COME STARE IN CIMA AL MONDO

Novembre 9, 2009

COME STARE IN CIMA AL MONDO

Hai mai fatto qualcosa per poi pensare “come ho potuto?! Era così stupido!” Al contrario hai mai
fatto qualcosa per poi pensare ” Era incredibile, come sono riuscito a farlo? Sono meravigliato.”
Che cosa determina la differenza fra comportarsi male, o, brillantemente? Raramente, essa si
basa solo sulla tua abilità. Invece è lo stato della tua mente e/o il tuo corpo, in un particolare
momento, che forma il modo in cui pensi, come ti senti, come ti comporti e come agisci. Se tu
conosci il segreto per accedere ai tuoi stati emotivi/mentali più potenti, tu puoi, in effetti, compiere
meraviglie. Nel giusto stato mentale, idee e abilità scorrono con facilità, apparentemente senza
fatica.
Che cosa potresti compiere se tu vivessi tutti giorni al massimo delle tue capacità?

Ci è stata venduta una ricetta. Ci hanno insegnato che, un giorno a venire, quando succederanno
tutte le cose giuste, alla fine saremo felici. Quando troveremo il coniuge ideale….quando
guadagneremo abbastanza denaro…quando il nostro corpo sarà perfetto….quando avremo dei
figli….quando, finalmente, andremo in pensione.
La verità è che quello che otterrai non ti farà sentire bene, invece imparare come cambiare il
tuo stato mentale, si. Dopotutto perché vuoi cambiare alcune di queste cose? Non è perché credi
che il coniuge ideale, bambini, denaro ecc, ti faranno sentire meglio? Però, quando finalmente
avremo quelle cose che stiamo perseguendo, chi ci farà sentire bene? Noi lo facciamo per noi stessi.
Perché aspettare? Fallo subito.
Tu sai come stare bene? Se tu volessi sentirti completamente felice, eccitato, estatico, subito,
potresti? Certo che puoi! Semplicemente cambia solo il tuo focus.
Ti ricordi, una volta, quando ti sei sentito assolutamente in cima al mondo? Ricostruiscila in tutti i
suoi dettagli più vividi…. ascolta i suoni intorno a te…. senti il tuo cuore battere forte! Respira come
respiravi allora, metti la stessa espressione sul tuo viso e muovi il tuo corpo esattamente come lo hai
fatto allora. Senti almeno un pizzico di quell’eccitazione ancora una volta? E’ possibile che tu possa
sentirti così in qualsiasi momento tu voglia?
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CORRAGGIO DI FARE!!!

Luglio 29, 2009

CORAGGIO DI FARE

COME AVERE CORAGGIO

Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa.
Il primo passo che devi fare se vuoi essere una persona di successo è decidere che tipo di persona vuoi essere. Esistono 3 tipi di persone: coloro che fanno accadere le cose; coloro che guardano accadere le cose e coloro che si meravigliano di ciò che accade.
Il segreto per rimanere totalmente in controllo delle nostre emozioni negative nel bel mezzo di una tempesta emotiva è quello di dedicare un 5% del tuo tempo al problema e il 95% del tempo restante alla soluzione.
Ricordati sempre che un problema non è altro che una situazione da risolvere.
In giapponese la parola “crisi” e la parola “opportunità” sono rappresentate dallo stesso identico ideogramma.
Decidi di eliminare da oggi la parola “problema” dal tuo vocabolario e sostituiscila con la parola “opportunità”.Questo è il segreto.
Siamo tutti esseri spirituali, ma solo pochi tra noi hanno imparato ad attingere con maggiore efficacia alla propria forza interiore. Dedica una parte di ogni giornata al pensiero e allo studio, dedica un po’ del tuo tempo alla silenziosa meditazione e alla ricerca di te stesso in questo modo potrai riflettere e pensare sulla tua vita. Trovati un posto silenzioso e rilassa la tua mente dedicando tutti i tuoi pensieri alla riflessione, apprenderai molte verità su te stesso e vedrai molte da cosa da una prospettiva diversa rispetto a prima.
Non è il critico che conta, non l’uomo che indica perché il forte cade, o dove il realizzatore poteva far meglio. Il merito appartiene all’uomo che è nell’arena; il cui viso è segnato dalla polvere e dal sudore; che lotta coraggiosamente; che sbaglia e può cadere ancora, perché non c’è conquista senza errore o debolezze, ma che veramente lotta per realizzare; che conosce il grande entusiasmo e la grande fede; che si adopera per una nobile causa, che tutt’al più conosce alla fine il trionfo delle alte mete, e che nel peggiore dei casi, se fallisce, cade almeno gloriosamente, cosicché il suo posto non sarà mai vicino alle anime pavide e paurose che non conoscono né la vittoria né la sconfitta.
Ricorda che nel momento in cui il tuo stato emotivo è basso è di importanza vitale controllare le domande che ci guidano. Domande tipo “perché proprio a me?” o “perché ricado sempre negli stessi errori?” non ci aiutano certo a migliorare le cose. Le domande che ci facciamo devono essere potenzianti e mirate a trovare una soluzione al problema che ci si pone davanti. Ad esempio: “Che cosa c’è di buono in questo? Che cosa posso imparare? Come posso cambiare questa situazione?”
Se vogliamo cambiare la qualità della nostra vita agiamo su ciò che chiediamo a noi stessi e alle persone che ci stanno attorno. Quali domande potresti porti per ottenere nuove risposte che possano migliorare la tua vita?
Crea un ambiente intorno a te motivante: attacca frasi o immagini motivanti nei luoghi in cui passi la maggior parte del tuo tempo; attacca biglietti con i tuoi obiettivi in posti dove sei sicuro di vederli tutti i giorni; rendi partecipi i tuoi familiari del percorso che stai facendo e prenditi impegni con loro, chiedi il loro appoggio; ascolta musica motivante.
Il consiglio che posso ancora darti è di immaginare le conseguenze di una scelta.

Tratto dal libro evento d’inarrestabile successo Sveglia il vulcano che è in te di Giuseppe Arena

IO PENSO POSITIVO!!! COME ESSERE OTTIMISTI

Luglio 13, 2009
COME ESSERE OTTIMISTI?
Ottimisti non si nasce, si diventa!
Vedere il bicchiere mezzo pieno è una capacità della nostramente che si può allenare. Il “reframing” è una tecnica, usatenella psicologia e nella crescita personale, per imparare a vederele cose anche da diversi punti di vista.
Quante volte ci lamentiamo perché “le cose ci vanno male”?
Quante altre ci chiediamo “perché la sfortuna perseguita proprionoi?”
Sarebbe bello riuscire a colorare le situazioni nere dellanostra vita … ma come riuscirci?Ripeterci banalmente “sono felice, sono felice!” non ci farà dicerto provare questo sentimento. Per vedere il “bicchiere mezzopieno” basta capire che una stessa esperienza può essereinterpretata in un infinito numero di modi. La sfortuna è solo unpunto di vista - afferma Tony Robbins, formatore motivazionalenumero uno al mondo - le nostre sensazioni e il nostro agire dipendono dalla percezione che abbiamo delle nostre esperienze. Se percepiamo una cosa come negativa, sarà questo il messaggioche trasmetteremo al nostro cervello; il quale a sua volta produrràstati che ne faranno una realtà.
Il bello è che la stessa cosa accade se percepiamo una cosa comepositiva! Se guardiamo alla vita con una prospettiva positiva, inun istante potremo cambiare i nostri stati d’animo ecomportamenti, ossia la nostra realtà!Tutto ciò è possibile attraverso il reframing (ricontestualizzazione), particolare tecnica che consente dialterare la rappresentazione interna di qualcosa, mutando unasituazione negativa in positiva e consentendo uno stato d’animopiù ottimista e produttivo. Due sono le modalità di reframing:* la ricontestualizzazione del contesto* la ricontestualizzazione del contenuto La prima consiste nel prendere un’esperienza per noi negativa,sconvolgente, indesiderabile, e dimostrare come la stessa sia, ineffetti, di grande vantaggio in un altro contesto.Questa modalità, ad esempio, è preziosissima in campoeconomico. Il nostro socio “disadeguante” è una palla al piede?Cambiando il contesto, potremmo renderci conto che, al terminedelle nostre riunioni creative, egli poteva essere validissimocome sostegno, in quanto era l’unico che scorgesse in anticipopotenziali difficoltà.Il reframing del contenuto comporta che si prenda la stessaidentica situazione negativa cambiandone il significato.Facciamo alcuni esempi:* Nostro figlio non la smette mai di parlare? Dopo unreincorniciamento del contenuto, potremo giungere allaconclusione che è un ragazzo intelligentissimo, poiché ha tantecose da dire.* Il capo ci rimprovera? Possibile reincorniciatura: “è un beneche il capo abbia cura di dirci quali sono le sue effettiveintenzioni. “Avrebbe potuto licenziarci, invece”.* Quest’anno abbiamo pagato di tasse 4000 euro in più rispettoall’anno scorso? Possibile reincorniciatura: “Ottimo!Evidentemente quest’anno abbiamo guadagnato molto di piùdell’anno scorso!”.Il reframing è una delle più valide modalità con cui cambiare lamaniera di porsi di fronte ad un’esperienza negativa.L’applicazione di questi metodi consente di liberarsi da ciò checausa stress, depressione, paura, fobia. Il motivo? Essi ciconsentono di individuare il contesto più utile per ogniesperienza, in modo da poterla trasformare in qualcosa che operia nostro benessere anziché a nostro danno.sempre che al timone ci siamo noi, siamo noi adirigere il nostro cervello, noi a produrre i risultati cheotteniamo!C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciòche si desidera e credere che ci sia un modo diverso di vedere lecose.
Tratto dal libro evento d’inarrestabile successo Sveglia il vulcano che è in te di Giuseppe Arena

VIVERE NEL PRESENTE…Il segreto di vivere nel presente.

Giugno 25, 2009

VIVERE NEL PRESENTE…Il segreto di vivere nel presente.

COME VIVERE NEL PRESENTE?A volte ci si imbatte nel nostro destino proprio sulla strada per evitarlo, occorre guardare con attenzione tutto ciò che ci accade, e da tutto possiamo trarre un messaggio, un insegnamento concreto. Per rendere una cosa speciale, devi solo credere che sia speciale!
Non avere paura di assumerti la responsabilità della tua felicità.
Ricorda, ieri è storia, domani sarà mistero, oggi è un dono è per questo si chiama presente!
Vivi nel presente perché il presente è vivere!Non c’è prezzo per la tua miticità, neppure per la tua attraenza, perché tu sei unico al mondo e non esiste primo e non esiste secondo, esisti solo tu.
Ogni volta che vi chiederanno “Sei pronto?” Rispondete: “Sono nato pronto”
Vivere nel presente e bene si può imparare. Eccovi in regalo alcuni spunti di riflessione per migliorare la qualità esistenziale della propria vita, per ampliare i confini di ristretti modelli di vita e coltivare la meraviglia e la gioia di vivere. Dai per certo che c’è sempre qualcosa di buono nascosto in ogni difficoltà o sfida. “Ogni volta che Dio vuole darti un dono, lo avvolge in un problema”, cerca sempre una lezione di valore: renditi conto che, qualunque situazione tu stia affrontando, è esattamente la situazione giusta di cui hai bisogno per arrivare al successo finale. Questa sfida ti è stata mandata per aiutarti ad imparare qualcosa, a diventare migliore e a crescere.
Amare se stessi che non è l’apice dell’egoismo, è la palestra per imparare ad amare gli altri. Esercitandoci a rivolgerci, prima di tutto nei confronti di noi stessi, con attenzione, rispetto e accettazione impariamo a relazionarci positivamente anche con gli altri.
Coltivare talenti, siamo tutti diversi, ognuno con
capacità peculiari da sviluppare e applicare nella vita quotidiana, anche al servizio degli altri. Ogni individuo arricchisce la sinfonia dell’umanità con la sua nota personale.
Ritrovare la meraviglia, la realtà è sempre molto più vasta, ricca, imprevedibile, di quanto si creda. Ricordando come
aprirci alla sorpresa e alla curiosità - qualità che i bambini ben conoscono - rinnoviamo continuamente il nostro sguardo sul mondo.
Usare la parola in modo impeccabile è quello che noi diciamo e come lo diciamo ha un
potere molto grande: può creare o distruggere mondi e persone. Diventare consapevoli di come usiamo la parola e del tono con cui lo facciamo ci rende più attivi nella creazione di relazioni di qualità.
Pensare con la propria testa e coltivare il pensiero attivo - quello propositivo, ideativo, riflessivo - e
monitorare il pensiero passivo - indotto dai media, dal parere altrui, dall’oziosa circolare a vuoto dei pensieri - ci permette di essere sicuri di non pensare, in realtà, pensieri altrui.
Attivare la volontà, non sempre abbiamo la “libertà da” - da un limite, da un deficit, da un impegno preso - ma abbiamo sempre la “libertà di” affrontarlo con un atteggiamento attivo e creativo,
da protagonisti e non da vittime.
Rispettare il silenzio, in un mondo sempre più frenetico e rumoroso diventa fondamentale scoprire e frequentare uno spazio interiore - e, quando possibile, anche silenziosi spazi esteriori, in natura - in cui
ritrovare la quiete e osservare con più distacco dentro e attorno a sé.
Praticare l’impegno concreto, chi legge queste pagine fa parte dell’8% delle persone più ricche del mondo (l’avreste mai detto?), che possono contare su un tetto sulla testa, un lavoro, e il necessario fabbisogno di cibo e acqua. E vogliamo
non fare nulla per gli altri?
Dialogare con la diversità, la bellezza e la complessità del nostro mondo, della nostra società e del nostro stesso organismo, è dato proprio dalla diversità e dalla combinazione di diverse componenti. Se fossimo tutti uguali il nostro pianeta sarebbe grigio e popolato da esseri informi.
Reinventarsi, non c’è limite agli interessi che possiamo coltivare, alle
arti che possiamo esercitare, ai giochi che possiamo giocare, alle lingue che possiamo imparare. Perché accontentarsi di una limitata idea di noi stessi e non arricchirci di conoscenza ed esperienza?
A volte non si è in grado di riconoscere la propria aggressività perché si è troppo occupati ad avere ragione.
Far sorridere gli altri è un modo di accrescere la propria energia positiva. Le persone in cui riponiamo la fiducia, hanno un ruolo determinante per la nostra evoluzione.
La vita quotidiana offre innumerevoli occasioni di agire in modo attento e consapevole nei confronti degli altri e della vita. I nostri valori vanno messi alla prova e trasformati inazione con l’impegno nel “qui e ora”.
L’idea più bella, il valore più alto, il proposito più nobile, hanno meno forza di una palla di neve al sole se non sanno esprimersi nella vita quotidiana con gesti concreti. Vale più una mano che tiene aperta la porta allo sconosciuto che sta passando pieno di pacchi che mille parole roboanti sull’amore per il prossimo a cui fa seguito un completo disinteresse per le persone più vicine. Se amo l’umanità ma tratto male le persone della mia famiglia, c’è qualche cosa che non va nella mia scala di valori. E’ vero, “
tra dire e il fare c’è di mezzo il mare“, ma i mari oggi si solcano, con barche, piroscafi e transatlantici. Non ci sono scuse, se non la pigrizia o l’ignavia, per non impegnarsi in prima persona nel tradurre in azioni e comportamenti quelli che sono gli ideali che animano i nostri pensieri e, magari, anche i nostri discorsi. Queste è l’epoca delle piccole cose. Proprio perché tutto sembra convincerci che occorre farne di grandi e che è difficile, anzi impossibile, per ogni piccolo individuo cambiare davvero il mondo, proprio per questo possiamo invece sottolineare e affermare il potere dimostrativo di tutto quanto di concreto può essere fatto nel quotidiano, attraverso un sorriso, un gesto, una telefonata, una scelta, una firma.
La realtà quotidiana va intrisa di valori, va intessuta di piccole azioni che testimoniano l’orientamento di un pensiero, di un anelito, che danno ancora più potere a un’alta visione perché questa si aggancia concretamente alla realtà. Alla fine sono le idee che cambiano il mondo, ma solo quelle che col mondo sanno trovare un collegamento concreto e costruttivo, solo quelle che sanno incidere sulla realtà. E’ nel tradurre un ideale in azione che diamo potere alla forza dell’idea che ci anima, che onoriamo la nostra più vera natura che liberi pensatori e di creatori del mondo. Come
ogni artista lavora con tre elementi - la tecnica, l’ispirazione e il supporto materiale - così le nostre materie prima sono le situazioni reali che la vita propone: un amico in difficoltà, un impegno necessario per la salvaguardia di un parco, un gesto di attenzione nei confronti di una categoria di persone svantaggiate, una scelta etica sul proprio posto di lavoro; l’ispirazione è il valore che vogliamo esprimere e la tecnica diventa il modo concreto con cui possiamo incidere sul reale. Non c’è soddisfazione più grande dello scoprire che, grazie a quello che abbiamo fatto, qualcuno ha sorriso, qualcuno ha mangiato, qualcuno si è salvato. L’idea diventa così più forte, più luminosa, più potente. L’esempio fa da cassa di risonanza e, grazie al riscontro pratico, allarga il suo campo d’azione, contagiando altri e diffondendo il suo effetto trasformativo. Possiamo incidere sulla realtà, per nessuna ragione dobbiamo rinunciare a questo potere! Tra il dire e il fare, c’è di mezzo, non il mare, ma l’esserci, davvero, e il riboccarsi le maniche: essere e agire!
Indagare sullo scopo della vita non si tratta di trovare risposte, quanto di porsi domande, di uscire dall’indifferenza, dall’estenuante sensazione che tutto ormai sia noto e scontato, dalla passiva accettazione di visioni della vita indotte da altri - dalla televisione, dalla pubblicità, dalla moda - per ritrovare la capacità di chiedersi “che cosa è davvero importante nella vita”, provando a rispondersi in prima persona, valutando autonomamente idee e stili di vita, confrontando diverse proposte e scegliendo quello che davvero risuona dentro, con autenticità.
Riaprire gli occhi sul mondo si acquista così la capacità di vedere la realtà nella sua unicità, momento per momento, e di provare stupore e meraviglia per il miracolo quotidiano dell’avere un tetto sulla testa, una tavola sempre imbandita, libertà di parola, salvaguardia dei diritti fondamentali… o anche semplicemente di avere gli occhi per vedere il colore dei fiori, la pelle per sentire la carezza del vento, un linguaggio comune per condividere emozioni ed esperienze. Tutte conquiste che la vita ha fatto per noi in centinaia di migliaia di anni!
Crearsi una scala di valori quando la visione si allarga, quando scopriamo di non essere soli, di non essere isolati dal resto dell’umanità e dal resto della creazione, avviene una riorganizzazione spontanea dei valori, si comincia a cogliere l’importanza dei piccoli gesti, dimostrazione concreta e immediata del senso di compartecipazione, della fratellanza e sorellanza implicita nel fatto stesso di essere “qui e ora” in questo tempo e in questo spazio. Chiedetevi quali sono i vostro valori e metteteli in graduatoria. Poi aggiornate l’elenco ogni sei mesi. Coltivare la gentilezza amorevole “Metta” la chiama la tradizione buddista, un atteggiamento di premurosità, benevolenza e affetto nei confronti di sé e degli altri che può essere sviluppato attraverso l’esercizio e la meditazione e che predispone la mente a vedersi in relazione agli altri e creare con le altre interazioni armoniche e collaborative.
Si sviluppa a partire dalla memoria, ricordando le sensazioni e le emozioni di gratitudine, gioia e affetto provate nei momenti migliori della propria vita e vivificando ed espandendo quello stato interiore attraverso il ricordo. Non giudicare le azioni di qualcuno senza conoscere le sue vere motivazioni.

Tratto dal libro Sveglia il vulcano che è in te di Giuseppe Arena