Dic
27
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 27-12-2009

Image Hosting by imagefra.meLa sala cosmica degli specchi ci porta dove tutto è senza fine. Le innumerevoli galassie del nostro universo vagano nello spazio, e l’ordine è dappertutto, anche dove il nostro occhio non arriva. Lo specchio cosmico riflette perciò l’ordine naturale dell’universo, riflettendo ciò che è senza fine. L’ordine universale è in ogni direzione, e si irradia da ogni centro verso la perfezione senza fine; meditando su questa immagine multidimensionale possiamo osservare ogni aspetto di noi stessi; possiamo diventare noi stessi il nostro riflesso, e rifletterci verso gli altri. E’ così che, tutti insieme, possiamo diventare lo specchio dell’universo infinito, e sentirci veramente infiniti.
Non dobbiamo avere paura di guardare in questo specchio, perché nel suo riflesso non vi è alcun giudizio. E’ soltanto lo specchio delle nostre infinite possibilità, delle possibilità che fanno parte di noi e che non hanno mai fine perché
, come l’universo, siamo infiniti.

Feb
11
Filed Under (Psicologia) by Hadraniel on 11-02-2009

Image Hosting by Picoodle.comIl massimo della nostra evoluzione è andare oltre quelle tre naturali personalità che vengono definite come “bambino, adulto e genitore”. E’ superando queste tre istanze interiori che possiamo diventare dei buddha. Ma solo questo non basta, perché per mantenere lo stato di buddhità raggiunto bisogna capire alcune cose.
La prima è che la propria serenità deve essere messa al di sopra di qualsiasi altra cosa; non si possono aiutare gli altri se si sta male. Essere sereni vuol quindi dire essere efficienti. La seconda cosa da capire è che la sofferenza proviene da tre cause interiori: le aspettative, le paure, i sensi di colpa. E da questo si comprende che nessuno può far soffrire nessuno.
Se però ci fermassimo qui saremmo soltanto delle persone adulte ed autosufficienti, in grado sì di gioire di ogni situazione, ma non saremmo ancora degli Illuminati. Perché la caratteristica fondamentale di un buddha è la serenità, che si realizza solo attraverso l’amore universale. Soltanto con l’amore universale la nostra vita si riempie di pace e di gioia.
Amore universale vuol dire acquisire coscienza dell’universo al quale apparteniamo, vuol dire “diventare l’universo”. Tutti i mistici e tutti gli Illuminati è proprio questo che hanno scoperto e sperimentato: noi non siamo altro che cellule di un universo eterno, infinito e in continua trasformazione.
Ma come possiamo sviluppare in noi l’amore universale? La chiave d’accesso è la “compassione”. Soltanto la compassione fa nascere dentro di noi l’Amore Vero. Ed è la “comprensione” che permette alla compassione di emergere. Si dice che Siddharta stesso “vide che comprensione e amore sono un’unica cosa, e che senza comprensione non vi può essere amore”.
Ma cosa significa comprensione? Per “comprendere” bisogna conoscere; quindi comprensione vuol dire conoscenza: conoscenza della vita e della sofferenza degli altri. E quando si viene a conoscenza di questo non si può fare a meno di provare compassione, compassione per la sofferenza…..la stessa compassione che proviamo per noi stessi.
Imparare ad amare se stessi, ad accettarci, a perdonarci, ad avere compassione per i nostri sogni e per le nostre delusioni, vuol dire imparare ad amare gli altri. E’ questo l’Amore: vedere noi stessi nell’altro, identificarci con l’universo che ci circonda; e allora il fiore dell’amore universale sboccerà, spontaneamente, nel nostro cuore.

Gen
10
Filed Under (Vibrazioni) by Hadraniel on 10-01-2009

Image Hosting by Picoodle.comCi sono tre categorie di forme-pensiero: una inferiore, una media e una superiore.
La categoria inferiore comprende i pensieri di coloro che non intraprendono alcuna cosa; hanno paura degli eventuali ostacoli che potrebbero incontrare per cui non si impegnano in alcuna attività.
La categoria di mezzo comprende i pensieri di coloro che intraprendono qualche lavoro, ma si ritirano non appena affiorano dei problemi; questi pensieri ritengono ogni ostacolo che si presenta sul loro cammino grande come una montagna insormontabile; desistono quindi dal loro impegno, perché credono di non essere in grado di affrontare i problemi che incontrano. Non hanno fiducia nelle proprie capacità.
La categoria più elevata di pensieri comprende coloro che assumono un compito e che sono decisi ad assolverlo; essi perseverano nella lotta contro le avversità finché raggiungono la loro meta. Per loro nessun problema è insolubile, nessuna difficoltà può essere più grande della loro capacità di superarla. Avanzano lottando contro tutti gli ostacoli, possono fronteggiare qualsiasi sfida e imbattersi in qualunque situazione difficile: sono fermamente decisi a raggiungere il loro obiettivo, succeda quel succeda.
Io desidero che voi siate persone della categoria più elevata.
Dovete sempre pensare alla meta, tenere sempre d’occhio il vostro ideale.
Attraverso l’ ideazione spirituale potrete ottenere l’ ispirazione per rimanere fedeli ai vostri principi.
( Ananda Vacanàmrtam )

Spieghiamo ora brevemente cosa sia, in pratica, una forma-pensiero.
Ogni pensiero produce una serie di vibrazioni nel corpo mentale della persona; se il pensiero è ripetuto intensamente la sua parte vibrante si stacca e prende la forma della natura di quelle vibrazioni. In sintesi il pensiero genera vibrazione e questa vibrazione plasma la materia del piano mentale in forme-pensiero. Dopo che questo procedimento è avvenuto la forma-pensiero puo’ essere considerata un’entità vivente, nonostante sia temporanea: è perciò intensamente attiva ed è animata dalla stessa forza dell’idea che l’ha generata.
Ogni impulso (pensiero) che la mente produce diventa quindi, anche se in modo temporaneo, una creatura vivente, la cui forza pensiero è lo spirito. Tutte le possibili forme pensiero assumono diversa brillantezza e diversi colori, e ogni colore riflette e rispecchia la qualità delle intenzioni del pensiero iniziale, ossia positiva o negativa.
Infine, tanto sarà maggiore la forza del pensiero, tanto piu’ essa determinerà la grandezza e la nitidezza della sua forma pensiero, nonché la sua durata. La durata verrà poi anche rafforzata dal ripetersi del pensiero stesso.

Dic
07
Filed Under (Diventare consapevoli) by Hadraniel on 07-12-2008

Image Hosting by Picoodle.comLo Spirito è una Forza e il risultato si sente tangibilmente sulla materia. Non è una nuvola impalpabile confinata nella nostra idealità; è una forza viva e reale ed è quella che plasma la materia. Bisogna percepire lo Spirito così, nella sua vera essenza. Il mondo della materia per sua propria natura nasconde questa verità, quindi l’unico modo per rivelarla è diminuire il desiderio di ricevere da questo mondo. Solo così viene alla superficie il mondo spirituale. Solo così si può giungere ad un certo livello di comprensione. Non è la Forza stessa da vedere, ma l’impatto che essa ha sulla materia, sulla nostra vita; è un gioco continuo di velamento e disvelamento e dobbiamo sempre giocarlo, perchè lo Spirituale non ha nessuna immagine, è la via di mezzo fra il buio e la Luce, è il raggiungimento.
Noi non sappiamo davvero chi siamo, ma sicuramente sentiamo che siamo vivi, e questo è il risultato dell’azione dello Spirito, anche se non ne conosciamo l’essenza.
Proviamo a comprendere questo: quando si studia non si devono “acquisire” le qualità di ciò che si studia, ma se ne rilevano le caratteristiche intellettualmente; in campo spirituale, invece, ci si costruisce un modello e se ne acquisiscono le caratteristiche; ma tutto dev’essere fatto tenendo presente che non si ottiene mai di più di quei cambiamenti che avvengono dentro di noi e che si è disposti a lasciare avvenire.
Nella materia si crede di volere qualcosa di nuovo, ma si tratta sempre di qualche caratteristica già esistente, solo un po’ cambiata. In questo campo, invece, si tratta di acquisire caratteristiche sconosciute e questo ci spaventa e ci impedisce di lasciarci andare. “Chi, o come, sarò dopo?” Ecco la domanda che gira nella testa e nell’inconscio delle persone. “Non mi sembra di essere così in errore, né di stare poi così male, in fondo; perché volere una cosa così grande come quella di assomigliare alla Fonte Divina?”
Dovremmo essere tutti disposti a cambiare la nostra mente. Ma per fare questo abbiamo bisogno proprio della nostra mente. E’ un’apparente contraddizione sulla quale lavorare: utilizzare la propria mente per poi escluderla all’arrivo della Luce. In ogni momento della nostra vita possiamo trovarci sul punto di acquisire la mente Superiore, ma nel frattempo dobbiamo usare la nostra, essendo coscienti e tesi verso lo scopo, senza abbandonarci a nessuna illusione. Perché la crescita spirituale non è chiudere gli occhi e pensare che sarà come sarà. Siamo proprio noi che dobbiamo procedere sul percorso, con intelligenza e volontà. E il primo scoglio da superare è quel sentimento che si chiama “odio”.
Gli scienziati sono riusciti a dimostrare che c’è veramente una linea sottile fra amore e odio. Steve Connor, scienziato ed editore di “The Independent”, riferisce: “Gli scienziati, studiando la natura fisica dell’odio, hanno scoperto che alcuni dei circuiti nervosi del cervello responsabili di questo sentimento, sono gli stessi che vengono usati durante la sensazione di un’emozione dolce e romantica. Perciò, nonostante amore e odio sembrino essere poli opposti…il “circuito dell’odio” condivide qualcosa in comune con il “circuito dell’amore”.
Ecco la spiegazione del perché sia così difficile avere sempre pensieri positivi: crediamo di allontanarci dall’odio andando verso l’Amore, ma per il nostro cervello non ci siamo allontanati neppure di un passo.  Perciò è soltanto eliminando il desiderio che possiamo acquisire la Forza dello Spirito.

Ott
18
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 18-10-2008

Image Hosting by Picoodle.comLa scienza moderna, confermando gli insegnamenti di alcune Scritture, ha dichiarato che la misura del tempo sugli altri sistemi planetari differisce da quella sulla Terra e che molti pianeti della volta celeste è probabile siano abitati da esseri in qualche modo superiori a noi.
Molti, sulla Terra, vorrebbero raggiungere questi pianeti, sperando in una vita migliore di quaggiù. A questo proposito la Bhagavad-gita mette in guardia, spiegando che saremmo comunque quanto prima costretti a tornare (rinascere) su questo pianeta terrestre, per completare la nostra evoluzione.
L’Anima Superiore è fatta esclusivamente di sostanza spirituale, mentre la materia è lo stato in cui questa sostanza è ignorata. Nonostante ciò l’Anima Suprema è presente in ogni nostra molecola e in tutto ciò che esiste.
L’esistenza materiale, quella che noi viviamo in questo mondo, è un continuo susseguirsi di ostacoli e l’essere umano, ignaro dell’ostacolo successivo che dovrà affrontare, è continuamente in preda alla paura, anche quando non lo ammette. Si potrebbe asserire che questo è il nostro tirocinio. Ma quando arriveremo al “risveglio” spirituale potremo percepire la vibrazione emessa dallo Spirito Superiore, prenderemo coscienza che la Sua natura trascendentale è fatta di felicità, di eternità e di conoscenza, e ci sentiremo finalmente liberi dal bisogno di cercare la nostra felicità in qualcosa di esterno a noi stessi.

Ago
19
Filed Under (Noi e la Fonte) by Hadraniel on 19-08-2008

Image Hosting by Picoodle.comLe persone, erroneamente, si percepiscono come viventi nel proprio corpo fisico, nei propri desideri, nelle proprie paure. Ma la nostra Essenza luminosa non è collegata ai piaceri materiali, e nemmeno ai terremoti, agli uragani, ai fulmini, o a qualsiasi altro fenomeno naturale. Non è collegata neppure al fuoco, come alcune credenze antiche immaginavano. L’Essenza luminosa che noi siamo e da cui siamo scaturiti non si lascia imprigionare da nessun elemento o forma della creazione, né da nessuna categoria umana. E’ quella cosa, in ognuno di noi, che aspira soltanto a conoscere l’autentica Realtà Superiore, che aspira alla Spiritualità pur vivendo la materia. Quando una persona si identifica con il proprio corpo, allora ha paura di tutto ciò che finisce, ha paura della sua fine, poiché la vede come la fine del suo “Io”. Ma se ha già cominciato ad identificarsi con l’anima inizia a percepire se stessa a livelli più profondi, sente che il suo “Io” è oltre il piano animato in cui vive, comincia a percepire il proprio Sé attraverso il suo punto nel cuore, si unisce ai punti nel cuore delle altre persone e comincia a vivere negli altri, e infine capisce che se anche il corpo fisico svanirà ne ha già acquisito uno nuovo, ha già il suo corpo spirituale!

Quando si comincia a percepire i desideri degli altri invece dei propri soli desideri, allora, si acquisisce un corpo eterno e un desiderio che trascende il proprio Sé.