tutti siamo soggetti, in quanto la nostra mente è potenzialmente “indisciplinata”. “Raccogliere ciò che si è seminato” è qui assolutamente vero e ineluttabile…..ma solo fino al momento in cui, esaurito tutto il karma e senza crearne di nuovo, ci si potrà liberare dal vincolo delle nascite.
I condizionamenti negativi ci opprimono emotivamente e mentalmente? Le tensioni ci limitano energeticamente e psicologicamente influenzando le nostre relazioni sentimentali, famigliari, sociali e professionali? Ebbene non possiamo dare la colpa a nessuno, perché siamo esattamente quello che abbiamo in precedenza costruito.
A questo proposito ci arriva un aiuto anche dallo Yoga; la sua filosofia insegna che è proprio da questa base, che è proprio dalla vita attuale che possiamo evolverci ed elevarci al di sopra delle sofferenze, considerando che ognuno di noi dipende dalle energie messe in moto dalle proprie azioni e dai propri istinti.
Con un piccolo sforzo di volontà ci accorgeremo che solo l’azione saggia può condurci verso il benessere e l’armonia e sviluppare in ognuno quella forza interiore che aiuta a discriminare e ad agire positivamente. Potremo così purificare la Coscienza (e di conseguenza il karma) e diventare finalmente padroni della nostra vita e del nostro destino.
I grandi Veggenti del passato dicevano: ”sviluppare la Forza Vitale, ampliare la Conoscenza ed espandere la Coscienza sono le tre componenti fondamentali per riuscire a conseguire la Consapevolezza totale e ottenere così la Serenità, l’Illuminazione e la Realizzazione finale tanto desiderata”.
Cominciamo!
In questo periodo di crisi, molti parlano di come dovremmo cambiare radicalmente le fondamenta della nostra società. Fino ad ora ognuno di noi ha cercato sempre il profitto, anche a discapito degli altri, puntando ad essere sempre un gradino sopra le persone che ci sono attorno. Tutto questo ci ha portato ad avere una crisi in tutti i campi, non solo nella finanza, ma anche nell’educazione e nei rapporti sociali.
Stiamo realizzando che sgomitare per essere qualcosa di più degli altri, e per avere più di loro, non ha condotto a niente di buono. Niente di buono per il mondo e niente di buono per noi stessi.
Il consiglio che tutti danno è di amarci, amare il prossimo, amarci tra noi esseri umani, vivere in armonia come le cellule di un corpo. Questi messaggi riescono a darci una spinta, hanno senso, sappiamo che è questo quello che dobbiamo fare. Tuttavia, oltre al messaggio, non abbiamo altro. Manca una parte fondamentale, manca il metodo per arrivare a quell’amore.
Facile dire che dobbiamo amarci, ma chi ci insegna ad amarci? Servirebbe un manuale, qualcuno per guidarci, persone con cui condividere la strada. Per questo le religioni, pur predicando l’amore, non sono riuscite a farci amare l’un l’altro. Per questo i movimenti che si battono per riportare l’equilibrio tra il nord e il sud del mondo non riescono a portarlo. Tutti vedono cosa non va oggi (il nostro egoismo), tutti sanno come dovrebbero andare le cose (l’altruismo), ma nessuno sa come possiamo passare da una condizione all’altra.
Basterebbero poche cose (suggerisce la kabbalah), ma fondamentali: dei libri che ci spieghino come funziona tutto il sistema in cui viviamo, una guida che conosce il sistema e può spiegarcelo, altre persone con cui poter realizzare un piccolo laboratorio in cui sperimentare questo stato futuro, questo altruismo, e la divulgazione, cioè passare tutto questo a chi non l’ha ancora provato. Così facendo, potremo imparare dai libri e dalla guida cosa vuol dire amarci, impareremo come passare da una condizione all’altra. Assieme agli amici riusciremo pian piano a creare una piccola società in cui vedremo realizzarsi concretamente questo amore reciproco, il quale non sarà più un ideale utopistico, ma diventerà una realtà palpabile, ci vivremo dentro. Inoltre sarebbe indispensabile non formare una piccola comunità chiusa e perfetta, ci si dovrebbe aprire mostrare al resto del mondo che l’amore e l’altruismo sono realizzabili, vivere come un solo corpo in armonia è possibile.
Mostrando l’esempio di questa piccola società, e passando anche agli altri gli strumenti che ci hanno permesso di formarla, potremo ingrandirla sempre più, finché tutti gli esseri umani, vedendo la differenza tra “i due mondi” desidereranno entrare in quello pieno di armonia e pace, ed avranno gli strumenti per entrarci.
Un mondo in cui tutti saranno altruisti, senza più guerre, senza più odio. Un mondo in cui la frase “ama il tuo prossimo come te stesso” non sarà più un semplice slogan, ma sarà realtà.
Quel mondo di pace che tutti abbiamo sognato, quel mondo di amore che abbiamo cercato in lungo e in largo, è qui, è davanti a noi. Basta fare un passo ed entrare. Dopo secoli di cammino nel deserto, un unico passo ci separa dall’oasi che abbiamo desiderato per l’intero viaggio. Un unico piccolo passo.
(lezioni kabbalistiche)
Persino la materialista Hollywood, che ha il culto del commercio e dei piaceri della “bella vita”, ha preso molto sul serio il fenomeno clima. I dati della crisi ambientale hanno turbato la calma dell’industria del cinema, inducendola ad agire di conseguenza.
“La verità sconveniente”, il film di Al Gore, ex vice presidente americano, è un film che affronta l’argomento del surriscaldamento globale e ha riscosso un grande successo, compresi il riconoscimento artistico dell’Oscar e il recente Nobel. Anche il film di Leonardo di Caprio “L’undicesima ora”, che affronta lo sviluppo della crisi ecologica mondiale, evidenziando la nostra responsabilità personale, ha avuto una risonanza mondiale.
Sembra che dopo un processo di sviluppo incessante, a quasi duecentocinquanta anni dalla rivoluzione industriale, la situazione ecologica mondiale e le sue conseguenze inizino ad essere prese in considerazione come ciò che in effetti mette a repentaglio proprio la specie umana. Pare che se non cambieremo l’essenza del nostro modo di pensare, ce lo farà fare la natura in persona, a scapito nostro.
Per comprendere la causa delle crisi climatiche attuali, è necessario rispettare le leggi che governano la natura, la quale si mantiene da sé in un’armonia ed equilibrio costanti; molte ricerche scientifiche hanno evidenziato che, se questo equilibrio viene alterato, proprio la natura mette in azione meccanismi che lo ripristinano. Sempre a scapito nostro ovviamente.
Un altro principio fondamentale è quello di imparare a preoccuparsi per il prossimo. Possiamo osservare molte espressioni di tale principio a tutti i livelli della vita, dalla più semplice alla più complessa. Ogni forma di vita, dai microbi, alle formiche, alle api, fino alle stesse scimmie, è regolata da questo principio. In tutti gli esseri viventi, eccetto che nell’uomo, questa regola viene attuata in modo naturale, d’istinto, in continuo equilibrio con l’ambiente circondante.
L’egoismo umano invece continua a crescere, giorno dopo giorno, esprimendosi ogni volta in modi diversi. L’uomo sfrutta il prossimo e si sviluppa a proprio discapito. A causa del suo atteggiamento verso il prossimo, egli infrange in modo costante la legge di armonia e di equilibrio della natura. Ma la natura non può cambiare, ha leggi fisse e predeterminate e ogni infrazione delle leggi che la governano ha le sue conseguenze. Quanto più siamo egoisti, infatti, tanto più deviamo dal corso della natura ed accresciamo lo squilibrio, ed è di conseguenza a questo che le reazioni della natura sono così “dolorose”. La natura, in altre parole, non ci fa “sconti”.
Solamente la conoscenza e la comprensione della legge generale e della sublime perfezione esistente in natura ci potrà aiutare ad uscire da questa crisi globale.
Il Supremo, l’Assoluto, si manifesta nel cuore di ogni essere attraverso la Sua emanazione plenaria; così dirige ognuno nel ricordo, nella dimenticanza, nella conoscenza, nell’intelligenza e anche nella sua mancanza. Tutte le energie e tutti i poteri vengono dalla Fonte Suprema.
Gli antropologi sostengono che c’è una legge naturale secondo cui si deve lottare per la sopravvivenza: è la legge del più forte. Ma dietro questa legge della natura c’è qualcosa di Superiore che governa tutto, perciò il sentiero più sicuro verso l’armonia è rispettare le leggi universali.
Nel mondo della materia tutto è illusione, tutto è incantesimo maya, che fa dimenticare la relazione di tutte le cose con la Fonte Suprema. Nel mondo materiale esiste la legge del più forte, che costringe tutti a lottare per la sopravvivenza, perchè nella materia c’è disparità fra le anime condizionate a causa del loro desiderio di dominare le risorse materiali. Questa mentalità di dominio sulla natura materiale è all’origine della vita condizionata. L’energia illusoria ha sempre creato i più forti e i più deboli in ogni specie di vita e questa disparità ha portato la necessità di lottare per sopravvivere.
Nel mondo spirituale, invece, non c’è lotta e non c’è disparità, perchè tutti esistono eternamente e nessuno vuole diventare il beneficiario di qualcosa.
Si dice che la nostra sia un’epoca più di “interpretazioni” piuttosto che di creazioni. E’ il modo di vedere le cose che ci caratterizza. Ma da cosa siamo influenzati? Forse dalla velocità delle comunicazioni? Dall’alta fedeltà? Dal rimpianto del passato? Dalla crescente voglia di spiritualità?
Forse siamo tutte queste cose insieme, e forse molte di più. Il fatto è che la nostra vita è affannata, corre sempre più veloce, procede per sintesi, per frammenti. I quotidiani ci presentano molte notizie brevi, la televisione ci ha abituati alla rapidità dei messaggi, tutto procede veloce oggi, mentre in passato i tempi di ogni cosa, di ogni situazione, erano più lunghi, più armoniosi, persino le idee venivano elaborate facendo di “poche note” una sinfonia. Ora, metaforicamente parlando, riduciamo una sinfonia a poche note.
Abbiamo costruito la nostra vita con uno stile che si potrebbe definire sempre più ostile verso la logica della natura. E intervenire per re-imparare a cogliere i messaggi più sottili, ormai, per molti può risultare assai difficile.
L’inverno è alle porte e per chi può farlo è bello rimettere in funzione stufe e caminetti. Ce ne sono di tutti i tipi e tutti sono bellissimi, tanto in un settore che nell’altro, e possono addirittura diventare dei veri e importanti oggetti di arredamento artistico. Inoltre rispettano l’ambiente e sono a basso consumo.
Questi tradizionali sistemi di riscaldamento sono tornati di moda nelle nostre case da un po’ di anni e si stanno potenziando soprattutto ora, in un periodo dove sono necessari una maggiore attenzione verso l’ambiente e una riduzione dei consumi.
Negli ultimi tempi è emersa anche un’altra tendenza: l’uso del pellet al posto della legna, con un apporto doppio di potere calorifico. Per questo motivo oggi è il combustibile più usato da coloro che puntano, oltre a un migliore riscaldamento, anche al rispetto dell’ambiente.
Il pellet è ricavato dalla legna vergine essiccata e poi compressa in piccoli cilindretti e grazie alla pressatura il potere calorifico è doppio rispetto allo stesso volume di legname. I modelli di stufe più sofisticati contengono anche un processore, che consente di programmarne l’accensione e lo spegnimento.
Considerato il ridotto costo di questo tipo di riscaldamento, in un anno o poco più si riesce a coprire il costo di acquisto e ci si avvicina maggiormente all’armonia della natura.
Il numero 7 è simbolicamente il numero della perfezione e lo ritroviamo un po’ dappertutto. SETTE sono le aperture che ci sono nel nostro volto. SETTE sono i giorni della settimana. SETTE i pianeti principali. SETTE sono i gradini che conducono allo scranno del Maestro massonico. SETTE sono i colori dell’Iride. Nella volta celeste, SETTE sono le stelle dell’Orsa Maggiore. SETTE è anche il numero dei “difetti” dell’occhio:
1. Il primo è che l’occhio vede altro ma non se stesso;
2. il secondo è che non vede lontano, e nemmeno troppo vicino;
3. il terzo è che non vede oltre una cortina;
4. il quarto è che vede l’esterno e non l’interno;
5. il quinto è che vede la parte e non il tutto;
6. il sesto è che vede il finito e non l’infinito;
7. il settimo, infine, è che l’occhio vede piccolo ciò che è grande.
Sembra che tutti questi difetti vadano via man mano che si sale verso la Luce, procedendo sui SETTE gradini, fino alla sommità, dove l’Occhio Divino viene finalmente visto in tutta la Sua Grandezza.
Nel Platonismo della cultura ellenica, l’Armonia tra pensiero ed azione viene indicata nei SETTE sapienti e nelle SETTE meraviglie del mondo.
I SETTE sapienti sono:
1. CLEUBULO, con in mano una bilancia, che significa “sii giusto”;
2. PITTACO, che ha in mano un ramo d’ulivo, che significa “taci, e se parli fallo per portare la pace e non l’odio”;
3. SOLONE, con in mano un teschio, che significa “pensa alla fine, a dove andiamo”;
4. PARIANDRO, in posa calma e rassegnata, che significa “frena l’ira”;
5. TALETE, colui che non sa, che significa “sapienza infinita”;
6. CHILONE, con in mano uno specchio, che significa “conosci e controlla te stesso”;
7. BIANTE, che solleva una gabbia contenente un uccello, a significare “la libertà produce”.
Le SETTE meraviglie del mondo sono:
1. IL COLOSSO DI RODI - la forza;
2. I GIARDINI PENSILI DI BABILONIA - scienza e attenzione;
3. IL MAUSOLEO DI ALICARNASSO - agire per il passaggio;
4. IL TEMPIO DI DIANA IN EFESO - provvidenza e raccoglimento;
5. IL FARO DI ALESSANDRIA - luce e guida;
6. IL GIOVE OLIMPICO di Fidia - il raggiungimento;
7. LE PIRAMIDI D’EGITTO - rivelazione e sapienza.
In alcune scienze la rappresentazione dell’evoluzione umana è collegata al numero SETTE attraverso le seguenti capacità:
1. vegetativa (nascita e sviluppo del corpo);
2. nutritiva (mantenimento);
3. sensitiva (contatti sensoriali con i fenomeni del mondo esterno al suo corpo);
4. intellettiva (elaborazione e sintesi);
5. sociale (rapporti con i suoi simili);
6. naturale (rapporti con il suo contesto);
7. divina (ricerca dell’Armonia con la realtà di Dio).
In molte credenze il numero SETTE assume una forte carica simbolica e la sua presenza in varie religioni avvalora la tesi che sia un numero fortemente unito alla natura umana e presente nelle espressioni delle più diverse ricerche spirituali verso la Divinità, in tutti i tempi e in molti luoghi della Terra.
Anche la parola Armonia è composta da SETTE lettere e l’Armonia, sia umana che cosmica, quella che potenzialmente sta dentro e fuori di noi, è alla fine l’obiettivo di ogni essere.
Sapremo trovare in ciascuno di noi le virtù dell’amore, della tolleranza, della benevolenza e soprattutto della capacità d’ascolto delle ragioni dell’altro?