Nel campo spirituale, più si chiede e più si ottiene. Bussare incessantemente alla porta dell’Universo spalanca senza dubbio la strada verso l’abbondanza. La Creazione ha già tutto pronto, e vuole solo il nostro desiderio e la nostra richiesta. Non deve inventare nulla, perché tutto è già preparato e perfetto nel Mondo Superiore, il mondo dell’Emanazione Primaria, quello dove risiede la perfezione e al quale noi tutti siamo chiamati.
Le nostre richieste di Luce, se sono forti, verranno esaudite; e sicuramente arriverà la risposta che attendiamo. Dobbiamo soltanto avanzare la richiesta, tutto il resto viene fatto “da sopra”; per questo il risultato è certo. C’è solo da percorrere un Sistema che è già preparato in anticipo per questo; è quello lo scopo della Creazione, non ve ne sono altri, e noi siamo qui solo per imparare ad essere come l’Amore di tutto ciò che E’.
L’Universo vuole darci molto più di quanto pensiamo. Vuole darci l’assoluto, il tutto, per diventare una cosa sola con lui. Le richieste e le ambizioni terrene più grandi sono così insignificanti al cospetto del Tutto! Crediamo di volere chissà cosa, e invece chiediamo solo briciole, fosse anche tutta la ricchezza, l’onore e la potenza del mondo.
Oltretutto, le nostre richieste materiali sono irrazionali. Crediamo siano dettate dal buon senso e dall’intelligenza perché chiediamo cose che servono a noi e agli altri per fare una “buona” vita, e al contempo ci preoccupiamo di non riuscire a raggiungerle o di non averne abbastanza. Ma che senso ha? La risposta a questo interrogativo è sempre la stessa: “Cos’altro si può fare? Questa è la vita, bisogna vivere al meglio, comportarsi “bene”, non fare del male, costruire qualche cosa…..ma è tutto qui”. E’ definibile intelligenza questo?
Davanti a questo “strategico” piano terreno immaginiamo che l’Energia Superiore da cui deriviamo si erga ipoteticamente in tutta la sua magnificenza e dica all’essere umano: ”Tu sei stato creato come un dio, e tale devi diventare. Io ti porterò a me, volente o nolente, perché questo è il mio Piano, che sovrasta il tuo quanto nemmeno puoi immaginare. Se sarai “volente” non ci sarà più dolore per te, sin da ora, perché trasformerò te, e dunque la tua vita, immediatamente. Chiedi, e ti darò in possesso tutto”.
Chi segue le leggi “razionali” della vita materiale esegue solo le leggi irrazionali imposte dagli altri, dalla società; crede di essere libero ma fa la scelta obbligata di seguire le regole imposte da qualcun altro. Nasce in un ambiente e ne diventa schiavo, e lo sarà comunque, anche se ne diventasse il re. Non esercitando la libertà di uscire dal sistema delle reincarnazioni per diventare come la Creazione, spreca la sua vita. Perciò, più ci si sente forti di qualità e mezzi umani, più si è deboli e suggestionati dal sistema mondano. Quindi esattamente il contrario di quello che viene giudicato degno di essere perseguito.
Forse questi comportamenti andavano bene fino a qualche tempo fa, quando l’essere uomo era ancora “bambino” e cresceva attraverso le guerre, le religioni, le filosofie, la ricerca scientifica: doveva imparare a conoscere il luogo dove si trovava, la Terra.
Ma ora l’evoluzione ci ha portati a vedere che dobbiamo riscoprire la grande verità verso cui siamo chiamati. Da materiale, l’uomo deve diventare spirituale. E’ tempo che faccia un altro salto di qualità, come quelli compiuti passando dallo stato immobile, a quello vegetale e animale. Ora il salto è da essere vivente a creatura Divina. Certo, il balzo è grande, difficoltoso quanto quello di una pietra che debba trasformarsi in pianta, o una pianta in animale, o un animale in uomo. Ma ci siamo già passati, e sappiamo che non c’è scelta. Gli aiuti che ci arrivano dall’alto sono formidabili e ormai siamo pronti per capire tutto questo, anche se la confusione generata dall’insoddisfazione e dal dolore è molta. Ma serve a indurre tutti verso la ricerca di quella forte Luce che porta alla meta.
Chiediamo allora di scostare i “parassiti” dalla nostra vita. Possono essere pensieri, cose o persone. Contro i nostri pensieri siamo disarmati. Essi vengono e si insediano nella mente, e come un virus si moltiplicano. Chiediamo di scostarli affinché noi si possa andare oltre. Potremmo anche farli nostri o cercare di scacciarli, ma richiederebbero comunque, da parte nostra, attenzione, energia e sforzo. Allora dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere di non essere in grado di contrastarli e chiedere che vengano scostati da noi, allontanati.
Parassite possono essere anche molte situazioni inerenti all’ambiente della nostra vita. Situazioni che ci turbano, che ci preoccupano, che ci angosciano; possono anche essere persone che hanno un cattivo rapporto con noi, che ci odiano, che ci vessano o che solo ci infastidiscono. Tutte cose che ci portano lontano dall’ambiente spirituale e danneggiano il nostro lavoro interiore.
Non chiediamo che queste cose scompaiano, ma che le forze universali le scostino, per farci proseguire il cammino anziché arenarci identificandoci in esse. E’ un colloquio senza parole, dove il silenzio prende il sopravvento per lasciare posto ad un diverso tipo di espressione. E’ in questo modo che può scattare la compassione e la consapevolezza di cosa significa amare gli altri: un amore che parte dalla compassione per tutti coloro che, affannandosi, agitandosi, arrabbiandosi o piangendo, hanno un solo desiderio: sopravvivere.
Viviamo in una generazione in cui si sta rivelando la nostra interconnessione, sebbene ancora non lo abbiamo ben compreso. Nelle generazioni precedenti, questa connessione non era espressa così chiaramente; ma oggi siamo connessi attraverso internet, le radio internazionali e le stazioni televisive; ci scambiamo informazioni usando questi canali e siamo a conoscenza di tutto quello che succede nel mondo. Gli eventi che capitano in una parte del mondo influenzano le altre parti a causa della velocità con cui le informazioni e le varie voci sono diffuse dai mezzi di comunicazione.
Ci sono diversi poteri nei mezzi di informazione: quando qualcosa succede in una parte del mondo, qualcuno guadagna e qualcun altro ci rimette, o in termini di scambi, o di denaro, o di commercio, o di altri valori economici. Dipendiamo gli uni dagli altri. Siamo legati insieme da una rete comune, che ora si sta rivelando ai nostri occhi come un fatto ovvio. L’umanità sta facendo questa scoperta: stiamo rivelando la connessione a livello di pensiero e di desiderio, e ci ritroviamo in una situazione da cui non possiamo scappare e che non possiamo ignorare. Ogni giorno ci rivela cose diverse e completamente nuove. Presto accadrà che gli uomini del Sud Africa penseranno una cosa e poi il giorno dopo gli uomini dell’Europa penseranno la stessa cosa, e il giorno dopo in Asia e così via. All’inizio ci colpirà come un pensiero ed emergeranno nuovi desideri e da un giorno all’altro accadranno dei grandi cambiamenti, sempre più velocemente. E questo perché il mondo è completamente interconnesso, il che non è mai successo prima. Anche la creatività sarà interconnessa e in un prossimo futuro avremo persino le abitazioni interconnesse.
Questo farà in modo che il progresso prosegua ad una velocità completamente diversa. La velocità del nostro sviluppo non è lineare e nemmeno esponenziale, ma sfreccia come un razzo verso l’alto. Cresce esponenzialmente perché è moltiplicata per il numero delle persone che ci sono nel mondo e per il numero delle connessioni che ci sono tra di loro. Ed ogni persona a sua volta la moltiplica ancora per via della sua connessione e della sua dipendenza dagli altri. Dunque, questa moltiplicazione, che si ripete ancora e ancora, fa sì che il nostro sviluppo avvenga ad una super velocità.
(liberamente tratto da una lezione sull’articolo “The Activity of the Greatest of the Nation”)
Non c’è modo di vivere senza la mente. E’ un dispositivo messo al servizio dell’essere umano e fa parte dell’insieme dei “corpi” che costituiscono l’essere umano. Il problema sta nel fornirle un desiderio superiore sul quale essa possa concentrarsi, invece di disperdersi in mille pensieri frammentari che attirano il suo interesse. Va trattata come un bambino al quale si forniscono degli interessi, dei giochi su cui possa fermare la sua attenzione invece di fare i capricci. Se facciamo questo la mente si rivelerà un prezioso alleato per raggiungere il nostro scopo.
La mente segue il nostro desiderio e va là dove è il nostro cuore (cfr. Luce 12, 34).
Immaginiamo il cuore come diviso in due parti, una inferiore e una superiore: nel mezzo si trova il punto nel cuore ed è quello che bisogna sviluppare, lavorando sullla mente-desiderio, in modo da raggiungere lo stato di mente-superiore.
Nella realtà inferiore, quella dove si trova ordinariamente la mente, vi sono azioni singole che creano realtà personali separate e costituiscono la personalità e la vita stessa degli esseri umani. Questo senso di separazione fra le esistenze, fra la nostra vita e quella degli altri, la nostra vita e quella del cosmo, la nostra vita e quella della Creazione, è la frammentazione che crea il dolore, poichè è una frammentazione fittizia, apparente, e non della natura dell’uomo. Le persone “sentono” che la loro natura non è questa, perché tale informazione è stata immessa dall’Universo stesso, di cui tutti siamo parte; ma nello stato attuale non si riesce a percepirla che come disagio, o come dolore. Disagio e dolore che si cerca di superare riempiendo sempre più, il desiderio di assoluto, con desideri e piaceri frammentati; in questo modo il disagio è destinato a crescere a dismisura, sempre più gonfiato dall’affanno di riempire vuoti sempre maggiori.
La mente inferiore lavora per la realtà frammentata, e lo fa senza nessun piano preciso, seguendo l’onda delle emozioni e delle sempre nuove conoscenze di cui viene a contatto. La mente superiore lavora invece per la riunione delle parti, poichè è in sintonia con la Mente Unica.
L’essere umano è un essere di desiderio; ciò significa che egli vive cercando un soddisfacimento, sia esso di ordine materiale, affettivo, oppure di ordine superiore. Le tre cose potrebbero apparentemente convivere, ma questa è solo un’illusione, un inganno che gli esseri umani si trasmettono di generazione in generazione e che non ha mai funzionato: e questo non perché materia e spirito siano in antitesi e che quindi agendo sul primo si possa acquisire il secondo; ma perché sono due cose completamente diverse. Quindi, mentre si vive sul piano materiale, bisogna costruire il mondo spirituale su di un piano autonomo, imparando le leggi che regolano il mondo spirituale.
La mente superiore che noi possediamo è opposta a quella ordinaria. Bisogna distruggere la mente ordinaria “non” perchè non ci sia bisogno di una mente, ma per raggiungere la Mente. E’ dunque uno sforzo cosciente quello che si decide di compiere con la propria fede.
Lo Spirito non viene attivato dai digiuni, o dalle preghiere, o dalle buone intenzioni; tutto questo è materia. Ecco perché ci rivolgiamo alla Kabbalah come metodo per conoscere un mondo di cui non sappiamo nulla. Prima di parlare di un Creatore, dobbiamo conoscere il sistema attraverso il quale la Creazione si manifesta. Si rivelerà a noi se prima di rapportarci “oltre” la percorreremo tutta.
E’ come se ci trovassimo nel palazzo del re e prima di arrivare alla stanza del sovrano, è necessario percorre tutte le stanze che ci separano da lui. E’ questa la nostra vita materiale, percorrere il palazzo, senza soffermarci in una stanza più che in un’altra. E invece quanto siamo tentati di fermarci già nella corte! Dove le prime bellezze e comodità, dopo il viaggio, ci fanno apparire appagante ciò che in realtà non è che un’anticamera.
Cerchiamo dunque di vederci così, in cammino verso la sala del trono; quella è la nostra meta, là il sovrano ci attende. Non vi sembra sciocco perdere tempo con qualcosa di meno splendido di quello che ci attende? Certo, queste stanze le possiamo vedere, appaiono belle, e soprattutto vere; ma dicono semplicemente che la magnificenza della dimora reale è senza pari.
Quando si inizia a percepire l’amore della Creazione e l’amore per gli altri, si prova il senso della Verità. E diviene quasi una droga. Si vuole amare sempre di più, e si comprende che fino al giorno prima non vi era vera vita in noi, ma solo vita riflessa. Siamo vissuti sino ad oggi su concetti che ci sono stati tramandati da persone che non sapevano nulla, concetti astratti, con soltanto un vago senso di fare il bene, tanto per vivere senza problemi per quanto possibile su questa Terra; non soffrire molto cercando di guadagnare il massimo da ogni situazione. Per soddisfare i nostri desideri.
Ma quando scopriamo la Verità, siamo presi da un senso di leggerezza e di euforia mai provati. E’ la libertà di chi ritorna nella propria vera pelle. Figli dell’Universo nel vero senso della parola. Ora Lo comprendiamo, e siamo d’accordo con Lui.
Se amiamo stiamo bene, se amiamo capiamo, se amiamo le porte si spalancano davanti a noi. E si è già nell’eternità. Il futuro si avvicina al presente e si fonde con esso. Capire che il tempo non esiste, né per noi, né per gli altri; si è solo prigionieri delle sbarre create dall’egoismo. Capire che la Vita Infinita “esiste”, e che la sua fonte è nello stato spirituale. Scoprire che il desiderio è uno solo, cioè tornare alla vera natura, che vuol dire fondersi con il Creato. Comprendere che amare il prossimo come se stessi è un mistero che contiene tutti i misteri, e che noi possiamo penetrarli tutti, con ordine, senza confusione, guidati dalle Forze Universali.
(liberamente tratto dalla Kabbalah notturna)
Vi siete mai domandati cos’è l’amore? Vi è mai capitato di pensare: “Cosa voglio esprimere quando dico che amo qualcosa o qualcuno?”
Siamo tutti convinti che l’amore esista, desideriamo ardentemente poterlo sentire, e siamo anche preparati all’eventualità di amare qualcuno. Ma qual’è la spiegazione del concetto di amore?
Gli scienziati non lo hanno ancora scoperto veramente, anche se pensano che tutto dipenda dai geni. Ma è davvero possibile che esista un gene dell’Amore? Allora, se qualcuno fosse carente di questo gene, potrebbe non essere responsabile di questa incapacità, né di tutte le conseguenze che tale carenza può comportare?
Per ora l’unica certezza è che tutti noi amiamo ciò che ci procura piacere. Se qualche cosa ci fa soffrire o ci provoca tristezza non riusciamo ad amarla e cerchiamo, se possibile, di allontanarcene. Perciò istintivamente ci avviciniamo a qualcuno perché desideriamo stabilire con lui/lei una relazione gratificante. Ma, nell’istante in cui scopriamo che forse la cosa non ci conviene, i nostri sentimenti si raffreddano e ci allontaniamo.
L’amore è dunque quella sensazione di piacere che riceviamo dall’oggetto che ce la procura. Quindi io, persona, sono solo un desiderio: il desiderio di ricevere. E cerco qualcuno che mi dia il piacere di sentire questo desiderio soddisfatto.
Ma allora come può esistere l’amore tra due esseri umani, visto che tutti siamo soltanto un desiderio di ricevere?
Il Maestro Baal HaSulam, durante una lezione, ha spiegato che affinché l’amore esista le persone devono avere attributi simili. In tutti i mondi, in tutto l’universo, la Legge Universale si basa sull’equivalenza della forma. E in accordo con questa legge, noi sentiamo, percepiamo e capiamo solo quelle proprietà che abbiamo in comune con l’oggetto che osserviamo, percepiamo e ricerchiamo.
Se non esiste affinità tra una determinata cosa e me, sono incapace di percepirla. Se non c’è somiglianza nel modo di pensare, anche solo parziale, tra un altro essere umano e me, non potrò mai capirlo. E’ la corrispondenza dei desideri e dei pensieri la condizione per stabilire una relazione con qualcuno o qualcosa. Le persone devono somigliarsi nella loro natura profonda per stabilire un contatto; dev’esserci cioè analogia nei loro desideri e nei loro pensieri. Comparando queste due cose, si potrà determinare il tipo di legame o di amore che le tiene unite, che sarà sempre nella misura (e della durata) in cui le persone si somigliano.
In questo post voglio toccare un argomento che non solo è molto comune e molto discusso in ogni angolo del mondo ma che, per un modo o per un altro, è in grado di inserire o di togliere felicità nella vita delle persone. Intendo parlare di quel desiderio che ha a che fare con il rapporto che la persona ha con se stessa, con la fiducia nel proprio sé, con il piacersi, con la capacità di accettare il proprio corpo: ovvero del desiderio sessuale.
I Maestri kabbalisti spiegano che il desiderio delle persone verso l’altro sesso è un fatto del tutto naturale che proviene dalla spiritualità; perché solo tutto quello che esiste spiritualmente, si concretizza poi nel materiale. Quindi anche questo tipo di desiderio ci arriva da una radice molto elevata.
«L’Amore, con la sua donazione reciproca, è ciò che ci fa scoprire la grande avventura della Vita…».
E’ la “Luce della Saggezza” la fonte di tutti i nostri desideri; e il desiderio sessuale è il desiderio fondamentale, il più potente di tutti. A livello spirituale è proprio il primo desiderio, e nella vita terrena è ancora maggiore di quello relativo all’alimentazione. La ragione di questo è perché prima di ogni altra cosa si anela al ricongiungimento della parte femminile con quella maschile dell’Anima.
Spiritualmente tutti i mezzi per riempire l’Anima sono collegati fra loro: perciò soldi, onore, studi, invidia, controllo, sesso, famiglia, casa, sono tutte cose che si trovano insieme in un unico pacco, denominato “come riempire l’anima attraverso concetti spirituali”. Quindi non con la casa, la famiglia, il sesso, o l’alimentazione di questo mondo, ma con il loro aspetto spirituale.
Per questo il desiderio più potente è quello sessuale, ed è per questo che le scritture dicono che l’uomo che s’innalza spiritualmente, sente verso questo desiderio, sempre di più, sia un aiuto che un ostacolo. Quello che le persone ricevono tramite il sesso materiale è un qualcosa che viene e se ne va, che si spegne subito. Invece il sesso spirituale continua indefinitamente, ogni volta a un livello più alto, per cui sarebbe meraviglioso se si potesse capire, semplicemente, che quello che si vuole ricevere realmente dal sesso, lo si riceve spiritualmente, ad una potenza superiore, senza rinunciare alla parte materiale, ma dirigendo il proprio sforzo, la forza e tutta l’ energia allo scopo di ottenere il sesso spirituale, quello che viene chiamato “Incontro con il Creatore, con l’essenza stessa della Luce”.
In questo modo si raggiunge l’unione e la pace fra la parte femminile e quella maschile dell’Anima (ossia di noi stessi) e si sperimenta la soddisfazione eterna.
Scarabocchio di Manzoni
BUON DIVERTIMENTO!

Tutti gli esseri hanno una parte maschile ed un’altra parte femminile nel loro interno. La donna (Isha) è il sinonimo della casa (bait); e il desiderio profondo dell’uomo è sempre quello di ritornare al suo focolare, ossia alle sue radici.
I desideri vengono perciò chiamati uomo (gueber).
L’uomo che si sovrappone ai propri desideri egoistici, che utilizza cioè questi desideri per ottenere la forza spirituale, è quello che sa utilizzare sia la parte femminile che la parte maschile del proprio essere.
Considerato il presupposto che tutte le persone hanno una parte maschile ed un’altra parte femminile al loro interno, l’uomo e la donna, lavorando congiuntamente, possono molto più facilmente avanzare verso la Divinità.
La parte femminile sarà quella che darà al mondo la “mancanza spirituale” e la parte maschile sarà quella che dovrà elevare questo desiderio fino alla Matrice, ed unirsi così alla forza Superiore.
Quando la donna entra nella sua casa, essa ha l’esigenza di ottenere il sostentamento (colmare la mancanza spirituale) e l’uomo (sovrapponendosi ai propri desideri egoistici) è il mezzo per ottenerlo.
Da tutto ciò si deduce l’origine della parola donna: significa “casa” perché nel suo interno può entrare l’abbondanza.
Victor Ugo scrisse questa bellissima poesia sul binomio uomo/donna.
L’UOMO E LA DONNA
L’uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l’uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l’altare santifica.
L’uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
La luce feconda, l’amore resuscita.
L’uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.
L’uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L’eroismo nobilita, il martirio sublima.
L’uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.
L’uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l’angelo indefinibile.
L’aspirazione dell’uomo è la gloria suprema.
L’aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.
L’uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L’uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un’aureola.
L’uomo è un oceano. La donna un lago.
L’oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L’uomo è l’aquila che vola.
La donna è l’usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l’Anima.
L’uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo. Infine:
l’uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.
Se non parliamo assolutamente delle disgrazie, queste scompariranno!
Tutte le nostre situazioni sono definite dalla porzione di Luce che scende su di noi. E’ questa la scintilla che viene assegnata a tutto il mondo e ognuno di noi deve farla crescere. Questo rende positivo il presente e sviluppa la nostra positività per prepararci al nostro futuro.
Il desiderio porta l’individuo dove si riuniscono le persone simili a lui. E aiutandosi l’uno con l’altro a sviluppare il desiderio, i desideri si uniscono insieme e tutti scoprono la Luce della vibrazione Superiore.
Le persone hanno desideri che emergono dal corpo (cibo, sesso, famiglia) e desideri sociali, che invece emergono dall’ambiente (ricchezza, potere, fama, conoscenza). Ma quando sentono nascere il desiderio di spiritualità si confondono, perché questo desiderio non indica nessun “oggetto” che possa essere raggiunto. Il desiderio rimane vuoto, eppure spinge a cercare qualcosa che non si sa cosa sia.
Sul piano terreno si tratta del desiderio d’unione con i desideri simili delle altre persone, e questo perché ogni individuo è una parte di un unico desiderio; ogni persona è una scheggia di un unico grande desiderio frammentato e anche se il singolo non percepisce il nuovo desiderio come la voglia di unirsi con gli altri, col passare degli anni si renderà conto che era così.
Perciò, mentre si accorge di desiderare l’unione coi desideri simili degli altri, si risveglia anche il desiderio di percepire la Luce (creazione) che è presente nell’unione. E questo desiderio si manifesta non per ottenere l’unione, ma per riempirsi.
Baal HaSulam elenca un principio della Kabbalah, dicendo che si tratta della crescita del desiderio di scoprire ciò che è occultato. Il desiderio porta alla conoscenza della creazione; alla conoscenza dell’anima; a un mondo futuro. Ma anche all’onore personale e all’onore del gruppo. Infatti il mondo non potrebbe sopravvivere senza la rivelazione dell’esistenza di un qualcosa di Superiore a cui anelare.
Nella creazione agiscono la Luce e il desiderio, solo da loro viene composto tutto ciò che esiste. E interagiscono in modo tale da alternare il potere della Luce e del desiderio perciò, dentro di noi, sentiamo il contrasto di gioia-riempimento o di tristezza-svuotamento.
E’ quindi molto importante la divulgazione di ciò che ci circonda veramente e di cui la maggior parte degli individui non ha consapevolezza; è per questo che la gente non può controllare il suo destino, nè capire i propri obiettivi e le proprie potenzialità.
La Creazione comincia dal pensiero.
La Luce risveglia l’Anima.
Le anime sono legate all’Universo in base alla Luce.
Se la persona singola non ha forza di volontà riguardo la spiritualità, ma si trova fra persone che hanno il desiderio di spiritualità, se prova simpatia per loro essa acquisisce la loro forza di superamento, i loro desideri e le loro aspirazioni; anche se essa di per sé manca di queste forze e desideri. Ma secondo dell’importanza che attribuisce a queste persone potrà ricevere nuove forze.
(Shamati)
La cosa fondamentale che oggi si erge davanti a voi è l’unione fra gli amici. Sforzatevi in questo sempre di più perché l’unione ripaga di ogni mancanza.
Vi ricordo la potenza dell’amore degli amici, dal quale dipende il nostro diritto di esistere e secondo il quale viene valutata la misura del successo che è presso a noi. Di conseguenza liberatevi da tutte le occupazioni apparenti e fate attenzione a pensare pensieri giusti e a inventare invenzioni giuste, per unire i vostri cuori proprio in un solo cuore. Verrà così realizzato in voi lo scritto “ed amerai il tuo compagno come te stesso”, semplicemente.
Vi chiedo di alimentare l’amore per gli amici, di escogitare stratagemmi che possano accrescere l’amore fra amici ed annullare in voi ogni brama per i conseguimenti del corpo, perché questo porta solamente odio.
Iniziate ad amare il vostro amico come voi stessi, con tutte le vostre forze, a dispiacervi per la disgrazia del vostro amico ed a gioire per la gioia del vostro amico, fin quanto è possibile. E’ importante sapere che in ognuno degli amici ci sono molte scintille sante e che, raggruppando tutte le scintille sante in un solo posto, adunandosi assieme come fratelli, con amore ed amicizia, si otterrà di sicuro una elevatezza in completezza e santità molto importanti.
(Pri Hacham)
I kabbalisti dicono che siamo scesi su questa Terra per svelare un altro tipo di mondo, per permetterci di conoscere in modo intellegibile il Mondo Superiore mentre stiamo ancora vivendo qui. Di conseguenza tutti noi esistiamo in entrambi i mondi, come se fosse uno solo.
Allora, in accordo con il piano della Natura, impegniamoci a utilizzare tutto il nostro potenziale animico, studiando e ricercando, per riuscire a rivelare questa seconda parte della nostra esistenza, questo secondo mondo in cui già viviamo. Ed è importante entrare coscientemente nel mondo superiore “prima” che muoia la nostra parte fisica perché, se non lo facciamo in questo tempo, dovremo continuare la ricerca e la rivelazione della seconda parte della nostra vita nel prossimo ciclo di incarnazioni.
Ogni persona impara a poco a poco ad ascendere dal livello più basso, il nostro mondo, dove ogni cosa è nascosta, fino al livello più alto, che viene detto “il livello dell’infinito”, dove ogni cosa è invece svelata. I gradini dell’ascesa sono chiamati “mondi” e riflettono la misura dell’eliminazione dei nostri desideri. Lo sviluppo dell’anima è analogo allo sviluppo di un bambino: attraverso il desiderio di crescere attiriamo su di noi la Forza che ci migliora.