Dic
19
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 19-12-2009

La vita è un gioco magico e inaspettato; non prendiamola troppo sul serio poiché è solo maya, un’illusione.
Impariamo a comprenderla, a capire la natura di questo strano, bellissimo e imprevedibile mistero cosmico, e a trovare il lato umoristico in ogni situazione.
Perciò impariamo a ridere.
Ridere fa bene. Ridere è guarire. Ridere è amare. Ridere è gioia e felicità.
Chi ha il coraggio di sorridere anche di fronte alle situazioni avverse vive con più leggerezza e serenità, e fa vibrare il suo Cuore con le sublimi ottave della musica universale.
Non dimentichiamoci mai di ridere e questo “viaggio” diventerà non soltanto più facile, ma anche molto più divertente.
L’Amore che è nel cuore di ognuno di noi è un giocherellone, ha bisogno solo di questo: vuole giocare. Facciamo diventare il gioco della Vita la nostra bacchetta magica.

Mag
13
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 13-05-2009

Image Hosting by Picoodle.comViviamo un’epoca in cui le tecnologie che creano situazioni virtuali sono già molto avanzate. Il mondo virtuale fa parte ormai delle nostre vite, ci permette di dimenticare per un po’ le attività quotidiane, ci rilassa o ci stimola, e ci fa vivere l’illusione di fuggire dalla realtà. Nonostante questo, però, non riusciamo a fuggire da noi stessi. Solo apparentemente con i mezzi virtuali ci disconnettiamo dalla materia, ma è un’illusione, perché soltanto una connessione armonica fra gli esseri umani può condurci alla vera libertà.
Il cercare rifugio in altre dimensioni diventa implicito quando la vita si fa più difficile, e quindi ci pesa troppo. Ma, anche quando sentiamo che la nostra personale quotidianità è leggera, dentro di noi percepiamo che tutta l’umanità è più o meno intensamente immersa in una crisi generale, e questo fa scattare il meccanismo della fuga verso altre dimensioni, in luoghi virtuali, dove possiamo staccarci da tutti quei problemi che non sappiamo o non possiamo  affrontare. E così la nostra mente crea delle situazioni dove può trovare rifugio, dei luoghi dove può avere, a sua scelta, pace o emozioni.
Questo comportamento esprime la necessità profonda che esiste in noi tutti di capire chi siamo veramente. Senza rendercene conto stiamo cercando un significato che non abbiamo trovato nella vita comune e nel mondo reale, quindi proviamo a cercarlo nei mondi immaginari. E quel significato che non troviamo si chiama “libertà”. Libertà dalle regole, dalle imposizioni, dai condizionamenti. Fuggiamo allora in un mondo irreale, dove finalmente le regole le possiamo decidere noi stessi.
L’ansia per un mondo magico, nel quale poter vivere come abbiamo sempre desiderato, è radicata nel più profondo di noi stessi ed esprime la crescente necessità che abbiamo di conoscere una realtà diversa, gratificante e libera. Per molti anni questo impulso è rimasto sopito dentro di noi, ma ora si sta risvegliando, e sta facendo sentire la sua vera richiesta:  scoprire la spiritualità.
E pensare che abbiamo a disposizione, proprio nel mondo reale, tutte le condizioni per poterci liberare dai blocchi della materia e ascendere al mondo spirituale, dove esiste la vera Libertà da ogni vincolo. Queste condizioni, queste capacità individuali, sono nascoste proprio all’interno delle nostre esperienze di vita, all’interno dell’educazione che abbiamo ricevuto, all’interno di quel mondo personale e tangibile che cerchiamo di allontanare. Dobbiamo solo capire che tutto ciò che abbiamo vissuto fin’ora è stato un’ottima preparazione per poter raggiungere l’obiettivo della liberazione.
Secondo la Kabbalah, l’attrazione verso la spiritualità  indica che l’umanità è già preparata per entrare nella prossima tappa dello sviluppo: il riconoscimento del mondo spirituale. Al contrario del mondo virtuale, la scoperta del mondo spirituale non costituisce una fuga dalla realtà, ma un’esperienza reale, e tangibile.
Prepariamoci perciò al distacco dalla materia, alla disconnessione dall’identità corporea e dalle limitazioni del tempo e dello spazio; connettiamoci in modo armonico con gli altri esseri umani; e la prossima generazione dei “giochi virtuali” sarà già qui con noi.

Mar
15
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 15-03-2009

Image Hosting by Picoodle.comDal News Report arriva questa notizia: - Milioni di persone in tutto il mondo si stanno immergendo in Second Life, la nuova pazzia virtuale che coinvolge tutte le aree della vita umana. Solo la scorsa settimana, 1,4 milioni di nuovi membri si sono “persi” in questa ossessione. Essi si creano nuove vite e cercano avventure in questa nuova ed esotica realtà. -
Ma se ci pensiamo, tutto questo è sempre stato fatto durante tutta la storia dell’umanità, solo che non era così evidente come lo è ora, che lo possiamo vedere attraverso lo schermo di un pc.
La kabbalah spiega che la nostra cultura, così come tutto quello che di “attraente” ed “eccitante” esiste nell’ambiente in cui viviamo e con cui riempiamo le nostre vite, non è altro che una distrazione dallo scopo della creazione. Tutte queste cose hanno la stessa radice: fuggire dalla domanda sul senso della vita.
Il problema attuale è che i vecchi metodi per passare il tempo non attraggono più. Ormai sono diventati troppo deboli. Nel mondo virtuale, invece, ognuno può aumentare a dismisura la propria immaginazione, e in più ottiene l’illusione che tutto ciò che desidera sia alla sua portata, nello stesso momento in cui lo vuole.
Ma l’ego umano non può sentirsi appagato per lungo tempo da nulla che appartenga alla materia, perché ciò che veramente cerca è il Vero Riempimento, che può essere dato soltanto dalla Luce Spirituale.
E’ questa la ragione per cui esistiamo.
E anche se a piccoli passi l’umanità sta già andando verso la direzione giusta. Gli scienziati hanno recentemente scoperto che le persone fanno molto più esercizi mentali di una volta, e che gli esercizi mentali hanno un potente effetto positivo sull’organismo umano.
Il potere del pensiero (il Pensiero della Creazione) giace nella radice di tutto ciò che esiste. Tutto il creato si sviluppò da un pensiero, includendo tutte quelle forze particolari che sono discese e si sono man mano oscurate, fino a che sono diventate le forze fisiche del nostro mondo. Quindi, all’interno di tutta la materia, c’è una forza spirituale che la governa e la guida, spingendola ad andare verso la somiglianza con l’Origine, ossia verso quella luminosa qualità  chiamata Amore Assoluto.
Nel frattempo possiamo, senza timore di sbagliare, goderci il fatto che se gli esercizi mentali fanno particolrmente bene all’organismo, si può fare molta ginnastica senza alcuno sforzo fisico.

Feb
10
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 10-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comViviamo in un mondo materiale e la nostra esistenza ci impone determinati atteggiamenti e determinati  comportamenti; senza rendercene conto possiamo esserci fabbricati una corazza, un guscio corrispondente a determinati modi d’essere. Questo guscio è sempre destinato al mondo esterno, al mondo degli oggetti e delle altre persone, perciò lo percepiamo e lo sentiamo come un qualcosa al di fuori di noi; nonostante ciò possiamo esserci identificati con questa corazza, e aver pensato che fosse la vera realtà del nostro mondo.
Se però impariamo un qualsiasi tipo di rilassamento ci accorgiamo che tutti i muscoli che sostengono questa corazza si sciolgono e si modificano. Ciò che il mondo esterno, con i suoi oggetti e con le sue persone aveva provocato in noi si dissolve e sperimentiamo la sensazione di non essere più collegati verso l’esterno, ma verso l’interno di noi stessi. Ovviamente il mondo interiore è ancora molto lontano e tutto da scoprire, però cominciamo già a sentire l’esistenza del nostro corpo e di un altro mondo, il “mondo interiore”.
Ma che cos’è questo mondo interiore? Dove comincia? E se i mondi sono due come si comportano l’uno nei confronti dell’altro? Queste domande hanno una risposta ancora difficile da comprendere per l’uomo moderno, abituato ad identificarsi con l’oggetto, con la materia, e quindi con l’esterno.
Perché in effetti esiste un solo mondo: il mondo interiore, che proietta al di fuori tutto ciò che ai nostri occhi appare come esterno. Quella che viene chiamata realtà è quindi un’illusione, ma il fatto di saperlo, di averlo scoperto, non diminuisce la forza di questa percezione illusoria, che continua imperterrita ad avere i connotati di una realtà.
La mente umana ha con facilità accettato altri tipi di percezioni come componenti di un mondo a parte e quindi illusorio (per esempio i sogni e le allucinazioni) definendo che è il ragionamento a farci distinguere la differenza fra un’allucinazione e una percezione reale. La nostra ragione è perciò in grado di introdurre una “differenza” là dove il nostro sistema percettivo non ne vede proprio.
Infatti la differenza non esiste. La nostra ragione si costruisce il mondo che vuole conoscere, e lo costruisce attraverso le percezioni dei nostri sensi; perciò quello che noi vediamo è il mondo percepito, cioè quello di cui abbiamo bisogno.
E’ quindi da considerare interiore e “reale” solo quel mondo che contattiamo durante un profondo rilassamento, un mondo privo di oggetti e privo di “discorsi”, sopra il quale nè il nostro sistema percettivo nè la nostra ragione hanno presa. Perché il mondo interiore non può essere percepito dai sensi, non da appigli di nessun genere, ma “accade”, semplicemente, dentro la nostra coscienza. Una coscienza che è stata capace, per un momento, di escludere il corpo.

Pensieri del celebre filosofo Elémire Zolla, scomparso 6 anni fa, tratti da registrazioni televisive mai pubblicate e raccolte nel film Extraritratti.

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“La liberazione è la cosa più facile da definire e la più impossibile. E’ facile da definire perché chiunque ha esperienza della liberazione. Chiunque, due volte al giorno almeno, ne ha esperienza: quando si sveglia e quando si addormenta.
E’ un momento, un’intercapedine tra i due ordini dell’esistenza, in cui si è perfettamente liberi: non si è ancora soggiogati dalle leggi della coscienza di veglia, si gode ancora della libertà sconfinata del sonno. E quindi si è liberati, in quel momento. Naturalmente subito dopo, o poco dopo, si rientra nella servitù della veglia. Però c’è il momento di riscatto, di liberazione. Non si è più nell’ignoranza del sonno e non si è ancora nella soggezione della veglia. Chiunque ha esperienza, perciò, della liberazione in vita: non è una cosa tanto lontana.
Naturalmente è un altro conto riuscire ad espandere questo spazio, cioè ad allargare nel pieno della giornata, la libertà di cui si è goduto per un frammento di istante. Come ottenerlo?

Per ottenerlo si può sacrificare tutto. Un indù, in genere un indù pio, sogna di poter partire un giorno, e questo è l’apice della vita per un indù, ancora oggi. C’è il momento in cui si è messo al mondo un certo numero di figli, si è provveduto al loro avvenire, e ci si può congedare. Ed è un momento straordinario, cui bisogna avere assistito, quello in cui un uomo che ha avuto una parte importante nella vita della comunità, si sveglia, si abbiglia di vesti molto semplici, si allontana dalla famiglia, da tutti, e si rifugia nella foresta. E questa foresta non è il luogo un po’ pauroso che noi ci immaginiamo. E’ un posto dove tutto è a disposizione. Se si ha bisogno di mangiare, si fa cadere una noce di cocco, la si spacca in due, ecco due piatti. Di qualunque cosa si abbia bisogno, è a disposizione. C’è l’acqua che scorre, ci sono i frutti da mangiare. Finalmente, isolati da tutti, si può meditare. E ci si può, effettivamente, liberare.
Non è un’illusione, è solo che noi percepiamo una realtà molto limitata. Pensiamo a quanto poco vediamo del mondo rispetto a un animale, capace di individuare le leggi magnetiche, come un colombo per esempio. Le nostre percezioni sono dentro a dei confini. Se vogliamo capire come è fatta la realtà dobbiamo andare al di là del confine delle nostre percezioni”.

(Repubblica 2008)

Nov
25
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 25-11-2008

Image Hosting by Picoodle.comIl Supremo, l’Assoluto, si manifesta nel cuore di ogni essere attraverso la Sua emanazione plenaria; così dirige ognuno nel ricordo, nella dimenticanza, nella conoscenza, nell’intelligenza e anche nella sua mancanza. Tutte le energie e tutti i poteri vengono dalla Fonte Suprema.
Gli antropologi sostengono che c’è una legge naturale secondo cui si deve lottare per la sopravvivenza: è la legge del più forte. Ma dietro questa legge della natura c’è qualcosa di Superiore che governa tutto, perciò il sentiero più sicuro verso l’armonia è rispettare le leggi universali.
Nel mondo della materia tutto è illusione, tutto è incantesimo maya, che fa dimenticare la relazione di tutte le cose con la Fonte Suprema. Nel mondo materiale esiste la legge del più forte, che costringe tutti a lottare per la sopravvivenza, perchè nella materia c’è disparità fra le anime condizionate a causa del loro desiderio di dominare le risorse materiali. Questa mentalità di dominio sulla natura materiale è all’origine della vita condizionata. L’energia illusoria ha sempre creato i più forti e i più deboli in ogni specie di vita e questa disparità ha portato la necessità di lottare per sopravvivere.
Nel mondo spirituale, invece, non c’è lotta e non c’è disparità, perchè tutti esistono eternamente e nessuno vuole diventare il beneficiario di qualcosa.

Nov
07
Filed Under (Noi e la Fonte, Vibrazioni) by Hadraniel on 07-11-2008

“Nel nostro Spirito non esiste concetto che non sia prima dato dai sensi” (Aristotele).

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La cosa che dobbiamo imparare è trovare il modo giusto per associare quell’energia Superiore (che possiamo chiamare Dio) a noi stessi; in fin dei conti siamo uno, siamo una cosa sola, anzi, siamo “la stessa” cosa.
Per gli Indiani, il ragno e la sua tela sono delle metafore del Principio Divino che, al di fuori di sé, dà origine al mondo della forma. E’ notevole come questa metafora sia applicabile perfettamente alla nostra realtà. Noi tutti siamo avviluppati nella tela del “nostro” mondo, un mondo creato da noi stessi, così come il ragno crea da sé la propria ragnatela. Ma tutto questo è maya, ossia quell’illusione in cui tutti nuotiamo.
Per questa ragione lo yogi impara a visualizzare la propria struttura interiore come se fosse una ragnatela: lui stesso ne è sia il centro che l’origine, e in questo modo riesce a liberarsi dall’imprigionamento creato dal suo inconscio più profondo.
Persino il mandala, una forma circolare così piena di figure, oppure quel diagramma lineare che viene suddiviso in macrocosmo e microcosmo e che è pieno di simboli raffiguranti le forze divine, sono rappresentazioni metaforiche della creazione.
Ricreando all’esterno di noi (nei disegni), o al nostro interno (con meditazioni specifiche), queste visioni simboliche, possiamo imparare a comprendere la genesi e la morte del mondo come processo di cui noi stessi rappresentiamo sia il centro che l’origine.

(liberamente tratto da: Philosophies of India)

Ott
21
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 21-10-2008

Image Hosting by Picoodle.comL’Amore è un’energia in grado di pervadere tutto, dagli esseri umani, agli animali, a tutte le manifestazioni della natura. Quando quest’energia manca, o è gravemente insufficiente, anche il corso del tempo viene modificato. Se fra gli esseri umani, nelle società, non vi è più una relazione d’Amore, questa carenza si ripercuote su tutto il pianeta, finanche con modificazioni del clima e delle stagioni.
Quanto all’umanità, nel momento che si allontana dalla Fonte, e quindi non è più legata all’Anima Superiore dall’amore universale, diventa inevitabilmente acida, irascibile, falsa e pronta a ricorrere a qualsiasi espediente pur di assicurarsi benessere, senza scrupoli e senza onestà.
Chiunque abbandona la strada dell’Amore diventa eccessivamente avido di ricchezza materiale e di potere; considera questo breve soggiorno sulla Terra fine a se stesso e non conosce, o non vuol conoscere, scopi più elevati.
All’origine di tutte queste anomalie c’è sempre l’ignoranza della verità. L’anima condizionata è caratterizzata da difetti: è soggetta all’errore, all’illusione, all’inettitudine e soprattutto alla tendenza a ingannare. Quest’ultimo difetto è predominante, perchè quando l’anima condizionata scende nell’universo materiale è piena del desiderio di dominarlo. Allo stato puro l’essere non è soggetto a questo, perchè consapevole di dipendere dalla Fonte Universale, e sa che è nel suo interesse rimanerne “dipendente”. Nello stato condizionato, invece, l’individuo si sente insoddisfatto e non sa che continuerebbe ad esserlo anche se riuscisse a dominare tutto ciò che lo circonda.
Gli errori che pervadono il mondo possono essere eliminati soltanto con un vero sentimento d’Amore.

Set
19
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 19-09-2008

Image Hosting by Picoodle.comNel nostro cervello c’è una specie di specchio che inverte tutto ciò che si vede dentro, così che noi vediamo queste cose fuori, davanti ai nostri occhi. A dispetto del fatto che ciò che vediamo fuori di noi non sono cose reali, dovremmo comunque ringraziare la Provvidenza per aver creato questo specchio nel nostro cervello, che ci permette di vedere e di percepire ogni cosa in noi vedendola al di fuori di noi.
Dice lo Zohar: “Vediamo un mondo grande davanti a noi, e tutte le meraviglie che contiene. Ma, di fatto, non vediamo niente tranne che la nostra interiorità. In altre parole, c’è una specie di macchina fotografica nel nostro cervelletto che ritrae tutto ciò che ci appare davanti, e niente di tutto questo avviene fuori di noi.”
L’essenziale, dunque, è capire che stiamo giocando con noi stessi e riceviamo delle risposte che dipendono dai nostri ostacoli e dalla nostra confusione. Tutto questo siamo noi.
Tutti i cambiamenti non accadono nella Matrice ma dentro all’uomo, che si trova nella posizione opposta all’amore assoluto e al dare assoluto. L’uomo vede, analizza, sente, sempre e solo se stesso. Tutta la realtà dell’uomo è essenzialmente una partita di tennis giocata contro il muro. E stiamo, sempre, giocando contro questo muro.