Manager Inarrestabili

Agosto 8, 2009

MANAGER INARRESTABILI


MANAGER INARRESTABILI CON L’EBOOK DI SUCCESSO SVEGLIA IL VULCANO CHE IN TE

COME DIVENTARE INARRESTABILI

Predisponi l’ambiente in cui vivi e lavori in modo che ti ricordi i tuoi obiettivi, che sia motivante. Esponi nell’ambiente in cui lavori frasi motivanti, quelle più in linea con i tuoi obiettivi.
Metti in bella vista le liste delle cose che ti sei preposto di fare per raggiungere i tuoi obiettivi. Trasforma le azioni in abitudini. Ascolta musica motivante, guarda film la cui trama è attinente ai tuoi obiettivi, il cui protagonista incarna il tuo ideale di persona e ottiene ciò cui aspiri.
Frequenta le persone che hanno o hanno avuto i tuoi stessi obiettivi, che condividono o hanno condiviso il tuo stesso percorso, che sono già arrivati al traguardo che ti sei imposto. Immagini, suoni, atmosfere, persone, tutto ciò che ti circonda deve stimolare le tue motivazioni, ricordare le tue mete, rappresentare i tuoi modelli.
Ripensa ai tuoi traguardi ogni mattina appena ti svegli e la sera prima di addormentarti. Ripetili a te stesso per tutto il giorno. Quando senti che sei meno motivato, muovi il tuo pensiero da ciò che devi fare oggi per avvicinarti all’obiettivo verso ciò che sarai diventato, ciò che sentirai quando l’avrai raggiunto.
E’ questo il modo migliore per raggiungere i traguardi, per trasformare i tuoi comportamenti in abitudini. Motiverai te stesso a realizzare i tuoi sogni e a individuare le occasioni che ti si presentano per farlo.
Agisci subito!
La ricompensa per una cosa ben fatta è averla fatta.
1. Fai in modo di avere sempre davanti agli occhi immagini motivanti: poster, foto, film, quadri attinenti al tuo obiettivo.
2. Ascolta la musica che ti dà la carica per agire con coerenza ai traguardi che ti sei imposto.
3. Osserva e frequenta le persone che ti ispirano.
4. Pensa continuamente allo scopo ultimo delle tue azioni, ai risultati più importanti che devi raggiungere.
5. Fai in modo che le azioni che ti conducono al traguardo diventino un’abitudine.

Sappi solo che tutte le decisioni hanno delle conseguenze. Ora stesso può accadere qualcosa che potrebbe cambiare l’intera direzione della tua vita. Nulla è impossibile.
Eccoti adesso i principali requisiti per essere una persona di successo e un valido professionista:
Onestà: Ti troverai spesso a dover decidere se comportarti correttamente o no; pensate molto bene prima di scegliere la seconda alternativa: molte persone si sono “bruciate” la vita per atteggiamenti spesso superficiali; ricordate che un furto o qualsiasi atto disonesto potrà essere un marchio che rimarrà impresso tutta la vita. Ogni persona è molto sensibile a questo aspetto e molto difficilmente perdonerebbe, anche se per una sola volta, ha commesso questo stupido errore.
Umiltà: è un elemento primario per diventare validi uomini o donne di successo, non fate mai l’errore di credere di sapere tante cose o addirittura tutto; siate sempre disponibili ad apprendere in qualunque occasione e da chiunque, anche se subalterno.
Lealtà: la vita è il frutto di un lavoro di gruppo in cui la lealtà verso i propri colleghi è uno dei punti cardine di tutta l’organizzazione dell’esistenza.
Pulizia: questo termine assume qui due significati, pulizia della propria persona e pulizia dell’ambiente circostante. Ogni essere umano deve avere una particolare cura del proprio corpo e dei propri abiti.
Volontà, perseveranza e disciplina: professionisti non si nasce; lo si diventa un poco alla volta, giorno dopo giorno, con molta volontà e perseveranza, e nella tua vita la disciplina è molto importante per lavorare costruendo rapporti validi e duraturi.
Spirito di sacrificio e di iniziativa: sono fattori determinanti affinché si salga quella scala che ti porterà a diventare una grande persona. Ogni grande uomo è diventato tale solo con grandi sacrifici e tanta voglia di fare, e fare bene. Non illudetevi di poter ottenere grandi soddisfazioni se prima non avrete offerto quelle fatiche e sviluppato quegli stimoli che ogni attività richiede.
Conoscenze culturali e linguistiche: dovete essere in grado di poter colloquiare con diverse tipologie di persone,per grado culturale, ceto sociale e provenienza pertanto dovete disporre di vaste conoscenze culturali. Buona educazione: è un elemento determinante oltre che qualificante della persona, che si riflette inevitabilmente sulla qualità della propria vita.
Bella presenza: questo requisito non vuole affermare che per diventare persone di successo occorre essere belli, ma significa che dovete avere un aspetto gradevole, nonostante tutto che esso comporta.
Capacita professionali: sono sicuramente indispensabili, ma come avete notato sono poste in ultimo. Infatti, una persona potrebbe anche essere abilissima nel lavoro, ma se non avrà anche tutti gli altri attributi non sarà mai un professionista di successo. Amore per i proprio lavoro: non c’è dubbio che questo aspetto è il più importante, quello che permette di valorizzare tutti gli altri requisiti. Del resto come si può dare tanto ad un lavoro se non lo si ama? L’aspetto economico da solo non basta. Certo, non è un amore immediato. Ma per amare il proprio lavoro bisogna fare le scelte giuste: puntare alla qualità del lavoro, non alla quantità del denaro offerto.
Tutti i requisiti elencati sono strettamente connessi, non si può essere leali se non si è onesti, difficilmente si potrà avere volontà e perseveranza se non c’è spirito di sacrificio ecc. Riflettete attentamente sui vari punti, vi potranno essere molto utili.
Ricordate,
Lavorate non per le cose che passano, ma per quelle che durano in eterno.

Tratto dal libro evento d’inarrestabile successo Sveglia il vulcano che è in te di Giuseppe Arena

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libro evento d’inarrestabile successo Sveglia il vulcano che è in te di Giuseppe Arena

Luglio 29, 2009

Sveglia il vulcano che è in te di Arena Giuseppe

E\ 

Immagina se guardandoti indietro, negli anni a venire, dovessi ammettere di essere “quasi” riuscito a strappare quel bacio al tuo primo amore. Di aver “quasi” trovato il coraggio di entare in quel night club quando avevi sedicianni. Di aver “quasi” scoperto la band che avrebbe poi influenzato il resto dei tuoi giorni, perchè sembrava che cantassere proprio di te e della tua vita. O di aver “quasi” comprato quel libro, emozionante che avrebbe sconvolto per sempre la tua esistenza. E’ ora di lasciarsi alle spalle i “quasi”. E di pensare a domani come ad un momento cruciale della tua vita. Come al giorno in cui potrai “quasi” scrollarti di dosso il grigiore e la monotonia quotidiani e goderti la scarica di adrenalina che si prova leggendo una sola pagina del semplice e mostruoso libro sveglia il vulcano che è in te.

CORRAGGIO DI FARE!!!

Luglio 29, 2009

CORAGGIO DI FARE

COME AVERE CORAGGIO

Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa.
Il primo passo che devi fare se vuoi essere una persona di successo è decidere che tipo di persona vuoi essere. Esistono 3 tipi di persone: coloro che fanno accadere le cose; coloro che guardano accadere le cose e coloro che si meravigliano di ciò che accade.
Il segreto per rimanere totalmente in controllo delle nostre emozioni negative nel bel mezzo di una tempesta emotiva è quello di dedicare un 5% del tuo tempo al problema e il 95% del tempo restante alla soluzione.
Ricordati sempre che un problema non è altro che una situazione da risolvere.
In giapponese la parola “crisi” e la parola “opportunità” sono rappresentate dallo stesso identico ideogramma.
Decidi di eliminare da oggi la parola “problema” dal tuo vocabolario e sostituiscila con la parola “opportunità”.Questo è il segreto.
Siamo tutti esseri spirituali, ma solo pochi tra noi hanno imparato ad attingere con maggiore efficacia alla propria forza interiore. Dedica una parte di ogni giornata al pensiero e allo studio, dedica un po’ del tuo tempo alla silenziosa meditazione e alla ricerca di te stesso in questo modo potrai riflettere e pensare sulla tua vita. Trovati un posto silenzioso e rilassa la tua mente dedicando tutti i tuoi pensieri alla riflessione, apprenderai molte verità su te stesso e vedrai molte da cosa da una prospettiva diversa rispetto a prima.
Non è il critico che conta, non l’uomo che indica perché il forte cade, o dove il realizzatore poteva far meglio. Il merito appartiene all’uomo che è nell’arena; il cui viso è segnato dalla polvere e dal sudore; che lotta coraggiosamente; che sbaglia e può cadere ancora, perché non c’è conquista senza errore o debolezze, ma che veramente lotta per realizzare; che conosce il grande entusiasmo e la grande fede; che si adopera per una nobile causa, che tutt’al più conosce alla fine il trionfo delle alte mete, e che nel peggiore dei casi, se fallisce, cade almeno gloriosamente, cosicché il suo posto non sarà mai vicino alle anime pavide e paurose che non conoscono né la vittoria né la sconfitta.
Ricorda che nel momento in cui il tuo stato emotivo è basso è di importanza vitale controllare le domande che ci guidano. Domande tipo “perché proprio a me?” o “perché ricado sempre negli stessi errori?” non ci aiutano certo a migliorare le cose. Le domande che ci facciamo devono essere potenzianti e mirate a trovare una soluzione al problema che ci si pone davanti. Ad esempio: “Che cosa c’è di buono in questo? Che cosa posso imparare? Come posso cambiare questa situazione?”
Se vogliamo cambiare la qualità della nostra vita agiamo su ciò che chiediamo a noi stessi e alle persone che ci stanno attorno. Quali domande potresti porti per ottenere nuove risposte che possano migliorare la tua vita?
Crea un ambiente intorno a te motivante: attacca frasi o immagini motivanti nei luoghi in cui passi la maggior parte del tuo tempo; attacca biglietti con i tuoi obiettivi in posti dove sei sicuro di vederli tutti i giorni; rendi partecipi i tuoi familiari del percorso che stai facendo e prenditi impegni con loro, chiedi il loro appoggio; ascolta musica motivante.
Il consiglio che posso ancora darti è di immaginare le conseguenze di una scelta.

Tratto dal libro evento d’inarrestabile successo Sveglia il vulcano che è in te di Giuseppe Arena

Come avere un atteggiamneto positivo

Luglio 29, 2009

COME AVERE UN ATTEGGIAMENTO POSITIVO

COME AVERE UN ATTEGGIAMENTO POSITIVO

Perché alcuni vivono determinate situazioni e si lasciano andare mentre altri ne prendono spunti per essere ancora più forti?La domanda è semplice ma ancora più semplice è la risposta:
Non sono le situazioni a fare le nostre vite, sono le risposte che noi diamo a determinarle. Risposte che, essendo nostre, abbiamo il potere di cambiare in qualsiasi momento. La mia filosofia è migliorare la qualità della vita assumersi l’impegno di dare la migliore risposta agli eventi che ci accadono, assumersi la responsabilità della propria vita e pensare positivo.
Pensare Positivo NON significa cercare di far apparire belle anche le cose che non lo sono, ma concentrarsi sulle soluzioni piuttosto che sui problemi per trovare sempre un altro modo di vedere le cose e uscire dagli schemi per rendere la mente flessibile.
Pensare a soluzioni folli per scegliere quella giusta e giocare bene le proprie carte per trarre il meglio da ogni situazione. Investire il 10% del tempo per ottimizzare il restante 90% e avere come obiettivo l’indipendenza finanziaria. Ottenere di più di cui si ha bisogno e molto di più di ciò che si merita conoscendo i propri limiti e sviluppare al massimo le proprie potenzialità.
Pensare positivo NON Significa viaggiare senza bagaglio, senza bussola e mappa stradale, ma… Essere leader di se stessi e sentirsi unici sperimentarsi in nuovi ruoli, battere strade nuove. Rinunciare alla perfezione e trovare la propria Passione. Investire in se stessi e allenarsi a vivere le emozioni positive: agire non re-agire.
Pensare positivo NON significa lasciare che altri dettino le proprie regole e il proprio ritmo ma riprendere la qualità della vita nelle proprie mani riscoprendo le risposte e la saggezza dentro di sé.
Rallentando la corsa ed ascoltare il proprio ritmo, alleggerendosi la vita, avendo un buon equilibrio psicofisico e piacersi prima di tutto e poi piacere agli altri offrendo un sorriso.
Importante e ascoltarsi per capirsi meglio, la felicità ha bisogno di creatività, di gioco, di intuito, di emozioni, di logica, di relazioni e di spirito. L’ecologia delle abitudini e della mente, l’equilibrio fra il naturale e il tecnologico mettendo i valori al primo posto, ai secondo i bisogni e al terzo i desideri.
Sono convinto che, nella vita, sia giusto che ognuno di noi ottenga il meglio. Certo, il meglio non è solo luci e palcoscenici, almeno non per tutti, ma qualunque sia il nostro personalissimo meglio siamo convinti sia giusto che ognuno di noi lo ottenga.
Il vero benessere nasce da un atteggiamento mentale. Ognuno di noi può cambiare atteggiamento e considerare il denaro in maniera diversa.
Ciò che siamo è la conseguenza di ciò che abbiamo pensato.
Formuliamo pensieri di protezione.
Non c’è posto per la malattia in un corpo dotato di pensieri armoniosi. I pensieri imperfetti sono causa di tutte le disgrazie dell’umanità, compresa la malattia, la povertà e l’infelicità.
Formulo pensieri perfetti. Vedo solo perfezione. “Io sono la perfezione”
Se abbiamo una malattia e ci concentriamo su di essa parlandone agli altri, finiamo per produrre altre cellule malate. Immaginiamo di vivere in un corpo perfettamente sano.
Parlare in continuazione della malattia alla gente, significa pensarci sempre.
La causa della malattia sta nel pensiero per cui è bene ripetere spesso: “Sto magnificamente”. “Mi sento proprio bene”, e senti che è davvero così. Quando le persone si concentrano completamente su ciò che non va e sui loro sintomi, non fanno altro che perpetuare quella situazione. La guarigione non avverrà finché non avranno spostato l’attenzione della malattia alla salute. Così funziona la legge di attrazione. Non dobbiamo lottare per liberarci dalla malattia, già il semplice lasciar andare i pensieri negativi consentirà al nostro naturale stato di salute di emergere dentro di noi. E il nostro corpo provvederà alla guarigione.
Il nostro corpo è il prodotto dei nostri pensieri. Pensare alla salute perfetta è qualcosa che chiunque di noi può fare a livello interiore, indipendentemente da quello che ci succede intorno e all’esterno. La nostra fisiologia crea la malattia per darci un feedback, per farci sapere che abbiamo una prospettiva sbilanciata o che in quel momento non proviamo amore e gratitudine.
I segnali e i sintomi fisici in questa ottica non sono così terribili. L’amore e la gratitudine dissolvono ogni negatività nella nostra vita. Il riso attrae la gioia, elimina la negatività e produce cure miracolose.
Non c’è posto per la malattia in un corpo sano dal punto di vista emozionale. Il tuo corpo elimina milioni di cellule al secondo e nello stesso tempo ne crea milioni di nuove.
La scienza ha dimostrato che il nostro corpo viene completamente sostituto nel giro di pochi anni, com’è possibile allora che quella particolare degenerazione o malattia vi rimanga per anni? Può essere trattenuta nel nostro corpo solo dal pensiero, dall’osservazione della malattia e dall’attenzione che le si presta.
Ricorda di vivere nel presente perché il presente è vivere, l’attimo fuggente non ti dice niente? Carpe diem, cogli l’attimo.
Favorite sempre le nuove amicizie e i rapporti interpersonali senza trascurare la famiglia e ritaglia del tempo solo per te, per fare ciò che ti piace realmente, se fai quello che ti piace sarai felice senza trascurare gli altri.
La disponibilità che mostrerai agli altri sarà apprezzata e preparati mentalmente a ricevere, perché per avere bisogna prima dare. Ascoltiamo con attenzione gli altri, mostriamo interesse per il prossimo che può essere il collega di lavoro, l’amica, il fidanzato o chiunque esso sia, la realtà degli altri è in quello che non può rivelare. Per capirlo, occorre accogliere le parole che non dice, cosi facendo svilupperemo l‘intelligenza emotiva che ognuno di noi ha già dentro di se.
La gratitudine è senz’altro il sistema migliore per far arrivare più cose nella nostra vita. La pratica della gratitudine è una delle vie attraverso le quali arriva la ricchezza, qualsiasi essa sia.
Quando ringraziamo come se avessimo già ricevuto quello che volevamo, trasmettiamo un potente segnale all’Universo. Il segnale comunica che possediamo già quella cosa, dato che proviamo gratitudine per il fatto di averla. Ogni mattina proviamo gratitudine per la giornata che ci aspetta, come se l’avessi già vissuta!
“Realizziamo qualunque cosa pensiamo e per la quale esprimiamo gratitudine”.
PROBLEMI O SOLUZIONI?

Tratto dal libro evento d’inarrestabile successo Sveglia il vulcano che è in te di Giuseppe Arena

VIVERE NEL PRESENTE…Il segreto di vivere nel presente.

Giugno 25, 2009

VIVERE NEL PRESENTE…Il segreto di vivere nel presente.

COME VIVERE NEL PRESENTE?A volte ci si imbatte nel nostro destino proprio sulla strada per evitarlo, occorre guardare con attenzione tutto ciò che ci accade, e da tutto possiamo trarre un messaggio, un insegnamento concreto. Per rendere una cosa speciale, devi solo credere che sia speciale!
Non avere paura di assumerti la responsabilità della tua felicità.
Ricorda, ieri è storia, domani sarà mistero, oggi è un dono è per questo si chiama presente!
Vivi nel presente perché il presente è vivere!Non c’è prezzo per la tua miticità, neppure per la tua attraenza, perché tu sei unico al mondo e non esiste primo e non esiste secondo, esisti solo tu.
Ogni volta che vi chiederanno “Sei pronto?” Rispondete: “Sono nato pronto”
Vivere nel presente e bene si può imparare. Eccovi in regalo alcuni spunti di riflessione per migliorare la qualità esistenziale della propria vita, per ampliare i confini di ristretti modelli di vita e coltivare la meraviglia e la gioia di vivere. Dai per certo che c’è sempre qualcosa di buono nascosto in ogni difficoltà o sfida. “Ogni volta che Dio vuole darti un dono, lo avvolge in un problema”, cerca sempre una lezione di valore: renditi conto che, qualunque situazione tu stia affrontando, è esattamente la situazione giusta di cui hai bisogno per arrivare al successo finale. Questa sfida ti è stata mandata per aiutarti ad imparare qualcosa, a diventare migliore e a crescere.
Amare se stessi che non è l’apice dell’egoismo, è la palestra per imparare ad amare gli altri. Esercitandoci a rivolgerci, prima di tutto nei confronti di noi stessi, con attenzione, rispetto e accettazione impariamo a relazionarci positivamente anche con gli altri.
Coltivare talenti, siamo tutti diversi, ognuno con
capacità peculiari da sviluppare e applicare nella vita quotidiana, anche al servizio degli altri. Ogni individuo arricchisce la sinfonia dell’umanità con la sua nota personale.
Ritrovare la meraviglia, la realtà è sempre molto più vasta, ricca, imprevedibile, di quanto si creda. Ricordando come
aprirci alla sorpresa e alla curiosità - qualità che i bambini ben conoscono - rinnoviamo continuamente il nostro sguardo sul mondo.
Usare la parola in modo impeccabile è quello che noi diciamo e come lo diciamo ha un
potere molto grande: può creare o distruggere mondi e persone. Diventare consapevoli di come usiamo la parola e del tono con cui lo facciamo ci rende più attivi nella creazione di relazioni di qualità.
Pensare con la propria testa e coltivare il pensiero attivo - quello propositivo, ideativo, riflessivo - e
monitorare il pensiero passivo - indotto dai media, dal parere altrui, dall’oziosa circolare a vuoto dei pensieri - ci permette di essere sicuri di non pensare, in realtà, pensieri altrui.
Attivare la volontà, non sempre abbiamo la “libertà da” - da un limite, da un deficit, da un impegno preso - ma abbiamo sempre la “libertà di” affrontarlo con un atteggiamento attivo e creativo,
da protagonisti e non da vittime.
Rispettare il silenzio, in un mondo sempre più frenetico e rumoroso diventa fondamentale scoprire e frequentare uno spazio interiore - e, quando possibile, anche silenziosi spazi esteriori, in natura - in cui
ritrovare la quiete e osservare con più distacco dentro e attorno a sé.
Praticare l’impegno concreto, chi legge queste pagine fa parte dell’8% delle persone più ricche del mondo (l’avreste mai detto?), che possono contare su un tetto sulla testa, un lavoro, e il necessario fabbisogno di cibo e acqua. E vogliamo
non fare nulla per gli altri?
Dialogare con la diversità, la bellezza e la complessità del nostro mondo, della nostra società e del nostro stesso organismo, è dato proprio dalla diversità e dalla combinazione di diverse componenti. Se fossimo tutti uguali il nostro pianeta sarebbe grigio e popolato da esseri informi.
Reinventarsi, non c’è limite agli interessi che possiamo coltivare, alle
arti che possiamo esercitare, ai giochi che possiamo giocare, alle lingue che possiamo imparare. Perché accontentarsi di una limitata idea di noi stessi e non arricchirci di conoscenza ed esperienza?
A volte non si è in grado di riconoscere la propria aggressività perché si è troppo occupati ad avere ragione.
Far sorridere gli altri è un modo di accrescere la propria energia positiva. Le persone in cui riponiamo la fiducia, hanno un ruolo determinante per la nostra evoluzione.
La vita quotidiana offre innumerevoli occasioni di agire in modo attento e consapevole nei confronti degli altri e della vita. I nostri valori vanno messi alla prova e trasformati inazione con l’impegno nel “qui e ora”.
L’idea più bella, il valore più alto, il proposito più nobile, hanno meno forza di una palla di neve al sole se non sanno esprimersi nella vita quotidiana con gesti concreti. Vale più una mano che tiene aperta la porta allo sconosciuto che sta passando pieno di pacchi che mille parole roboanti sull’amore per il prossimo a cui fa seguito un completo disinteresse per le persone più vicine. Se amo l’umanità ma tratto male le persone della mia famiglia, c’è qualche cosa che non va nella mia scala di valori. E’ vero, “
tra dire e il fare c’è di mezzo il mare“, ma i mari oggi si solcano, con barche, piroscafi e transatlantici. Non ci sono scuse, se non la pigrizia o l’ignavia, per non impegnarsi in prima persona nel tradurre in azioni e comportamenti quelli che sono gli ideali che animano i nostri pensieri e, magari, anche i nostri discorsi. Queste è l’epoca delle piccole cose. Proprio perché tutto sembra convincerci che occorre farne di grandi e che è difficile, anzi impossibile, per ogni piccolo individuo cambiare davvero il mondo, proprio per questo possiamo invece sottolineare e affermare il potere dimostrativo di tutto quanto di concreto può essere fatto nel quotidiano, attraverso un sorriso, un gesto, una telefonata, una scelta, una firma.
La realtà quotidiana va intrisa di valori, va intessuta di piccole azioni che testimoniano l’orientamento di un pensiero, di un anelito, che danno ancora più potere a un’alta visione perché questa si aggancia concretamente alla realtà. Alla fine sono le idee che cambiano il mondo, ma solo quelle che col mondo sanno trovare un collegamento concreto e costruttivo, solo quelle che sanno incidere sulla realtà. E’ nel tradurre un ideale in azione che diamo potere alla forza dell’idea che ci anima, che onoriamo la nostra più vera natura che liberi pensatori e di creatori del mondo. Come
ogni artista lavora con tre elementi - la tecnica, l’ispirazione e il supporto materiale - così le nostre materie prima sono le situazioni reali che la vita propone: un amico in difficoltà, un impegno necessario per la salvaguardia di un parco, un gesto di attenzione nei confronti di una categoria di persone svantaggiate, una scelta etica sul proprio posto di lavoro; l’ispirazione è il valore che vogliamo esprimere e la tecnica diventa il modo concreto con cui possiamo incidere sul reale. Non c’è soddisfazione più grande dello scoprire che, grazie a quello che abbiamo fatto, qualcuno ha sorriso, qualcuno ha mangiato, qualcuno si è salvato. L’idea diventa così più forte, più luminosa, più potente. L’esempio fa da cassa di risonanza e, grazie al riscontro pratico, allarga il suo campo d’azione, contagiando altri e diffondendo il suo effetto trasformativo. Possiamo incidere sulla realtà, per nessuna ragione dobbiamo rinunciare a questo potere! Tra il dire e il fare, c’è di mezzo, non il mare, ma l’esserci, davvero, e il riboccarsi le maniche: essere e agire!
Indagare sullo scopo della vita non si tratta di trovare risposte, quanto di porsi domande, di uscire dall’indifferenza, dall’estenuante sensazione che tutto ormai sia noto e scontato, dalla passiva accettazione di visioni della vita indotte da altri - dalla televisione, dalla pubblicità, dalla moda - per ritrovare la capacità di chiedersi “che cosa è davvero importante nella vita”, provando a rispondersi in prima persona, valutando autonomamente idee e stili di vita, confrontando diverse proposte e scegliendo quello che davvero risuona dentro, con autenticità.
Riaprire gli occhi sul mondo si acquista così la capacità di vedere la realtà nella sua unicità, momento per momento, e di provare stupore e meraviglia per il miracolo quotidiano dell’avere un tetto sulla testa, una tavola sempre imbandita, libertà di parola, salvaguardia dei diritti fondamentali… o anche semplicemente di avere gli occhi per vedere il colore dei fiori, la pelle per sentire la carezza del vento, un linguaggio comune per condividere emozioni ed esperienze. Tutte conquiste che la vita ha fatto per noi in centinaia di migliaia di anni!
Crearsi una scala di valori quando la visione si allarga, quando scopriamo di non essere soli, di non essere isolati dal resto dell’umanità e dal resto della creazione, avviene una riorganizzazione spontanea dei valori, si comincia a cogliere l’importanza dei piccoli gesti, dimostrazione concreta e immediata del senso di compartecipazione, della fratellanza e sorellanza implicita nel fatto stesso di essere “qui e ora” in questo tempo e in questo spazio. Chiedetevi quali sono i vostro valori e metteteli in graduatoria. Poi aggiornate l’elenco ogni sei mesi. Coltivare la gentilezza amorevole “Metta” la chiama la tradizione buddista, un atteggiamento di premurosità, benevolenza e affetto nei confronti di sé e degli altri che può essere sviluppato attraverso l’esercizio e la meditazione e che predispone la mente a vedersi in relazione agli altri e creare con le altre interazioni armoniche e collaborative.
Si sviluppa a partire dalla memoria, ricordando le sensazioni e le emozioni di gratitudine, gioia e affetto provate nei momenti migliori della propria vita e vivificando ed espandendo quello stato interiore attraverso il ricordo. Non giudicare le azioni di qualcuno senza conoscere le sue vere motivazioni.

Tratto dal libro Sveglia il vulcano che è in te di Giuseppe Arena