Set
01
Filed Under (Incontri) by Hadraniel on 01-09-2009

Image Hosting by imagefra.meRecentemente da alcuni scienziati è stato ipotizzato che la Terra sia cava , quindi  vuota all’interno, e con una specie di piccola stella centrale fatta di plasma e gas. Questa teoria trova riscontro, da moltissimo tempo, anche nelle leggende di molti popoli antichi, tra cui i tibetani, gli egiziani, i greci, gli indiani, e molti altri popoli. Praticamente tutti gli scritti di questi popoli, nonché le loro tradizioni, parlano di un misterioso mondo sotterraneo popolato da civiltà evolute. Queste persone, dicono le leggende, sono simili a noi esseri umani ma vibrano su piani dimensionali diversi, più evoluti del nostro. Sembra persino che alcune di queste persone possano agire in mezzo a noi, per aiutarci. Considerando che le ricerche fatte dagli studiosi sono rivolte in tal senso, forse possiamo cominciare anche noi profani a vagliare questa ipotesi. L’esploratore polacco F. Ossendowski in un suo viaggio in Asia, nel 1923, affermò di aver avuto delle informazioni da parte di alcuni Lama e di un principe mongolo, tale Ciultun Bejli, che descrivevano un regno sotterraneo, un mondo fatto di lunghe gallerie situate sotto tutta l’Asia, nelle zone del Tibet, in Mongolia, sotto il Deserto di Gobi estendentesi poi a il mondo, e le cui entrate, ovviamente nascoste, si trovano in diversi luoghi del pianeta; questo sarebbe il famoso regno sotterraneo di Agharti. Esistono tante storie che narrano di questo misterioso popolo di Iniziati governati dal Re del Mondo, il mitico sovrano di Agharti.
Per saperne di più guardate questo video.

Lug
09
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 09-07-2009

Image Hosting by Picoodle.comNel campo spirituale, più si chiede e più si ottiene. Bussare incessantemente alla porta dell’Universo spalanca senza dubbio la strada verso l’abbondanza. La Creazione ha già tutto  pronto, e vuole solo il nostro desiderio e la nostra richiesta. Non deve inventare nulla, perché tutto è già preparato e perfetto nel Mondo Superiore, il mondo dell’Emanazione Primaria, quello dove risiede la perfezione e al quale noi tutti siamo chiamati.
Le nostre richieste di Luce, se sono forti, verranno esaudite; e sicuramente arriverà la risposta che attendiamo. Dobbiamo soltanto avanzare la richiesta, tutto il resto viene fatto “da sopra”; per questo il risultato è certo. C’è solo da percorrere un Sistema che è già preparato in anticipo per questo; è quello lo scopo della Creazione, non ve ne sono altri, e noi siamo qui solo per imparare ad essere come l’Amore di tutto ciò che E’.
L’Universo vuole darci molto più di quanto pensiamo. Vuole darci l’assoluto, il tutto, per diventare una cosa sola con lui. Le richieste e le ambizioni terrene più grandi sono così insignificanti al cospetto del Tutto! Crediamo di volere chissà cosa, e invece chiediamo solo briciole, fosse anche tutta la ricchezza, l’onore e la potenza del mondo.
Oltretutto, le nostre richieste materiali sono irrazionali. Crediamo siano dettate dal buon senso e dall’intelligenza perché chiediamo cose che servono a noi e agli altri per fare una “buona” vita, e al contempo ci preoccupiamo di non riuscire a raggiungerle o di non averne abbastanza. Ma che senso ha? La risposta a questo interrogativo è sempre la stessa: “Cos’altro si può fare? Questa è la vita, bisogna vivere al meglio, comportarsi “bene”, non fare del male, costruire qualche cosa…..ma è tutto qui”. E’ definibile intelligenza questo?
Davanti a questo “strategico” piano terreno immaginiamo che l’Energia Superiore da cui deriviamo si erga ipoteticamente in tutta la sua magnificenza e dica all’essere umano: ”Tu sei stato creato come un dio, e tale devi diventare. Io ti porterò a me, volente o nolente, perché questo è il mio Piano, che sovrasta il tuo quanto nemmeno puoi immaginare. Se sarai “volente” non ci sarà più dolore per te, sin da ora, perché trasformerò te, e dunque la tua vita, immediatamente. Chiedi, e ti darò in possesso tutto”.
Chi segue le leggi “razionali” della vita materiale esegue solo le leggi irrazionali imposte dagli altri, dalla società; crede di essere libero ma fa la scelta obbligata di seguire le regole imposte da qualcun altro. Nasce in un ambiente e ne diventa schiavo, e lo sarà comunque, anche se ne diventasse il re. Non esercitando la libertà di uscire dal sistema delle reincarnazioni per diventare come la Creazione, spreca la sua vita. Perciò, più ci si sente forti di qualità e mezzi umani, più si è deboli e suggestionati dal sistema mondano. Quindi esattamente il contrario di quello che viene giudicato degno di essere perseguito.
Forse questi comportamenti andavano bene fino a qualche tempo fa, quando l’essere uomo era ancora “bambino” e cresceva attraverso le guerre, le religioni, le filosofie, la ricerca scientifica: doveva imparare a conoscere il luogo dove si trovava, la Terra.
Ma ora l’evoluzione ci ha portati a vedere che dobbiamo riscoprire la grande verità verso cui siamo chiamati.  Da materiale, l’uomo deve diventare spirituale. E’ tempo che faccia un altro salto di qualità, come quelli compiuti passando dallo stato immobile, a quello vegetale e animale. Ora il salto è da essere vivente a creatura Divina. Certo, il balzo è grande, difficoltoso quanto quello di una pietra che debba trasformarsi in pianta, o una pianta in animale, o un animale in uomo. Ma ci siamo già passati, e sappiamo che non c’è scelta. Gli aiuti che ci arrivano dall’alto sono formidabili e ormai siamo pronti per capire tutto questo, anche se la confusione generata dall’insoddisfazione e dal dolore è molta. Ma serve a indurre tutti verso la ricerca di quella forte Luce che porta alla meta.
Chiediamo allora di scostare i “parassiti” dalla nostra vita. Possono essere pensieri, cose o persone. Contro i nostri pensieri siamo disarmati. Essi vengono e si insediano nella mente, e come un virus si moltiplicano. Chiediamo di scostarli affinché noi si possa andare oltre. Potremmo anche farli nostri o cercare di scacciarli, ma richiederebbero comunque, da parte nostra, attenzione, energia e sforzo. Allora dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere di non essere in grado di contrastarli e chiedere che vengano scostati da noi, allontanati.
Parassite possono essere anche molte situazioni inerenti all’ambiente della nostra vita. Situazioni che ci turbano, che ci preoccupano, che ci angosciano; possono anche essere persone che hanno un cattivo rapporto con noi, che ci odiano, che ci vessano o che solo ci infastidiscono. Tutte cose che ci portano lontano dall’ambiente spirituale e danneggiano il  nostro lavoro interiore.
Non chiediamo che queste cose scompaiano, ma che le forze universali le scostino, per farci proseguire il cammino anziché arenarci identificandoci in esse.  E’ un colloquio senza parole, dove il silenzio prende il sopravvento per lasciare posto ad un diverso tipo di espressione. E’ in questo modo che può scattare la compassione e la consapevolezza di cosa significa amare gli altri: un amore che parte dalla compassione per tutti coloro che, affannandosi, agitandosi, arrabbiandosi o piangendo, hanno un solo desiderio: sopravvivere.

Giu
28
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 28-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comE’ possibile che l’intera umanità stia sperimentando un profondo cambiamento? E perché accade proprio ora?
L’essere umano, nella sua ricerca per la felicità, ha provato numerose soluzioni ai continui problemi del mondo. Ha tentato una corsa spregiudicata alle armi, sviluppato economie a bassa inflazione, creato culture basate su tradizioni diverse, ed ha accettato di buon grado l’alta tecnologia e le rivoluzioni scientifiche. Ma non ha trovato ancora i mezzi reali per raggiungere la pace e l’amore.
L’obiettivo di scoprire e raggiungere lo scopo della Creazione è insito in tutta l’umanità;  inconsciamente le persone riconoscono che il loro stesso progresso spirituale è collegato e cercano di condividere questa saggezza con il resto degli esseri umani. Ma la strada verso l’obiettivo della nostra esistenza richiede innanzitutto di correggere l’ego, ossia la forza che ci spinge al movimento. Tutti noi siamo in questa situazione e non possiamo evitarlo.
La saggezza ci parla dunque del vero amore dell’uomo, che è l’unico rimedio per tutte le afflizioni dell’umanità. Questa saggezza contiene dentro di sè la conoscenza di come ogni nazione potrebbe  funzionare bene, e di come questa conoscenza si adatti alla struttura di quell’anima comune che viene chiamata “umanità”.
Ed è proprio lo studio della spiritualità a spiegare che lo sviluppo nel nostro mondo non avviene per quella selezione naturale in cui sono scelte le forze e le qualità del “più forte”, ma piuttosto attraverso l’emergere progressivo o sequenziale delle “informazioni” dentro di noi; quelle informazioni che riguardano la discesa delle anime dall’alto verso il basso, dal Mondo dell’Infinito verso il nostro mondo. Questo archivio di informazioni si è formato dentro ogni persona come conseguenza della creazione, da quello che chiameremo impropriamente “il Mondo dell’Infinito” al nostro mondo, in una spirale di informazioni che spiega ogni grado di discesa.
Oggi, così come ogni cosa che esiste in generale, percepiamo la manifestazione di queste informazioni come un qualcosa che dal basso va verso l’alto, e dobbiamo sforzarci di comprenderle. Questa comprensione la possiamo realizzare in due modi:  attraverso il percorso della Luce o attraverso quello della sofferenza. Il percorso della Luce si ha quando si studia al fine di imparare i nostri livelli futuri, attirando la Luce della Creazione in noi affinché ci guidi verso la perfezione. Il percorso della sofferenza si ha invece quando non si studia la struttura del nostro sistema (e quindi non si attira la Luce dal livello successivo) ma si percepisce soltanto “la pressione” delle informazioni seguenti, che chiedono di essere realizzate.
In questo caso non c’è nessuna evoluzione, ma solo una graduale espressione d’informazioni, che però sono già conosciute in anticipo. In effetti ogni cosa è conosciuta in anticipo, fuorché il metodo di risalita dei livelli il quale, se accadrà coscientemente, sarà veloce e piacevole, altrimenti sarà lento, forzato e poco piacevole.

Mag
25
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 25-05-2009

Image Hosting by Picoodle.comL’obiettivo della Natura è di portarci ad un livello Superiore di sviluppo. La Natura è in noi e funziona secondo un programma che ha come scopo di portare il suo più alto livello, ossia il livello umano, al più alto livello di sviluppo. Se capiamo questo concetto capiamo anche che, durante il nostro percorso evolutivo, noi adempiamo semplicemente agli ordini della Natura.
L’essere umano non è solo un corpo fatto di materia proteica, ma è il livello finale di tre livelli precedenti: inanimato, vegetativo ed animato. Ciò significa che questo “animale animato” deve arrivare a comprendere e sentire chi è, che cosa è, perché esiste e da dove viene. Tutta la nostra evoluzione è diretta a questo. Ed è per questo che da sempre, inconsciamente,  aspiriamo a raggiungere la vera percezione della nostra realtà, la vera comprensione e conoscenza; aspiriamo a capire il vero programma della Natura.
Il nostro sviluppo è interamente dedicato al raggiungimento di questo obiettivo, perciò lo è ogni cellula, ogni molecola, ogni particella, ogni elettrone del nostro corpo. Tutto in noi vive ed esiste solo per questo scopo: raggiungere il livello Superiore della Conoscenza. Quindi tutto il nostro sviluppo è predisposto al fine di far raggiungere all’essere umano il livello più alto dello sviluppo della Natura.
Questo è il “raggiungimento”. Ma cosa vuol dire questa parola? Raggiungimento significa che siamo arrivati a quel Livello in cui comprendiamo ogni cosa che c’è in Natura, aderiamo al suo programma, e soprattutto cominciamo ad eseguirlo da soli, rendendoci conto che il nostro destino è quello di diventare come la Forza che incorpora il tutto.
Le meditazioni e le ripetizioni dei mantra possono agevolare questo processo e aiutare a raggiungere più rapidamente il traguardo.
Nel
Talmud Babilonese c’è questo pensiero che parla di spiritualità, ma che rende molto bene l’idea usando una metafora materiale:

L’ANTICA PREGHIERA CI RICORDA CHE OGNI MATTINA NOI CI SVEGLIAMO CON UNO SPIRITO CHE E’ STATO APPENA PURIFICATO, E CHE NON DOBBIAMO INIZIARE UNA NUOVA GIORNATA TRASCINANDO I PIEDI CON LA CARTA IGIENICA DEL GIORNO PRIMA ANCORA ATTACCATA ALLE SUOLE DELLE SCARPE.
(Talmud Babilonese)

Apr
17
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 17-04-2009

Image Hosting by Picoodle.comLa preghiera del cuore è l’unica che possa arrivare fino alla Fonte Universale. E’ questa la via dell’accelerazione evolutiva. Ed è ineluttabile, per raggiungere lo scopo, passare attraverso una qualità molto particolare di sofferenza: la sofferenza della lontananza dall’Origine. Questa lontananza è dovuta all’imperfezione dell’essere umano, che deve quindi prepararsi a percorrere tutti gli stadi intermedi (che saranno molti) con la certezza, pur non sapendo ancora di cosa si tratti, che alla fine il premio sarà grande .
Questa sofferenza è diversa da quella provocata dall’amore per se stessi. Anche l’amore egoistico provoca stati dolorosi, e ognuno cerca di combatterli con dosi sempre più alte di auto-amore, ma questa è la via naturale che prepara ad una prossima incarnazione. E non è una cosa buona. Qualcuno ci scherza sopra e pensa che rivivere su questa terra non sarà poi così male. Ma non bisogna dimenticare che il mondo sta andando velocemente verso la perfezione finale, e i tempi saranno sempre più duri. Non sappiamo né come né quando avverrà il completamento evolutivo, ma la situazione potrebbe risultare molto difficile da superare. E pensare che tutto avviene per riportarci alla consapevolezza d’essere noi stessi la Creazione!
E allora cosa vogliamo fare? Uscire da questo circolo vizioso diventando come la Fonte, o continuare all’infinito come esseri umani, soggetti a burrasche di ogni genere, ed esposti al dolore della vita e della morte?
La kabbalah dice che tutti noi siamo metà santi e metà peccatori. In quale metà vogliamo stare? Sulla base di questo approccio il mondo dipenderà da noi, anche se rimarrà un qualcosa che si può sanare solo con l’intenzione.
Chi ha l’intenzione ha una forza di molto superiore a chi non l’ha, questo dice la Legge Spirituale; una piccola minoranza con la forza interiore può cambiare il mondo. La correzione che cerchiamo di attuare su noi stessi agisce sullo stato del mondo. Bisogna imparare a “sentire” questo, perché vuol dire sentire il Mondo Superiore.

(liberamente tratto dalla kabbalah notturna)

Mar
25
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 25-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comSe ci fermiamo un momento a pensare, e analizziamo la natura dell’essere umano, arriviamo facilmente alla conclusione che tutti i nostri desideri, pensieri ed azioni sono assolutamente egoistici; e non possono essere diversamente (ho già spiegato questo concetto in post precedenti). Ma, considerato che proveniamo da un Mondo e da una Luce sicuramente superiori a noi, si può essere certi che questa Luce, avendo creato il nostro egoismo, potrà anche trasformarlo in altruismo. Tenendo però presente che questo fenomeno potrà manifestarsi solo in accordo col nostro desiderio, e che quest’ultimo soltanto in un modo possiamo arrivare a formularlo: prendendo coscienza delle sofferenze che ci causiamo e quindi del fatto che l’egoismo è un male per noi.
La quantità di sofferenze che ci circonda dovrebbe bastare per farci rendere conto che le nostre relazioni, così come in tutto il mondo vengono portate avanti, allontanano sempre di più da una sana idea di unione.
Una corretta presa di coscienza di questo problema dovrebbe bastare per intraprendere un nuovo modo di porsi alla vita. E considerato che è sempre il concetto “ama il tuo prossimo come te stesso” che ci porta verso la somiglianza con la nostra natura Spirituale e con l’energia pura della Creazione, molti kabbalisti pensano che per promuovere l’evoluzione spirituale dell’umanità sarebbe utile introdurre nell’educazione mondiale (dagli asili fino alle università) l’insegnamento che la nostra natura è comunque interdipendente.
Non dobbiamo perciò dimenticare che bastano anche pochi tentativi per stimolare al meglio coloro che ci circondano, per portare le persone a volgere lo sguardo verso la loro vera natura superiore, ostacolando così il generarsi delle sofferenze e generando invece un avvicinamento spirituale; se i desideri vengono finalizzati alla nostra trasformazione, quest’ultima si realizzerà molto velocemente e facilmente.
La Natura, ad ogni modo, mette sempre in pratica il suo piano di azione; perciò nel mondo spirituale questo disegno già esiste.
La Kabbalah suggerisce che agendo correttamente si potrebbero ridurre le varie catastrofi, le quali si manifestano per combattere l’egoismo. Un buon cammino per arrivare alla meta esiste sempre, sta solo a noi volerlo percorrere. Ognuno, nel suo piccolo, può incominciare a intraprendere i primi passi, proprio partendo da tutte quelle cose che dipendono da noi stessi come esseri singoli. La rivoluzione spirituale avverrà in ogni caso, è vero, ma dipende dalle nostre scelte accelerarla.

Mar
14
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 14-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comTutti gli esseri hanno una parte maschile ed un’altra parte femminile nel loro interno. La donna (Isha) è il sinonimo della casa (bait); e il desiderio profondo dell’uomo è sempre quello di ritornare al suo focolare, ossia alle sue radici.
I desideri vengono perciò chiamati uomo (gueber).
L’uomo che si sovrappone ai propri desideri egoistici, che utilizza cioè questi desideri per ottenere la forza spirituale, è quello che sa utilizzare sia la parte femminile che la parte maschile del proprio essere.
Considerato il presupposto che tutte le persone hanno una parte maschile ed un’altra parte femminile al loro interno, l’uomo e la donna, lavorando congiuntamente, possono molto più facilmente avanzare verso la Divinità.
La parte femminile sarà quella che darà al mondo la “mancanza spirituale” e la parte maschile sarà quella che dovrà elevare questo desiderio fino alla Matrice, ed unirsi così alla forza Superiore.
Quando la donna entra nella sua casa, essa ha l’esigenza di ottenere il sostentamento (colmare la mancanza spirituale) e l’uomo (sovrapponendosi ai propri desideri egoistici) è il mezzo per ottenerlo.
Da tutto ciò si deduce l’origine della parola donna: significa “casa” perché nel suo interno può entrare l’abbondanza.

Victor Ugo scrisse questa bellissima poesia sul binomio uomo/donna.

L’UOMO E LA DONNA

L’uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l’uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l’altare santifica.
L’uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
La luce feconda, l’amore resuscita.
L’uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.
L’uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L’eroismo nobilita, il martirio sublima.
L’uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.
L’uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l’angelo indefinibile.
L’aspirazione dell’uomo è la gloria suprema.
L’aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.
L’uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L’uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un’aureola.
L’uomo è un oceano. La donna un lago.
L’oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L’uomo è l’aquila che vola.
La donna è l’usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l’Anima.
L’uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo. Infine:
l’uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.

Feb
21
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 21-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comSecondo la teoria dell’evoluzione Darwiniana, uno dei principi della natura è che “il più forte sopravvive.”  Ma se ci pensiamo bene questo meccanismo ha funzionato veramente solo nella fase iniziale dello sviluppo della vita, cioè quando si stavano sviluppando gli organismi più semplici; questo accadeva molto prima della formazione degli organismi complessi, aventi funzioni diverse distribuite fra i diversi organi di un corpo.
A livello psicologico la teoria di Darwin potrebbe giustificare qualsiasi metodo di riduzione in schiavitù, di sfruttamento o di sterminio, situazioni che hanno tutte lo scopo di fornire potere e ricchezza a pochi individui specifici. Oppure potrebbe giustificare le nostre azioni quando ci diamo battaglia, o se ci mettiamo a combattere contro la Natura, distruggendo le sue risorse.
Ma dobbiamo renderci conto che oggi siamo tutti interdipendenti e non possiamo continuare a comportarci “secondo Darwin”.
Le forme iniziali di vita biologica hanno già passato la fase delle battaglie per la sopravvivenza, quindi anche quella vita biologica chiamata Uomo deve adesso comprendere d’essere parte di un’unità, comprendere che siamo tutti uniti, e che il danneggiamento di una parte si traduce sempre con il danneggiamento dell’intero. Proprio come avviene per le singole cellule del nostro corpo. E questo non ha più niente a che vedere con la teoria Darwiniana!
Adesso, al posto della frase “il più forte sopravvive” è ora di coniugare “ama il prossimo tuo”; ma a questo proposito è necessario osservare bene. Per esempio lo Zohar scrive, rispetto alle nazioni del mondo, che ogni gesto di benevolenza che codeste compiono è sempre compiuto per se stesse. Ciò significa che tutte le buone azioni che compiono, sia verso le persone che verso i loro dei, non sono compiute per amore del prossimo ma per amore di se stesse.
Quando invece una persona agisce l’amore attraverso un lavoro spirituale, non può esserci nessuna mescolanza con l’amore per se stessi (ossia non si cerca nessun beneficio personale), e non viene avvertita nessuna differenza sia che lo si faccia per amore di un amico (gli altri), sia che lo si faccia per amore del Creatore.
L’Universo è soltanto Amore. Amore infinito. Amore e null’altro.

Feb
16
Filed Under (Psicologia) by Hadraniel on 16-02-2009

Image Hosting by Picoodle.com…e tu lo sai che ti sento. Sia che tu mi sia vicino, sia che tu sia distante.

La parola “empatia”, dal greco en “dentro” e pathos “sentimento”, è la capacità di offrire la propria attenzione ad un’altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali, immedesimandosi senza sconfinare nell’identificazione. E’ quella caratteristica che fa accettare ogni aspetto dell’altra persona, ogni sentimento espresso o non espresso, ma senza nessun tipo di giudizio. Soltanto grazie a questa assenza di giudizio si potrà avere una comprensione empatica di quanto l’altro “sente”, e allora l’incontro sarà un incontro evolutivo, di due anime che comunicano e che si comprendono.
Entrando in relazione empatica con gli altri impariamo una grande lezione di umiltà e di amore incondizionato, dalla quale potremo trarre molto giovamento, e uscirne addirittura arricchiti e trasformati. La natura umana è un organismo fatto di corpo, emozioni e spirito, all’interno dei quali circola una grande forza, una grande energia interiore; questa forza, oltre ad essere l’indispensabile spinta vitale di tutti gli organismi viventi, è anche la base dell’evoluzione, sia dell’uomo che della natura.
Fai della tua vita una serie infinita di incontri empatici, trasformala in un flusso continuo di sensazioni e di partecipazioni condivise. Diventa un “innamorato” della vita e di tutto ciò che vive; aprirai così il tuo spirito alla ricerca della verità e di quell’Energia Infinita da cui tutto proviene.

E’ questo il segreto dei grandi terapeuti:

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E dei grandi leader:

“Cosa state aspettando?” chiese ad un gruppo di persone assiepate lungo una strada. “Non sai? Un grande re passerà di qui e vogliamo vederlo.” “Un grande re? E quanti re ha fatto?” chiese lui. “Un re fare altri re?” gli replica l’uomo attonito. Ma il giovane lo guarda e dice: “Quelli che voi considerate re non lo sono. Un vero re è colui che fa diventare tutti re. È colui che governa la propria vita ma non la vita degli altri, e invece li aiuta a governarsi da sé. Venite con me e vi dirò il segreto per diventare dei veri re”.
E insieme giunsero in un’altra località, dove tanta gente stava intorno ad una statua. “Chi rappresenta?” chiese il giovane sadhu. “Non sai che questo è il nostro grande leader? Gli stiamo rendendo omaggio nel giorno della sua nascita”. “Un grande leader? E quanti leader ha fatto?” L’uomo, confuso dalla domanda, gli ribatté dubbioso: “Un leader fare altri leader? Questo è un leader perché ha dato vita a un buon sistema sociale e milioni di persone sono diventati suoi seguaci”. Allora il giovane spiegò: “Un vero leader è colui che fa diventare tutti leader. Un vero leader sa che ogni persona è un potenziale leader in grado di governare la propria vita. Un vero leader non dice “Seguitemi”, ma “Seguite voi stessi”. Venite con me e vi dirò il segreto per essere anche voi dei grandi leader”.

(racconto buddhista)

Feb
11
Filed Under (Psicologia) by Hadraniel on 11-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comIl massimo della nostra evoluzione è andare oltre quelle tre naturali personalità che vengono definite come “bambino, adulto e genitore”. E’ superando queste tre istanze interiori che possiamo diventare dei buddha. Ma solo questo non basta, perché per mantenere lo stato di buddhità raggiunto bisogna capire alcune cose.
La prima è che la propria serenità deve essere messa al di sopra di qualsiasi altra cosa; non si possono aiutare gli altri se si sta male. Essere sereni vuol quindi dire essere efficienti. La seconda cosa da capire è che la sofferenza proviene da tre cause interiori: le aspettative, le paure, i sensi di colpa. E da questo si comprende che nessuno può far soffrire nessuno.
Se però ci fermassimo qui saremmo soltanto delle persone adulte ed autosufficienti, in grado sì di gioire di ogni situazione, ma non saremmo ancora degli Illuminati. Perché la caratteristica fondamentale di un buddha è la serenità, che si realizza solo attraverso l’amore universale. Soltanto con l’amore universale la nostra vita si riempie di pace e di gioia.
Amore universale vuol dire acquisire coscienza dell’universo al quale apparteniamo, vuol dire “diventare l’universo”. Tutti i mistici e tutti gli Illuminati è proprio questo che hanno scoperto e sperimentato: noi non siamo altro che cellule di un universo eterno, infinito e in continua trasformazione.
Ma come possiamo sviluppare in noi l’amore universale? La chiave d’accesso è la “compassione”. Soltanto la compassione fa nascere dentro di noi l’Amore Vero. Ed è la “comprensione” che permette alla compassione di emergere. Si dice che Siddharta stesso “vide che comprensione e amore sono un’unica cosa, e che senza comprensione non vi può essere amore”.
Ma cosa significa comprensione? Per “comprendere” bisogna conoscere; quindi comprensione vuol dire conoscenza: conoscenza della vita e della sofferenza degli altri. E quando si viene a conoscenza di questo non si può fare a meno di provare compassione, compassione per la sofferenza…..la stessa compassione che proviamo per noi stessi.
Imparare ad amare se stessi, ad accettarci, a perdonarci, ad avere compassione per i nostri sogni e per le nostre delusioni, vuol dire imparare ad amare gli altri. E’ questo l’Amore: vedere noi stessi nell’altro, identificarci con l’universo che ci circonda; e allora il fiore dell’amore universale sboccerà, spontaneamente, nel nostro cuore.