Ago
17
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 17-08-2009

Image Hosting by imagefra.meSe tutti noi, esseri umani, percepissimo la presenza della Creazione nella nostra vita, guariremmo da tutti i mali e da tutte le depressioni. Poiché tutte le nostre mancanze non sono che un’unica mancanza: quella dell’unione con la Fonte. Tutti i nostri piccoli amori, i nostri affetti, le nostre passioni, le nostre amicizie, le nostre ricerche di felicità e sicurezza, non sono che frammenti di quest’unico oggetto del nostro vero desiderio.
Noi non siamo di questo mondo: la nostra vera natura è quella del piano Superiore, quello Spirituale, e nel nostro intimo, anche se non ce ne accorgiamo, lo sappiamo benissimo. Come ciechi brancoliamo nel nostro buio, attaccandoci a qualche realtà, mentre nel profondo di noi siamo alla ricerca della nostra vera dimora.
Non siamo bestie (chiedo scusa agli animali…), ma ad alcune “persone” piace tanto identificarsi con una loro “parte bestiale”, vivendo privilegiando questa. Senza accorgersi di avvertire dolore e disagio in questa parte. E apparentemente non trovano altra soluzione, per essere felici, che aumentare sempre di più questo lato: mangiando di più, possedendo di più, divorando tutti quelli che sono sulla loro strada.
I migliori si accontentano della loro religione. O di una blanda spiritualità, una piccola parte da coltivare insieme alle altre cose della vita. E continuano a vivere come vivono gli altri, soffrono come gli altri, affrontano tutte le cose della vita come gli altri.
Perché l’intimità con la Creazione, per dare risultati, deve durare ventiquattro ore al giorno; sentendo la sua presenza in ogni respiro; sentendola scorrere su e giù nel proprio corpo, silenziosa e possente. Sentendo che ogni cosa opera in noi, e sentirsi sicuri nel proprio nulla, sentirsi felici di comprendere che non siamo nulla e che non abbiamo nulla. Ma che progressivamente ci stiamo trasformando.
Se le persone percepissero così la Creazione, e basta volerlo con tutte le forze, guarirebbero da tutte le malattie e da tutte le infelicità.

(parole di un mistico)

Lug
15
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 15-07-2009

Image Hosting by Picoodle.comEssere intimamente rivolti verso la presenza di qualcosa di Superiore, ponendo le nostre parole e le nostre azioni, come offerte, sopra un altare interiore; è così che si indirizza il cuore verso la Fonte.
Nelle meditazioni e nelle preghiere quotidiane è essenziale un unico e semplice concetto, chiamato “intenzione del cuore”. Se manca quest’intenzione tutto ciò che si fa diventa una vuota sequenza di atti o di parole.
Non è necessaria l’esatta formulazione di un testo di preghiera e neppure attenersi a regole particolari per entrare in sintonia con la Fonte Universale, e non ci vogliono nemmeno tempo e pazienza in grande misura. Serve soltanto una vera “intenzione”.
In un’antica parabola si racconta di un re che aveva ammassato i suoi preziosi averi in una stanza del tesoro, chiusa da una complessa serie di chiavi. Le chiavi venivano date soltanto ai suoi collaboratori più fedeli ed amati, ed anch’essi avevano bisogno di precise istruzioni per usarle.
Quelle chiavi sono completamente perse per la nostra generazione.
Tutto quello che possiamo fare per arrivare al tesoro (e il Re vuole che noi, suoi amati figli, lo raggiungiamo!) è infrangere quella serratura. La serratura, nella parabola, è il cuore umano pieno di arroganza e di orgoglio. Dunque tutto quello che possiamo e dobbiamo fare è spezzare la corazza dei nostri cuori. Quando perveniamo fino al Creatore con l’involucro del nostro cuore realmente infranto, tutti i chiavistelli si aprono spontaneamente.
La preghiera più autentica è, perciò, l’intenzione di un cuore totalmente umile.

Giu
17
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 17-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comUn uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada.
Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all’istante.
Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali.
A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione…
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati.
A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d’oro, al centro della quale s’innalzava una fontana da cui sgorgava dell’acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all’uomo che sorvegliava l’entrata.
- “Buongiorno”
- “Buongiorno” rispose il guardiano.
- “Che luogo è mai questo, tanto bello?”
- “E’ il cielo“
- “Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!”
- “Puoi entrare e bere a volontà”.
Il guardiano indicò la fontana.
- “Anche il mio cavallo e il mio cane hanno sete”
- “Mi dispiace molto”, disse il guardiano, “ma qui non è permessa l’entrata agli animali”.
L’uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì. Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.
All’ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.
- “Buongiorno” disse il viandante.
L’uomo fece un cenno con il capo.
- “Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete”.
- “C’è una fonte fra quei massi”, disse l’uomo, indicando il luogo,
e aggiunse:
- “Potete bere a volontà”.
L’uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare.
- “Tornate quando volete”, rispose l’uomo.
- “A proposito, come si chiama questo posto?”
- ” CIELO.”
- “Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!”
- “Quello non è il cielo, è l’inferno”.
Il viandante rimase perplesso.
- “Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo, questa falsa informazione causa grande confusione!”
- “Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici”  Rispose il guardiano.

Non abbandonare mai i tuoi veri Amici,  perchè:

Trovare un Amico è una Grazia,
Avere un Amico è un Regalo,
Conservare un Amico è una Virtù,
Essere Tuo Amico! È un Onore…

(da un racconto di Paulo Coelho)

Hadraniel augura a tutti i suoi Amici di “penna elettronica”, vicini o lontani, una splendida giornata.Image Hosting by Picoodle.com

Apr
17
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 17-04-2009

Image Hosting by Picoodle.comLa preghiera del cuore è l’unica che possa arrivare fino alla Fonte Universale. E’ questa la via dell’accelerazione evolutiva. Ed è ineluttabile, per raggiungere lo scopo, passare attraverso una qualità molto particolare di sofferenza: la sofferenza della lontananza dall’Origine. Questa lontananza è dovuta all’imperfezione dell’essere umano, che deve quindi prepararsi a percorrere tutti gli stadi intermedi (che saranno molti) con la certezza, pur non sapendo ancora di cosa si tratti, che alla fine il premio sarà grande .
Questa sofferenza è diversa da quella provocata dall’amore per se stessi. Anche l’amore egoistico provoca stati dolorosi, e ognuno cerca di combatterli con dosi sempre più alte di auto-amore, ma questa è la via naturale che prepara ad una prossima incarnazione. E non è una cosa buona. Qualcuno ci scherza sopra e pensa che rivivere su questa terra non sarà poi così male. Ma non bisogna dimenticare che il mondo sta andando velocemente verso la perfezione finale, e i tempi saranno sempre più duri. Non sappiamo né come né quando avverrà il completamento evolutivo, ma la situazione potrebbe risultare molto difficile da superare. E pensare che tutto avviene per riportarci alla consapevolezza d’essere noi stessi la Creazione!
E allora cosa vogliamo fare? Uscire da questo circolo vizioso diventando come la Fonte, o continuare all’infinito come esseri umani, soggetti a burrasche di ogni genere, ed esposti al dolore della vita e della morte?
La kabbalah dice che tutti noi siamo metà santi e metà peccatori. In quale metà vogliamo stare? Sulla base di questo approccio il mondo dipenderà da noi, anche se rimarrà un qualcosa che si può sanare solo con l’intenzione.
Chi ha l’intenzione ha una forza di molto superiore a chi non l’ha, questo dice la Legge Spirituale; una piccola minoranza con la forza interiore può cambiare il mondo. La correzione che cerchiamo di attuare su noi stessi agisce sullo stato del mondo. Bisogna imparare a “sentire” questo, perché vuol dire sentire il Mondo Superiore.

(liberamente tratto dalla kabbalah notturna)

Gen
24
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 24-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comLa Creazione è una cosa che non è inglobata nell’esistenza infinita, succede quindi che appena riconosce d’esserne al di fuori anela vivamente di ritornare alla sua Radice. E’ questo il desiderio che ci distingue dalla Luce Infinita.
Ma quanto è forte il nostro Amore per la Fonte universale ?
Proviamo a paragonare questo sentimento all’amore per il proprio amato o per la propria amata: quando lo si sperimenta per la prima volta si incomincia a rincorrere l’oggetto d’amore senza sosta. Lo si cerca, lo si corteggia, si fa di tutto per essergli graditi. Ma mentre il tempo passa (e in questo tempo sono stati messi tutti gli sforzi necessari alla conquista) la potenza che ha innescato il tutto comincia a diminuire, e gradatamente diventa sempre più debole. Ci si rilassa e si dubita persino che quella forte spinta iniziale sia mai esistita.
Come è possibile che questo avvenga? E soprattutto, come si può evitare che questo avvenga quando si tratta dell’Amore per la nostra Radice?
Tutto ciò avviene semplicemente perché anziché amare attraverso il proprio “punto nel cuore” si ama attraverso una sorta di sentimento egoistico, di desiderio per se stessi. Il programma che gestisce i nostri cinque sensi è di tipo egoistico e sono proprio questi nostri cinque sensi che ci impediscono di percepire la vera ed eterna Realtà.
Per conoscere l’intera Realtà che ci circonda, abbiamo bisogno quindi di sviluppare un senso ulteriore, quello che i Kabbalisti chiamano “il sesto senso o senso spirituale”, grazie al quale si diventa capaci di fare esperienza diretta di quegli stimoli esterni che, di solito, “interpretiamo” con i sensi normali.
Per percepire la Luce Superiore, per acquisire la forza di quello che chiameremo il “Mondo Superiore” si deve prima passare attraverso lo sforzo dell’auto-analisi e poi da quello delle percezioni. E ciò che ci può aiutare lungo questa via sono: l’esaltazione costante dello scopo, la pazienza, la fiducia, la comprensione che il personale cambiamento è indispensabile, e un giusto ambiente circostante.
All’inizio, infatti, non avanziamo con le nostre stesse forze ma con il desiderio che riceviamo inizialmente dalla Matrice, e che è insito in noi nel “punto del cuore”. Tuttavia, al fine di sviluppare questo “punto”, dobbiamo darci da fare e attraversare quel periodo di sforzi
(non esenti da momenti anche di crisi), di percezioni e di auto analisi indispensabili al raggiungimento dell’obiettivo.
E’ questo il vero desiderio che, distinguendoci dalla Luce, ci conduce ad Essa.

Gen
07
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 07-01-2009

Questa meditazione è molto utile per purificare il corpo e la mente. Recitata come un mantra (per il numero di volte creduto più opportuno), al mattino dona energia positiva e la sera elimina le eventuali scorie accumulate durante la giornata.

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Io Sono Luce, Luce brillante,
Luce irradiante, Luce intensificata;
Dio dissolve le mie tenebre trasformandole in Luce.
In questo giorno io sono il fulcro del Sole centrale.
In me scorre un fiume cristallino,
una Fonte vivente di Luce,
che non potrà mai essere qualificata dal pensiero o dal sentimento umano.
Io Sono un avamposto del Divino,
le tenebre che mi hanno usato vengono inghiottite
dal Possente Fiume di Luce che Io Sono.
Io Sono, Io Sono, Io Sono Luce
Io Vivo, Io Vivo, Io Vivo nella Luce
Io Sono la massima Dimensione della Luce
Io Sono la più pura intenzione della Luce
Io Sono Luce, Luce, Luce che inonda il Mondo ovunque Io vada,
Benedicendo, Rafforzando e Trasmettendo il Fine del Regno dei Cieli.

(da “Angeli della Illuminazione”)

Nov
25
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 25-11-2008

Image Hosting by Picoodle.comIl Supremo, l’Assoluto, si manifesta nel cuore di ogni essere attraverso la Sua emanazione plenaria; così dirige ognuno nel ricordo, nella dimenticanza, nella conoscenza, nell’intelligenza e anche nella sua mancanza. Tutte le energie e tutti i poteri vengono dalla Fonte Suprema.
Gli antropologi sostengono che c’è una legge naturale secondo cui si deve lottare per la sopravvivenza: è la legge del più forte. Ma dietro questa legge della natura c’è qualcosa di Superiore che governa tutto, perciò il sentiero più sicuro verso l’armonia è rispettare le leggi universali.
Nel mondo della materia tutto è illusione, tutto è incantesimo maya, che fa dimenticare la relazione di tutte le cose con la Fonte Suprema. Nel mondo materiale esiste la legge del più forte, che costringe tutti a lottare per la sopravvivenza, perchè nella materia c’è disparità fra le anime condizionate a causa del loro desiderio di dominare le risorse materiali. Questa mentalità di dominio sulla natura materiale è all’origine della vita condizionata. L’energia illusoria ha sempre creato i più forti e i più deboli in ogni specie di vita e questa disparità ha portato la necessità di lottare per sopravvivere.
Nel mondo spirituale, invece, non c’è lotta e non c’è disparità, perchè tutti esistono eternamente e nessuno vuole diventare il beneficiario di qualcosa.