Non esiste separazione fra l’anima e il Creatore. In nessun momento la nostra anima è separata da Lui, non potremmo esistere come forma di vita per un solo attimo. Tutto ciò che esiste non può vivere soltanto di vita propria, così come la terra non può vivere senza sole; è il nostro pensiero ad essere distaccato dal Creatore ed è per questo che non vi è adesione con Lui.
E’ perciò compito nostro correggerci e possiamo farlo con l’Amore. Ma amare gli altri è la cosa più difficile che esista, perché il nostro ego non ne vuole proprio sapere, pensa soltanto a superare gli altri ego, e quindi lavora per la separazione anziché per l’unione.
Se però proviamo a concentrarci solo sul piano Superiore anche le cose del piano sottostante muteranno. Non soffriremo più, perché semplicemente non ce ne sarà più bisogno. Acquisendo una nuova visone, il dolore scomparirà, poiché il dolore ci è dato solo per spronarci ad avanzare. Se avanziamo perde immediatamente la sua funzione e scompare.
La Natura ci lascia in una situazione per un po’ di tempo, e questo ci appare doloroso, ma è per darci la possibilità di usare il nostro libero arbitrio. Siamo solo noi a poter decidere il cambiamento. Apriamo dunque il nostro cuore e parliamo con noi stessi per chiarire le nostre mancanze e le nostre confusioni.
Tutto ciò che esiste è per noi, per la nostra evoluzione, per sviluppare il senso di fusione con il Tutto. Usiamo la nostra volontà con “l’intenzione” che la Luce faccia il suo lavoro e tutto migliorerà. Non possiamo fare altro che questo!
(kabbalah notturna)
La saggezza della Kabbalah dice che tutti noi scopriamo, osservando la nostra vita, che ciò che ci spinge ad eseguire svariate azioni è in effetti il desiderio di conseguire piacere e godimento. Cambiamo il posto di lavoro, la macchina, andiamo all’estero o mangiamo in un buon ristorante per trarvi soddisfazione. E’ la nostra natura, è l’ego quello che ci spinge a rincorrere continuamente i piaceri; per riempire se stesso. Il problema è che il piacere rilevato da ogni cosa che ci sforziamo di ottenere si dilegua in poco tempo.
Cercando di ottenere il piacere sperato, spesso ci imbattiamo in desideri di altre persone che ci disturbano, e di conseguenza si creano dei conflitti; questo accade ovunque, in famiglia, nel posto di lavoro, e a livello politico e mondiale. Si giunge così ad una situazione nella quale sono azionate su di noi sia una pressione esteriore che una pressione interiore, e gradualmente ci appare sempre più chiaro il fatto che ciò che ci porta sofferenza è seguire l’ego. E questo nonostante l’uso dell’ego ci aiuti ad esistere, a svilupparci, a “fiorire”, a godere della vita. Ma improvvisamente, proprio quando otteniamo il massimo successo o la massima prosperità, si espande in noi una strana percezione di vuoto e la vita diventa nuovamente senza gioia.
La Luce che la Kabbalah apporta alla nostra vita, rivela quindi che ai nostri giorni siamo ancora schiavi dell’ego; ed è proprio questa Luce che può aprire un varco per far percepire che ci può essere una vita ben diversa e più bella. Come conseguenza di questa apertura l’ego che è in noi comincia a ricevere duri colpi, poiché inizia a crearsi un potente bisogno di “uscire da se stessi”, verso la libertà.
E’ questo il vero significato della libertà: l’uscita dalla schiavitù dell’ego. Oggi questa uscita è più vicina che mai ed abbiamo fra le mani l’opportunità di “accelerarla” tutti insieme. Quando usciremo e saremo liberi, si rivelerà davanti a noi un nuovo modo di vivere la vita. Sarà una vita d’unione ed amore fraterno, una vita di pace e tranquillità su tutti i livelli, compreso quello personale e quello sociale.
“Povero”, secondo la Kabbalah, vuol dire “povero in conoscenza”, e allude alla sensazione di vuoto della nostra attuale situazione, che è quella di chi percepisce che può possedere tutto e ciononostante gli manca qualcosa.
Il pane azzimo è un altro esempio simbolico di questo concetto. Infatti, è interessante constatare come nel processo della cottura del pane azzimo si sia molto meticolosi nell’impastare la pasta senza interruzioni, affinché non lieviti. Ciò che è lievitato simboleggia, nella saggezza della Kabbalah, il desiderio egoistico col quale siamo stati creati, che ci imprigiona, all’interno, in quel ristretto mondo di amore per noi stessi. Similmente al modo col quale viene impastato il pane azzimo, noi dobbiamo controllare continuamente qual è il desiderio che ci guida, verso dove è direzionato il nostro sguardo, se solo verso noi stessi o se anche verso il prossimo. È ovvio che da soli, con le nostre sole forze, non si sia capaci di sopraffare l’ego; perché questa è la natura umana. Però il controllo stesso e l’aspirazione ad un cambiamento edifica in noi il vero appello verso la Creazione, la vera richiesta di aiuto per correggere l’ego. Solo così avverrà il cambiamento desiderato.
C’è un’antica usanza, solo in apparenza materiale, che in realtà accenna ai processi spirituali. Si tratta dei quattro bicchieri di vino, ovvero delle quattro fasi dell’uscita dall’ego.
Il bicchiere simboleggia, nella Kabbalah, la nostra capacità di ricevere la Luce che proviene dal Creatore. I kabbalisti hanno scoperto che l’unica qualità che esiste nella Creazione è la qualità dell’amore quindi, se ci relazioniamo l’uno con l’altro con amore, così come il Creatore si atteggia con noi, diventiamo simili a LUI, ed in questo caso la Luce ci colma.
Il vino (ma potrebbe essere anche acqua pura di fonte) simboleggia la Luce della Creazione che opera su di noi in due fasi: nella prima fase la Luce ci libera dal dominio dell’ego, e con questo fa divenire simili al Creatore; nella seconda fase ci riempie della Sua essenza.
Ma perché si devono bere proprio quattro bicchieri durante questo rituale e non cinque o sei?
I quattro bicchieri alludono ad un processo basilare dell’antico concetto della Creazione. I Saggi raccontano che l’ego che è in noi è stato creato in quattro fasi e che la sua correzione deve avvenire anch’essa secondo lo stesso ordine. Ne consegue che i quattro bicchieri simboleggiano le quattro fasi dell’uscita dall’ego verso il mondo spirituale il quale, per il momento, ci è nascosto.
Solo dopo essere usciti dal buio scopriremo che “siamo stati schiavi” e che ora siamo “liberi”. Allora è scritto che potrai raccontarlo a tuo figlio.
E a questo punto incontriamo altri simboli, perché i “Figli” simboleggiano tutta una serie di situazioni che noi passeremo durante la vita. Il “Padre” simboleggia la nostra situazione attuale, mentre il figlio simboleggia la nostra prossima situazione, ossia una situazione più evoluta. Padre e figlio sono quindi due situazioni che dobbiamo attraversare durante il nostro sviluppo spirituale.
Anche questo concetto evidenzia che tutte le situazioni meravigliose che percepiamo collegandoci al mondo spirituale sono l’effetto di questa uscita, di questo allontanamento dall’ego. E solo dopo questa liberazione si apriranno davanti a noi nuovi orizzonti.
(liberamente tratto dal giornale Kabbalah LaAm)
Nel campo spirituale, più si chiede e più si ottiene. Bussare incessantemente alla porta dell’Universo spalanca senza dubbio la strada verso l’abbondanza. La Creazione ha già tutto pronto, e vuole solo il nostro desiderio e la nostra richiesta. Non deve inventare nulla, perché tutto è già preparato e perfetto nel Mondo Superiore, il mondo dell’Emanazione Primaria, quello dove risiede la perfezione e al quale noi tutti siamo chiamati.
Le nostre richieste di Luce, se sono forti, verranno esaudite; e sicuramente arriverà la risposta che attendiamo. Dobbiamo soltanto avanzare la richiesta, tutto il resto viene fatto “da sopra”; per questo il risultato è certo. C’è solo da percorrere un Sistema che è già preparato in anticipo per questo; è quello lo scopo della Creazione, non ve ne sono altri, e noi siamo qui solo per imparare ad essere come l’Amore di tutto ciò che E’.
L’Universo vuole darci molto più di quanto pensiamo. Vuole darci l’assoluto, il tutto, per diventare una cosa sola con lui. Le richieste e le ambizioni terrene più grandi sono così insignificanti al cospetto del Tutto! Crediamo di volere chissà cosa, e invece chiediamo solo briciole, fosse anche tutta la ricchezza, l’onore e la potenza del mondo.
Oltretutto, le nostre richieste materiali sono irrazionali. Crediamo siano dettate dal buon senso e dall’intelligenza perché chiediamo cose che servono a noi e agli altri per fare una “buona” vita, e al contempo ci preoccupiamo di non riuscire a raggiungerle o di non averne abbastanza. Ma che senso ha? La risposta a questo interrogativo è sempre la stessa: “Cos’altro si può fare? Questa è la vita, bisogna vivere al meglio, comportarsi “bene”, non fare del male, costruire qualche cosa…..ma è tutto qui”. E’ definibile intelligenza questo?
Davanti a questo “strategico” piano terreno immaginiamo che l’Energia Superiore da cui deriviamo si erga ipoteticamente in tutta la sua magnificenza e dica all’essere umano: ”Tu sei stato creato come un dio, e tale devi diventare. Io ti porterò a me, volente o nolente, perché questo è il mio Piano, che sovrasta il tuo quanto nemmeno puoi immaginare. Se sarai “volente” non ci sarà più dolore per te, sin da ora, perché trasformerò te, e dunque la tua vita, immediatamente. Chiedi, e ti darò in possesso tutto”.
Chi segue le leggi “razionali” della vita materiale esegue solo le leggi irrazionali imposte dagli altri, dalla società; crede di essere libero ma fa la scelta obbligata di seguire le regole imposte da qualcun altro. Nasce in un ambiente e ne diventa schiavo, e lo sarà comunque, anche se ne diventasse il re. Non esercitando la libertà di uscire dal sistema delle reincarnazioni per diventare come la Creazione, spreca la sua vita. Perciò, più ci si sente forti di qualità e mezzi umani, più si è deboli e suggestionati dal sistema mondano. Quindi esattamente il contrario di quello che viene giudicato degno di essere perseguito.
Forse questi comportamenti andavano bene fino a qualche tempo fa, quando l’essere uomo era ancora “bambino” e cresceva attraverso le guerre, le religioni, le filosofie, la ricerca scientifica: doveva imparare a conoscere il luogo dove si trovava, la Terra.
Ma ora l’evoluzione ci ha portati a vedere che dobbiamo riscoprire la grande verità verso cui siamo chiamati. Da materiale, l’uomo deve diventare spirituale. E’ tempo che faccia un altro salto di qualità, come quelli compiuti passando dallo stato immobile, a quello vegetale e animale. Ora il salto è da essere vivente a creatura Divina. Certo, il balzo è grande, difficoltoso quanto quello di una pietra che debba trasformarsi in pianta, o una pianta in animale, o un animale in uomo. Ma ci siamo già passati, e sappiamo che non c’è scelta. Gli aiuti che ci arrivano dall’alto sono formidabili e ormai siamo pronti per capire tutto questo, anche se la confusione generata dall’insoddisfazione e dal dolore è molta. Ma serve a indurre tutti verso la ricerca di quella forte Luce che porta alla meta.
Chiediamo allora di scostare i “parassiti” dalla nostra vita. Possono essere pensieri, cose o persone. Contro i nostri pensieri siamo disarmati. Essi vengono e si insediano nella mente, e come un virus si moltiplicano. Chiediamo di scostarli affinché noi si possa andare oltre. Potremmo anche farli nostri o cercare di scacciarli, ma richiederebbero comunque, da parte nostra, attenzione, energia e sforzo. Allora dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere di non essere in grado di contrastarli e chiedere che vengano scostati da noi, allontanati.
Parassite possono essere anche molte situazioni inerenti all’ambiente della nostra vita. Situazioni che ci turbano, che ci preoccupano, che ci angosciano; possono anche essere persone che hanno un cattivo rapporto con noi, che ci odiano, che ci vessano o che solo ci infastidiscono. Tutte cose che ci portano lontano dall’ambiente spirituale e danneggiano il nostro lavoro interiore.
Non chiediamo che queste cose scompaiano, ma che le forze universali le scostino, per farci proseguire il cammino anziché arenarci identificandoci in esse. E’ un colloquio senza parole, dove il silenzio prende il sopravvento per lasciare posto ad un diverso tipo di espressione. E’ in questo modo che può scattare la compassione e la consapevolezza di cosa significa amare gli altri: un amore che parte dalla compassione per tutti coloro che, affannandosi, agitandosi, arrabbiandosi o piangendo, hanno un solo desiderio: sopravvivere.
E’ possibile che l’intera umanità stia sperimentando un profondo cambiamento? E perché accade proprio ora?
L’essere umano, nella sua ricerca per la felicità, ha provato numerose soluzioni ai continui problemi del mondo. Ha tentato una corsa spregiudicata alle armi, sviluppato economie a bassa inflazione, creato culture basate su tradizioni diverse, ed ha accettato di buon grado l’alta tecnologia e le rivoluzioni scientifiche. Ma non ha trovato ancora i mezzi reali per raggiungere la pace e l’amore.
L’obiettivo di scoprire e raggiungere lo scopo della Creazione è insito in tutta l’umanità; inconsciamente le persone riconoscono che il loro stesso progresso spirituale è collegato e cercano di condividere questa saggezza con il resto degli esseri umani. Ma la strada verso l’obiettivo della nostra esistenza richiede innanzitutto di correggere l’ego, ossia la forza che ci spinge al movimento. Tutti noi siamo in questa situazione e non possiamo evitarlo.
La saggezza ci parla dunque del vero amore dell’uomo, che è l’unico rimedio per tutte le afflizioni dell’umanità. Questa saggezza contiene dentro di sè la conoscenza di come ogni nazione potrebbe funzionare bene, e di come questa conoscenza si adatti alla struttura di quell’anima comune che viene chiamata “umanità”.
Ed è proprio lo studio della spiritualità a spiegare che lo sviluppo nel nostro mondo non avviene per quella selezione naturale in cui sono scelte le forze e le qualità del “più forte”, ma piuttosto attraverso l’emergere progressivo o sequenziale delle “informazioni” dentro di noi; quelle informazioni che riguardano la discesa delle anime dall’alto verso il basso, dal Mondo dell’Infinito verso il nostro mondo. Questo archivio di informazioni si è formato dentro ogni persona come conseguenza della creazione, da quello che chiameremo impropriamente “il Mondo dell’Infinito” al nostro mondo, in una spirale di informazioni che spiega ogni grado di discesa.
Oggi, così come ogni cosa che esiste in generale, percepiamo la manifestazione di queste informazioni come un qualcosa che dal basso va verso l’alto, e dobbiamo sforzarci di comprenderle. Questa comprensione la possiamo realizzare in due modi: attraverso il percorso della Luce o attraverso quello della sofferenza. Il percorso della Luce si ha quando si studia al fine di imparare i nostri livelli futuri, attirando la Luce della Creazione in noi affinché ci guidi verso la perfezione. Il percorso della sofferenza si ha invece quando non si studia la struttura del nostro sistema (e quindi non si attira la Luce dal livello successivo) ma si percepisce soltanto “la pressione” delle informazioni seguenti, che chiedono di essere realizzate.
In questo caso non c’è nessuna evoluzione, ma solo una graduale espressione d’informazioni, che però sono già conosciute in anticipo. In effetti ogni cosa è conosciuta in anticipo, fuorché il metodo di risalita dei livelli il quale, se accadrà coscientemente, sarà veloce e piacevole, altrimenti sarà lento, forzato e poco piacevole.
Il 21 giugno il sole entra nel solstizio d’estate raggiungendo il suo punto più alto. Gli anglosassoni parlano di “mezza estate” un momento magico e particolare, ricco di emozioni fluttuanti fra il sogno e la realtà, di sensazioni fuori dal tempo.
La parola solstizio significa “fermata del sole” e molti sono i riti e le credenze popolari legati al momento in cui il sole passa allo Zenith, nel suo punto più alto, il suo apogeo: si potrebbe dire che simbolicamente è il massimo trionfo della Vita.
In numerose regioni europee, e anche qui in Italia, vi è l’usanza di accendere fuochi propiziatori e purificatori per salutare il solstizio, ma è nella festa di San Giovanni (tre giorni dopo) che convergono i riti celtici che esaltano il potere del fuoco e della luce, nonchè delle acque, delle erbe, dei fiori e dei raccolti.
Le leggende si rifanno tutte a quello che accade in cielo il 24 giugno: il sole, che ha appena superato il punto del solstizio, comincia a decrescere sull’orizzonte; tutti pensiamo soltanto che sta cominciando l’estate mentre in realtà, da quel momento, il giorno del sole comincia a diminuire, fino a raggiungere, nel solstizio invernale, la sua notte più lunga.
Nella notte della vigilia di San Giovanni, che è la notte più breve dell’anno, l’attesa del sorgere del sole è perciò propiziata, in moltissime regioni, dai falò accesi sulle colline e sui monti, poiché da sempre il fuoco mette in fuga ciò che si crede si celi nelle tenebre: gli spiriti maligni, le streghe e i demoni che vagano nello spazio. Attorno ai fuochi si fanno rituali, si leggono poesie e preghiere, si danza e si canta, e si dice che in questa notte magica possono avvenire prodigi d’amore e di fortuna, e che il Male si dissolve.
E poi, allo spuntare della luce, bagnarsi nella rugiada del mattino o lavarsene gli occhi è considerato un gesto di grande purificazione.
Se percorrete la strada della Conoscenza Superiore, sempre più spesso vi sveglierete con un senso di felicità indefinibile dentro di voi. Una felicità che si regge da sola, animata da vita propria. Il passato si svelerà per intero e vedrete come la Matrice creativa si è presa cura di voi, con tenerezza, precisione e attenzione; come si è prodigata per portavi ai livelli superiori senza farvi troppa violenza. Vedrete come vi abbia dato prove che, anche se pesanti, fossero ancora superabili e sicuramente rafforzanti. Vedrete anche come vi abbia dato felicità inaspettate.
Siete vivi! Vi sembra questa una cosa ovvia? Il respiro scorre in voi senza il vostro intervento e tutto si muove al vostro interno senza che dobbiate fare nulla. Sentirete sempre di più che siete immersi nel grande mare costituito dalla Luce Cosmica. Tutto galleggia in esso e voi ne siete parte. Sentirete il legame fra le anime e non sarete più soli. Sentirete che la Bontà e la Misericordia della Creazione inseguono le creature e lavorano incessantemente per riportale a Casa.
Perché il dolore, comunque si travesta, è quello della lontananza dal Bene assoluto, che nonostante tutto sapete che esiste. Per questo cercate amore e affetto in tutte le cose, negli altri, negli animali, nei fiori e nella natura. Per questo vi agitate e vi piace viaggiare, pensando di trovare in qualche posto quello che il vostro cuore sa che c’è, da qualche parte.
Le cose dello spirito non invecchiano, non imputridiscono e non si inquinano. Sono le sole cose buone che si possono dare agli altri. Ma per elargirle, queste cose dello spirito, bisogna possederle. La sensazione che esista il “prossimo” appartiene solo al grado dell’uomo. E’ un sentimento essenzialmente egoistico, perché sul prossimo si proietta il proprio egoismo e non l’altruismo, anche se questo è già un avanzamento rispetto a coloro che traggono godimento solo da se stessi. Se invece si traesse godimento dal dare, non avrebbe limite il godimento; la felicità sarebbe piena e continua e si acquisirebbero le caratteristiche del Creatore. Il limite terreno sta tutto qui: nell’aspettativa. Ogni movimento umano è sempre determinato da ciò che ci si aspetta di ritorno dal proprio gesto.
Gli esseri umani sono piccoli commercianti della vita, vendono e comprano cose, affetti, sentimenti, sensazioni, e non sono mai paghi di ciò che ricevono. E non potrebbero esserlo. Perché donare è l’unica vera fonte di felicità, ma troppo spesso questa parola viene confusa con un donare materiale.
Sovente non vi è molto da offrire materialmente, le risorse possono essere molto limitate. Ma “l’intenzione” è illimitata, perciò lo spirito può dilatarsi fino ai confini estremi dell’Universo e dare in continuazione. E’ questo il vero segreto della vita. Come il feto non vede la luce se non nel momento in cui esce nel mondo e non un attimo prima, nonostante sia già perfettamente formato, anche gli esseri adulti non possono vedere la Luce se non dopo aver passato la barriera. E’ necessario che questo pensiero sia ben chiaro, per stimolarvi durante il percorso. Bisogna immaginare d’essere come una pagina bianca, che Qualcosa di Superiore andrà a riempire. Dovete abbandonarvi totalmente. Cosa succederà non lo potete ancora sapere, e neppure i grandi Maestri ve lo possono spiegare, perché sarà una rivelazione personale che coinvolge proprio e soltanto voi, con tutta la vostra personalità. Non esistono due processi spirituali identici, anche se identica è la meta. Questo perché ognuno deve arrivarci con tutto se stesso; e non sarà un se stesso annullato, ma trasformato totalmente, pur mantenendo le sue caratteristiche. In questa consapevolezza deve stare la vostra capacità di abbandono.
(comunicazione di F.R.)
Ingloba tutto, la sua essenza è la totalità, i suoi attributi sono la luce e le tenebre dell’Universo. Con lui si può imparare tutto, cose che non potremmo comprendere attraverso altri esseri umani, perché ha in sé il dolce e l’amaro, il bambino e il vecchio, la destra e la sinistra, il santo e…il Santo.
Giocando con l’Infinito capiamo che non c’è nulla da cambiare tranne noi stessi, che siamo noi a qualificare o squalificare qualcuno o qualcosa e che lo facciamo sempre in base a noi stessi. In questo gioco è un essere nuovo quello che andiamo scoprendo al nostro interno, un essere che ci rivela che nulla, nella nostra vita, è successo senza essere stato programmato per condurci ad una meta ben definita.
Tutto ciò che normalmente si fa per sopravvivere lo si fa per se stessi, e non può essere altrimenti. Ma se non si guarda “fuori” si diventa schiavi del proprio Io, prigionieri del proprio modo di vedere. L’amore per se stessi a volte può erigere muri di acciaio.
Da principio questa rivelazione può turbare, ma quando si scopre il vero “gioco della vita” ogni momento diventa un’occasione gioiosa per immergersi in questo grande mare dello spazio Infinito.
Sono i giocatori che concorrono allo scopo della Creazione, manifestando nel mondo le Sue qualità infinite, dando esempio di come liberarsi dalla schiavitù della materia e di come divenire simili alla Fonte Universale attraverso il “dare”; dare il bene in ogni sua forma. E’ così che si giunge all’unione con la fonte Creatrice.
Perciò cominciamo tutti a giocare con gioia questo nuovo “gioco”; è vecchio come il mondo, ma ancora tutto da scoprire. E con il tempo la Luce che circonda ogni cosa agirà su ognuno in modo sempre più brillante; gli insegnamenti diventeranno chiari, e nessuno più avrà timore che la meta sia troppo ambiziosa, o troppo lontana.
(l’immagine è un dipinto del pittore Edoardo Dainotti, cliccaci sopra per vederla più limpida)
Considerati i tragici eventi accaduti di recente, è più che mai importante per tutti comprendere e avvicinarsi, col cuore e con la mente, al Mondo Superiore. Un Mondo che non è fatto di misticismo, ma di leggi. Bnei Baruc, maestro kabbalista, spiega che la forza che agisce nel mondo spirituale è il nostro stesso desiderio, purché quest’ultimo sia diretto al raggiungimento del nostro stato successivo.
Se tutti noi ci sforziamo di arrivare a stati mentali più elevati, allora i nostri desideri ci permetteranno di avanzare attraverso il campo della Luce, portandoci sempre più vicini allo Stato Superiore. Il sistema funziona proprio come un pezzo di metallo o un filo elettrico in un campo magnetico, che viene attirato verso la sorgente.
Per merito del desiderio e dell’intensa voglia di migliorare, possiamo far scendere su di noi le Luci che circondano la nostra Anima Superiore e, oltre ad usufruirne noi stessi, distribuire questa Luce a chi si trova momentaneamente nell’oscurità delle problematiche materiali.
Ogni persona deve avere in sé la certezza di poter ottenere tutte le meravigliose realizzazioni che furono nel Pensiero della Creazione, affinché ogni creatura ne potesse godere. L’illuminazione che si riceve ogni volta che ci sforziamo di occuparci di questa saggezza, attira su di noi la grazia, l’abbondanza e la purezza, avvicinandoci sempre più al raggiungimento della completezza. Ma fintanto che l’uomo non avrà percepito che la sua realizzazione è il completamento spirituale, quelle stesse Luci verranno percepite erroneamente, e confuse come luci (appagamenti) della materia circostante.
In memoria di chi è stato colto dalla tragedia:
VOI CHE QUI,
PROTAGONISTI O COMPARSE
DI QUESTA STORIA,
COME ME, PROVATI
E SCONVOLTI DA QUESTA SCENA…
SE AVESSI IL TEMPO DI RACCONTARVI…
MA IL TEMPO DELLA VITA
DI UN UOMO
BASTA APPENA PER DIRE “UNO”
E IL RESTO E’ SOLO SILENZIO.
(William Shakespeare)
HAI ATTRAVERSATO LA SOGLIA,
SEI LIBERO,
DA OGNI RANCORE,
DOLORE,
PAURA,
RIMORSO,
DESIDERIO.
COME IL VENTO TRASCINA LE VELE,
COSI’ GLI ATTACCAMENTI TERRENI
SVIANO LO SPIRITO
DAL SUO CAMMINO.
TU CHE HAI ATTRAVERSATO LA SOGLIA,
ABBANDONATO IL CORPO,
SARAI PER SEMPRE
UGUALE A TE STESSO.
(Bhagavadgita)
In questo post voglio toccare un argomento che non solo è molto comune e molto discusso in ogni angolo del mondo ma che, per un modo o per un altro, è in grado di inserire o di togliere felicità nella vita delle persone. Intendo parlare di quel desiderio che ha a che fare con il rapporto che la persona ha con se stessa, con la fiducia nel proprio sé, con il piacersi, con la capacità di accettare il proprio corpo: ovvero del desiderio sessuale.
I Maestri kabbalisti spiegano che il desiderio delle persone verso l’altro sesso è un fatto del tutto naturale che proviene dalla spiritualità; perché solo tutto quello che esiste spiritualmente, si concretizza poi nel materiale. Quindi anche questo tipo di desiderio ci arriva da una radice molto elevata.
«L’Amore, con la sua donazione reciproca, è ciò che ci fa scoprire la grande avventura della Vita…».
E’ la “Luce della Saggezza” la fonte di tutti i nostri desideri; e il desiderio sessuale è il desiderio fondamentale, il più potente di tutti. A livello spirituale è proprio il primo desiderio, e nella vita terrena è ancora maggiore di quello relativo all’alimentazione. La ragione di questo è perché prima di ogni altra cosa si anela al ricongiungimento della parte femminile con quella maschile dell’Anima.
Spiritualmente tutti i mezzi per riempire l’Anima sono collegati fra loro: perciò soldi, onore, studi, invidia, controllo, sesso, famiglia, casa, sono tutte cose che si trovano insieme in un unico pacco, denominato “come riempire l’anima attraverso concetti spirituali”. Quindi non con la casa, la famiglia, il sesso, o l’alimentazione di questo mondo, ma con il loro aspetto spirituale.
Per questo il desiderio più potente è quello sessuale, ed è per questo che le scritture dicono che l’uomo che s’innalza spiritualmente, sente verso questo desiderio, sempre di più, sia un aiuto che un ostacolo. Quello che le persone ricevono tramite il sesso materiale è un qualcosa che viene e se ne va, che si spegne subito. Invece il sesso spirituale continua indefinitamente, ogni volta a un livello più alto, per cui sarebbe meraviglioso se si potesse capire, semplicemente, che quello che si vuole ricevere realmente dal sesso, lo si riceve spiritualmente, ad una potenza superiore, senza rinunciare alla parte materiale, ma dirigendo il proprio sforzo, la forza e tutta l’ energia allo scopo di ottenere il sesso spirituale, quello che viene chiamato “Incontro con il Creatore, con l’essenza stessa della Luce”.
In questo modo si raggiunge l’unione e la pace fra la parte femminile e quella maschile dell’Anima (ossia di noi stessi) e si sperimenta la soddisfazione eterna.
Ho trovato in rete questa canalizzazione. Pensando di fare cosa gradita a molti dei miei lettori la trascrivo.
…..Per finire vi parleremo di nuovo del 2012. Se osservate i veri
calendari Maya ed Azteco, capirete ciò che realmente dovevano dire.
Ciò che predicono sono schemi di energia potenziale che fanno tutti
parte dell’orologio temporale di Gaia. Non sono affatto calendari,
come pensate voi, ma sono piuttosto marcatori energetici.
Il 2012 rappresenta un rinascimento nel pensiero, dove la luce si
riverserà sul pianeta. Questa nuova energia non sosterrà la guerra o
i potenziali della guerra. Il tempo che si sposterà e cambierà
sarà “il vecchio tempo”. Alcuni di voi lo hanno visto e credete
nella metafisica da abbastanza tempo per vedere i cambiamenti che
cominciano ad accadere. Sapete di cosa sto parlando.
Quanti di voi si considerano Fari? Lasciate che vi ricordi una cosa
che abbiamo detto ad un gruppo la scorsa settimana. I fari 3D
[quelli di vero cemento] sul pianeta non sanno niente di tempeste.
Nulla. Non sanno quanto sarà grande una tempesta o quanto oscuro
diventerà. Non sanno quanto forte soffierà il vento, o quanto tempo
durerà. I Fari e i loro custodi però, possono vedere arrivare la
tempesta, e sanno quando vi si trovano dentro. Sono stati costruiti
per questo, sapete? A loro non importa quanto oscuro o per quanto
tempo, poiché sono costruiti per qualsiasi durata! A loro non
importa perché hanno una luce che è abbastanza forte da aiutare
chiunque sia nei guai per la situazione. Capite?
Ecco perché siete qui! Non dovete analizzare la tempesta in corso per
affrontarla. Tutto ciò che dovete fare è rimanere dove siete e
tenere la luce accesa. Ecco perché siete venuti su questo pianeta in
questo periodo, ecco perché siete qui. Lo Spirito vi promette che
avrete luce a sufficienza e che il vostro faro non sarà distrutto,
poiché era stato costruito per la tempesta. Di fatto, era stato
costruito esattamente per questa tempesta. Capite cosa stiamo
dicendo? Non dovete capirlo e non dovete neanche immaginarlo.
L’ultima cosa che ci aspetteremmo da un faro, è che spenga la luce,
chiuda le porte e scappi dall’altra parte perché la tempesta sta
arrivando. Non ha senso, capite? E queste sono le buone notizie
dell’epoca.
Questi sono i potenziali che vediamo. Sì, può diventare più buio
prima che diventi più luminoso. Ricordate, il 2008 è l’anno
cruciale. Ve lo abbiamo detto nel 2000. In quell’anno ci sono
potenziali che, se si manifesteranno, cambieranno molto, incluso ciò
che avviene in questo edificio.
Siete disposti a sorridere? Siete disposti ad alzarvi, ad accendere
la luce e dire: “Non mi importa a cosa somiglia, non ho paura della
tempesta. Mi importa di come sarà quando è finita”. E questo, caro
Essere Umano, è il motivo per cui ti amiamo come ti amiamo.
Questo è stato un messaggio proveniente dal regno angelico. È
concreto e reale. Vi onoriamo, e l’entourage che si trova qui vi
onora.
E così è.
Kryon