Se tutti noi, esseri umani, percepissimo la presenza della Creazione nella nostra vita, guariremmo da tutti i mali e da tutte le depressioni. Poiché tutte le nostre mancanze non sono che un’unica mancanza: quella dell’unione con la Fonte. Tutti i nostri piccoli amori, i nostri affetti, le nostre passioni, le nostre amicizie, le nostre ricerche di felicità e sicurezza, non sono che frammenti di quest’unico oggetto del nostro vero desiderio.
Noi non siamo di questo mondo: la nostra vera natura è quella del piano Superiore, quello Spirituale, e nel nostro intimo, anche se non ce ne accorgiamo, lo sappiamo benissimo. Come ciechi brancoliamo nel nostro buio, attaccandoci a qualche realtà, mentre nel profondo di noi siamo alla ricerca della nostra vera dimora.
Non siamo bestie (chiedo scusa agli animali…), ma ad alcune “persone” piace tanto identificarsi con una loro “parte bestiale”, vivendo privilegiando questa. Senza accorgersi di avvertire dolore e disagio in questa parte. E apparentemente non trovano altra soluzione, per essere felici, che aumentare sempre di più questo lato: mangiando di più, possedendo di più, divorando tutti quelli che sono sulla loro strada.
I migliori si accontentano della loro religione. O di una blanda spiritualità, una piccola parte da coltivare insieme alle altre cose della vita. E continuano a vivere come vivono gli altri, soffrono come gli altri, affrontano tutte le cose della vita come gli altri.
Perché l’intimità con la Creazione, per dare risultati, deve durare ventiquattro ore al giorno; sentendo la sua presenza in ogni respiro; sentendola scorrere su e giù nel proprio corpo, silenziosa e possente. Sentendo che ogni cosa opera in noi, e sentirsi sicuri nel proprio nulla, sentirsi felici di comprendere che non siamo nulla e che non abbiamo nulla. Ma che progressivamente ci stiamo trasformando.
Se le persone percepissero così la Creazione, e basta volerlo con tutte le forze, guarirebbero da tutte le malattie e da tutte le infelicità.
(parole di un mistico)
E’ possibile che l’intera umanità stia sperimentando un profondo cambiamento? E perché accade proprio ora?
L’essere umano, nella sua ricerca per la felicità, ha provato numerose soluzioni ai continui problemi del mondo. Ha tentato una corsa spregiudicata alle armi, sviluppato economie a bassa inflazione, creato culture basate su tradizioni diverse, ed ha accettato di buon grado l’alta tecnologia e le rivoluzioni scientifiche. Ma non ha trovato ancora i mezzi reali per raggiungere la pace e l’amore.
L’obiettivo di scoprire e raggiungere lo scopo della Creazione è insito in tutta l’umanità; inconsciamente le persone riconoscono che il loro stesso progresso spirituale è collegato e cercano di condividere questa saggezza con il resto degli esseri umani. Ma la strada verso l’obiettivo della nostra esistenza richiede innanzitutto di correggere l’ego, ossia la forza che ci spinge al movimento. Tutti noi siamo in questa situazione e non possiamo evitarlo.
La saggezza ci parla dunque del vero amore dell’uomo, che è l’unico rimedio per tutte le afflizioni dell’umanità. Questa saggezza contiene dentro di sè la conoscenza di come ogni nazione potrebbe funzionare bene, e di come questa conoscenza si adatti alla struttura di quell’anima comune che viene chiamata “umanità”.
Ed è proprio lo studio della spiritualità a spiegare che lo sviluppo nel nostro mondo non avviene per quella selezione naturale in cui sono scelte le forze e le qualità del “più forte”, ma piuttosto attraverso l’emergere progressivo o sequenziale delle “informazioni” dentro di noi; quelle informazioni che riguardano la discesa delle anime dall’alto verso il basso, dal Mondo dell’Infinito verso il nostro mondo. Questo archivio di informazioni si è formato dentro ogni persona come conseguenza della creazione, da quello che chiameremo impropriamente “il Mondo dell’Infinito” al nostro mondo, in una spirale di informazioni che spiega ogni grado di discesa.
Oggi, così come ogni cosa che esiste in generale, percepiamo la manifestazione di queste informazioni come un qualcosa che dal basso va verso l’alto, e dobbiamo sforzarci di comprenderle. Questa comprensione la possiamo realizzare in due modi: attraverso il percorso della Luce o attraverso quello della sofferenza. Il percorso della Luce si ha quando si studia al fine di imparare i nostri livelli futuri, attirando la Luce della Creazione in noi affinché ci guidi verso la perfezione. Il percorso della sofferenza si ha invece quando non si studia la struttura del nostro sistema (e quindi non si attira la Luce dal livello successivo) ma si percepisce soltanto “la pressione” delle informazioni seguenti, che chiedono di essere realizzate.
In questo caso non c’è nessuna evoluzione, ma solo una graduale espressione d’informazioni, che però sono già conosciute in anticipo. In effetti ogni cosa è conosciuta in anticipo, fuorché il metodo di risalita dei livelli il quale, se accadrà coscientemente, sarà veloce e piacevole, altrimenti sarà lento, forzato e poco piacevole.
Se percorrete la strada della Conoscenza Superiore, sempre più spesso vi sveglierete con un senso di felicità indefinibile dentro di voi. Una felicità che si regge da sola, animata da vita propria. Il passato si svelerà per intero e vedrete come la Matrice creativa si è presa cura di voi, con tenerezza, precisione e attenzione; come si è prodigata per portavi ai livelli superiori senza farvi troppa violenza. Vedrete come vi abbia dato prove che, anche se pesanti, fossero ancora superabili e sicuramente rafforzanti. Vedrete anche come vi abbia dato felicità inaspettate.
Siete vivi! Vi sembra questa una cosa ovvia? Il respiro scorre in voi senza il vostro intervento e tutto si muove al vostro interno senza che dobbiate fare nulla. Sentirete sempre di più che siete immersi nel grande mare costituito dalla Luce Cosmica. Tutto galleggia in esso e voi ne siete parte. Sentirete il legame fra le anime e non sarete più soli. Sentirete che la Bontà e la Misericordia della Creazione inseguono le creature e lavorano incessantemente per riportale a Casa.
Perché il dolore, comunque si travesta, è quello della lontananza dal Bene assoluto, che nonostante tutto sapete che esiste. Per questo cercate amore e affetto in tutte le cose, negli altri, negli animali, nei fiori e nella natura. Per questo vi agitate e vi piace viaggiare, pensando di trovare in qualche posto quello che il vostro cuore sa che c’è, da qualche parte.
Le cose dello spirito non invecchiano, non imputridiscono e non si inquinano. Sono le sole cose buone che si possono dare agli altri. Ma per elargirle, queste cose dello spirito, bisogna possederle. La sensazione che esista il “prossimo” appartiene solo al grado dell’uomo. E’ un sentimento essenzialmente egoistico, perché sul prossimo si proietta il proprio egoismo e non l’altruismo, anche se questo è già un avanzamento rispetto a coloro che traggono godimento solo da se stessi. Se invece si traesse godimento dal dare, non avrebbe limite il godimento; la felicità sarebbe piena e continua e si acquisirebbero le caratteristiche del Creatore. Il limite terreno sta tutto qui: nell’aspettativa. Ogni movimento umano è sempre determinato da ciò che ci si aspetta di ritorno dal proprio gesto.
Gli esseri umani sono piccoli commercianti della vita, vendono e comprano cose, affetti, sentimenti, sensazioni, e non sono mai paghi di ciò che ricevono. E non potrebbero esserlo. Perché donare è l’unica vera fonte di felicità, ma troppo spesso questa parola viene confusa con un donare materiale.
Sovente non vi è molto da offrire materialmente, le risorse possono essere molto limitate. Ma “l’intenzione” è illimitata, perciò lo spirito può dilatarsi fino ai confini estremi dell’Universo e dare in continuazione. E’ questo il vero segreto della vita. Come il feto non vede la luce se non nel momento in cui esce nel mondo e non un attimo prima, nonostante sia già perfettamente formato, anche gli esseri adulti non possono vedere la Luce se non dopo aver passato la barriera. E’ necessario che questo pensiero sia ben chiaro, per stimolarvi durante il percorso. Bisogna immaginare d’essere come una pagina bianca, che Qualcosa di Superiore andrà a riempire. Dovete abbandonarvi totalmente. Cosa succederà non lo potete ancora sapere, e neppure i grandi Maestri ve lo possono spiegare, perché sarà una rivelazione personale che coinvolge proprio e soltanto voi, con tutta la vostra personalità. Non esistono due processi spirituali identici, anche se identica è la meta. Questo perché ognuno deve arrivarci con tutto se stesso; e non sarà un se stesso annullato, ma trasformato totalmente, pur mantenendo le sue caratteristiche. In questa consapevolezza deve stare la vostra capacità di abbandono.
(comunicazione di F.R.)
Viviamo un’epoca in cui le tecnologie che creano situazioni virtuali sono già molto avanzate. Il mondo virtuale fa parte ormai delle nostre vite, ci permette di dimenticare per un po’ le attività quotidiane, ci rilassa o ci stimola, e ci fa vivere l’illusione di fuggire dalla realtà. Nonostante questo, però, non riusciamo a fuggire da noi stessi. Solo apparentemente con i mezzi virtuali ci disconnettiamo dalla materia, ma è un’illusione, perché soltanto una connessione armonica fra gli esseri umani può condurci alla vera libertà.
Il cercare rifugio in altre dimensioni diventa implicito quando la vita si fa più difficile, e quindi ci pesa troppo. Ma, anche quando sentiamo che la nostra personale quotidianità è leggera, dentro di noi percepiamo che tutta l’umanità è più o meno intensamente immersa in una crisi generale, e questo fa scattare il meccanismo della fuga verso altre dimensioni, in luoghi virtuali, dove possiamo staccarci da tutti quei problemi che non sappiamo o non possiamo affrontare. E così la nostra mente crea delle situazioni dove può trovare rifugio, dei luoghi dove può avere, a sua scelta, pace o emozioni.
Questo comportamento esprime la necessità profonda che esiste in noi tutti di capire chi siamo veramente. Senza rendercene conto stiamo cercando un significato che non abbiamo trovato nella vita comune e nel mondo reale, quindi proviamo a cercarlo nei mondi immaginari. E quel significato che non troviamo si chiama “libertà”. Libertà dalle regole, dalle imposizioni, dai condizionamenti. Fuggiamo allora in un mondo irreale, dove finalmente le regole le possiamo decidere noi stessi.
L’ansia per un mondo magico, nel quale poter vivere come abbiamo sempre desiderato, è radicata nel più profondo di noi stessi ed esprime la crescente necessità che abbiamo di conoscere una realtà diversa, gratificante e libera. Per molti anni questo impulso è rimasto sopito dentro di noi, ma ora si sta risvegliando, e sta facendo sentire la sua vera richiesta: scoprire la spiritualità.
E pensare che abbiamo a disposizione, proprio nel mondo reale, tutte le condizioni per poterci liberare dai blocchi della materia e ascendere al mondo spirituale, dove esiste la vera Libertà da ogni vincolo. Queste condizioni, queste capacità individuali, sono nascoste proprio all’interno delle nostre esperienze di vita, all’interno dell’educazione che abbiamo ricevuto, all’interno di quel mondo personale e tangibile che cerchiamo di allontanare. Dobbiamo solo capire che tutto ciò che abbiamo vissuto fin’ora è stato un’ottima preparazione per poter raggiungere l’obiettivo della liberazione.
Secondo la Kabbalah, l’attrazione verso la spiritualità indica che l’umanità è già preparata per entrare nella prossima tappa dello sviluppo: il riconoscimento del mondo spirituale. Al contrario del mondo virtuale, la scoperta del mondo spirituale non costituisce una fuga dalla realtà, ma un’esperienza reale, e tangibile.
Prepariamoci perciò al distacco dalla materia, alla disconnessione dall’identità corporea e dalle limitazioni del tempo e dello spazio; connettiamoci in modo armonico con gli altri esseri umani; e la prossima generazione dei “giochi virtuali” sarà già qui con noi.
Venerdì, primo giorno del mese e primo quarto di Luna.
Un trittico veramente speciale. Osserviamo la situazione.
La luna di maggio è la luna della coppia, della gioia, degli amori, dei sapori, dei piaceri. Da l’avvio alla stagione calda. Tutta la natura si trova in una fase espansiva e si prepara a dare i suoi frutti.
Il segno zodiacale che caratterizza questo mese è quello del Toro, il primo segno di Terra dello Zodiaco. Un segno profondamente femminile e sensuale (simboleggia la donna, la Madre, il primo rapporto con gli altri), ed è dominato da Venere, la dea della bellezza, dell’amore, del piacere, l’archetipo dell’amante. E’ esaltato da Giove, pianeta dell’espansione e della crescita.
Il segno grafico del Toro significa sole e luna; infatti a livello spirituale in questo mese si celebra una coppia sacra: l’unione fra il Sole e la Terra. Ed è da questa rinnovata unione che tutti gli esseri viventi traggono nutrimento, sia materiale che spirituale.
Il mese di maggio seduce. Incanta con i suoi colori, con i suoi profumi e con il suo anelato tepore. E’ quindi il tempo più propizio per lasciarci avvolgere dalla vibrazione dell’Amore e dal piacere della nostra creatività Interiore; anche se il segno del Toro, essendo soprattutto un segno tattile, tende istintivamente ad essere affascinato soprattutto da livelli più vicini alla materia.
Ma questo non significa che non possa riconoscere e sperimentare gioie più elevate, entrando in sintonia con il senso dell’abbondanza cosmica, e trasformando in un sentiero di crescita spirituale la rigogliosa pienezza della natura dentro di sé.
Anzi, è proprio in questo mese che tutti noi possiamo riuscire a costruire più certezze, sia materiali che spirituali.
Il primo quarto di Luna incoraggia le iniziative, dona conferme, amplia le possibilità. E’ dunque un momento molto importante per tutti gli esseri viventi, sotto qualsiasi aspetto.
Col primo giorno di maggio cominciano perciò sette giorni magici, che aspettano solamente di essere utilizzati al meglio!
In questo post voglio toccare un argomento che non solo è molto comune e molto discusso in ogni angolo del mondo ma che, per un modo o per un altro, è in grado di inserire o di togliere felicità nella vita delle persone. Intendo parlare di quel desiderio che ha a che fare con il rapporto che la persona ha con se stessa, con la fiducia nel proprio sé, con il piacersi, con la capacità di accettare il proprio corpo: ovvero del desiderio sessuale.
I Maestri kabbalisti spiegano che il desiderio delle persone verso l’altro sesso è un fatto del tutto naturale che proviene dalla spiritualità; perché solo tutto quello che esiste spiritualmente, si concretizza poi nel materiale. Quindi anche questo tipo di desiderio ci arriva da una radice molto elevata.
«L’Amore, con la sua donazione reciproca, è ciò che ci fa scoprire la grande avventura della Vita…».
E’ la “Luce della Saggezza” la fonte di tutti i nostri desideri; e il desiderio sessuale è il desiderio fondamentale, il più potente di tutti. A livello spirituale è proprio il primo desiderio, e nella vita terrena è ancora maggiore di quello relativo all’alimentazione. La ragione di questo è perché prima di ogni altra cosa si anela al ricongiungimento della parte femminile con quella maschile dell’Anima.
Spiritualmente tutti i mezzi per riempire l’Anima sono collegati fra loro: perciò soldi, onore, studi, invidia, controllo, sesso, famiglia, casa, sono tutte cose che si trovano insieme in un unico pacco, denominato “come riempire l’anima attraverso concetti spirituali”. Quindi non con la casa, la famiglia, il sesso, o l’alimentazione di questo mondo, ma con il loro aspetto spirituale.
Per questo il desiderio più potente è quello sessuale, ed è per questo che le scritture dicono che l’uomo che s’innalza spiritualmente, sente verso questo desiderio, sempre di più, sia un aiuto che un ostacolo. Quello che le persone ricevono tramite il sesso materiale è un qualcosa che viene e se ne va, che si spegne subito. Invece il sesso spirituale continua indefinitamente, ogni volta a un livello più alto, per cui sarebbe meraviglioso se si potesse capire, semplicemente, che quello che si vuole ricevere realmente dal sesso, lo si riceve spiritualmente, ad una potenza superiore, senza rinunciare alla parte materiale, ma dirigendo il proprio sforzo, la forza e tutta l’ energia allo scopo di ottenere il sesso spirituale, quello che viene chiamato “Incontro con il Creatore, con l’essenza stessa della Luce”.
In questo modo si raggiunge l’unione e la pace fra la parte femminile e quella maschile dell’Anima (ossia di noi stessi) e si sperimenta la soddisfazione eterna.
Un giovane studente, che aveva una gran voglia di impegnarsi per il bene dell’umanità, si presentò un giorno da San Francesco di Sales e gli chiese: “Che cosa devo fare per la pace del mondo, per migliorare la vita della gente?”
San Francesco di Sales gli rispose sorridendo: “…..non sbattere la porta così forte…..”.
San Francesco di Sales, è considerato il padre della spiritualità moderna; ha influenzato le maggiori figure non solo del “grand siècle” francese, ma anche di tutto il Seicento europeo. Francesco di Sales è uno dei principali rappresentanti dell’umanesimo devoto di tipica marca francese.
Fu un vescovo santo, innamorato della bellezza e della bontà di Dio. È doveroso ricordare come al suo nome si siano ispirate parecchie congregazioni, tra le quali la più celebre è indubbiamente la Famiglia Salesiana fondata da San Giovanni Bosco, la cui attenzione si rivolge più che altro alla crescita ed all’educazione delle giovani generazioni, con un’attenzione tutta particolare alla cura dei figli delle classi meno abbienti.
Viene considerato una delle grandi figure della Controriforma e della mistica cattolica francese. Fu beatificato nel 1661 e canonizzato nel 1665, e nel 1923 papa Pio XI lo proclamò “Patrono dei giornalisti”.
Ogni istante è un tesoro immenso. Non buttarlo. Non correre sempre, alla ricerca di chissà quale domani.
Vivi meglio che puoi
Pensa meglio che puoi
E fai del tuo meglio oggi
Perché l’oggi sarà presto il domani
E il domani sarà presto l’eterno.
Tutti sappiamo che le nostre azioni e le nostre parole dovrebbero essere chiare, sincere e accessibili a tutti coloro che vogliono vederle e sentirle. Ma a volte la logica della volontà fa ottenere risultati assai diversi. Questa logica a cui così facilmente ci appelliamo è come un camaleonte: cambia aspetto e nome ad arte, per adeguarsi ad un’istanza interiore molto più profonda e nascosta.
Secondo una filosofia iniziata nel Medio Evo, la verità può essere dimostrata attraverso un ragionamento filosofico; tale asserzione fu attribuita anche a Platone, ad Aristotele e a molti altri pensatori. Ciò significa che ci sono due fonti di verità: quella esoterica e le conclusioni razionali della filosofia. La relazione fra queste due verità, particolarmente riguardo a problemi di difficile comprensione quali la creazione o la natura delle profezie, costituisce il nucleo della filosofia di quell’epoca, ma anche in tempi più recenti il ruolo di questa parola è stato esaminato da eminenti pensatori, come Kant e Hegel.
Nei testi religiosi la parola “verità” veniva usata solo in relazione ad una convinzione profondamente sentita ed incrollabile, ricordando anche che è la stessa essenza divina in noi che ci impone di essere onesti e di vivere con integrità. E questo riguarda ogni aspetto della nostra vita, dagli affetti, agli affari, al modo in cui ci avviciniamo alla spiritualità.
Oggigiorno la veridicità del nostro punto di vista è dimostrata da quanto fermamente tale punto di vista viene mantenuto; in definitiva le cose per le quali siamo disposti a vivere (e anche a morire) diventano la nostra verità personale.
Ecco dunque quale sembra essere la causa della crisi attuale dell’uomo: la crisi sta accadendo perché le persone sottovalutano il valore dell’onestà.
Se tutti noi accettassimo di crescere psicologicamente e diventassimo veramente responsabili, se capissimo le conseguenze delle nostre azioni, non ci sarebbe nessuna crisi. Dopo tutto, ci viene fatto notare che la crisi psicologica avviene dove prima c’è stata avidità, e dove i desideri, i bisogni delle persone e la ricerca del benessere erano eccessivi.
E se vogliamo spingere oltre questo tipo di filosofia, possiamo constatare quanto velocemente le sofferenze possano risvegliare pensieri corretti nelle persone. A contatto anche solo di una piccola sofferenza, a volte si comincia a ragionare più correttamente e a realizzare che la soluzione vera non è “diminuire” il nostro egoismo, ma distaccarci completamente da esso.
Se la persona singola non ha forza di volontà riguardo la spiritualità, ma si trova fra persone che hanno il desiderio di spiritualità, se prova simpatia per loro essa acquisisce la loro forza di superamento, i loro desideri e le loro aspirazioni; anche se essa di per sé manca di queste forze e desideri. Ma secondo dell’importanza che attribuisce a queste persone potrà ricevere nuove forze.
(Shamati)
La cosa fondamentale che oggi si erge davanti a voi è l’unione fra gli amici. Sforzatevi in questo sempre di più perché l’unione ripaga di ogni mancanza.
Vi ricordo la potenza dell’amore degli amici, dal quale dipende il nostro diritto di esistere e secondo il quale viene valutata la misura del successo che è presso a noi. Di conseguenza liberatevi da tutte le occupazioni apparenti e fate attenzione a pensare pensieri giusti e a inventare invenzioni giuste, per unire i vostri cuori proprio in un solo cuore. Verrà così realizzato in voi lo scritto “ed amerai il tuo compagno come te stesso”, semplicemente.
Vi chiedo di alimentare l’amore per gli amici, di escogitare stratagemmi che possano accrescere l’amore fra amici ed annullare in voi ogni brama per i conseguimenti del corpo, perché questo porta solamente odio.
Iniziate ad amare il vostro amico come voi stessi, con tutte le vostre forze, a dispiacervi per la disgrazia del vostro amico ed a gioire per la gioia del vostro amico, fin quanto è possibile. E’ importante sapere che in ognuno degli amici ci sono molte scintille sante e che, raggruppando tutte le scintille sante in un solo posto, adunandosi assieme come fratelli, con amore ed amicizia, si otterrà di sicuro una elevatezza in completezza e santità molto importanti.
(Pri Hacham)
Oggigiorno non è un segreto che viviamo una crisi globale. Lo vediamo in ogni aspetto della nostra vita, partendo dal clima sino ad arrivare alle nostre vite personali, alla depressione, alla malattia ed ad ogni cosa; viviamo la crisi nelle nostre vite in ogni suo aspetto. Per trovare una soluzione è necessario andare a vedere quello che succede dietro allo scenario, e capire come fare un cambiamento. Adesso, molto più che in passato, la divulgazione della Vera Saggezza è un dovere. È come una qualsiasi altra scienza, ma lo studio dell’Esistenza, nei suoi particolari, è uno studio che intensifica la tua percezione della realtà, in modo da accrescere il controllo sulla tua stessa vita e sulla vita in genere. A questo punto può sorgere una domanda: Ma c’è della Spiritualità in questa ricerca? La risposta è si. la Spiritualità è un aspetto della realtà che non è percepito dai nostri cinque sensi ordinari. La vera ricerca semplicemente accresce la personale percezione della realtà. Ti dà ulteriori strumenti, che non si potrebbero ottenere in nessun’altra maniera. Abbiamo bisogno di tutte le scienze, spirituali e non, per raggiungere il quadro completo della realtà e poter vedere dietro allo scenario. Possiamo pensare a tutto questo come ad un ricamo. Abbiamo davanti un bel quadro, di un paesaggio, di un fiore, o di qualsiasi altra immagine; ma se proviamo a girare il ricamo al contrario ciò che vedremo sarà solo un groviglio di fili. Ed è necessario sapere come sono collegati i fili per poter riprodurre un bel disegno nella parte frontale del quadro: «E’ questo ciò che dobbiamo imparare: come collegare i fili dietro allo scenario.»
(liberamente tratto da M.Laitman)