La filosofia indiana insegna che tutti gli esseri umani, quando nascono, portano impressi nella propria coscienza differenti residui karmici, sotto forma di tendenze ed istinti. Questi residui costituiscono le eredità caratteriali, positive o negative che faranno parte integrante della personalità e del comportamento nella vita attuale.
Ma altre importanti impronte, provenienti dalla famiglia di origine, dall’ambiente e dall’educazione ricevuta, si assommeranno e influenzeranno ulteriormente la coscienza dell’individuo. E questo complesso bagaglio contribuirà a condizionare, in modo positivo o in modo negativo, il nostro passaggio su questo pianeta.
Stiamo parlando del Samsara (dal sanscrito “scorrere insieme”), ossia dei cicli di rinascita ai quali tutti siamo soggetti, in quanto la nostra mente è potenzialmente “indisciplinata”. “Raccogliere ciò che si è seminato” è qui assolutamente vero e ineluttabile…..ma solo fino al momento in cui, esaurito tutto il karma e senza crearne di nuovo, ci si potrà liberare dal vincolo delle nascite.
I condizionamenti negativi ci opprimono emotivamente e mentalmente? Le tensioni ci limitano energeticamente e psicologicamente influenzando le nostre relazioni sentimentali, famigliari, sociali e professionali? Ebbene non possiamo dare la colpa a nessuno, perché siamo esattamente quello che abbiamo in precedenza costruito.
A questo proposito ci arriva un aiuto anche dallo Yoga; la sua filosofia insegna che è proprio da questa base, che è proprio dalla vita attuale che possiamo evolverci ed elevarci al di sopra delle sofferenze, considerando che ognuno di noi dipende dalle energie messe in moto dalle proprie azioni e dai propri istinti.
Con un piccolo sforzo di volontà ci accorgeremo che solo l’azione saggia può condurci verso il benessere e l’armonia e sviluppare in ognuno quella forza interiore che aiuta a discriminare e ad agire positivamente. Potremo così purificare la Coscienza (e di conseguenza il karma) e diventare finalmente padroni della nostra vita e del nostro destino.
I grandi Veggenti del passato dicevano: ”sviluppare la Forza Vitale, ampliare la Conoscenza ed espandere la Coscienza sono le tre componenti fondamentali per riuscire a conseguire la Consapevolezza totale e ottenere così la Serenità, l’Illuminazione e la Realizzazione finale tanto desiderata”.
Cominciamo!
Se non parliamo assolutamente delle disgrazie, queste scompariranno!
Tutte le nostre situazioni sono definite dalla porzione di Luce che scende su di noi. E’ questa la scintilla che viene assegnata a tutto il mondo e ognuno di noi deve farla crescere. Questo rende positivo il presente e sviluppa la nostra positività per prepararci al nostro futuro.
Il desiderio porta l’individuo dove si riuniscono le persone simili a lui. E aiutandosi l’uno con l’altro a sviluppare il desiderio, i desideri si uniscono insieme e tutti scoprono la Luce della vibrazione Superiore.
Le persone hanno desideri che emergono dal corpo (cibo, sesso, famiglia) e desideri sociali, che invece emergono dall’ambiente (ricchezza, potere, fama, conoscenza). Ma quando sentono nascere il desiderio di spiritualità si confondono, perché questo desiderio non indica nessun “oggetto” che possa essere raggiunto. Il desiderio rimane vuoto, eppure spinge a cercare qualcosa che non si sa cosa sia.
Sul piano terreno si tratta del desiderio d’unione con i desideri simili delle altre persone, e questo perché ogni individuo è una parte di un unico desiderio; ogni persona è una scheggia di un unico grande desiderio frammentato e anche se il singolo non percepisce il nuovo desiderio come la voglia di unirsi con gli altri, col passare degli anni si renderà conto che era così.
Perciò, mentre si accorge di desiderare l’unione coi desideri simili degli altri, si risveglia anche il desiderio di percepire la Luce (creazione) che è presente nell’unione. E questo desiderio si manifesta non per ottenere l’unione, ma per riempirsi.
Baal HaSulam elenca un principio della Kabbalah, dicendo che si tratta della crescita del desiderio di scoprire ciò che è occultato. Il desiderio porta alla conoscenza della creazione; alla conoscenza dell’anima; a un mondo futuro. Ma anche all’onore personale e all’onore del gruppo. Infatti il mondo non potrebbe sopravvivere senza la rivelazione dell’esistenza di un qualcosa di Superiore a cui anelare.
Nella creazione agiscono la Luce e il desiderio, solo da loro viene composto tutto ciò che esiste. E interagiscono in modo tale da alternare il potere della Luce e del desiderio perciò, dentro di noi, sentiamo il contrasto di gioia-riempimento o di tristezza-svuotamento.
E’ quindi molto importante la divulgazione di ciò che ci circonda veramente e di cui la maggior parte degli individui non ha consapevolezza; è per questo che la gente non può controllare il suo destino, nè capire i propri obiettivi e le proprie potenzialità.
La Creazione comincia dal pensiero.
La Luce risveglia l’Anima.
Le anime sono legate all’Universo in base alla Luce.
Ancora verrà un tempo dove tutti saranno felici. Ancora verrà un tempo di gioia e di serenità.
Nel mondo energie guaste sempre ci saranno, ma nel cuore di chi guarda in alto nascerà ancora il messaggio d’Amore Vero, che andrà versato a coloro che sanno ascoltare.
A tutti sarà data apertura della parte vasta, detta Anima Universale. A tutti verrà aperto il giusto aspetto per avere una grande e vasta visione. Tutti saranno guardati da entità che aiuteranno nel percorso spirituale.
La vita di ognuno è guidata da entità numerose, ma ogni vita andrà sempre versata verso ciò che è dominato da un grande, giusto e vasto amore. Verrà così un giorno in cui sarete guidati da un solo grande dio e allora verrete guariti da ogni vostra guasta e dolente azione.
Amate dando nuove speranze a coloro che sono ancora nella notte della mente. Un giorno radioso nascerà in ogni destino, così come dopo ogni notte arriva la Luce del mattino.
Kivres
In Egitto il nodo è un simbolo molto importante. La croce della vita (Ankh) è in realtà un nodo con tre anelli distesi; e Ren, il nome che rivelava la natura delle cose, è rappresentato con un anello serrato da un nodo.
Anche al nome gli Egizi danno grande importanza, attribuendogli un potere reale. Il nome Ren, per esempio, è legato all’idea di un ritmo ciclico, simboleggiato da un nodo avvolto alla corda continua di quel destino che determina gli eventi della persona.
E così come Osiride viene definito “il tutto”, colui che collega tutto ed è legato a tutto, a sua volta il nodo è tutto, è il cammino che allaccia ogni cosa, e diventa l’archetipo di ogni simbolo in grado di rivelare l’unità delle cose esistenti.
Non bisogna però confondere il simbolo del nodo con l’immagine comune del nodo. Simbolicamente è l’idea di un qualcosa di misterioso che racchiude ogni significato del tutto, mentre l’immagine reale può avere significati diversi.
Inoltre, il modello simbolico si diversifica in due diversi modi, presentandosi sia come un dedalo (ossia un tutto chiuso e incomprensibile), sia come un Logos (a significare l’unione infinita delle cose).
Ma finché la nostra mente non riesce a scoprire il rapporto che esiste fra questi due tipi di nodi, cioè fra la capacità di imprigionare e la capacità di liberare, il simbolo del nodo rimarrà ancora un’oscura magia.
La vita è molto bella, se delle persone vivono male e soffrono la vita è ugualmente bella, la vita è tutto il mondo, la vita ti fa andare avanti, ti fa maturare e soprattutto la vita è un sentimento. Un bimbo che ha sofferto tutta la vita può pensare: “La vita a me a che serve?“, un bambino che invece è fortunato e allegro può pensare: “Che bella la mia vita!“.
No, non è così la vita, è la vita, è il destino che fa venire cose belle e cose brutte, ma la vita è la cosa più splendida. La vita è come un paese che cambia ogni giorno, la vita è la convivenza di ogni essere vivente sulla Terra. Ci sono persone rosa, gialle, nere ma la vita anche se cambia sempre è un solo cielo è un solo fiore, per la vita tutto è uguale.
La vita si deve accettare così, è inutile che una persona dice cose brutte sulla sua vita perché ha sofferto, non vuole continuare a vivere, ma per me è così, dopo una vita brutta di una persona, vedrai che per ogni essere vivente ci sarà una vita splendida, ma non splendida di successo ma splendida d’amore, di gioia, di bontà.
La vita per me è bellissima, è un sentimento. Tutti prima o poi dovremo morire, ma la vita non morirà mai. Quando uno, una persona sta seduta al tavolo e vede una macchia, quella macchia ha vissuto con noi. Viva la vita che ci fa vivere!
Elisa - 9 anni
Con l’aumento della consapevolezza, la mente aumenta la capacità di trasformare i processi nocivi in processi sempre più benefici: maturando la propria capacità di comprendere, la mente trasforma le condizioni di vita in circostanze sempre più benefiche per il progresso personale, migliora cioè la qualità dei propri processi relativi a ciò che lei stessa definisce vita.
La mente pienamente consacrata alla ricerca della propria reale Identità Superiore può trascendere ogni destino avverso, vale a dire ogni ostacolo alla personale evoluzione. La mente non abbastanza consapevole è anch’essa creatrice del proprio destino, ma il più delle volte di un destino non voluto e qualitativamente avverso.
(liberamente tratto da “Alla Ricerca della Reale Identità-articoli”)