E’ possibile che l’intera umanità stia sperimentando un profondo cambiamento? E perché accade proprio ora?
L’essere umano, nella sua ricerca per la felicità, ha provato numerose soluzioni ai continui problemi del mondo. Ha tentato una corsa spregiudicata alle armi, sviluppato economie a bassa inflazione, creato culture basate su tradizioni diverse, ed ha accettato di buon grado l’alta tecnologia e le rivoluzioni scientifiche. Ma non ha trovato ancora i mezzi reali per raggiungere la pace e l’amore.
L’obiettivo di scoprire e raggiungere lo scopo della Creazione è insito in tutta l’umanità; inconsciamente le persone riconoscono che il loro stesso progresso spirituale è collegato e cercano di condividere questa saggezza con il resto degli esseri umani. Ma la strada verso l’obiettivo della nostra esistenza richiede innanzitutto di correggere l’ego, ossia la forza che ci spinge al movimento. Tutti noi siamo in questa situazione e non possiamo evitarlo.
La saggezza ci parla dunque del vero amore dell’uomo, che è l’unico rimedio per tutte le afflizioni dell’umanità. Questa saggezza contiene dentro di sè la conoscenza di come ogni nazione potrebbe funzionare bene, e di come questa conoscenza si adatti alla struttura di quell’anima comune che viene chiamata “umanità”.
Ed è proprio lo studio della spiritualità a spiegare che lo sviluppo nel nostro mondo non avviene per quella selezione naturale in cui sono scelte le forze e le qualità del “più forte”, ma piuttosto attraverso l’emergere progressivo o sequenziale delle “informazioni” dentro di noi; quelle informazioni che riguardano la discesa delle anime dall’alto verso il basso, dal Mondo dell’Infinito verso il nostro mondo. Questo archivio di informazioni si è formato dentro ogni persona come conseguenza della creazione, da quello che chiameremo impropriamente “il Mondo dell’Infinito” al nostro mondo, in una spirale di informazioni che spiega ogni grado di discesa.
Oggi, così come ogni cosa che esiste in generale, percepiamo la manifestazione di queste informazioni come un qualcosa che dal basso va verso l’alto, e dobbiamo sforzarci di comprenderle. Questa comprensione la possiamo realizzare in due modi: attraverso il percorso della Luce o attraverso quello della sofferenza. Il percorso della Luce si ha quando si studia al fine di imparare i nostri livelli futuri, attirando la Luce della Creazione in noi affinché ci guidi verso la perfezione. Il percorso della sofferenza si ha invece quando non si studia la struttura del nostro sistema (e quindi non si attira la Luce dal livello successivo) ma si percepisce soltanto “la pressione” delle informazioni seguenti, che chiedono di essere realizzate.
In questo caso non c’è nessuna evoluzione, ma solo una graduale espressione d’informazioni, che però sono già conosciute in anticipo. In effetti ogni cosa è conosciuta in anticipo, fuorché il metodo di risalita dei livelli il quale, se accadrà coscientemente, sarà veloce e piacevole, altrimenti sarà lento, forzato e poco piacevole.
Se percorrete la strada della Conoscenza Superiore, sempre più spesso vi sveglierete con un senso di felicità indefinibile dentro di voi. Una felicità che si regge da sola, animata da vita propria. Il passato si svelerà per intero e vedrete come la Matrice creativa si è presa cura di voi, con tenerezza, precisione e attenzione; come si è prodigata per portavi ai livelli superiori senza farvi troppa violenza. Vedrete come vi abbia dato prove che, anche se pesanti, fossero ancora superabili e sicuramente rafforzanti. Vedrete anche come vi abbia dato felicità inaspettate.
Siete vivi! Vi sembra questa una cosa ovvia? Il respiro scorre in voi senza il vostro intervento e tutto si muove al vostro interno senza che dobbiate fare nulla. Sentirete sempre di più che siete immersi nel grande mare costituito dalla Luce Cosmica. Tutto galleggia in esso e voi ne siete parte. Sentirete il legame fra le anime e non sarete più soli. Sentirete che la Bontà e la Misericordia della Creazione inseguono le creature e lavorano incessantemente per riportale a Casa.
Perché il dolore, comunque si travesta, è quello della lontananza dal Bene assoluto, che nonostante tutto sapete che esiste. Per questo cercate amore e affetto in tutte le cose, negli altri, negli animali, nei fiori e nella natura. Per questo vi agitate e vi piace viaggiare, pensando di trovare in qualche posto quello che il vostro cuore sa che c’è, da qualche parte.
Le cose dello spirito non invecchiano, non imputridiscono e non si inquinano. Sono le sole cose buone che si possono dare agli altri. Ma per elargirle, queste cose dello spirito, bisogna possederle. La sensazione che esista il “prossimo” appartiene solo al grado dell’uomo. E’ un sentimento essenzialmente egoistico, perché sul prossimo si proietta il proprio egoismo e non l’altruismo, anche se questo è già un avanzamento rispetto a coloro che traggono godimento solo da se stessi. Se invece si traesse godimento dal dare, non avrebbe limite il godimento; la felicità sarebbe piena e continua e si acquisirebbero le caratteristiche del Creatore. Il limite terreno sta tutto qui: nell’aspettativa. Ogni movimento umano è sempre determinato da ciò che ci si aspetta di ritorno dal proprio gesto.
Gli esseri umani sono piccoli commercianti della vita, vendono e comprano cose, affetti, sentimenti, sensazioni, e non sono mai paghi di ciò che ricevono. E non potrebbero esserlo. Perché donare è l’unica vera fonte di felicità, ma troppo spesso questa parola viene confusa con un donare materiale.
Sovente non vi è molto da offrire materialmente, le risorse possono essere molto limitate. Ma “l’intenzione” è illimitata, perciò lo spirito può dilatarsi fino ai confini estremi dell’Universo e dare in continuazione. E’ questo il vero segreto della vita. Come il feto non vede la luce se non nel momento in cui esce nel mondo e non un attimo prima, nonostante sia già perfettamente formato, anche gli esseri adulti non possono vedere la Luce se non dopo aver passato la barriera. E’ necessario che questo pensiero sia ben chiaro, per stimolarvi durante il percorso. Bisogna immaginare d’essere come una pagina bianca, che Qualcosa di Superiore andrà a riempire. Dovete abbandonarvi totalmente. Cosa succederà non lo potete ancora sapere, e neppure i grandi Maestri ve lo possono spiegare, perché sarà una rivelazione personale che coinvolge proprio e soltanto voi, con tutta la vostra personalità. Non esistono due processi spirituali identici, anche se identica è la meta. Questo perché ognuno deve arrivarci con tutto se stesso; e non sarà un se stesso annullato, ma trasformato totalmente, pur mantenendo le sue caratteristiche. In questa consapevolezza deve stare la vostra capacità di abbandono.
(comunicazione di F.R.)
L’obiettivo della Natura è di portarci ad un livello Superiore di sviluppo. La Natura è in noi e funziona secondo un programma che ha come scopo di portare il suo più alto livello, ossia il livello umano, al più alto livello di sviluppo. Se capiamo questo concetto capiamo anche che, durante il nostro percorso evolutivo, noi adempiamo semplicemente agli ordini della Natura.
L’essere umano non è solo un corpo fatto di materia proteica, ma è il livello finale di tre livelli precedenti: inanimato, vegetativo ed animato. Ciò significa che questo “animale animato” deve arrivare a comprendere e sentire chi è, che cosa è, perché esiste e da dove viene. Tutta la nostra evoluzione è diretta a questo. Ed è per questo che da sempre, inconsciamente, aspiriamo a raggiungere la vera percezione della nostra realtà, la vera comprensione e conoscenza; aspiriamo a capire il vero programma della Natura.
Il nostro sviluppo è interamente dedicato al raggiungimento di questo obiettivo, perciò lo è ogni cellula, ogni molecola, ogni particella, ogni elettrone del nostro corpo. Tutto in noi vive ed esiste solo per questo scopo: raggiungere il livello Superiore della Conoscenza. Quindi tutto il nostro sviluppo è predisposto al fine di far raggiungere all’essere umano il livello più alto dello sviluppo della Natura. Questo è il “raggiungimento”. Ma cosa vuol dire questa parola? Raggiungimento significa che siamo arrivati a quel Livello in cui comprendiamo ogni cosa che c’è in Natura, aderiamo al suo programma, e soprattutto cominciamo ad eseguirlo da soli, rendendoci conto che il nostro destino è quello di diventare come la Forza che incorpora il tutto.
Le meditazioni e le ripetizioni dei mantra possono agevolare questo processo e aiutare a raggiungere più rapidamente il traguardo.
Nel Talmud Babilonese c’è questo pensiero che parla di spiritualità, ma che rende molto bene l’idea usando una metafora materiale:
L’ANTICA PREGHIERA CI RICORDA CHE OGNI MATTINA NOI CI SVEGLIAMO CON UNO SPIRITO CHE E’ STATO APPENA PURIFICATO, E CHE NON DOBBIAMO INIZIARE UNA NUOVA GIORNATA TRASCINANDO I PIEDI CON LA CARTA IGIENICA DEL GIORNO PRIMA ANCORA ATTACCATA ALLE SUOLE DELLE SCARPE.
(Talmud Babilonese)
Il massimo della nostra evoluzione è andare oltre quelle tre naturali personalità che vengono definite come “bambino, adulto e genitore”. E’ superando queste tre istanze interiori che possiamo diventare dei buddha. Ma solo questo non basta, perché per mantenere lo stato di buddhità raggiunto bisogna capire alcune cose.
La prima è che la propria serenità deve essere messa al di sopra di qualsiasi altra cosa; non si possono aiutare gli altri se si sta male. Essere sereni vuol quindi dire essere efficienti. La seconda cosa da capire è che la sofferenza proviene da tre cause interiori: le aspettative, le paure, i sensi di colpa. E da questo si comprende che nessuno può far soffrire nessuno.
Se però ci fermassimo qui saremmo soltanto delle persone adulte ed autosufficienti, in grado sì di gioire di ogni situazione, ma non saremmo ancora degli Illuminati. Perché la caratteristica fondamentale di un buddha è la serenità, che si realizza solo attraverso l’amore universale. Soltanto con l’amore universale la nostra vita si riempie di pace e di gioia.
Amore universale vuol dire acquisire coscienza dell’universo al quale apparteniamo, vuol dire “diventare l’universo”. Tutti i mistici e tutti gli Illuminati è proprio questo che hanno scoperto e sperimentato: noi non siamo altro che cellule di un universo eterno, infinito e in continua trasformazione.
Ma come possiamo sviluppare in noi l’amore universale? La chiave d’accesso è la “compassione”. Soltanto la compassione fa nascere dentro di noi l’Amore Vero. Ed è la “comprensione” che permette alla compassione di emergere. Si dice che Siddharta stesso “vide che comprensione e amore sono un’unica cosa, e che senza comprensione non vi può essere amore”.
Ma cosa significa comprensione? Per “comprendere” bisogna conoscere; quindi comprensione vuol dire conoscenza: conoscenza della vita e della sofferenza degli altri. E quando si viene a conoscenza di questo non si può fare a meno di provare compassione, compassione per la sofferenza…..la stessa compassione che proviamo per noi stessi.
Imparare ad amare se stessi, ad accettarci, a perdonarci, ad avere compassione per i nostri sogni e per le nostre delusioni, vuol dire imparare ad amare gli altri. E’ questo l’Amore: vedere noi stessi nell’altro, identificarci con l’universo che ci circonda; e allora il fiore dell’amore universale sboccerà, spontaneamente, nel nostro cuore.
C’è un limite alla nostra osservazione dell’Universo? Certamente. Vi sono oggetti, nello spazio, la cui luce non ha ancora raggiunto la Terra. Ma l’Universo non finisce all’orizzonte della nostra visuale; e allora cosa ci sarà “dall’altra parte”? Forse ci saranno pressapoco le stesse cose che vediamo intorno a noi, ci saranno stelle, ci saranno galassie…..oppure nella parte che non vediamo ci sarà qualcosa di differente? Fino a poco tempo fa, si pensava (e si dava per scontato) che l’Universo fosse ovunque più o meno lo stesso, ma le ricerche più recenti pare abbiano radicalmente cambiato questo concetto.
Alex Vilenkin parla di nuove scoperte: sembra che il nostro Universo sia nato da una bolla che, da minuscola qual’era, si è poi inflazionata, ossia si è espansa ad una velocità inimmaginabile (big bang) e che poi, raffreddandosi, si è per così dire stabilizzata, formando al suo interno le galassie e quello spazio cosmico che vediamo pieno di stelle luminose.
E mentre questo succedeva al nostro Universo altre bolle, miriadi di bolle, continuavano e continuano la loro folle espansione, creando tanti Big Bang, che altro non sono che palle di radiazioni e materia infuocata innescate dall’energia dell’espansione. Nel frattempo cresce, ancora più velocemente, lo spazio fra queste bolle di fuoco (forse è per questo che c’è poca probabilità che le bolle si scontrino), dando vita a quello che tecnicamente si chiama “inflazione eterna”.
Perciò tutti noi viviamo in una particolare bolla, in un Universo a se stante, e siamo separati dagli altri universi che si vanno a creare. E per di più, di questo nostro spazio, ne scorgiamo solo una piccola parte.
Ora però sappiamo che a causa dell’inflazione eterna quello che è accaduto al nostro universo può accadere un infinito numero di volte in qualche altra parte del cosmo, creando storie di vita simili o addirittura identiche alla nostra.
Entra così in gioco la teoria dei “doppi”. Ma da qui a “provarlo” passerà ancora un bel po’ di tempo.
Paracelso, uno dei grandi saggi, veggenti ed alchimisti di tutti i tempi, una volta disse: “L’alchimia, questa Nostra scienza, dovrebbe essere basata su una percezione della verità e non su credenze o opinioni. L’informazione ricevuta dagli uomini ci può solo assistere nella formazione delle opinioni, ma non costituisce nessuna conoscenza. La conoscenza vera consiste in un riconoscimento diretto della verità e ci è insegnata dalla Natura”. Perciò possiamo capire facilmente che l’alchimia è quasi un dono divino oltre che una rivelazione della scienza. Nessun uomo per quanto grande, colto e intelligente sia, può scoprire questa scienza senza un intervento e una rivelazione divina. Perciò se un uomo vuole diventare un filosofo ermetico, dovrebbe ottenere questa conoscenza direttamente dall’Entità Suprema, attraverso pratiche spirituali, amore, austerità e avvicinamento ai messaggeri celesti. Un adepto in alchimia non parla facilmente di questa arte, ma un saggio illuminato, pieno di amore e compassione, può inondare di questa grazia chiunque sia pronto.
Studiando e praticando la scienza della creazione universale, una persona può conoscersi, facendo esperienza e divenendo una cosa sola con l’universo. Così l’alchimia è un percorso spirituale oltre tutte le religioni, che può condurre ai risultati spirituali più alti. L’alchimista, nel suo lavoro, riproduce e duplica la creazione cosmica su una scala più piccola. Quello che stava sopra, come lo spirito molto sottile e volatile, è diventato, scendendo al di sotto, fisso e terroso; e allora, per invertire il processo, quello che è sotto, pesante, fisso e terroso, ascendendo diviene gradualmente volatile e sottile come il “sopra”.
Il grande Ermete Trismegisto scrisse sulla sua “Tabula Smaragdina”: “come sopra così sotto, a creare il miracolo di una cosa”. In queste poche e semplici parole egli ha riassunto tutta la conoscenza della scienza ermetica.
Formato da 10 entità chiamate Sefirot, dieci principi basilari associati a situazioni pratiche ed emotive di ognuno di noi e riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, l’Albero della Vita è il programma simbolico secondo cui si è svolta la creazione; è il cammino di discesa che le anime hanno percorso per raggiungere la loro forma attuale. Ma è anche il sentiero di risalita, attraverso il quale l’intero creato può ritornare a quell’origine tanto anelata.
Le Sefire sono distribuite su tre pilastri, corrispondenti alle tre vie che ogni essere umano ha davanti: l’Amore (pilastro di destra), la Forza (pilastro di sinistra), e la Compassione (pilastro centrale). Senza quest’ultimo pilastro l’Albero della Vita diventa l’Albero della Conoscenza del bene e del male, perciò è soltanto la via mediana, chiamata anche “via regale”, che ha in sè la capacità di unificare gli opposti.
Possiamo equiparare l’Albero della Vita alla forse più conosciuta “scala di Giacobbe”, la cui base è appoggiata sulla terra e la cui cima tocca il cielo. Lungo essa gli angeli, ossia le molteplici forme di consapevolezza che animano la creazione, salgono e scendono in continuazione; similmente è anche il percorso dove continuamente sale e scende la consapevolezza degli esseri umani.
Tramite l’Albero della Vita ci arriva il nutrimento energetico presente nella Luce Spirituale che circonda tutto; questo nutrimento scorre e discende lungo i ventidue sentieri che collegano le Sefirot, assottigliandosi e suddividendosi fino a raggiungere tutte le creature. Infine, lungo quest’Albero, salgono le preghiere e i pensieri delle persone che cercano l’origine di ogni cosa ed esplorano regni sempre più vasti e perfetti dell’Essere.
Un esempio di Albero della Vita nel mondo fisico è dato dalla struttura del sistema solare. Al centro c’è il Sole, che rappresenta la Sefira della Corona, la più alta e dalla quale proviene la Luce che riempie e vitalizza tutte le altre. I nove pianeti che gli girano attorno rappresentano le altre nove Sefire, e nello studiare le caratteristiche di ciascuna è possibile vedere emergere perfette similitudini con i tratti astronomici e astrologici del pianeta corrispondente (in sequenza discendente da Mercurio a Plutone).
La fede non è fine a se stessa, né uno stato passivo che finisce in sé, ma un movimento che porta verso l’alto, e poi ritorna con una nozione di conoscenza in più. E dopo riparte.