Apr
03
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 03-04-2009

Image Hosting by Picoodle.comDa una ricerca americana su un canpione di 2000 persone è risultato che le nostre abilità mentali raggiungono il massimo a 22 anni e si deteriorano 5 anni dopo.
Sembra incredibile ma la scienza dice che a 27 anni siamo già vecchi. Anche se ci ricordiamo benissimo dove abbiamo lasciato le chiavi di casa o della macchina, oppure cosa abbiamo mangiato a pranzo, o ricordiamo perfettamente tutti gli appuntamenti presi per la serata. Ciononostante, questa ricerca indica che molti ben noti effetti dell’invecchiamento possono cominciare diversi decenni prima di quella che è normalmente considerata la “terza età” .
La sorprendente affermazione è stata fatta da un gruppo di scienziati del Dipartimento di Psicologia dell’Università della Virginia. Secondo gli scienziati, le nostre abilità mentali cominciano a diminuire dall’età di 27 anni, dopo il raggiungimento del picco massimo a 22.
I ricercatori hanno studiato per sette anni il comportamento di 2.000 persone, divise tra uomini e donne nella fascia d’età fra 18 e 60 anni. I partecipanti, tutti in buona salute e di livello scolastico medio-alto, sono stati sottoposti a diversi test, tra i quali risolvere puzzle visivi, rispondere a dei quiz, prove di vocabolario, di ragionamento, di velocità  di pensiero e di visualizzazione spaziale. Test simili sono usati spesso per diagnosticare le inabilità  e i declini mentali, inclusa la demenza.
Il risultato è stato che l’età media raggiunta nelle prestazioni migliori era di 22 anni, mentre a 27 anni il risultato era di molto inferiore rispetto al livello massimo.
Su questa base Timothy Salthouse, psicologo all’Università della Virginia, riassumendo i suoi studi, ha spiegato che le terapie destinate a prevenire o invertire sia il processo d’invecchiamento che le relative condizioni, comprese le malattie ad esso collegate, dovrebbero cominciare molto prima che le persone vadano in pensione, anche se un’altra ricerca ha dimostrato che la conoscenza accumulata nel tempo, tipo le prestazioni sulle prove di vocabolario o di cultura generale, possono aumentare fino all’età  di 60 anni.

Mar
08
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 08-03-2009

v5ejg0ygup7oav1nrxcx.jpgOggi tutti facciamo i conti con le calorie, ma i casi di obesità negli ultimi anni non fanno che crescere. Il prezzo di questa epidemia non si valuta soltanto in termini di autostima, benessere e salute, ma costa anche un mucchio di soldi. Secondo il Direttore della Sanità degli Stati Uniti il costo dell’obesità, nel 2000, superava i 117 miliardi di dollari. Denaro che viene speso per ogni sistema immaginabile, dai metodi dietetici alle cure delle malattie legate all’obesità; per non parlare dei miliardi di dollari che le aziende devono spendere per le malattie degli impiegati a causa della loro obesità.
Alcuni medici si rifiutano di operare la gente in sovrappeso per i crescenti rischi che questo comporta e persino Disneyland ne è stato colpito: sono state chiuse e “rinnovate” alcune giostre, perché troppi clienti sovrappeso le stavano rovinando.
Ma le più gravi sono le preoccupazioni per la salute. Il “Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie” dichiara che il rischio per la salute aumenta con l’aumento del peso. Il nutrizionista australiano John Tickell afferma che “il diabete II, la malattia associata all’obesità, è la patologia che cresce più velocemente nel mondo”. Le altre malattie legate all’obesità sono l’ipertensione, le malattie coronarie, gli ictus e il cancro.
La Kabbalah spiega che questa grave epidemia è soltanto un altro sintomo del mancato “nutrimento spirituale” dell’uomo moderno. La vera fame è quella interiore. Ma perché avviene questo? Sembra che tutto dipenda dal cervello umano. E’ lui che determina se la persona sarà magra o grassa, se mangerà del cibo sano oppure no.
Medicine Health ha dichiarato che alcune delle ragioni per le quali le persone si abbuffano potrebbero essere le seguenti: “depressione, mancanza di speranza, rabbia, noia e molte altre ancora che non hanno niente a che fare con la fame”. In altre parole, “i sentimenti delle persone influenzano le loro abitudini alimentari”.
E qui la Kabbalah diventa ancora più precisa: “la causa è il sentimento di vuoto interiore che nasce dalla mancata capacità di appagare il nostro crescente egoismo”. Siamo costretti a compensare questo vuoto dentro di noi, questa mancata realizzazione o sensazione di futilità, in qualsiasi modo possibile; e uno di questi è il cibo.
In altre parole l’epidemia dell’obesità, che oggi dilaga nel mondo, è un altro sintomo della vacuità avvertita dall’uomo moderno.
La crescita dell’egoismo umano fa sì che molti di noi si sentano sempre insoddisfatti, e questo indipendentemente da quello che stanno facendo. Continuiamo a “volere qualcosa” e non importa quanti beni accumuliamo, perché ci sentiamo vuoti dentro. La vacuità costante ci fa cercare delle compensazioni e, per alcuni di noi, questo significa mangiare in continuazione.
Ma il nostro vuoto interiore rimarrà insoddisfatto perché quello che desideriamo ardentemente non è una cosa fisica. Senza che ce ne rendiamo conto, un desiderio spirituale sta crescendo dentro di noi. E oggigiorno questo desiderio è più grande (e più affamato) che mai ed esige di essere appagato. L’appagamento però può essere soltanto spirituale.
Dunque, la saggezza della Kabbalah non ci dice di metterci a dieta. Agisce, invece, alla radice del problema, dimostrandoci come appagare il desiderio spirituale, ossia la nostra mancanza più profonda. Quando finalmente affrontiamo la vera mancanza, i pensieri come “voglio qualcosa…ma non so esattamente cosa…” spariranno. Il lavoro spirituale ci porterà a pensare su un livello completamente diverso. Cominceremo a sentire la vita come una continua avventura e in ogni momento della nostra esistenza ci sentiremo appagati e soddisfatti dall’interno.

Gen
06
Filed Under (Diventare consapevoli, Vibrazioni) by Hadraniel on 06-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comRicerca USA. Le onde gamma fanno diventare più grande l’area cerebrale e riducono sia il rischio di malattie che l’invecchiamento. Normalmente il cervello tende a ridursi con l’età, meditare però lo rafforza ed è un esercizio utile anche contro lo stress.
Gli scienziati hanno dunque scoperto che meditare fa bene al cervello e che aumenta le capacità intellettive. Sono tante le definizioni di meditazione, perché diverse sono le meditazioni, ma una cosa che le accomuna c’è ed è arrivata dalla ricerca scientifica. L’ha scoperta un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School di Yale e del Massachusetts Institute of Technology.
Nella gente che medita il cervello cresce. Ma c’è di più.
Scannerizzando il cervello i ricercatori hanno osservato che le parti che aumentano in spessore sono quelle addette all’attenzione e ai processi sensoriali che arrivano dall’esterno. All’interno della materia grigia poi, lo spessore aumenta maggiormente nelle persone adulte rispetto a quelle più giovani. Questo è davvero interessante, sostengono i ricercatori, perché questa parte del cervello umano normalmente rimpicciolisce con l’età. In altre parole è come se nelle persone anziane la meditazione fosse in grado di far tornare attive quelle parti del cervello che sono attive soprattutto in tenera età.
Spiega Sara Lazar, responsabile della ricerca: “I nostri dati portano a sostenere che la pratica della meditazione conferisce non solo l’aumento della materia grigia, ma anche elasticità alla corteccia cerebrale degli adulti in aree importanti per l’apprendimento, per i processi emotivi e lo star bene”. Secondo i ricercatori questa scoperta si conforma anche ad altre ricerche, che avrebbero dimostrato che la meditazione ispessisce le aree del cervello di chi pratica musica e di chi impara molte lingue.

Ma come si è giunti a queste conclusioni?
I ricercatori hanno scannerizzato il cervello di 20 persone, alcune delle quali facevano meditazione da vari decenni, altre da un solo anno, e lo hanno confrontato con 15 che non l’avevano mai praticata. Per misurare il livello di meditazione che i partecipanti erano in grado di raggiungere veniva chiesto loro, durante la scannerizzazione del cervello, di provare a meditare solo su ciò che capitava attorno ad essi durante le analisi, senza utilizzare particolari metodi di mantra, ossia senza usare quei suoni che emessi, secondo la meditazione buddista, sono in grado di liberare la mente dai pensieri. Spiega Lazar: “Se i partecipanti all’esperimento sentivano un rumore essi dovevano ascoltarlo, piuttosto che pensare ad esso. Se non succedeva nulla, dovevano porre l’attenzione al loro respiro. In altre parole essi non dovevano elaborare pensieri”.
L’esperimento durava circa 40 minuti, durante i quali la profondità della meditazione veniva misurata attraverso il rallentamento del respiro. Alle persone che non praticavano meditazione, invece, veniva chiesto di abbandonarsi ai loro pensieri come facevano quando si rilassavano.
Usando questa base comune la ricerca ha concluso che l’aumento della materia grigia per chi fa meditazione va dagli 8 ai 16 millesimi di centimetro, in rapporto a quanto tempo si trascorre durante la vita a meditare. “Questo dimostra che l’aumento di materia grigia non dipende unicamente dalla meditazione in sé, ma anche da quanto tempo si trascorre in meditazione e da quanto è profonda”, ha sottolineato Lazar, “questi risultati tuttavia, sono solo il punto di partenza della ricerca”.

Tratto da un articolo di Repubblica-Tecnologia e Scienza

Dic
21
Filed Under (Olistica) by Hadraniel on 21-12-2008

Image Hosting by Picoodle.comLe forme che compongono il microcosmo dell’uomo sono identiche alle forze che compongono il macrocosmo del mondo. Nell’organismo umano queste forze possono agire in modo anormale e ne conseguiranno malattie; nel grande organismo del cosmo possono ugualmente agire in modo anormale, perciò ne conseguiranno condizioni anormali o “malattie” nella Terra e nell’atmosfera, nell’acqua e negli elementi del fuoco. L’uomo può essere affetto da spasmi, idropisia, coliche, febbre, ecc., e il macrocosmo della terra può essere affetto da terremoti, piogge, uragani, fulmini, ecc.; gli elementi che costituiscono la vita del cuore dell’uomo, costituiscono la vita del sole; la qualità di vita che si trova negli elementi che costituiscono il suo sangue corrisponde alle qualità delle influenze invisibili che irradiano da Marte; se le essenze dell’anima, che caratterizzano le influenze di Venere non esistessero, non esisterebbero gli istinti che spingono gli uomini e gli animali a propagare la loro specie, e per questo ogni pianeta e ogni stella contengono certi elementi magnetici esistenti nella costituzione dell’uomo.

Valutiamo ora i quattro metalli principali e il collegamento con i rispettivi pianeti.

Il Sole è in corrispondenza con l’Oro: regge la vita, irradia calore, dona energia, agisce direttamente sul cervello, rigenera il sangue e le cellule in genere; è il rimedio per il cuore nei disturbi cardiaci e nella insufficienza cardiaca; è impiegato con successo nel decadimento senile, per il ringiovanimento e la ricostruzione delle cellule, contro le malattie cachetizzanti, nell’artrite reumatoide e nell’artrite deformante.

La Luna è in corrispondenza con l’Argento: regge la vitalità, il buon funzionamento degli organi e dei liquidi organici, regola la circolazione e agisce sullo stomaco, sulla digestione e sul buon funzionamento dei reni, ha azione sul cervelletto e sulle malattie ginecologiche della pubertà e della menopausa. L’Argento è prezioso nel trattamento delle atrofie e dei ritardi cerebrali.

Venere è in corrispondenza con il Rame: è detto il metallo dell’assimilazione, aiuta il ruolo specifico del rene; il Rame agisce sul rene al fine di regolarizzarne il funzionamento, tanto dal punto di vista materiale che sul piano di una assimilazione di natura neuro-psicologica. Il Rame agisce sul buon funzionamento ghiandolare.

Marte, infine, è in corrispondenza con il Ferro: metallo della vescica biliare, delle malattie infiammatorie e delle anemie.

(compendio di spagyria ed alchimia)

Ott
23
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 23-10-2008

Image Hosting by Picoodle.comUn luogo comune sulla logica delle scoperte scientifiche ci fa ritenere che rispondano sempre a procedimenti razionali, invece la ricerca procede per la maggior parte su un terreno accidentato e può prendere direzioni inattese.
E’ quello che è accaduto per la scoperta dei neuroni specchio. Nel laboratorio di neurobiologia dell’Università di Parma un’equipe stava registrando il funzionamento cerebrale di una scimmia, tramite elettrodi applicati sulla testa. A un certo punto entrò nella stanza un ricercatore del gruppo con in mano qualcosa. All’improvviso l’area motoria del cervello della scimmia si attivò (nelle registrazioni visualizzate nel computer) nonostante la scimmia non stesse facendo, in quel momento, nessun movimento.
Fino a quel giorno la scienza neurobiologica faceva netta distinzione fra neuroni deputati agli atti motori e neuroni deputati alla ricezione di stimoli sensoriali.
Nel corso di esperimenti successivi gli scienziati giunsero alla scoperta, nell’area premotoria del cervello, di circa il 20% di neuroni specchio, che non solo inviano stimoli motori, ma sono anche in grado di ricevere stimoli sensoriali. Nel caso della scimmia l’osservazione del movimento manuale del ricercatore aveva attivato i suoi neuroni, i quali avevano riprodotto nel suo cervello il movimento osservato.
Le successive tappe della ricerca (anche in campo internazionale) hanno appurato che i neuroni specchio non solo si attivano con l’osservazione, simulando nel cervello le azioni degli altri, ma decifrano anche le intenzioni della persona osservata. In campo umano si è quindi messa in luce la loro importanza decisiva nei comportamenti imitativi reciproci (che iniziano alla nascita), ma soprattutto che i neuroni specchio giocano un ruolo fondamentale nella comunicazione con gli altri, e aiutano a mettersi nei panni altrui e a provare empatia.
Si tratta di un vero e proprio circuito cerebrale che permette di rispecchiare le emozioni degli altri, simulando nel proprio cervello emozioni ed esperienze altrui.

(da un articolo di Massimo Ammaniti)

Ott
07
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 07-10-2008

Image Hosting by Picoodle.comLa vita da svegli e la vita nel sogno sono fasi che si alternano, sono varianti dell’unità individuale. Ogni disturbo fisiologico, ogni forma di intossicazione, modifica il dinamismo e i ritmi dei nostri pensieri e, durante la notte, le cellule sofferenti e intossicate continuano ad inviare al cervello messaggi di allarme o di sconforto.
Il sogno è un pensiero primitivo, essenziale, emozionale, messo in azione da tendenze affettive infantili rimaste insoddisfatte, oppure da azioni mancate.
L’esaltazione sensoriale deforma, nel sogno di alcuni, le sensazioni che più li hanno colpiti (un piccolo rumore nell’orecchio può divenire un colpo di tuono, un lieve prurito un bruciore insopportabile, e così via).
Le nevralgie, per esempio, possono produrre sogni in cui si è sottoposti a tortura fisica. I disturbi epatici dovuti a intossicazioni etiliche danno luogo a sogni allucinatori con animali, con inseguimenti da parte di belve feroci. Anche le affezioni acute sono caratterizzate da sogni di animali feroci; la mostruosità dell’animale è in relazione all’entità del disturbo e della quantità di energia reattiva che è stata messa in moto.
I sogni belli, piacevoli, dolci, sono tipici di individui sovrappeso, un po’ indolenti, facilmente influenzabili, timorosi, preoccupati da questioni digestive.
I sogni in cui si rischia di morire sono spesso prolungamenti di stress infantili (liti, separazioni dei genitori, aggressioni).
Sogni di aggressioni, di morti, di tombe, di fulmini, di essere seppelliti vivi, di essere aggrediti da animali (insetti, vermi, gatti, cani), sono il segno di una profonda insicurezza che accompagna la vita del soggetto.
Sognare animali è indicativo di un turbamento psichico e di un’inquietudine per così dire biologica (infiammazione, infezione, disordine intestinale, disturbi alla tiroide o al pancreas).
I bambini e gli adolescenti che fanno sogni paurosi di animali sono sconvolti per qualche ragione. Le visioni di animali aggressivi simboleggiano il timore per la vita.
Sognare l’acqua o sognare di cadere è tipico di chi è preoccupato per la sua salute.
Sognare il fuoco è un prolungamento inconsapevole di disturbi cutanei o metabolici. Durante la notte il rallentamento dei processi fisiologici e il calore del letto opprimono l’epidermide. Gli epatici e gli ansiosi sognano spesso il fuoco.
I sogni in cui si è inseguiti appartengono di solito a persone demineralizzate e presto sopraffatte dalle avversità della vita.

Set
19
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 19-09-2008

Image Hosting by Picoodle.comNel nostro cervello c’è una specie di specchio che inverte tutto ciò che si vede dentro, così che noi vediamo queste cose fuori, davanti ai nostri occhi. A dispetto del fatto che ciò che vediamo fuori di noi non sono cose reali, dovremmo comunque ringraziare la Provvidenza per aver creato questo specchio nel nostro cervello, che ci permette di vedere e di percepire ogni cosa in noi vedendola al di fuori di noi.
Dice lo Zohar: “Vediamo un mondo grande davanti a noi, e tutte le meraviglie che contiene. Ma, di fatto, non vediamo niente tranne che la nostra interiorità. In altre parole, c’è una specie di macchina fotografica nel nostro cervelletto che ritrae tutto ciò che ci appare davanti, e niente di tutto questo avviene fuori di noi.”
L’essenziale, dunque, è capire che stiamo giocando con noi stessi e riceviamo delle risposte che dipendono dai nostri ostacoli e dalla nostra confusione. Tutto questo siamo noi.
Tutti i cambiamenti non accadono nella Matrice ma dentro all’uomo, che si trova nella posizione opposta all’amore assoluto e al dare assoluto. L’uomo vede, analizza, sente, sempre e solo se stesso. Tutta la realtà dell’uomo è essenzialmente una partita di tennis giocata contro il muro. E stiamo, sempre, giocando contro questo muro.