Giu
25
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 25-06-2009

Image Hosting by Picoodle.comQuattromila e cinquecento anni fa, c’era già una situazione simile a quella nella quale ci troviamo oggi, e c’erano dei ricercatori che avevano capito questo strano fenomeno. Avevano capito cosa succede in una società isolata, nella quale l’interdipendenza di tutti è manifesta e nella quale gli uomini cominciano a comprendere che la Natura non permette di relazionarsi fra di loro in modo adeguato, come invece la situazione richiederebbe.
Essi rivelarono il metodo per lavorare con la natura dell’essere umano al fine di aiutare gli uomini ad interagire fra di loro in modo appropriato, così da poter sopravvivere. Tuttavia, questo metodo non avrebbe dovuto essere usato solo per la sopravvivenza, ma anche per ottenere la prosperità, lo sviluppo e il benessere. Quei ricercatori scoprirono come fosse possibile influenzare una persona, spiegandole che per ottenere i risultati desiderati doveva soltanto comprendere la struttura del sistema.
Ora sappiamo che è logico che si debba scoprire il sistema nel quale ci troviamo. E’ necessario per comprendere cosa ci lega insieme, in quale modo siamo interdipendenti e quale tipo di unione dobbiamo raggiungere. E’ necessario scoprire com’è la nostra attuale natura, cosa siamo e cosa non siamo in grado di cambiare, dove si trova la nostra libertà di scelta, e come possiamo cambiare ciò che deve essere cambiato.
Noi non possiamo cambiare il programma o la materia di cui siamo fatti, e non possiamo neppure cambiare il principio che fa funzionare il sistema. La sola cosa che possiamo e che dobbiamo cambiare è il nostro atteggiamento, e perfezionarlo per renderlo simile alla totalità dell’armonioso sistema in cui ci troviamo. Questa è la sola libertà di scelta che abbiamo. E’ una meraviglia vedere come ogni cosa sia organizzata in Natura in modo che, se anche volessimo intervenire in altri suoi aspetti, non potremmo cambiare niente. Abbiamo ricevuto un sistema in cui ogni particolare è predeterminato, eccetto per questa sola cosa. Il collegamento tra le parti di questo sistema è un collegamento egoistico, ma può essere trasformato, e questo è precisamente ciò che possiamo e dobbiamo fare.
C’è una scienza che spiega come compiere quest’azione. Se si usa questa scienza, si sarà in grado di compiere quest’azione. Questa scienza non tratta di altro se non del collegamento tra le persone, e si può riassumere nella regola “ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa scienza ci dice in cosa consiste la nostra sola libertà di scelta: l’unione delle persone tra di loro, e niente altro.
Tutto questo si sta ora manifestando nel mondo attraverso vari problemi e situazioni. Si sta manifestando per mezzo della Natura stessa, che ci sta facendo vedere il problema che necessita di correzione, il collegamento interrotto che c’è tra di noi. Ci dice anche come funziona questo sistema, come possiamo raggiungere questo collegamento passo per passo, e come questo enorme, universale, incredibile sistema apparirà  in tutto il suo splendore una volta che ognuno di noi, e tutti noi insieme, metteremo in pratica la giusta connessione.

(liberamente tratto da “One Precept” del 5 marzo 2009)

PIU’ E’ DIFFICILE L’OSTACOLO CHE TI TROVI DAVANTI NELLA VITA,
PIÙ CRESCERAI SPIRITUALMENTE SE RIUSCIRAI A SUPERARLO.
PERCHÉ IMPORTANTE E’ L’IMPEGNO, NON IL SUCCESSO.

Mag
13
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 13-05-2009

Image Hosting by Picoodle.comViviamo un’epoca in cui le tecnologie che creano situazioni virtuali sono già molto avanzate. Il mondo virtuale fa parte ormai delle nostre vite, ci permette di dimenticare per un po’ le attività quotidiane, ci rilassa o ci stimola, e ci fa vivere l’illusione di fuggire dalla realtà. Nonostante questo, però, non riusciamo a fuggire da noi stessi. Solo apparentemente con i mezzi virtuali ci disconnettiamo dalla materia, ma è un’illusione, perché soltanto una connessione armonica fra gli esseri umani può condurci alla vera libertà.
Il cercare rifugio in altre dimensioni diventa implicito quando la vita si fa più difficile, e quindi ci pesa troppo. Ma, anche quando sentiamo che la nostra personale quotidianità è leggera, dentro di noi percepiamo che tutta l’umanità è più o meno intensamente immersa in una crisi generale, e questo fa scattare il meccanismo della fuga verso altre dimensioni, in luoghi virtuali, dove possiamo staccarci da tutti quei problemi che non sappiamo o non possiamo  affrontare. E così la nostra mente crea delle situazioni dove può trovare rifugio, dei luoghi dove può avere, a sua scelta, pace o emozioni.
Questo comportamento esprime la necessità profonda che esiste in noi tutti di capire chi siamo veramente. Senza rendercene conto stiamo cercando un significato che non abbiamo trovato nella vita comune e nel mondo reale, quindi proviamo a cercarlo nei mondi immaginari. E quel significato che non troviamo si chiama “libertà”. Libertà dalle regole, dalle imposizioni, dai condizionamenti. Fuggiamo allora in un mondo irreale, dove finalmente le regole le possiamo decidere noi stessi.
L’ansia per un mondo magico, nel quale poter vivere come abbiamo sempre desiderato, è radicata nel più profondo di noi stessi ed esprime la crescente necessità che abbiamo di conoscere una realtà diversa, gratificante e libera. Per molti anni questo impulso è rimasto sopito dentro di noi, ma ora si sta risvegliando, e sta facendo sentire la sua vera richiesta:  scoprire la spiritualità.
E pensare che abbiamo a disposizione, proprio nel mondo reale, tutte le condizioni per poterci liberare dai blocchi della materia e ascendere al mondo spirituale, dove esiste la vera Libertà da ogni vincolo. Queste condizioni, queste capacità individuali, sono nascoste proprio all’interno delle nostre esperienze di vita, all’interno dell’educazione che abbiamo ricevuto, all’interno di quel mondo personale e tangibile che cerchiamo di allontanare. Dobbiamo solo capire che tutto ciò che abbiamo vissuto fin’ora è stato un’ottima preparazione per poter raggiungere l’obiettivo della liberazione.
Secondo la Kabbalah, l’attrazione verso la spiritualità  indica che l’umanità è già preparata per entrare nella prossima tappa dello sviluppo: il riconoscimento del mondo spirituale. Al contrario del mondo virtuale, la scoperta del mondo spirituale non costituisce una fuga dalla realtà, ma un’esperienza reale, e tangibile.
Prepariamoci perciò al distacco dalla materia, alla disconnessione dall’identità corporea e dalle limitazioni del tempo e dello spazio; connettiamoci in modo armonico con gli altri esseri umani; e la prossima generazione dei “giochi virtuali” sarà già qui con noi.

Mar
03
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 03-03-2009

27wm96cy3u2z25cxsnw0.jpgLe fiabe esistono praticamente da sempre, sono senza tempo, e pur essendo antiche sono sempre moderne. Fra loro hanno in comune molte cose, prima fra tutte il fatto che non trattano solo di fate e di gnomi, ma parlano soprattutto di eroi umani alla ricerca di quel magico potere che è nascosto nei loro cuori; alla ricerca della magia della vita. Vagando per luoghi incantati e pericolosi, meravigliosi e inospitali mettono alla prova il loro coraggio e la loro fede.
Il messaggio che ogni fiaba propone (secondo J.Tolkien, filologo e autore de Il Signore degli Anelli sono: fuga, riscoperta, consolazione e fantasia) viene accettato proprio perché è collocato al di fuori del nostro mondo spazio-temporale, perché si trova apparentemente in un’altra dimensione; ma i valori che ogni fiaba usa sono in realtà molto simili al percorso psicologico di una persona quando intraprende un lavoro su se stessa. Questi valori si possono raffrontare sia con il percorso psicologico attraverso gli Archetipi di base, sia con le quattro Nobili Verità che il Buddha scoprì durante la sua meditazione sotto l’albero.
Uno dei valori proposti dalle fiabe è l’evasione e molti testi religiosi descrivono la nostra vita in questo mondo come una specie di prigione, che richiede salvezza o “liberazione”, quindi fuga. La liberazione, nel contesto religioso, si può dunque intendere come una fuga dai legami del karma, verso la libertà dell’anima. Questa stessa fuga, nel contesto archetipico, è il coraggio di allontanarsi dalla prigione dei condizionamenti per vivere la propria vita finalmente liberi.
Lo stesso concetto lo ritroviamo nella prima Nobile Verità del Buddha: cioè che l’esistenza comprende in sé frustrazione, dolore e sofferenza, e ciò deriva dal fatto che pensiamo noi stessi come separati gli uni dagli altri, quando in realtà non c’è alcuna separazione, perché siamo Uno. Ma per comprendere questo è necessario liberarci (fuggire) dalla prigionia mentale in cui siamo immersi.
La vita del Buddha è un esempio di fuga dalla frustrazione e dall’instabilità di questa esistenza materiale, e ci indica il modo per camminare verso la Consapevolezza di ciò che veramente siamo: degli Esseri Superiori.

Dic
11
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 11-12-2008

Image Hosting by Picoodle.comIl Buddha ci insegna che il “desiderio” è la radice di tutti i mali e quindi del “Male” in assoluto, come istanza contrapposta al Bene.
La psicologia chiarisce che non desiderare non è un semplice consiglio a non essere invidiosi di ciò che vediamo negli altri, ma un incitamento a riscoprire e valorizzare se stessi. L’essere attenti ai beni degli altri, al modo ed al tenore di vita che essi conducono, sino a desiderare di possedere anche noi ciò che loro posseggono, è indice di profonda insoddisfazione personale.
Oggi siamo sommersi da messaggi pubblicitari che dipingono le persone benestanti come modelli a cui aspirare: belli, avvenenti, attraenti, efficienti, in forma, atletici, intelligenti, dinamici e possidenti. Sono i connotati dell’uomo e della donna a cui vorremmo ispirarci, a cui purtroppo miriamo per sentirci realizzati come protagonisti del nostro tempo.
La realtà è però diversa, perché tutti o quasi siamo lontani da questi modelli. E’ inevitabile, allora, fare paragoni tra il nostro essere quotidiano e quello degli altri, degli amici, dei conoscenti, dei beniamini dello spettacolo o dello sport.
L’invidia, sempre in agguato, crea frustrazione e desolante senso di emarginazione. Sembra follia, ma è triste realtà: il nostro tempo, prigioniero dell’immagine più che dei contenuti, alimenta e cova il tarlo dell’invidia e della gelosia. Siamo prigionieri delle cose che altri hanno o fanno ed in queste cose pensiamo sia riposta la felicità che non abbiamo.
Eppure basterebbe poco per tornare liberi da questa schiavitù, basterebbe smascherare il nemico della serenità interiore con un imperativo: Sii te stesso! Perché sei bellissimo o bellissima, perché hai un’anima splendente fatta per sovrastare le cose e puntare dritta all’essere profondo della vita. I doni che ti sono stati assegnati sono sufficienti per la tua felicità. Sii felice perché puoi camminare con le tue gambe, respirare l’aria del mattino e riposare al calare del sole. Sii felice perché vivi fianco a fianco con le altre creature della Terra. Sii felice per essere stato creato così come sei, uomo o donna. Sii felice perché puoi vedere e sentire i giochi e le risa dei bambini. Sii felice perché il progresso ti porta dove le tue sole gambe non ti porterebbero; e potrai scoprire che altri uomini e altre donne sono felici di vederti e di scoprire che seppur diversi, apparteniamo tutti alla stessa, immensa, famiglia umana.
Seguire questi consigli significa capire che in noi ed attorno a noi vi sono beni infiniti da possedere e da vivere con gioia, senza aspirare ad essere o ad avere come gli altri.
L’”altro” diventa allora l’occasione per amare.

Nov
22
Filed Under (Diventare consapevoli, Kabbalah) by Hadraniel on 22-11-2008

Image Hosting by Picoodle.comNessuno sarà libero sino a quando non sceglie l’unica vera libertà: riappropriarsi della propria vera natura, quella spirituale. La spiritualità è mille volte più forte della vita comunemente intesa. E’ intensa, piena, eterna, non è soggetta a mutamenti casuali e dolorosi e non ci lascia in balia degli eventi. Certamente, giungere a questa libertà di pensiero può essere doloroso, perché dove c’è libertà di pensiero c’è anche opposizione al pensiero imposto, e quindi disagio.
La nostra natura materiale presto si abitua al comodo vivere in seno al gruppo sociale, e cerca di trarre da questo i maggiori vantaggi con il minimo sforzo. Da parte sua la società è ben disposta a dare tutto ciò che la nostra natura vuole, purché se lo guadagni con il sudore della fronte. Per questo l’uomo è disposto a cedere pensiero, libertà, pudore e amor proprio; troverà sempre qualche esperto che lo convincerà che questo è giusto.
La vera vita, invece, sta all’opposto. Nella misura in cui riusciamo  ad uscire da noi stessi troviamo la Vita. E questo avviene quando si risveglia il punto nel cuore.

Ricordiamoci che migliora soltanto chi chiede la Spiritualità ora, ma la tendenza è rimandare: “sì, forse è giusto cercare altro, forse non sono poi così felice, forse faccio una brutta vita, meriterei di più, forse un Creatore esiste da qualche parte. Ma me ne occuperò domani. Oggi ho ancora qualche impegno da sbrigare, qualche piccola soddisfazione possibile”.
La situazione è simile a quella del vecchio che avanza sulla strada sotto un carico pesante; se chiede aiuto, qualcuno accorre a soccorrerlo ed è disposto ad aiutarlo. Ma, se non grida, nessuno penserà di aiutarlo, perché sembra che se la sbrighi benissimo da solo.
La richiesta deve essere sincera, deve venire da un cuore pieno, da una mente che ha cercato tutte le soluzioni “mondane e naturali” e non ha trovato nulla. Ed è a questo punto che al posto del punto nel cuore bisogna acquisire un contenitore, un vaso che si chiama il nostro prossimo.
Solo nell’amore per il prossimo si trova la via di uscita da questa scomoda situazione terrena, in cui un’Energia Superiore ci ha posti per costringerci a muoverci verso di Essa; e questa Entità Superiore non è la nostra stanza piena di libri di preghiere, la nostra famigliola che curiamo con amore, i nostri amici che ascoltiamo volentieri e che frequentiamo con gioia momentanea; non è neppure nel godimento della natura, né nell’espressione artistica dell’uomo; questa Entità la possiamo trovare solo nell’altro, nel suo punto del cuore.
Il libero arbitrio è acquisire la natura spirituale, è imitare quel Creatore al quale aneliamo. Ed è dall’unione con il gruppo che si comincia a sentire l’unione tra le anime.

(liberamente tratto dalle “lezioni del mattino sulla kabbalah”)

Ott
18
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 18-10-2008

Image Hosting by Picoodle.comLa scienza moderna, confermando gli insegnamenti di alcune Scritture, ha dichiarato che la misura del tempo sugli altri sistemi planetari differisce da quella sulla Terra e che molti pianeti della volta celeste è probabile siano abitati da esseri in qualche modo superiori a noi.
Molti, sulla Terra, vorrebbero raggiungere questi pianeti, sperando in una vita migliore di quaggiù. A questo proposito la Bhagavad-gita mette in guardia, spiegando che saremmo comunque quanto prima costretti a tornare (rinascere) su questo pianeta terrestre, per completare la nostra evoluzione.
L’Anima Superiore è fatta esclusivamente di sostanza spirituale, mentre la materia è lo stato in cui questa sostanza è ignorata. Nonostante ciò l’Anima Suprema è presente in ogni nostra molecola e in tutto ciò che esiste.
L’esistenza materiale, quella che noi viviamo in questo mondo, è un continuo susseguirsi di ostacoli e l’essere umano, ignaro dell’ostacolo successivo che dovrà affrontare, è continuamente in preda alla paura, anche quando non lo ammette. Si potrebbe asserire che questo è il nostro tirocinio. Ma quando arriveremo al “risveglio” spirituale potremo percepire la vibrazione emessa dallo Spirito Superiore, prenderemo coscienza che la Sua natura trascendentale è fatta di felicità, di eternità e di conoscenza, e ci sentiremo finalmente liberi dal bisogno di cercare la nostra felicità in qualcosa di esterno a noi stessi.

Ott
06
Filed Under (Kabbalah) by Hadraniel on 06-10-2008

Image Hosting by Picoodle.comNella Kabbalah un angelo è tutto ciò che (inanimato, vegetale o vivente), esegue quello che deve, senza deviazione alcuna. Una pietra è un  angelo, una pianta è un angelo e lo sono anche gli uomini che non esercitano il loro libero arbitrio, ma che seguono (consciamente o inconsciamente) il programma previsto dall’Alto.
Tutto è già stabilito dall’inizio della Creazione, dicono i kabbalisti, e anche se gli uomini credono di essere liberi, non fanno che muoversi nell’unico modo loro possibile, date le condizioni in cui sono immersi e data la loro personalità.
Anche colui che crede di esser libero perchè percorre il mondo in lungo e in largo non fa altro che seguire quello che la sua natura gli impone; così come colui che vive tutta la vita nella stessa strada.
Se proviamo a “essere liberi” facendo il contrario di quello che internamente, profondamente vogliamo, vedremo subito che è pressoché impossibile.
L’unica vera libertà è perciò smettere di essere asserviti al proprio Io egoico e alla propria animalità (termine quest’ultimo che non ha niente a che vedere con gli animali, i quali sono tutti “angeli”) e iniziare a lasciarci guidare dalla nostra Matrice Spirituale, in modo da uscire dal pesante ciclo delle reincarnazioni.

Ago
12
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 12-08-2008


Image Hosting by Picoodle.comIn questo secolo sembra che tutti si possa costruire una propria personale libertà. Da quella di espressione, di informazione, di stampa, di religione, ecc. fino alla libertà del tempo libero. Ma esiste davvero una libertà libera da condizionamenti? Esiste un qualcosa che sia semplicemente libertà? O forse la vera libertà è molto diversa da come noi la immaginiamo? Per molti libertà significa evasione dalla vita quotidiana e dai problemi di tutti i giorni. Ci si vorrebbe liberare da preoccupazioni e pressioni varie; in breve si vorrebbe fuggire dalla realtà quotidiana per respirare in modo diverso. Ma capita sovente che la cosa non funzioni nel modo previsto ed allora viene aggiunta un’ulteriore frustrazione a quelle precedenti. Per trovare la strada della libertà si dovrebbe innanzitutto smettere di cercarla all’esterno di noi stessi, smettere di cercarla in qualche posto del mondo, perché nel mondo possiamo trovare tutto fuorché la libertà. Guardando invece nel nostro cuore possiamo trovare le risposte a domande importanti, tipo: “qual è il significato della vita?” “perché siamo qui?” “dove siamo diretti?” “qual è il senso di tutto?”. Se smettiamo di correre come trottole queste domande emergeranno dal nostro cuore insieme alle relative risposte, e ci guideranno verso la vera Libertà, verso la nostra Sorgente.