Dic
02
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 02-12-2009

Image Hosting by imagefra.meL’Amore nasce nel nostro cuore. Aspettare che arrivi dall’esterno è un’aspettativa vana. Apriamo allora il nostro cuore, diamogli tutta la nostra attenzione e il nostro affetto e l’Amore arriverà a noi senza nessuna limitazione.
Ricordiamoci, ogni giorno, che l’Amore nasce nel nostro cuore attraverso l’accettazione di se stessi e attraverso l’Amore per quello che siamo, indipendentemente da quello che la vita ci propone. Solo così il nostro Amore può espandersi verso l’esterno ed essere condiviso dagli altri esseri.
La chiave che apre il nostro scrigno è la gioia. Coltiviamo la gioia dentro di noi e saremo esempi di quell’Amore incondizionato che abbraccia tutti, senza legarsi possessivamente con nessuno. Solo così saremo in risonanza con l’energia del grande cristallo che si trova al centro del nostro pianeta e al centro del nostro essere; solo così l’Amore che è nel nostro cuore incontrerà l’Amore nel cuore degli altri.
Permettiamoci di sperimentare la Gioia e l’Amore soprattutto nelle nebbie della vita, e il sole tornerà a splendere dentro di noi!

TANTA FELICITA’ A TUTTI!

Ago
17
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 17-08-2009

Image Hosting by imagefra.meSe tutti noi, esseri umani, percepissimo la presenza della Creazione nella nostra vita, guariremmo da tutti i mali e da tutte le depressioni. Poiché tutte le nostre mancanze non sono che un’unica mancanza: quella dell’unione con la Fonte. Tutti i nostri piccoli amori, i nostri affetti, le nostre passioni, le nostre amicizie, le nostre ricerche di felicità e sicurezza, non sono che frammenti di quest’unico oggetto del nostro vero desiderio.
Noi non siamo di questo mondo: la nostra vera natura è quella del piano Superiore, quello Spirituale, e nel nostro intimo, anche se non ce ne accorgiamo, lo sappiamo benissimo. Come ciechi brancoliamo nel nostro buio, attaccandoci a qualche realtà, mentre nel profondo di noi siamo alla ricerca della nostra vera dimora.
Non siamo bestie (chiedo scusa agli animali…), ma ad alcune “persone” piace tanto identificarsi con una loro “parte bestiale”, vivendo privilegiando questa. Senza accorgersi di avvertire dolore e disagio in questa parte. E apparentemente non trovano altra soluzione, per essere felici, che aumentare sempre di più questo lato: mangiando di più, possedendo di più, divorando tutti quelli che sono sulla loro strada.
I migliori si accontentano della loro religione. O di una blanda spiritualità, una piccola parte da coltivare insieme alle altre cose della vita. E continuano a vivere come vivono gli altri, soffrono come gli altri, affrontano tutte le cose della vita come gli altri.
Perché l’intimità con la Creazione, per dare risultati, deve durare ventiquattro ore al giorno; sentendo la sua presenza in ogni respiro; sentendola scorrere su e giù nel proprio corpo, silenziosa e possente. Sentendo che ogni cosa opera in noi, e sentirsi sicuri nel proprio nulla, sentirsi felici di comprendere che non siamo nulla e che non abbiamo nulla. Ma che progressivamente ci stiamo trasformando.
Se le persone percepissero così la Creazione, e basta volerlo con tutte le forze, guarirebbero da tutte le malattie e da tutte le infelicità.

(parole di un mistico)

Giu
01
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 01-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comSe percorrete la strada della Conoscenza Superiore, sempre più spesso vi sveglierete con un senso di felicità indefinibile dentro di voi. Una felicità che si regge da sola, animata da vita propria. Il passato si svelerà per intero e vedrete come la Matrice creativa si è presa cura di voi, con tenerezza, precisione e attenzione; come si è prodigata per portavi ai livelli superiori  senza farvi troppa violenza. Vedrete come vi abbia dato prove che, anche se pesanti, fossero ancora  superabili e sicuramente rafforzanti. Vedrete anche come vi abbia dato felicità inaspettate.
Siete vivi! Vi sembra questa una cosa ovvia? Il respiro scorre in voi senza il vostro intervento e tutto si muove al vostro interno senza che dobbiate fare nulla. Sentirete sempre di più che siete immersi nel grande mare costituito dalla Luce Cosmica. Tutto galleggia in esso e voi ne siete parte. Sentirete il legame fra le anime e non sarete più soli. Sentirete che la Bontà e la Misericordia della Creazione inseguono le creature e lavorano incessantemente per riportale a Casa.
Perché il dolore, comunque si travesta, è quello della lontananza dal Bene assoluto, che nonostante tutto sapete che esiste. Per questo cercate amore e affetto in tutte le cose, negli altri, negli animali, nei fiori e nella natura. Per questo vi agitate e vi piace viaggiare, pensando di trovare in qualche posto quello che il vostro cuore sa che c’è, da qualche parte.
Le cose dello spirito non invecchiano, non imputridiscono e non si inquinano. Sono le sole cose buone che si possono dare agli altri. Ma per elargirle, queste cose dello spirito, bisogna possederle. La sensazione che esista il “prossimo” appartiene solo al grado dell’uomo. E’ un sentimento essenzialmente egoistico, perché sul prossimo si proietta il proprio egoismo e non l’altruismo, anche se questo è già un avanzamento rispetto a coloro che traggono godimento solo da se stessi. Se invece si traesse godimento dal dare, non avrebbe limite il godimento; la felicità sarebbe piena e continua e si acquisirebbero le caratteristiche del Creatore. Il limite terreno sta tutto qui: nell’aspettativa. Ogni movimento umano è sempre determinato da ciò che ci si aspetta di ritorno dal proprio gesto.
Gli esseri umani sono piccoli commercianti della vita, vendono e comprano cose, affetti, sentimenti, sensazioni, e non sono mai paghi di ciò che ricevono. E non potrebbero esserlo. Perché donare è l’unica vera fonte di felicità, ma troppo spesso questa parola viene confusa con un donare materiale.
Sovente non vi è molto da offrire materialmente, le risorse possono essere molto limitate. Ma “l’intenzione” è illimitata, perciò lo spirito può dilatarsi fino ai confini estremi dell’Universo e dare in continuazione. E’ questo il vero segreto della vita.
Come il feto non vede la luce se non nel momento in cui esce nel mondo e non un attimo prima, nonostante sia già perfettamente formato, anche gli esseri adulti non possono vedere la Luce se non dopo aver passato la barriera. E’ necessario che questo pensiero sia ben chiaro, per stimolarvi durante il percorso. Bisogna immaginare d’essere come una pagina bianca, che Qualcosa di Superiore andrà a riempire. Dovete abbandonarvi totalmente. Cosa succederà non lo potete ancora sapere, e neppure i grandi Maestri ve lo possono spiegare, perché sarà una rivelazione personale che coinvolge proprio e soltanto voi, con tutta la vostra personalità. Non esistono due processi spirituali identici, anche se identica è la meta. Questo perché ognuno deve arrivarci con tutto se stesso; e non sarà un se stesso annullato, ma trasformato totalmente, pur mantenendo le sue caratteristiche. In questa consapevolezza deve stare la vostra capacità di abbandono.

(comunicazione di F.R.)

Mag
28
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 28-05-2009

Image Hosting by Picoodle.comMeditare significa guardare dentro la tua mente e sentire quella Felicità che è l’essenza stessa della tua esistenza. Questa felicità è dentro di te, così come è in tutti e in tutto. Meditare significa guardare dentro la tua mente Unica e sentire l’Essenza della felicità e della beatitudine che si diffondono dentro di te. Sentire che sei in tutti, in ogni cosa, dentro tutto.
La meditazione è uno strumento essenziale per l’auto-trasformazione e lo sviluppo spirituale, ed è disponibile a tutte le persone, gratuitamente, e in tutto il mondo.
Ecco una semplice tecnica:
Trova un luogo confortevole dove sederti, se puoi fallo per terra con le gambe incrociate, ma anche una sedia con lo schienale diritto va benissimo.
Posiziona le mani una sopra l’altra con il palmo rivolto verso l’alto e appoggiale in grembo; mantieni la schiena dritta, gli occhi chiusi e la lingua contro l’arcata superiore del palato. La respirazione deve essere calma e rilassata, attraverso il naso.
Ora immagina di essere seduto nel posto più tranquillo che puoi pensare. Percepisci di esserti seduto lì in tutta tranquillità, e immagina che l’essenza della Felicità Infinita ti circondi in ogni direzione. Senti di essere completamente circondato da questa infinita sensazione di pace e di felicità, e inizia a ripetere, nella tua mente, il seguente mantra:


Baba Nam Kevalam, Baba Nam Kevalam


Questo mantra significa:


Solamente l’espressione dell’Amore Cosmico Infinito” o anche “Tutto è infinito Amore“.


Baba rappresenta l’Amore Infinito della Coscienza Cosmica.
Nam significa “espressione“. Kevalam vuol dire “solamente“.

Pensa al significato di ciò che stai ripetendo, e senti l’Infinito, la Pace e la Felicità intorno a te e dentro di te. Continua per tutto il tempo che ti piace, dopodiché apri gli occhi, portando dentro di te la consapevolezza che non siamo mai soli o senza aiuto.
La forza che guida le stelle guida anche tutti noi. Sempre.

Gen
30
Filed Under (Alchimia) by Hadraniel on 30-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comVi è già capitato di osservare come gli uomini e le donne si comportano in cucina? Avete notato quanto sono differenti i cibi cucinati dalle donne rispetto ai cibi cucinati dagli uomini?
Noi donne mettiamo nei cibi che elaboriamo i nostri sentimenti, le nostre passioni, la nostra magia, il nostro cuore; è quasi come se la nostra fisicità entrasse magicamente a far parte delle pietanze che prepariamo. Riusciamo così a dar vita ai cibi, a dargli un’anima e attraverso loro possiamo persino far percepire, a chi li assapora, le nostre emozioni e la nostra vera essenza.
L’uomo agisce diversamente. Le sue preparazioni sono meno “fisiche”, sono più distaccate dalla sua realtà personale, sono più razionali. Ed è per questo che di solito le elaborazioni maschili sono più artistiche: perché vengono maggiormente ragionate.
Le donne, in quest’arte così come nella vita, sono più sentimentali, si lasciano trasportare dalle emozioni che le accompagnano. Ancestralmente collegate alla “creazione”, al dare vita e poi ad accudire, portano questo compito in ogni cosa che fanno, a volte senza rendersene conto; perché è un fatto per loro naturale. E tutto ciò che intraprendono diventa più morbido, avvolgente e piacevole, anche i cibi.
Le donne conquistano il mondo in modo sottile, sempre, quindi anche a tavola. L’uomo si fa strada in modo più appariscente, mettendo in evidenza la sua bravura; e agisce così anche quando cucina.
Queste qualità insite nell’uomo e nella donna sono la base della fascinazione fra i due sessi, in ogni settore della vita. Perciò sarebbe veramente un salto quantico se si lasciassero da parte le competizioni e se ognuno si abbandonasse all’armonia della propria natura; ne risulterebbero unioni più felici e vibrazioni più elevate su tutto il pianeta.

Gen
22
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 22-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comÈ stato detto che occorre un evento emozionale significativo per generare un cambiamento. Anche la tanto decantata (e discussa) Legge di Attrazione lo insegna.
La nostra attuale situazione finanziaria potrebbe scatenare un tale evento? È possibile che stiamo incominciando a vedere che l’avidità non va bene? Come abbiamo visto spesso nel passato, tutta la speculazione arriva ad una fine quando non c’è un fondamento reale, e come tutti gli schemi di Ponzi i vincitori vanno via e gli sconfitti restano con un pugno di mosche.
L’essenza di tutto questo è sempre l’egoismo, e il desiderio per il proprio piacere. Viviamo in una cultura che glorifica la ricchezza, la fama, il potere, nonostante tutto quanto dimostri che essi non portano la felicità.
Ma se noi esaltassimo la statura di “chi dà” e riducessimo la statura di “chi prende”? Come sarebbe il mondo se tutti si preoccupassero per gli altri invece che per sé stessi?
Questo concetto è la premessa fondamentale nella Kabbalah autentica. È forse arrivato il tempo di portare alla luce questa antica saggezza e di imparare come possiamo creare una società che ama il prossimo come se stesso. E’ arrivato il tempo per cominciare a vedere che la felicità non ha attinenza con la ricchezza, la fama e il potere.
Nel nostro mondo ci sono risorse sufficienti. Ce n’è abbastanza per tutti. Tutto ciò che dobbiamo fare è esaltare la personalità della condivisione e ridurre la personalità del prendere. Ci accorgeremo allora che è davvero meglio, che è davvero molto più gratificante dare che ricevere.
Prenditi un momento per chiudere gli occhi e immaginare tutte le possibilità e il potenziale che avremmo se fossimo tutti concentrati nell’aiutarci l’uno con l’altro. Come sarebbe questo mondo? Come sarebbe sentirsi parte di un tutto così meraviglioso?
Ebbene…..uniamoci e lo scopriremo!

Gen
20
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 20-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comNessuno di noi sa bene quali siano le azioni da fare per avvicinarci alla perfezione della Matrice. Le religioni ci indicano dei rituali e delle regole che potrebbero farci ottenere questo scopo, ma il tempo passa e ci accorgiamo che invece di avvicinarci al traguardo ce ne allontaniamo sempre di più. Ciò che vogliamo raggiungere ci appare così lontano dalla nostra realtà, dalla vita di tutti giorni, dalla felicità che il nostro cuore sogna.
E allora come possiamo fare? Gli antichi saggi suggeriscono di guardare i bambini.
I bambini osservano i grandi e li imitano nel tentativo di diventare come loro. E se i loro idoli sono persone meritevoli, essi diventeranno meritevoli; se invece i loro idoli sono dei cattivi esempi, li imiteranno con le conseguenze che poi tutti, purtroppo, vediamo nel mondo.
Quindi noi, i grandi, dovremmo imparare ad osservare la bellezza della creazione e imitarla. Qualcuno o qualcosa ci ha dato tutto senza chiedere nulla in cambio; e questo dovrebbe bastare a renderci completamente felici.
L’Essere muore come persona, ma mantiene in sè quel desiderio di “dare” che è tipico della sua creazione; è questa la vera anima dell’uomo, il suo embrione. Ma capita che dopo la morte quest’anima si rivestirà  di un  corpo che erroneamente desidererà ancora di ricevere.
Occorre spezzare questo circolo: se l’uomo non sviluppa il desiderio di dare mentre è in vita, e dunque neppure la sua anima, morirà ancora come terra, ancora come materia.
La natura spinge i bambini all’imitazione perché in loro l’embrione della vera anima ancora si fa sentire, e noi dovremmo re-imparare da loro quello che abbiamo dimenticato, perché è questo il vero piacere della vita, è questa la felicità: “l ‘equivalenza con la forma universale”.

“La più bella e più profonda emozione di cui possiamo avere esperienza è la sensazione del misticismo. E’ la radice di tutte le scienze vere.
Colui al quale questa emozione è straniera, che non rimane più assorto nella meraviglia, è come morto.
Quella profonda consapevolezza emozionale della presenza di una forma mentale superiore, che è rivelata nell’incomprensibile universo, è la mia idea di Dio”.

Albert Einstein

Dic
17
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 17-12-2008

Image Hosting by Picoodle.comAl forum interamente dedicato al tema della Felicità che si è tenuto per la prima volta a San Francisco, Robina Courtin, organizzatrice dei due giorni della conferenza «Happiness & Its Causes» ha detto: “Non possiamo garantire la serenità economica, ma possiamo sempre essere felici nello spirito”.
I partecipanti alla conferenza hanno discusso di compassione, di ricerca della felicità, del “perché alle zebre non viene l’ulcera”, dell’importanza di avere un atteggiamento positivo e di ridurre lo stress e, non ultimo, dell’ideale di “vivere il presente”. Senza dimenticare che ogni qual volta succede qualcosa di brutto bisogna avere coraggio e dire a se stessi che si è in grado di gestire anche le cose più negative, ha aggiunto in sintesi la Courtin.
In questi ultimi anni, attorno al tema della felicità, sembra si sia creato un vero e proprio bisogno: se ne discute nelle aule universitarie, è diventato argomento di ricerca accademica e se ne parla in un numero sempre maggiore di libri. Il dottor Paul Ekman, lo psicologo noto per aver decifrato le microespressioni facciali che sono in grado di rivelare i sentimenti, ha detto: “Sappiamo molto di più sulla tristezza che sulla felicità”. Di conseguenza è meglio cominciare ad informarsi.
Un punto fermo pare sia già stato raggiunto: tutti gli studi condotti sull’argomento nel corso degli ultimi decenni concordano nel dire che sì, è proprio vero, il denaro non fa la felicità. I Masai del Kenya ne sono la dimostrazione: secondo quanto è risultato da una delle tante ricerche, la popolazione indigena del Kenya risulta essere felice tanto quanto lo sono gli uomini più ricchi d’America.

Dic
11
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 11-12-2008

Image Hosting by Picoodle.comIl Buddha ci insegna che il “desiderio” è la radice di tutti i mali e quindi del “Male” in assoluto, come istanza contrapposta al Bene.
La psicologia chiarisce che non desiderare non è un semplice consiglio a non essere invidiosi di ciò che vediamo negli altri, ma un incitamento a riscoprire e valorizzare se stessi. L’essere attenti ai beni degli altri, al modo ed al tenore di vita che essi conducono, sino a desiderare di possedere anche noi ciò che loro posseggono, è indice di profonda insoddisfazione personale.
Oggi siamo sommersi da messaggi pubblicitari che dipingono le persone benestanti come modelli a cui aspirare: belli, avvenenti, attraenti, efficienti, in forma, atletici, intelligenti, dinamici e possidenti. Sono i connotati dell’uomo e della donna a cui vorremmo ispirarci, a cui purtroppo miriamo per sentirci realizzati come protagonisti del nostro tempo.
La realtà è però diversa, perché tutti o quasi siamo lontani da questi modelli. E’ inevitabile, allora, fare paragoni tra il nostro essere quotidiano e quello degli altri, degli amici, dei conoscenti, dei beniamini dello spettacolo o dello sport.
L’invidia, sempre in agguato, crea frustrazione e desolante senso di emarginazione. Sembra follia, ma è triste realtà: il nostro tempo, prigioniero dell’immagine più che dei contenuti, alimenta e cova il tarlo dell’invidia e della gelosia. Siamo prigionieri delle cose che altri hanno o fanno ed in queste cose pensiamo sia riposta la felicità che non abbiamo.
Eppure basterebbe poco per tornare liberi da questa schiavitù, basterebbe smascherare il nemico della serenità interiore con un imperativo: Sii te stesso! Perché sei bellissimo o bellissima, perché hai un’anima splendente fatta per sovrastare le cose e puntare dritta all’essere profondo della vita. I doni che ti sono stati assegnati sono sufficienti per la tua felicità. Sii felice perché puoi camminare con le tue gambe, respirare l’aria del mattino e riposare al calare del sole. Sii felice perché vivi fianco a fianco con le altre creature della Terra. Sii felice per essere stato creato così come sei, uomo o donna. Sii felice perché puoi vedere e sentire i giochi e le risa dei bambini. Sii felice perché il progresso ti porta dove le tue sole gambe non ti porterebbero; e potrai scoprire che altri uomini e altre donne sono felici di vederti e di scoprire che seppur diversi, apparteniamo tutti alla stessa, immensa, famiglia umana.
Seguire questi consigli significa capire che in noi ed attorno a noi vi sono beni infiniti da possedere e da vivere con gioia, senza aspirare ad essere o ad avere come gli altri.
L’”altro” diventa allora l’occasione per amare.

Nov
22
Filed Under (Alchimia) by Hadraniel on 22-11-2008

Image Hosting by Picoodle.comNel 2008 è esploso un fenomeno che sembrava in via di estinzione o che veniva relegato a quella fascia di persone romantiche e anziane considerate “fissate al passato”: l’orto dietro casa. La voglia di spazi verdi personali, di respirare più ossigeno, di mangiare sano e sicuro, si è insinuata a poco a poco in un numero sempre maggiore di persone, e ultimamente i prezzi in salita e la paura delle verdure inquinate (non ultimi i pomodori alla salmonella) han fatto dilagare questo vecchio/nuovo hobby. In America si sta già vendendo il doppio di semi rispetto all’anno scorso e riviste autorevoli pubblicano in ogni stagione come usare al meglio il proprio giardinetto alimentare.
Anche a Londra, dove parchi e giardini hanno sempre fatto a gara per le più belle e perfette composizioni floreali, cominciano a spuntare settori con composizioni di pomodori, carote, cavoli e altre verdure. E’ un’idea dell’amministrazione dei Royal Parks per incoraggiare la gente a fare altrettanto e per ricordare che le verdure, oltre ad essere commestibili, possono essere attraenti esattamente come i fiori. Infatti, l’uso di frutta e verdura a scopo decorativo, in Inghilterra risale addirittura al 1600.
Allora forza! Rispolveriamo gli antichi consigli e diamoci all’orticultura. La Felicità e la Salute arrivano, come sempre, dalla nostra cara Terra.