Apr
22
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 22-04-2009

La Kabbalah racconta che il mondo intero, così strano nella sua bellezza e così vario, sia emerso dall’unicità della creazione. Questa unicità è indiscussa ed assoluta, poiché la dualità in cui ci troviamo non può paragonarsi all’Uno, né discuterlo. Ma anche le dualità sono nate all’interno di quell’Uno, e si sono create dalla molteplicità dei livelli di realtà che sono stati  mostrati. Questi vari stadi, o aspetti dell’unico Io Divino, vengono chiamati dai kabbalisti Sefirot.
Il racconto di come il molteplice è emerso dall’Uno viene narrato in un modo molto particolare, quasi drammatico, basandosi sul concetto che in qualche punto del processo creativo c’è stata un’imperfezione e l’unità Divina si è spezzata in due. E adesso, sia nel cosmo che nell’anima dell’uomo, tutto è alla ricerca di quell’armonia perduta.
Il mistico, o kabbalista, è colui che ora può intraprendere il viaggio che ripercorre, a ritroso, l’iniziale procedimento divino; e durante questa splendida avventura contemplativa, egli aiuta a riparare il danno avvenuto e a ristabilire l’equilibrio sia nel mondo che nell’anima.
Le Sefirot sono una serie di emanazioni, originarie degli stadi in cui l’Io divino esce dal mistero assoluto (il senza fine o infinito) e ne emerge come quel Dio così personale e complesso, maschio e femmina allo stesso tempo, che a Sua volta crea tutti i mondi inferiori.
Sono dieci i livelli in cui fluisce la divinità, e sono esistiti ancor prima della creazione di tutta la storia. Essi sono i “sentieri” formati dall’emanazione originale che precedette la Creazione, e  anche ora essi continuano ad essere i canali dell’energia divina, attiva in ogni momento.
Il flusso dell’energia attraverso i livelli delle Sefirot è infinito e bidirezionale e le stesse Sefirot fungono da stadi dell’ascesa spirituale.

Nel prossimo post parlerò più diffusamente di queste dieci emanazioni.

Feb
16
Filed Under (Psicologia) by Hadraniel on 16-02-2009

Image Hosting by Picoodle.com…e tu lo sai che ti sento. Sia che tu mi sia vicino, sia che tu sia distante.

La parola “empatia”, dal greco en “dentro” e pathos “sentimento”, è la capacità di offrire la propria attenzione ad un’altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali, immedesimandosi senza sconfinare nell’identificazione. E’ quella caratteristica che fa accettare ogni aspetto dell’altra persona, ogni sentimento espresso o non espresso, ma senza nessun tipo di giudizio. Soltanto grazie a questa assenza di giudizio si potrà avere una comprensione empatica di quanto l’altro “sente”, e allora l’incontro sarà un incontro evolutivo, di due anime che comunicano e che si comprendono.
Entrando in relazione empatica con gli altri impariamo una grande lezione di umiltà e di amore incondizionato, dalla quale potremo trarre molto giovamento, e uscirne addirittura arricchiti e trasformati. La natura umana è un organismo fatto di corpo, emozioni e spirito, all’interno dei quali circola una grande forza, una grande energia interiore; questa forza, oltre ad essere l’indispensabile spinta vitale di tutti gli organismi viventi, è anche la base dell’evoluzione, sia dell’uomo che della natura.
Fai della tua vita una serie infinita di incontri empatici, trasformala in un flusso continuo di sensazioni e di partecipazioni condivise. Diventa un “innamorato” della vita e di tutto ciò che vive; aprirai così il tuo spirito alla ricerca della verità e di quell’Energia Infinita da cui tutto proviene.

E’ questo il segreto dei grandi terapeuti:

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E dei grandi leader:

“Cosa state aspettando?” chiese ad un gruppo di persone assiepate lungo una strada. “Non sai? Un grande re passerà di qui e vogliamo vederlo.” “Un grande re? E quanti re ha fatto?” chiese lui. “Un re fare altri re?” gli replica l’uomo attonito. Ma il giovane lo guarda e dice: “Quelli che voi considerate re non lo sono. Un vero re è colui che fa diventare tutti re. È colui che governa la propria vita ma non la vita degli altri, e invece li aiuta a governarsi da sé. Venite con me e vi dirò il segreto per diventare dei veri re”.
E insieme giunsero in un’altra località, dove tanta gente stava intorno ad una statua. “Chi rappresenta?” chiese il giovane sadhu. “Non sai che questo è il nostro grande leader? Gli stiamo rendendo omaggio nel giorno della sua nascita”. “Un grande leader? E quanti leader ha fatto?” L’uomo, confuso dalla domanda, gli ribatté dubbioso: “Un leader fare altri leader? Questo è un leader perché ha dato vita a un buon sistema sociale e milioni di persone sono diventati suoi seguaci”. Allora il giovane spiegò: “Un vero leader è colui che fa diventare tutti leader. Un vero leader sa che ogni persona è un potenziale leader in grado di governare la propria vita. Un vero leader non dice “Seguitemi”, ma “Seguite voi stessi”. Venite con me e vi dirò il segreto per essere anche voi dei grandi leader”.

(racconto buddhista)

Gen
31
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 31-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comIl sole contiene l’intero spettro di luce, perciò stare al sole per breve tempo e con il minor abbigliamento possibile è considerato da sempre un ottimo mezzo terapeutico, supponendo che il nostro corpo assorbirà i colori di cui ha bisogno, respingendo gli altri che non servono. E’ quindi il colore dello spettro solare ad avere proprietà terapeutiche e non il calore, che invece ha una funzione assolutamente marginale.
Ma quando il sole non è disponibile si possono adottare altri sistemi, fra l’altro usati da tempi antichissimi. Perché la cromoterapia è nata con le prime malattie dell’essere umano. Nel medioevo si usavano stoffe colorate a scopo terapeutico, e tutta la medicina antica si affidava alla luce e ai colori, anche facendo uso di pietre o vetro colorato. Perfino le vetrate delle chiese si diceva avessero proprietà benefiche, poiché i vetri cattedrali contenevano il rosso, il porpora, il verde e il giallo, e filtrando i raggi del sole li proiettavano sugli infermi unendosi alle preghiere e alla musica, per stimolare la guarigione.
Gli archeologi hanno trovato prove che confermano l’esistenza della cromoterapia anche nell’antico Egitto, dove il guaritore scopriva di quale colore fosse carente il paziente e lo poneva nella stanza corrispondente. Anche gli egizi usavano le gemme come terapia colorata e vi aggiungevano i profumi per elevare le vibrazioni; e i cinesi usano da sempre i colori per attivare l’essenza fisica, mentale e spirituale delle persone.
Le proprietà curative delle antiche vetrate nelle chiese non furono dimenticate, e nel secolo scorso nacquero sistemi terapeutici che usavano vetri colorati, inseriti nelle finestre delle case, scelti in base alle necessità di chi vi abitava. In sostituzione dei vetri venivano anche usati degli schermi di plastica colorata. Altra possibilità (anche perché sono reperibili in più sfumature colorate) sono i fogli di cellophan o gli schermi di gelatina colorata, questi ultimi usati nei teatri per i riflettori.
Anche l’acqua, messa in bicchieri colorati ed esposta per almeno mezz’ora al sole o a una luce forte (100 watt) ha un’azione terapeutica simile. E per i più pigri ci sono gli occhiali con le lenti colorate, inforcati stando comodamente seduti al sole o in casa, sulla poltrona preferita (in questo caso distanti almeno 1 metro da una forte fonte di luce artificiale).
In sintesi, è importantissimo nutrire il corpo con il colore, tramite la luce del sole o quella artificiale; e non c’è neppure il pericolo di metterne in eccesso, perché quando il corpo ha ricevuto la quantità di luce colorata sufficiente a correggere il problema si rifiuta di assorbirne ancora. Mentre se andiamo in eccesso con del cibo di un dato colore il corpo va in squilibrio.

Gen
21
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 21-01-2009

Image Hosting by Picoodle.com C’è un limite alla nostra osservazione dell’Universo? Certamente. Vi sono oggetti, nello spazio, la cui luce non ha ancora raggiunto la Terra. Ma l’Universo non finisce all’orizzonte della nostra visuale; e allora cosa ci sarà “dall’altra parte”? Forse ci saranno pressapoco le stesse cose che vediamo intorno a noi, ci saranno stelle, ci saranno galassie…..oppure nella parte che non vediamo ci sarà qualcosa di differente? Fino a poco tempo fa, si pensava (e si dava per scontato) che l’Universo fosse ovunque più o meno lo stesso, ma le ricerche più recenti pare abbiano radicalmente cambiato questo concetto.
Alex Vilenkin parla di nuove scoperte: sembra che il nostro Universo sia nato da una bolla che, da minuscola qual’era, si è poi inflazionata, ossia si è espansa ad una velocità inimmaginabile (big bang) e che poi, raffreddandosi, si è per così dire stabilizzata, formando al suo interno le galassie e quello spazio cosmico che vediamo pieno di stelle luminose.
E mentre questo succedeva al nostro Universo altre bolle, miriadi di bolle, continuavano e continuano la loro folle espansione, creando tanti Big Bang, che altro non sono che palle di radiazioni e materia infuocata innescate dall’energia dell’espansione. Nel frattempo cresce, ancora più velocemente, lo spazio fra queste bolle di fuoco (forse è per questo che c’è poca probabilità che le bolle si scontrino), dando vita a quello che tecnicamente si chiama “inflazione eterna”.
Perciò tutti noi viviamo in una particolare bolla, in un Universo a se stante, e siamo separati dagli altri universi che si vanno a creare. E per di più, di questo nostro spazio, ne scorgiamo solo una piccola parte.
Ora però sappiamo che a causa dell’inflazione eterna quello che è accaduto al nostro universo può accadere un infinito numero di volte in qualche altra parte del cosmo, creando storie di vita simili o addirittura identiche alla nostra.
Entra così in gioco la teoria dei “doppi”. Ma da qui a “provarlo” passerà ancora un bel po’ di tempo.

Gen
16
Filed Under (Olistica) by Hadraniel on 16-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comLo stato di salute è uno stato armonico di tutto l’organismo, di un organismo che ha dei buoni rapporti con se stesso e non è sempre concentrato a criticarsi. Essere in buona salute vuol dire approfittare di un bel panorama, apprezzare un profumo, riuscire a cogliere una serie di cose che sono assolutamente gratuite. Lo stress invece chiude le percezioni e fa perdere tutta una serie di importanti sfumature. Osservando gli animali ci accorgiamo che essi manifestano all’istante le loro emozioni, non hanno perciò molti dei disturbi dell’essere umano perché scaricano subito le loro tensioni, in un modo o nell’altro; ma il punto più importante a loro favore è che sanno trovare appagamento nelle cose più semplici e naturali.
La malattia è dunque la conseguenza, il risultato, di un atteggiamento mentale, di cui il sintomo è solo lo specchietto esterno; perché il disagio non si manifesta subito sul fisico, ma prima compromette l’armonia psicologica, poi si manifesta economicamente (sull’energia), e solo infine arriva al livello fisico. Quindi, se ci occupiamo prima di ogni altra cosa di curare la mente, potremo stare sicuramente meglio.
Ma cosa vuol dire curare la mente? Anzitutto vuol dire rimettersi in armonia con i ritmi della natura. Per fare un esempio attuale: nel periodo invernale per autoriscaldarci consumiamo più energia, perciò dovremmo andare a dormire prima che nel periodo estivo, periodo quest’ultimo in cui il calore esterno può sopperire al sonno più breve. Ed è fondamentale dormire al buio e per quanto possibile senza rumori; così pure è importantissimo alimentarsi in modo sano, con cibi non trattati e cucinati nel modo più semplice. E’ necessario stare di più all’aria aperta e fare più movimento. Bere molta acqua per eliminare le tossine. E soprattutto…avere sempre pensieri positivi.
La malattia non è altro che un messaggio: il più semplice potrebbe essere che siamo stanchi e vogliamo riposare. In ognuno di noi c’è il seme della guarigione ma da solo non può germogliare, anche se ha tutta la forza per farlo. Una qualsiasi persona che ci aiuta (noi stessi compresi), rappresenta la terra che farà germogliare quel seme.
Freud diceva che quando una persona si ammala, si ammala in toto: la malattia del corpo è la malattia dell’anima e viceversa. E’ per questo che gli stregoni usavano ( e usano ancora) dei rituali per curare: servono a riaccendere le capacità autoguaritrici nelle persone.

Gen
04
Filed Under (Alchimia, Olistica) by Hadraniel on 04-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comIl Sole governa il cuore e la milza, agisce sul sistema nervoso cerebrospinale, sul sistema circolatorio e sugli occhi.
In alchimia il Sole è rappresentato da un metallo, l’Oro, e diventa l’Elisir Rosso, l’Oro Potabile, con un potere curativo universale. La sua soluzione può essere usata con qualsiasi altro elemento, sia esso vegetale, animale, minerale o metallico.
Facciamo l’esempio di una persona che ha bisogno di assumere l’estratto di una particolare pianta per curare il fegato; se vi aggiunge l’Oro Potabile amplifica moltissimo il potere curativo della pianta in questione. Avverrà così che il potere curativo dell’Oro Potabile verrà portato al fegato attraverso l’azione della pianta usata, mentre le virtù curative della pianta saranno fortemente esaltate dalla vitalità dell’Oro.
Nella medicina olistica l’Oro Potabile è una sostanza meravigliosa e fondamentale per ogni situazione, perché la sua natura è universale. Ma soprattutto è eccellente per il cuore e per tutte le indisposizioni ad esso collegate; e allo stesso modo è in grado di controllare le malattie degenerative.
L’oro è immune da tutti i processi che si svolgono normalmente sulla Terra, e che consistono nella distruzione della  lucentezza, della resistenza, della malleabilità e della coesione interna; e tutto ciò tramite l’ossidazione, la calcificazione e la polverizzazione. E’ per questo che l’oro è considerato un metallo nobile, il più nobile dei nobili.
I metalli non nobili sottostanno all’erosione, alle forze telluriche, perdono colore e luce, e le energie radianti diventano libere tramite questi processi degenerativi. In particolar modo con l’ossidazione, che altro non è che una lenta combustione avvenuta grazie ad ogni unione con le sostanze materiali della Terra. A causa di questo processo una parte della natura cosmica va perduta, ed è per questo che l’alchimista la dovrà poi aggiungere.
L’oro non può mai perdere questo aspetto cosmico.

Nov
30
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 30-11-2008

Image Hosting by Picoodle.com«Se tu lo costruisci, egli verrà.»
Questo sussurro dall’oltretomba nel film del 1989, L’Uomo dei Sogni (titolo originale Field of Dreams), ha portato il personaggio di Kevin Costner a riorganizzare la propria vita in modo tale da poter costruire un campo da baseball. Facendo questo, egli ha consentito a giocatori di baseball defunti, di comparire miracolosamente e giocare una partita di baseball che non avevano avuto la possibilità di giocare nel corso delle loro vite. Ma soltanto il personaggio di Costner poteva vedere i giocatori di baseball; egli era l’unico a poter interagire con loro.
In modo simile a questo, i kabbalisti affermano che se noi costruiamo un posto per il Supremo, egli emergerà in questo posto e lo riempirà. Ma soltanto la persona che costruisce questo posto sarà in grado di sentirlo e di interagire con lui.
A differenza della misteriosa voce del film, la chiamata a costruire un nuovo “posto” per l’energia Superiore inizia con una sensazione: un’attrazione verso qualcosa di sconosciuto, al di là dei confini di tutta la nostra esperienza di vita. Cominciamo a cercare qualcosa senza sapere esattamente che cosa è. Ci poniamo domande come: “Qual è lo scopo della mia vita?” “Da dove vengo e dove sto andando?” e sentiamo che dobbiamo avere le risposte.
La ricerca di qualcosa di sconosciuto indica che un nuovo desiderio si è risvegliato in noi, ed è il desiderio di scoprire la fonte della vita. E questo desiderio è appunto il “posto” in cui l’energia suprema finalmente si rivelerà.
Questo non è un posto fisico, ma un luogo all’interno della nostra interiorità. Si tratta di un desiderio nei nostri cuori che i kabbalisti chiamano “il punto nel cuore”, che cresce gradualmente da un piccolo punto fino ad un intero “posto” dove il Tutto diventa rivelato. Questo posto, che affiora come un punto nel cuore, poi cresce fino a divenire “l’anima”, che è il vaso che accoglie la presenza suprema.
La kabbalah spiega che nessuno è nato con un’anima completamente sviluppata. Si tratta piuttosto di qualcosa che creiamo gradualmente. Il nostro desiderio iniziale di qualcosa di nuovo e sconosciuto è un primo “punto” dell’anima, che può essere sviluppato e diventare un’anima pienamente cresciuta, sempre esistente. Portando un esempio materiale, può essere paragonato al piccolo punto di un feto, come si vede nelle ecografie dopo soli due mesi del suo sviluppo nel grembo.
Tuttavia, a differenza di un feto che si sta sviluppando per diventare un bambino, un punto del cuore non si sviluppa per diventare un’anima mentre noi restiamo seduti ad aspettare che il processo di sviluppo faccia il suo corso, ma il processo di sviluppo del nostro “punto nel cuore” dipende completamente da noi. Dipende dalla nostra partecipazione attiva e dagli sforzi che facciamo per costruire questo “posto”. E nella misura in cui noi facciamo in modo che il punto iniziale cresca, cominciamo a sentire l’energia suprema all’interno di esso.
Che cosa accade quando la crescita è completata, quando il “posto” è pronto? Il Mondo Superiore, la Forza Suprema si manifesta immediatamente in esso e riempie questo desiderio con sensazioni di eternità e perfezione. Queste sensazioni provengono dalla connessione con la Fonte della nostra vita, che è perfetta ed eterna. E ad un certo punto riusciremo a percepire questo anche nei desideri degli altri!

(liberamente tratto dalle lezioni kabbalistiche)

Nov
14
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 14-11-2008

Image Hosting by Picoodle.comL’anima è un’entità unica e multiforme e nella sua essenza è sia parte del divino che manifestazione della divinità nel mondo.
L’anima singola è il frutto di combinazioni fra centinaia di migliaia di possibilità e tutto si realizza nella sfera dello spirituale e dell’astratto. L’opera più importante dell’anima, tuttavia, avviene nel suo contatto con la materia. Un rischio che viene accettato per poter poi intraprendere l’ascesa verso l’alto, che non potrebbe essere affrontata senza questo passaggio.
L’anima quindi può essere interpretata come una linea ininterrotta di contenuto spirituale, che si estende dalla sorgente comune di tutte le anime fino al corpo di una persona, da dove distribuisce vita ed energia. In altre parole l’anima stimola l’esistenza in termini di forza vitale e agisce come sorgente della capacità umana di unirsi al Superiore.
Mentre fornisce al corpo energia e vita l’anima prende e impara da lui qualcosa, ossia le sue abilità fisiche, i suoi canali di percezione, i vari legami con i mondi materiale e immateriale, e attraverso il corpo pensa, percepisce, sente ed agisce.
Dunque corpo e anima sono reciprocamente e ineluttabilmente attratti e insieme creano la personalità, un’istanza questa che è diversa in ogni essere e perfino nella stessa persona, perchè crescendo l’individuo diventa sempre più consapevole del suo potenziale spirituale.
Il progresso verso la perfezione dipende perciò dalla nostra capacità di elevarci al livello di una identificazione con quella parte superiore della stessa anima che è più vicina al livello spirituale.
Ogni persona è una sorgente di Luce, una scintilla, una parte che contiene qualcosa dell’intero, e proprio per questo la totale pienezza della Luce può essere raggiunta soltanto attraverso un grande sforzo.

Nov
07
Filed Under (Noi e la Fonte, Vibrazioni) by Hadraniel on 07-11-2008

“Nel nostro Spirito non esiste concetto che non sia prima dato dai sensi” (Aristotele).

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La cosa che dobbiamo imparare è trovare il modo giusto per associare quell’energia Superiore (che possiamo chiamare Dio) a noi stessi; in fin dei conti siamo uno, siamo una cosa sola, anzi, siamo “la stessa” cosa.
Per gli Indiani, il ragno e la sua tela sono delle metafore del Principio Divino che, al di fuori di sé, dà origine al mondo della forma. E’ notevole come questa metafora sia applicabile perfettamente alla nostra realtà. Noi tutti siamo avviluppati nella tela del “nostro” mondo, un mondo creato da noi stessi, così come il ragno crea da sé la propria ragnatela. Ma tutto questo è maya, ossia quell’illusione in cui tutti nuotiamo.
Per questa ragione lo yogi impara a visualizzare la propria struttura interiore come se fosse una ragnatela: lui stesso ne è sia il centro che l’origine, e in questo modo riesce a liberarsi dall’imprigionamento creato dal suo inconscio più profondo.
Persino il mandala, una forma circolare così piena di figure, oppure quel diagramma lineare che viene suddiviso in macrocosmo e microcosmo e che è pieno di simboli raffiguranti le forze divine, sono rappresentazioni metaforiche della creazione.
Ricreando all’esterno di noi (nei disegni), o al nostro interno (con meditazioni specifiche), queste visioni simboliche, possiamo imparare a comprendere la genesi e la morte del mondo come processo di cui noi stessi rappresentiamo sia il centro che l’origine.

(liberamente tratto da: Philosophies of India)

Nov
01
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 01-11-2008

Image Hosting by Picoodle.comLa Fonte Universale è presente ovunque attraverso le sue molteplici energie. Come l’energia elettrica si manifesta nella luce di una lampadina, così l’onnipresenza di quel qualcosa da cui tutto proviene brilla e diventa percettibile, qui sulla Terra, attraverso i devoti puri, ossia di quelle persone che sono prive di ogni desiderio se non quello di servire quell’Energia d’Amore. Tali devoti percepiscono la presenza della Fonte ovunque e vedono ogni cosa come una manifestazione dell’Entità Suprema.
I luoghi sacri sparsi nel mondo hanno la funzione di purificare da ogni contaminazione la coscienza degli uomini, poichè offrono loro un’atmosfera che è satura della presenza di quest’Energia Superiore. Chiunque visiti un luogo sacro dovrebbe innanzi tutto cercare i devoti che da molto tempo vi risiedono e che sono già purificati, ascoltare i loro insegnamenti e sforzarsi di metterli in pratica. L’Energia Universale è sempre vicina a questi devoti perchè le loro azioni sono assolutamente disinteressate; il loro percorso è semplice: prima ascoltano da antichi saggi ciò che riguarda la Fonte Suprema e poi ne cantano e ne scrivono le lodi, senza chiedere nulla in cambio. Semplicemente, con le loro azioni, i devoti puri hanno il potere di trasformare qualsiasi posto in un luogo di pellegrinaggio, che diventa tale grazie alla loro presenza. In quei luoghi ogni contaminazione scompare, e tanto più scompare da quei luoghi che sono sacri ma che sono stati resi impuri energeticamente dalla presenza di coloro che cercano di trarne un profitto personale, ingannando gli altri.
Tutti gli esseri umani sono sottoposti alla legge del karma, che costringe a subire le conseguenze di ogni azione, ma è possibile che in alcuni casi gli effetti vengano modificati. Di solito questo avviene per i devoti puri e la storia ci offre centinaia di esempi di questi mutamenti karmici.