Il corpo umano ha diversi centri energetici e fra questi due sono molto importanti per il raggiungimento dell’illuminazione: il centro del Cuore e il centro della Corona.
Il centro energetico del cuore (chiamato anche centro del Cuore Cristico) è situato nel petto, due dita sopra lo sterno, ed è il luogo delle emozioni e dell’Amore di tipo superiore. Il centro energetico della corona (chiamato anche centro del Cuore Spirituale) è situato sulla sommità della testa, ed è l’apertura verso una più elevata consapevolezza spirituale.
La Meditazione su questi due cuori è detta dei “Cuori Gemelli”, e serve al raggiungimento della coscienza universale; perché quando i centri energetici del cuore e della corona sono sufficientemente sviluppati si può sperimentare l’amore divino ed un senso di unione con il tutto.
Praticando la Meditazione sui Cuori Gemelli con regolarità sviluppa un migliore equilibrio, sia fisico, sia emozionale, sia mentale; si sperimenta un senso di pace e di calma interiore; se si è già dei guaritori migliorano le capacità terapeutiche; e in tutti si manifesta una sensibilità sempre maggiore nell’uso delle Energie Sottili.
La Meditazione sui Cuori Gemelli, armonizzando il proprio essere, aiuta anche ad armonizzare la Terra, favorendo su di essa la diffusione della Gioia e dell’Amore. Se molte persone insieme meditano regolarmente sui cuori gemelli, la potenza delle benedizioni cresce e anche i benefici crescono in modo esponenziale.
Il Grand Master CHOA KOK SUI (fondatore del Pranic Healing) dice : “La Meditazione dei Cuori Gemelli è uno strumento molto potente per il proprio sviluppo spirituale”. E’ un vero regalo ricevuto dai Grandi Esseri.
L’Amore nasce nel nostro cuore. Aspettare che arrivi dall’esterno è un’aspettativa vana. Apriamo allora il nostro cuore, diamogli tutta la nostra attenzione e il nostro affetto e l’Amore arriverà a noi senza nessuna limitazione.
Ricordiamoci, ogni giorno, che l’Amore nasce nel nostro cuore attraverso l’accettazione di se stessi e attraverso l’Amore per quello che siamo, indipendentemente da quello che la vita ci propone. Solo così il nostro Amore può espandersi verso l’esterno ed essere condiviso dagli altri esseri.
La chiave che apre il nostro scrigno è la gioia. Coltiviamo la gioia dentro di noi e saremo esempi di quell’Amore incondizionato che abbraccia tutti, senza legarsi possessivamente con nessuno. Solo così saremo in risonanza con l’energia del grande cristallo che si trova al centro del nostro pianeta e al centro del nostro essere; solo così l’Amore che è nel nostro cuore incontrerà l’Amore nel cuore degli altri.
Permettiamoci di sperimentare la Gioia e l’Amore soprattutto nelle nebbie della vita, e il sole tornerà a splendere dentro di noi!
TANTA FELICITA’ A TUTTI!
I tre pilastri dell’Albero della Vita rappresentano le tre vie che ogni essere umano ha a disposizione:
l’Amore (sul lato destro), la Forza (sul lato sinistro) e la Compassione (al centro).
Il pilastro centrale è la chiave di tutto l’Albero e si espande al di sopra e al di sotto degli altri due. Le dieci Sephiroth, come già detto, sono livelli spirituali che, oltre a corrispondere a profondi concetti metafisici, sono soprattutto collegati alle situazioni pratiche ed emotive della vita. Questi livelli sono uniti fra loro da ventidue canali, corrispondenti ognuno ad una delle ventidue lettere dell’alfabeto ebraico.
In sintesi, l’Albero della Vita è il programma secondo il quale si è svolta la creazione dei mondi; è il cammino di discesa lungo il quale le anime hanno raggiunto e completato una forma; ma è anche il sentiero di risalita, attraverso cui l’intero creato può ritornare “a casa”: ossia raggiungere l’Unità.
Ma solo la via centrale, chiamata anche “via regale”, ha in sé la capacità di trasformazione; è in grado cioè di unificare gli opposti. Senza il pilastro centrale, l’Albero della Vita sarebbe soltanto quello della conoscenza del bene e del male, in quanto i pilastri a destra e a sinistra rappresentano le due polarità della nostra realtà: ossia il maschile e il femminile, dai quali provengono tutte le altre coppie d’opposti presenti nella materia.
L’insegnamento principale contenuto nella dottrina cabalistica attraverso l’Albero della Vita è quello dell’integrazione delle parti maschili e femminili esistenti in ognuno di noi, che deve avvenire sia all’interno di ogni singolo essere che nelle sue relazioni col mondo.
Perciò le esperienze negative, tragiche o dolorose, che possono accadere durante la vita, sono occasioni preziose che fanno prendere coscienza della distanza che si è creata tra lo stato ideale (che si può raffigurare nel paradiso perduto) e del quale ognuno conserva il ricordo a livello sottile, e la situazione attuale. Esiste però anche una via più facile e piacevole, che ci permette ugualmente di raggiungere l’agognata trasformazione; questa via, pur non eliminando completamente tutti i disagi, ci permette già adesso, qui e ora, di percepire la gioia e la perfezione. Si chiama Albero della Vita. A livello spirituale le dieci Sephiroth diventano dieci Potenze dell’Anima, dieci luci o sorgenti d’energia che aiutano costantemente la crescita di coloro che imparano a connettersi con loro.
Osserviamo insieme le caratteristiche principali delle dieci Sephiroth.
Kether: la Corona.
E’ posta al di sopra del capo e lo circonda, e si trova al di sopra di tutte le altre sfere. Kether è molto diversa dalle altre Sephiroth in quanto è il trascendente che da origine a tutte le altre Luci. Nel corpo umano, pur essendo visualizzata sopra la testa, non ha una corrispondenza specifica, ma lo avvolge tutto. La kabbalah insegna che Kether corrisponde alle tre esperienze dell’anima: Fede, Beatitudine e Volere. Kether è dunque la radice dell’Albero, che perciò si trova capovolto, dato che possiede le radici in alto e i rami in basso.
Chokhmà: la Sapienza
Si può sintetizzare nel lampo dell’intuizione; è il punto in cui il superconscio incontra la mente cosciente. È l’inizio dell’idea, è il pensiero interiore ancora indifferenziato. È la capacità di pensare in modo simultaneo. Questo stato è raggiungibile solo a tratti e lo si può paragonare ad una situazione di “non giudizio”.
Nel corpo umano corrisponde all’emisfero cerebrale destro, e nell’anima corrisponde all’annullamento del sé.
Binah: l’Intelligenza.
L’idea concepita da Chokhmà prende forma. Entra in gioco il pensiero logico, razionale, in tutte le sue istanze. E’ il pensiero che si unisce alla parola. Si tratta quindi della capacità di assimilare nella propria personalità concetti e idee diverse. Se questa Sephira funziona a dovere, il pensiero è in grado di influenzare positivamente le proprie emozioni. Nel corpo umano Binah corrisponde all’emisfero cerebrale sinistro. Usato nel suo modo più elevato Binah trasporta e incanala l’esperienza della Felicità, ossia trasforma la conoscenza intellettuale nella gioia di aver trovato le risposte giuste.
Da’at: la Conoscenza unificante.
E’ l’undicesima Sephira, si trova in linea sotto Keter ed è posta tra Chokhmà, Binah e Tiphereth. Essa permette l’unificazione dei due emisferi cerebrali: unisce intuizione e logica. Ha perciò la capacità di unificare ogni coppia di opposti. Spiritualmente è la produttrice del seme che viene trasmesso durante il rapporto sessuale. Nel corpo umano corrisponde alla parte centrale del cervello e al cervelletto.
Chesed: l’Amore.
Si esprime tramite la benevolenza e la generosità, elargite senza limiti. È l’amore che tutto perdona e tutto giustifica. Il mondo viene costruito sull’amore. La creazione è motivata dall’Amore (Chesed) di Dio. E’ la capacità di attrarre a sé e di perdonare. È la devozione; è la mano destra, che vuole chiamare a sé e avvicinare gli altri.
Gheburah: la Forza.
La Luce di Chesed è troppo intensa per le creature di questo mondo, che se la ricevessero direttamente ne verrebbero soffocate. Gheburah si incarica perciò di restringere, diminuire, controllare e indirizzare la discesa della Luce e dell’Abbondanza. È la mano sinistra, posizionata per respingere; è perciò quel tipo di forza utile a porre dei limiti all’esistenza. Senza Gheburah l’amore non potrebbe realizzarsi, perché non troverebbe un recipiente adatto per contenerlo, e non avrebbe né il calore né l’entusiasmo che lo contraddistinguono. Senza Gheburah l’amore sarebbe solo un sentimento pio e meritevole, ma privo di qualsiasi forza attiva.
Nell’anima Gheburah rappresenta il “Timor di Dio”.
Tiphereth: la Bellezza.
È la Sephira che si incarica di armonizzare i due opposti precedenti: Chesed e Gheburah. Tiphereth è caratterizzata da tanti colori messi insieme, a rappresentare le tante tonalità di caratteri che compongono un’unica personalità. Si rivela nelle sensazioni che si provano contemplando il bello e l’armonia, e corrisponde all’emozione della Compassione, che è quell’Amore smisurato capace sì di premiare e di lodare, ma anche di rimproverare e di punire con pacatezza, affinché il bene domini il male con sempre più forza. Nel corpo umano si trova al centro del cuore.
Netzach: l’Eternità o la Vittoria.
È la capacità di espandere e realizzare l’amore di Chesed nel mondo, dandogli durata e stabilità, e vincendo gli ostacoli. Quindi è la costanza e la decisione; è vincere senza rimanere inebriati dalla vittoria; è quel senso di sicurezza che pervade chi sa di appoggiarsi nel posto giusto.
Nel corpo corrisponde alla gamba destra.
Hod: lo Splendore.
Rende concrete le emozioni provenienti da Gheburah. È la capacità dell’individuo di adattarsi alle circostanze esterne. È saper perdere senza abbattersi, imparando dalle sconfitte ciò che va cambiato. È anche il senso degli affari e il saper vivere in una società. La sua prima qualità è la semplicità, che nella Kabbalah viene definita “la capacità di non preoccuparsi troppo del futuro”.
Nel corpo Hod corrisponde alla gamba sinistra.
Yesod: il Fondamento.
Qui si concentrano tutte le emozioni; è la parte nascosta della personalità, sono le aspirazioni segrete, gli ideali e le attrazioni emotive. Aiuta ad unire tutto ciò che un individuo ha da dare, e a indirizzarlo verso la persona giusta nel momento giusto. È la qualità della Verità, intesa come caratteristica indispensabile per realizzare felicemente tutte le relazioni umane.
Nel corpo fisico si trova nella zona degli organi sessuali. Yesod controlla perciò la vita sessuale, che è il fondamento su cui basa la personalità.
Malkhut: il Regno.
Ha un ruolo importantissimo, perché è la somma dei propri desideri, la percezione di ciò che ci manca. È la componente che indirizza l’operato di tutte le altre facoltà. Può essere il luogo dove la Luce cambia direzione, passando dalla discesa alla salita; oppure il luogo dove si fa l’esperienza della caduta (dall’Eden), della povertà e della morte. Vissuto al meglio, Malkhut è il femminile per eccellenza, la Shekhinà, o parte femminile di Dio. Nell’anima è quella qualità di “Abbassamento” senza la quale ogni atto di governo o di potere risultano falsi e destinati a crollare. Infatti, nel fisico, è rappresentato dalla pianta dei piedi, o dalla terra stessa.
Malkhut è l’origine del mondo fisico, il più vicino alle forze del male e quindi il più bisognoso di protezione; protezione che viene attratta attraverso la pratica delle buone azioni.
Ancora verrà un tempo dove tutti saranno felici. Ancora verrà un tempo di gioia e di serenità.
Nel mondo energie guaste sempre ci saranno, ma nel cuore di chi guarda in alto nascerà ancora il messaggio d’Amore Vero, che andrà versato a coloro che sanno ascoltare.
A tutti sarà data apertura della parte vasta, detta Anima Universale. A tutti verrà aperto il giusto aspetto per avere una grande e vasta visione. Tutti saranno guardati da entità che aiuteranno nel percorso spirituale.
La vita di ognuno è guidata da entità numerose, ma ogni vita andrà sempre versata verso ciò che è dominato da un grande, giusto e vasto amore. Verrà così un giorno in cui sarete guidati da un solo grande dio e allora verrete guariti da ogni vostra guasta e dolente azione.
Amate dando nuove speranze a coloro che sono ancora nella notte della mente. Un giorno radioso nascerà in ogni destino, così come dopo ogni notte arriva la Luce del mattino.
Kivres
Siamo in mezzo alle feste di fine anno, di conseguenza siamo anche, più che in altri periodi, in preda a tentazioni di ogni genere. Ma se vogliamo progredire spiritualmente dobbiamo allenare la nostra forza di volontà per tenerle lontane.
George Bernard Shaw diceva: “Le cose più belle della vita o sono illegali, o sono immorali, o fanno ingrassare”. Ora, senza voler racchiudere le cose belle in queste tre sole parole, la vita ci pone di fronte a situazioni dove dobbiamo usare l’autocontrollo sempre più sovente per poter fare le scelte migliori per il nostro futuro.
Controllare emozioni e desideri risulta abbastanza difficile per tutti, ma i neuroscienziati hanno di recente scoperto che è più facile per le donne che per gli uomini; il merito sembra essere degli ormoni sessuali femminili, che vanno ad agire sul cervello e soprattutto sui lobi frontali (particolarmente sul lobo destro) i quali sono sempre coinvolti quando cerchiamo di mantenere un autocontrollo.
Non è il caso però di allarmarsi perché tutto si può imparare, anche l’autocontrollo; basta applicarsi, allenarsi e, almeno all’inizio, aiutarsi con la ripetizione di frasi e di proponimenti positivi. Perché cedere alle tentazioni crea dipendenza e presto o tardi si rischia di non percepire più il confine fra la sensazione piacevole del soddisfacimento e la compulsione di cui non si può più fare a meno.
Perciò almeno in queste feste facciamo attenzione, fra le altre cose, alle abbuffate o ai frequenti “fuori pasto golosi”, altrimenti ci ritroveremo a iniziare il 2009 con una manciata di sensi di colpa in più e con molta autostima in meno. Per contro, è comunque bene anche suggerire di non esagerare troppo con l’autocontrollo, altrimenti si rischia di perdere di vista il bambino positivo dentro di noi e di vivere una vita senza emozioni.
Ricordiamoci sempre che la via della saggezza e dell’armonia, nell’Albero della Vita, è quella centrale ed è l’unica in grado di ricondurci alla Fonte senza zavorre e con molta gioia.
AUGURO UN FELICE NATALE A TUTTI!
PER ENTRARE DA SUBITO NELLA MAGICA ATMOSFERA NATALIZIA VI SEGNALO QUESTO BELLISSIMO AUGURIO MUSICALE.
E CON TUTTO IL CUORE VI DONO QUESTO MIO PENSIERO NATALIZIO:
E’ Natale. Di cento colori
si vestono le vetrine
la gente si scorda i rancori
le mani si fan più vicine;
dimentica, amico, gli affanni
protendi la mano anche tu;
sentirai che tutti i tuoi drammi
fan già parte del tempo che fu.
APRIAMO IL NOSTRO CUORE ALLA GIOIA E ALL’AMORE E RICEVEREMO IN CAMBIO MOLTO PIU’ DI QUELLO CHE SPARGEREMO INTORNO A NOI.
Un amico mi ha inviato questa splendida ricetta natalizia; è con molta gioia che ve la suggerisco. 
Un grande abbraccio col Cuore a tutti i miei lettori.
Hadraniel
Sono state scritte sull’amore innumerevoli canzoni e poesie, ma chi di noi sa in cosa consiste il vero amore?Sono state scritte sull’amore innumerevoli canzoni e poesie, ma chi di noi sa in cosa consiste il vero amore? Tutti desideriamo essere amati, sentirci sicuri e benvoluti, percepire tranquillità, serenità e sicurezza. Se andiamo col ricordo ai momenti più felici della nostra vita, scopriremo che sono stati i momenti nei quali abbiamo amato di più; perciò noi “vogliamo” amare e dare amore con tutto il nostro cuore al partner, ai figli e ai genitori…ma non sempre sappiamo come farlo.
Secondo una teoria l’origine di noi tutti è in un’unica anima. Quest’anima la possiamo definire, per comprenderci, l’Anima Primordiale, scaturita dalla vibrazione d’amore che pervade l’Universo intero; di conseguenza il desiderio interiore che è impresso nell’anima primordiale è quello di amore; da ciò risulta che la delizia più grande che un’anima può percepire è la gioia dell’amore. Ma come potrà, l’anima, realizzare questo desiderio che è in lei e imparare ad amare la sua origine universale? La natura della Fonte è amore e “dare assoluto”, mentre la natura dell’Anima Primordiale è giocoforza un desiderio di “ricevere” piacere e godimento.
Per agevolare la comprensione di questo difficile concetto è iniziato una specie di “programma d’addestramento”: l’anima si è divisa in molte parti, denominate anime individuali, e tutte hanno mantenuto al loro interno lo stesso desiderio, il desiderio egoistico di ricevere amore stando dentro ai corpi umani di questo mondo.
Ma anche se dall’Universo arriva amore continuamente ci è difficile percepirlo nella vita quotidiana, perchè arriva a noi velato e in qualche modo nascosto proprio da ciò che noi siamo. D’altra parte gli altri esseri umani non sono certo nascosti e per merito di questo è possibile, se vogliamo, “mettere in pratica” l’amore fra noi e il prossimo.
Abbiamo dunque la possibilità, per mezzo dei rapporti reciproci, di imparare ad innalzarci al di sopra del nostro desiderio di ricevere amore in modo egoistico.
Possiamo paragonare lo sviluppo del desiderio di amare al processo di crescita di un neonato. All’inizio l’uomo percepisce solamente il suo desiderio personale e vede se stesso come il centro della realtà. Ha bisogno d’amore ed esige molte attenzioni, esattamente come un neonato. Con la crescita e lo sviluppo del desiderio d’amare, l’uomo impara che gli conviene collaborare ed avere legami d’amore con chi lo circonda, dato che solo così guadagna ciò che non potrebbe ottenere da solo.
Man mano che il suo desiderio di ricevere cresce, l’uomo inizia a percepire di poter provare piacere se sfrutterà il prossimo a proprio beneficio. Gli sembra di poter essere felice se riuscirà a dominare il resto delle persone e sfruttarle a suo beneficio personale ma, quando raggiunge l’ultima fase di sviluppo, scopre che quello che gli manca più di tutto è la capacità d’amare e di dare senza limiti, come la Fonte Universale.
Quando tutti noi impareremo ad amarci a vicenda torneremo alla situazione perfetta, nella quale tutti amano e sono uniti come un’unica Anima. Se questo accadrà giungeremo al termine del programma d’addestramento ed acquisiremo finalmente la Natura Universale dell’Amore puro.
La vita è molto bella, se delle persone vivono male e soffrono la vita è ugualmente bella, la vita è tutto il mondo, la vita ti fa andare avanti, ti fa maturare e soprattutto la vita è un sentimento. Un bimbo che ha sofferto tutta la vita può pensare: “La vita a me a che serve?“, un bambino che invece è fortunato e allegro può pensare: “Che bella la mia vita!“.
No, non è così la vita, è la vita, è il destino che fa venire cose belle e cose brutte, ma la vita è la cosa più splendida. La vita è come un paese che cambia ogni giorno, la vita è la convivenza di ogni essere vivente sulla Terra. Ci sono persone rosa, gialle, nere ma la vita anche se cambia sempre è un solo cielo è un solo fiore, per la vita tutto è uguale.
La vita si deve accettare così, è inutile che una persona dice cose brutte sulla sua vita perché ha sofferto, non vuole continuare a vivere, ma per me è così, dopo una vita brutta di una persona, vedrai che per ogni essere vivente ci sarà una vita splendida, ma non splendida di successo ma splendida d’amore, di gioia, di bontà.
La vita per me è bellissima, è un sentimento. Tutti prima o poi dovremo morire, ma la vita non morirà mai. Quando uno, una persona sta seduta al tavolo e vede una macchia, quella macchia ha vissuto con noi. Viva la vita che ci fa vivere!
Elisa - 9 anni
Se guardiamo alla nostra natura terrena dal “punto del cuore” possiamo sperimentare profonde contraddizioni, che non possono essere risolte attraverso accordi o mediazioni, ma soltanto attraverso una dura battaglia fra ciò che è contro di noi e ciò che è in noi (ossia fra il donare e il ricevere). Queste stesse contraddizioni fanno parte della vita e solo usando un po’ di umorismo si possono riconciliare le due cose. L’Anima è in continua crescita e la crescita spirituale ci fa sentire bene come dei bambini, ossia delle persone semplici con un’Anima sempre giovane. Quindi coltiviamo in noi i pensieri spiritosi e il senso dell’umorismo, perché quando la spiritualità entra nel nostro cuore diventiamo gioiosi come bambini.